A partire da gennaio 2022 tutte i nuclei familiari con figli a carico potranno dire ufficialmente addio a tutte le agevolazioni statali che fino ad ora sono state date in modo sparso e, a volte, confusionario, come ad esempio le detrazioni IRPEF, il bonus Mamma domani e il Bonus Asilo nido.

Con il nuovo anno infatti entrerà ufficialmente in attività l’assegno unico universale, ovvero la formula che il Governo ha ideato per inglobare tutti gli incentivi volti a supportare le famiglie in cui siano presenti figli minorenni.

Ma tra le tante lodi a questo nuovo assegno onnicomprensivo per le famiglie, spuntano come sempre anche delle critiche, sopratutto in relazione al rapporto e alla differenza che intercorre tra l’assegno unico e le detrazioni IRPEF.

Con la cancellazione delle detrazioni IRPEF, infatti, si è pensato ad una possibile (e consistente) perdita economica per le famiglie.

Ecco che RADIO Barbara in questo video ci spiega meglio quali siano le differenze tra i due incentivi: ASSEGNO UNICO E BONUS IRPEF COME RICHIEDERLI.

 

Addio per sempre (forse!) alle detrazioni IRPEF per i figli a carico

Senza dubbio le detrazioni fiscali che il genitore portava in fase di dichiarazione dei redditi ha rappresentato l’agevolazione più importante e più utilizzata nel corso del tempo.

Ma la sua esistenza sembra essere arrivata al capolinea.

Insieme al bonus mamma domani, al bonus bebè e a tutti gli altri bonus che nel corso del tempo sono stati formulati, anche le detrazione fiscali IRPEF per i figli a carico verranno inglobate nell'assegno unico universale.

Ma in cosa consistono queste detrazioni per i figli a carico?

In modo molto semplice, si può dire che in caso di figli, minorenni e non, presenti nel nucleo familiare, i genitori (o il genitore, nel caso in cui vi sia affido esclusivo del minore) fino ad oggi ha avuto diritto ad una detrazione al momento del pagamento delle tasse.

Tale detrazione è commisurata e dipende da due valori fondamentali:

  • la situazione reddituale del nucleo familiare richiedente;
  • il numero dei figli a carico.

Tuttavia, questo tipo di sgravio fiscale non è aperto a tutti i genitori, ma devono essere rispettati alcuni requisiti, ovvero:

  • il nucleo familiare richiedente deve avere un reddito complessivo pari o inferiore a 95.000 euro; tale limite può essere incrementato, nel caso in cui i figli a carico siano due o più,  di 15.000 euro per ciascun figlio;
  • il figlio che risulta essere a carico può avere qualsiasi età ma deve dipendere fiscalmente dal nucleo familiare del genitore, quindi non deve percepire per l’anno un reddito al di sopra dei 2.840,51 euro; il limite del reddito del figlio viene innalzato a  4.000 euro nel caso in cui non abbia di più di 25 anni.

Quindi, mentre con l’assegno unico universale il nucleo familiare riceve un incentivo economico, con cadenza mensile, per tutti i figli a carico (fino all’età massima di 21 anni), con la detrazione IRPEF l’agevolazione è rappresentata da uno sgravio al momento del pagamento delle tasse.

Un punto in comune tra le due formule di supporto statale è rappresentato dalla logica in base alla quale si calcola l’una o l’altra agevolazione: in entrambi i casi infatti il valore è inversamente proporzionale alla crescita del reddito del nucleo familiare richiedente.

Per quanto riguarda infatti le detrazioni IRPEF, fino a dicembre 2021, il loro importo è organizzato in base al seguente schema:

  • detrazione IRPEF di base: importo pari a 950 euro;
  • detrazione per figli di età inferiore a 3 anni: 1.220 euro;
  • detrazione per i figli con disabilità grave, in base a quanto stabilito dall’articolo 3 della legge 104: ulteriore aggiunta di  400 euro all’importo base;
  • presenza di tre o più figli nel nucleo familiare richiedente: incremento dell’importo base di 200 euro per ciascun figlio.

In generale la formula impiegata per calcolare quanto effettivamente spetta dalle detrazioni IRPEF è la seguente:

95.000 - (meno) l’importo del reddito netto (devono quindi essere eliminate tutte le altre eventuali detrazioni presenti o le aggiunte scaturire dal possesso di fabbricati assoggettati alla cedolare secca) / (diviso) 95.000.

Da gennaio, assegno unico universale per tutti

Questa nuova agevolazione per i nuclei familiari con figli a carico è stata presentata dal Presidente del Consiglio Mario Draghi come una novità rivoluzionaria per le famiglie italiane.

Un supporto economico statale indispensabile per tantissimi nuclei familiari che, in base a quanto è stato dichiarato dal Ministero delle pari opportiunità, interesserà già dal prossimo gennaio circa l’80% delle famiglie italiane.

In base ai calcoli effettuati su dati statisti e proiezioni proposte dall’ISTAT, infatti, stando ai quali 8 famiglie su 10 presentano una dichiarazione ISEE al di sotto dei 30.000 euro, in media ogni famiglia italiana avente diritto potrà godere di un assegno mensile di importo pari a 161 euro mensili per ciascun figlio minorenne e 97 euro per ogni figlio tra i 18 e i i 21 anni.

