Assegno unico figli: fai domanda senza ISEE! 2 situazioni

Assegno unico figli: fai domanda senza ISEE! 2 situazioni. E' possibile presentare domanda per richiedere l’Assegno unico per i figli anche in assenza di Isee tuttavia, l’importo di questo assegno sarà ridotto al minimo che è pari a 50 euro, se il nucleo familiare è composto da figli minorenni, diventerà pari a 25 euro, se il nucleo è composto da figli maggiorenni. Leggi l'articolo e scopri come fare!

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Tutti sappiamo che alla fine del precedente anno, è stato istituito con il decreto n. 230 dello scorso 21 dicembre, la misura di sostegno definita Assegno unico e universale per i figli.

È una misura di sostegno pensata per tutte le famiglie che hanno figli a carico, che verrà loro pagata fino a che questi non compiano il ventunesimo anno di età. L’erogazione di questa misura è prevista partire dal prossimo 1° marzo.

Ad ogni modo, la cosa che non tutti sanno forse, è che le domande per poter richiedere questo Assegno unico, si possono presentare anche senza la presenza di una dichiarazione Isee, tuttavia in questo caso l’importo del sussidio si riduce al valore minimo di 50 euro.

Adesso, prima di descrivere nel dettaglio come si può presentare la domanda per avere il sostegno anche in assenza di Isee, ricordiamo che cosa è l’Assegno unico e universale per i figli a carico.

Assegno unico: che cosa è

L’Assegno unico e universale è una misura di sostegno che il Governo ha previsto in favore di tutte le famiglie che hanno dei figli a carico. Si sostanzia nel pagamento di una prestazione di natura economica che verrà erogata fintanto che i figli non compiano ventuno anni.

Le cose cambiano se nel nucleo sono presenti dei figli disabili, in quanto il pagamento di questa prestazione non ha più alcun limite temporale, mentre risulta essere erogato, ma secondo determinate condizioni, se nel nucleo i figli sono maggiorenni e fino a che questi non compiano ventuno anni.

L’ammontare di questo sostegno di natura economica poi, non è uguale per tutti i nuclei familiari, in quanto il suo importo è il risultato della combinazione di diversi fattori.

Concorrono infatti a determinare l’importo dell’assegno, ovviamente l’età e il numero dei figli che ci sono all’interno della famiglia, l’eventuale presenza di condizioni di disabilità per i figli e da ultimo, cosa non meno importante, concorre a definire l’importo dell’assegno anche la situazione economica de nucleo familiare.

Questa condizione economica del nucleo richiedente il sostegno, viene desunta dall’indicatore Isee che risulta essere determinabile nel momento in cui si presente la domanda.

L’Assegno poi è stato definito unico e universale.

È unico perché attraverso questo assegno si sono sostituite tutte una serie di misure a sostegno della famiglia e a supporto della natalità, ed è detto universale, perché la sua caratteristica principale, è che viene erogato a chiunque, anche alle famiglie che un Isee non lo hanno, ma anche alle famiglie che hanno un Isee la cui soglia superi i 40 mila euro annui.

Assegno unico: i destinatari

Per quanto sopra detto e per quanto specificato in modo dettagliato dallo stesso decreto n. 230/21 all’art.3, l’Assegno può essere erogato in favore di tutti lavoratori, siano essi dipendenti, pubblici privati, o lavoratori autonomi.

Inclusi nella manovra, tra i possibili destinatari però, risultano anche i pensionati, i disoccupati, gli inoccupati e così via; nessuno risulta essere escluso a conferma dell’universalità del sussidio.

La misura è dunque universale ma i soggetti richiedenti comunque, devono avere determinati requisiti per poterne avere diritto, requisiti che, tra l’altro, devono persistere per tutto il periodo di godimento del sussidio.

In dettaglio, possono richiedere l’Assegno unico, tutti i cittadini italiani o di uno stato appartenente alla Comunità europea, così come può richiederlo chi si trovi nel territorio comunitario perché ha un regolare permesso di soggiorno per motivi di ricerca o di lavoro, o chi sia in possesso di un permesso di soggiorno di lungo periodo.

Questa condizione del permesso di soggiorno in entrambe le ipotesi sopra menzionate, non basta però ad acquisire il diritto all’ Assegno, in quanto per questo, si deve avere la residenza o il domicilio in Italia e dunque, dover pagare le imposte sul reddito direttamente nel nostro paese.

In alternativa a quest’ultimo requisito, questi possono essere anche soggetti che risiedano da almeno due anni in Italia anche non in modo continuo, purché però abbiano un contratto di lavoro a tempo indeterminato oppure determinato, ma della durata almeno semestrale.

Ricordiamo poi che l’Assegno è un sussidio che verrà erogato direttamente dall’Inps non solo a tutte le famiglie che hanno figli a carico, ma anche a tutti coloro che nel nostro paese, sono destinatari di RDC.

Per chi fosse interessato un video tratto dal canale Servizi G.Horus - YouTube, offre spuntiinteressanti sul tema.

Assegno unico figli: importo assegno

Abbiamo detto che all’importo dell’Assegno concorrono diversi fattori alcuni facenti direttamente riferimento alla composizione del nucleo familiare, sia in termini di numerosità che di specifiche caratteristiche altri invece, sono legati direttamente alla condizione reddituale certificata attraverso l’Isee.

In generale l’importo dell’Assegno è pari a 175 euro, da corrispondere mensilmente a tutte quelle famiglie il cui Isee non superi i 15 mila euro.

È ovvio poi che l’importo di questo Assegno si riduce a mano a mano che la soglia Isee di riferimento aumenta. L’importo di questo Assegno raggiungerà il valore minimo in due casi particolari ossia, quando abbiamo un nucleo familiare senza Isee, oppure questo quando nucleo ha un indicatore Isee superiore a 40 mila euro annui.

In tal caso l’importo dell’assegno si abbassa drasticamente ed è pari a 50 euro mensili, se nel nucleo ci sono figli minorenni, è pari a 25 euro mensili, se nel nucleo ci sono figli maggiorenni.

Quando i figli presenti nel nucleo sono maggiorenni, ovviamente, l’importo dell’Assegno mensile si riduce passando da 175 euro a 85 euro e sarà corrisposto fintanto che questi non compiano 21 anni e sempre che la soglia Isee del nucleo familiare, non superi i 15 mila euro.

Ovviamente anche in tale eventualità l’importo si riduce all’aumentare della soglia Isee di riferimento e raggiungerà il valore minimo di 25 euro come abbiamo sopra detto in assenza di Isee o con un Isee superiore a 40 mila euro.

Assegno unico: le maggiorazioni

L’importo mensile dell’Assegno unico può poi venire maggiorato in particolari condizioni. Se si ha sempre un Isee inferiore a 15 mila euro ma nel nucleo ci sono più di due figli, l’Assegno sarà di 85 euro per ogni figlio in più rispetto al secondo.

In una situazione di questo tipo anche il livello minimo dell’assegno cambia e sarà di 15 euro mensili se il nucleo è senza Isee oppure il suo Isee supera i 40 mila euro.

Altro motivo di maggiorazione è la presenza di figli disabili all’interno del nucleo. Si parte da un valore di 105 euro per ogni figlio non autosufficiente e si riduce progressivamente ad un valore di 95 euro o 85 euro a seconda che il figlio presenti disabilità grave oppure media.

Queste maggiorazioni valgono se i figli disabili sono minorenni; se invece questi sono maggiorenni, fintanto che non compiono 21 anni di età l’importo dell’Assegno è di 50 euro.

Se i figli sono disabili maggiorenni con più di 21 anni poi, il parametro di riferimento per determinare l’importo dell’Assegno è la condizione Isee, in quanto questo sarà di 85 euro mensili con un Isee inferiore a 15 mila euro, pari a 25 euro mensili se l’Isee supera i 40 mila euro.

Un Assegno unico di 20 euro mensili è poi previsto per le mamme che hanno meno di ventuno anni e con figli minorenni.

Una statuizione particolare disciplina il caso in cui poi entrambi i genitori sono percettori di redditi da lavoro. Se il reddito complessivo dei due coniugi non supera i 15 mila euro, allora l’Assegno mensile è di 30 euro per ogni figlio minorenne.

L’importo di questo Assegno si riduce progressivamente all’aumentare dei redditi da lavoro e si annulla completamente, se il nucleo ha reddito complessivi superiori a 40 mila euro.

Da ultimo è prevista una maggiorazione fino a 100 euro se nel nucleo ci sono almeno quattro figli.

Assegno unico: come richiederlo

Abbiamo detto che l’Assegno unico deve essere opportunamente richiesto con apposita domanda.

Questa domanda ha una durata di un anno e per il 2022, si è avuta la possibilità di presentarle a partire dal 1° gennaio per i mesi che vanno da febbraio fino a marzo del prossimo anno.

Autorizzato a presentare la domanda può essere esclusivamente uno dei due genitori che eserciti la potestà genitoriale, anche se lo stesso non risulti essere più convivente con il figlio.

Tale domanda in aggiunta, può essere anche presentata da un tutore sia del figlio che del genitore, in alternativa alle due ipotesi precedenti, la domanda può essere fatta direttamente dal figlio nel caso in cui questo abbia raggiunto la maggiore età.

Così facendo, il figlio si sostituisce completamente al genitore nella richiesta e diventerà anche colui che percepirà direttamente l’assegno.