A differenza dell’assegno unico, le detrazioni IRPEF non spettano a tutti

Ma la vera importante novità portata dall’assegno unico universale è data dal fatto che quest’incentivo non esclude alcuna categoria di genitori, come invece succedeva con tutte le agevolazioni a cui presto dovremo dire addio, come ad esempio le detrazioni IRPEF per i figli a carico.

A rimanere ancora una volta esclusi da questo sgravio fiscale sono sempre i lavoratori possessori di partita IVA, ovvero quegli autonomi, soggetti al regime forfettario, rimangono esclusi dalle detrazioni IRPEF previste per i figli a carico, appunto.

In presenza di un regime fiscale agevolato e semplificato, infatti, vengono escluse tutte le forme di detrazioni. Quindi non solo quelle previste per i figli a carico, ma anche le detrazioni ad esempio per le spese sanitarie, dal momento che il loro importo viene calcolato, come dice il nome stesso, su una base forfettaria, in base all’attività svolta e al codice ATECO di riferimento.

Al contrario, i possessori di partite IVA ordinaria possono ancora per questi pochi mesi poter usufruire delle detrazioni IRPEF.

La norma infatti prevede che siano applicate e aliquote e le formule utilizzate anche per i lavoratori dipendenti, anche se nella realtà esistono delle differenze sostanziali tra le detrazioni fiscali che spettano poi di fatto ai lavoratori dipendenti e quelle destinate ai liberi professionisti che lavorano con partita IVA.

Un ulteriore motivo che ha spinto il Governo Draghi al voler dire addio alle detrazioni IRPEF per i figli a carico, procedendo con la messa in pratica dell’assegno unico anche per i libero professionisti, che già stanno usufruendo dell’assegno unico ponte.

lavoratori autonomi infatti, insieme ad un altra serie limitata di categorie di genitori, sono stati i primi a poter sperimentare l’assegno unico che, con la sua forma transitoria, è stato attivato già dal mese di luglio 2021, fino a quando, a gennaio 2022, non entrerà in vigore l’assegno unico universale.

Addio alle detrazioni IRPEF ma con qualche penalizzazione

Come indicato dalla legge delega del 21 aprile 2021, da gennaio 2022 tutti gli utenti dovranno dire addio alle agevolazioni per i figli a carico che sono esistite fino a quest’anno.

Anche le detrazioni IRPEF, infatti, confluiranno in questa nuova formula onnicomprensiva.

Proprio la cancellazione di quest’agevolazione, però, porta con sé non poche critiche dal momento che alcuni nuclei familiari ne rimarranno penalizzati.

Basti pensare che delle detrazioni IRPEF possono usufruirne i nuclei familiari con reddito fino a 95.000 euro mentre per poter richiedere l’assegno unico il limite dell’ISEE è di 50.000 euro.

Anche gli importi complessivi dell’assegno unico, inoltre, non possono essere parificati a quelli delle detrazioni IRPEF.

Proprio per cercare di attutire il più possibile questo distacco, il Governo ha scelto di attuare questa transizione in modo molto graduale, mantenendo valide le detrazioni fiscale per gli aventi diritto ancora per tutto l’anno fiscale 2021.

Solo a partire dal 2022, quindi, tutte queste “vecchie” agevolazioni verranno definitivamente abolite, anche se è probabile che altre novità si affacceranno per gli utenti subito dopo la prossima riforma dell’IRPEF che è già in programma.

Esistono anche altre differenze tra le detrazioni fiscali IRPEF e l’assegno unico

Oltre all’importo del reddito del nucleo familiare richiedente, un’altra importante differenza tra le due agevolazioni è rappresentata dal limite dell’età dei figli per i quali si può usufruire dell’assegno unico o delle detrazioni IRPEF.

Nel caso dell’assegno unico universale, infatti, questo spetta a tutti i genitori che abbiano figli a carico minorenni o, al massimo, fino al compimento dei 21 anni ma solo in determinati casi.

Nello specifico, l’assegno unico può essere richiesto per i figli tra i 18 e i 21 anni nel caso in cui questi siano studenti o apprendisti e appartenenti a nuclei numerosi.

L’unica situazione in cui non sono previsti limiti d’età per l’assegno unico è nel caso in cui il figli a carico abbia disabilità gravi.

Nel caso delle detrazioni fiscali IRPEF, invece, non vi è alcun limite di età dei figli a carico.

In questo caso infatti l’età va ad incidere solo sull’importo delle detrazioni:

  • se il figlio ha meno di 24 anni, le detrazioni possono essere richieste dai genitori anche se il figlio percepisce un reddito a 4.000 euro;
  • se il figlio ha più di 24 anni, invece, il reddito percepibile può essere al massimo di 2.840,51 euro.

Proprio questa differenza tra le due agevolazioni preoccupa i contribuenti.

Stando così le cose, infatti, la norma rischia di lasciare un “vuoto” tra le due misure.

Per questo motivo il Governo è chiamato a trovare formule transitorie che compensino questo divario.