Questa domanda deve essere fatta in via telematica direttamente dal sito dell’Inps o sfruttando il canale telefonico sempre dell’ente, tramite l’aiuto di caf e patronati.

Bisogna specificare che l’Assegno unico verrà corrisposto direttamente dall’Inps senza necessità di presentare alcuna domanda, a tutti coloro che nel nostro paese percepiscono il RDC.

Assegno unico: il pagamento

Il periodo di pagamento di questo Assegno dipende direttamente dal momento in cui si è presentata la domanda.

I pagamenti inizieranno materialmente dal mese di marzo e nello specifico, se le domande sono state presentate nei mesi di gennaio e febbraio, questi assegni saranno pagati tra il 15 e il 22 del mese.

Anche per tutte le domande che saranno inoltrate tra i mesi di gennaio e giugno 2022, l’inizio del pagamento dell’Assegno coinciderà con il mese di marzo, ma in tal caso, oltre alla corresponsione degli assegni futuri, ovviamente ci sarà anche il pagamento di tutti gli arretrati.

Situazione diversa è il caso in cui invece, le domande arrivino all’Inps successivamente al mese di giugno.

In tal caso per tutte le domande che sono fatte a partire dal 1° luglio del 2022, il pagamento dell’Assegno avverrà a partire dal mese successivo a quello in cui è stata presentata la domanda, tuttavia non comprenderà la corresponsione degli arretrati, ma il suo ammontare dipenderà solo dal valore dell’indicatore Isee al momento della presentazione della domanda stessa.

Assegno unico: come viene pagato

Il pagamento di questo Assegno poi, viene fatto direttamente dall’Inps con bonifico domiciliato o con accredito diretto sul conto corrente bancario o postale del richiedente, ecco perché si deve fornire indicazione del proprio Iban nel momento in cui si presenta domanda per la richiesta del sussidio.

Assegno unico: si può ricevere senza Isee?

Iniziamo subito col dire che, sebbene sia una misura ancorata alla situazione reddituale del nucleo familiare, si può richiedere l’Assegno unico anche senza presentare alcun Isee, ma ovviamente anche l’importo dell’assegno sarà condizionato da questa situazione.

Ma innanzitutto andiamo a vedere quale è l’Isee a cui fare riferimento quando si presenta la domanda per l’Assegno unico.

Assegno unico: quale Isee rileva

Abbiamo specificato che gli assegni inizieranno ad essere pagati già dal mese di marzo, potendo trovare in questo caso completa copertura le domande che sono pervenute nei mesi di gennaio e febbraio. Oltre a questa condizione sui termini di presentazione della domanda, si dovrà aver anche aggiornato il valore dell’Isee.

Tuttavia in questo caso non bisogna allegare alla domanda l’indicatore Isee perché è direttamente l’Inps a poter accedere immediatamente a questa informazione, sfruttando le informazioni raccolte nelle sue banche dati partendo dal codice fiscale del minore per il quale è stata presentata la domanda.

Assegno unico: si può presentare l’Isee successivamente?

Può accadere poi, che l’Isee venga presentato in un momento successivo a quello di presentazione della domanda. In questo caso gli effetti sull’ammontare dell’Assegno dipenderanno dalla scadenza entro la quale questo indicatore verrà presentato.

Si possono infatti verificare due differenti situazioni ossia Isee presentato entro il 30 giugno del 2022 e Isee presentato a partire dal mese di luglio.

Nella prima situazione accade che oltre all’ammontare dell’Assegno per il futuro, si avrà diritto anche alla corresponsione di tutti gli arretrati a partire dalla data di inizio pagamento del sussidio, ovvero marzo 2022.

Nella seconda eventualità invece, l’importo dell’Assegno dipenderà esclusivamente dal valore dell’Indicatore Isee al momento della presentazione della domanda e non ci sarà alcuna corresponsione degli arretrati.

Assegno unico: si può fare domanda senza Isee

Differente è invece il caso in cui si faccia domanda per l’Assegno unico senza presentare alcun Indicatore Isee. Ricordiamo che tale eventualità è possibile in quanto abbiamo detto che tale Assegno è non solo unico, ma anche universale, per cui viene corrisposto anche quando non si ha alcun Isee o anche nel caso in cui si abbia un Isee maggiore di 40 mila euro annui.

In entrambe le ipotesi però, stabilisce il decreto, che l’importo dell’assegno verrà corrisposto per l’ammontare minimo.

Quindi, riassumendo, possiamo dire che sì, è possibile presentare domanda per richiedere l’Assegno unico per i figli anche in assenza di Isee tuttavia, l’importo di questo assegno sarà ridotto al minimo che è pari a 50 euro, se il nucleo familiare è composto da figli minorenni, diventerà pari a 25 euro, se il nucleo è composto da figli maggiorenni.