Dopo un'attesa durata mesi e la sua attivazione in via transitoria con il nome di Assegno Temporaneo, arriva finalmente il decreto attuativo e con lui la normativa che regolerà l’Assegno Unico per i Figli.

Si tratta di un maxi bonus famiglia INPS annunciato con il Family Act, che dal 1 gennaio 2022 dovrà sostituire tutto il complesso di incentivi presenti. Dunque i bonus famiglia non saranno più frazionati, ma ce ne sarà solo uno che li accorperà tutti e sarà appunto l'Assegno Unico. A sparire saranno in dettaglio: gli assegni familiari, il bonus bebè, il bonus mamme domani e il bonus asilo nido.

In compenso, l'Assegno Unico offre una prestazione per ogni figlio disabile o entro i 21 anni di èta presente in famiglia e sarà assegnato anche senza ISEE, situazione in cui l’importo minimo è comunque 50 euro al mese per figlio, cioè 600 euro all'anno.

La cifra mensile di Assegno Unico sarà calcolata in base all’ISEE del nucleo familiare e ad una serie di altri fattori, in ogni caso una famiglia con un solo figlio, ma reddito inferiore o uguale a 15.000 euro, può ottenere 2.100 euro all’anno di base a cui devono aggiungersi le maggiorazioni del caso.

L'Assegno Unico sarà richiedibile a partire dal 1 gennaio 2022 e assegnerà una cifra mensile erogata da marzo 2022 a febbraio 2023, scopriamo perciò più dettaglio come funziona il nuovo bonus INPS, quali sono i suoi importi e come si inoltra la domanda di richiesta.

Assegno Unico al via dal 2022. Ma quali sono i requisiti?

Poiché l'Assegno Unico ingloba al suo interno i vari bonus famiglia INPS, anche quelli senza ISEE, esso stesso è una prestazione accessibile ai redditi alti. Tuttavia, gli importi saranno comunque calibrati sul reddito, crescendo al decrescere dello stesso.

Si deve poi tener conto che gli importi sono assegnati per ciascun figlio a carico e ci sono maggiorazioni, ad esempio in caso di membri disabili in famiglia.

Scenderemo nel dettaglio del calcolo degli importi dell'Assegno Unico nel prossimo paragrafo, adesso vediamo in cosa consistono i requisiti di accesso.

Come si è detto all'Assegno Unico hanno diritto anche i redditi alti perciò esso è rivolto:

  • a tutti i cittadini italiani, di uno stato membro dell’Unione Europea o anche extra-UE se residenti in Italia;
  • i cittadini che pagano le tasse relative al reddito in Italia;
  • chi risiede in Italia da almeno due anni oppure ha un contratto di lavoro a tempo indeterminato, o determinato ma di una durata minima di almeno sei mesi.

Importi base dell’Assegno unico e maggiorazioni per le famiglie numerose

I cittadini in possesso di questi requisiti avranno accesso all'Assegno Unico cioè ad un contributo mensile per ogni figlio a carico, tuttavia si parte da una cifra base corrisposta per ciascun figlio minore in questa misura e calibrata sul reddito:

  • ISEE inferiore o uguale a 15.000 euro all’anno, 175 euro al mese per figlio;
  • ISEE compreso tra 15.000 e 40.000,00 euro all’anno, una cifra che varia in base al reddito dai 175 ai 50 euro al mese;
  • ISEE superiore a 40.000 euro all’anno, 50 euro al mese per figlio.

Ricordiamo che l’Assegno unico spetta anche per i membri compresi tra i 18 ed i 21 anni in una misura massima di 85 euro a beneficiario, se questi non lavorano e potranno farne richiesta anche in prima persona.

Tenendo conto di questi importi base calibrati sull’ISEE vi sono delle maggiorazioni per i nuclei familiari numerosi, con persone disabili o anche in cui i genitori sino in circostanze lavorative particolari.

Prima di tutto, nel caso in cui i minori a carico nel nucleo familiare siano almeno tre, c’è una somma extra così assegnata:

  • ISEE inferiore o uguale a 15.000 euro all’anno, 85 euro al mese;
  • ISEE compreso tra 15.000 e 40.000 euro all’anno, una cifra che varia in base al reddito da 85 a 15 euro al mese;
  • ISEE superiore a 40.000 euro all’anno, 15 euro al mese.

Qualora si trattasse di nuclei in cui il numero dei minori a carico è inferiore o uguale a quattro, c’è ancora un’altra maggiorazione forfettaria che è di circa 100 euro.

Maggiorazioni degli importi dell’Assegno Unico in caso di figli disabili

Nel caso in cui uno dei minori sia affetto da disabilità o handicap allora gli importi dell'Assegno Unico salgono ancora e spetta una somma mensile extra per ciascuno di loro e calibrata non in base al reddito, ma alla gravità della disabilità. Cioè, qualora il disabile fosse “non autosufficiente”, otterrà altri 105 euro euro; se la disabilità è di tipo grave, 95 euro; se la disabilità è di tipo medio, 85 euro.

Nel caso in cui il disabile a carico sia maggiorenne spetta comunque una maggiorazione, ma calcolata in modo diverso. Ovvero:

  • se il disabile ha un’età compresa tra 18 e 21 anni, 50 euro al mese a prescindere dall’ISEE;
  • se il disabile ha più di 21 anni, allora agli ISEE inferiori o uguali a 15.000 euro spetta una cifra variabile e calibrata sul reddito tra 85 e 25 euro;
  • se il disabile ha più di 21 anni, agli ISEE inferiori superiori a 40.000 euro spettano 25 euro.

È infine prevista un’altra maggiorazione che parte da 30 euro a figlio è si azzera quando il reddito arriva a 40.000 euro, che si applica ai nuclei dove entrambi i genitori lavorano. Analogamente se la madre ha meno di 21 anni le spetta una maggiorazione di 20 euro a figlio, a prescindere dal reddito ISEE.

Nel nuovo video YouTube dei TheWam.net trovate tutti sui nuovi importi dell'Assegno Unico: 

  

Quando, come e dove fare richiesta per l'Assegno Unico per i Figli 

Per quanto riguarda le domande di richiesta per l'Assegno Unico per i Figli la normativa ha stabilito che le domande debbano essere presentate ogni anno a partire dal 1 gennaio, per il 2022 saranno assegnati i contributi validi da marzo 2022 a febbraio 2023.

L'assegno unico è gestito dall’INPS e come tale la richiesta dovrà avvenire attraverso procedura telematica sul portale web. Nel caso di genitori non conviventi in cui uno ha la custodia esclusiva dei figli minori allora alla prestazione ha diritto solo il genitore affidatario. Diversamente, in caso di affidamento congiunto o convivenza può essere diviso in egual misura tra i genitori. L’invio delle domande potrà comunque essere affettata a partire dal settimo mese di gravidanza.

I titolari di Reddito di Cittadinanza non dovranno invece presentare alcuna domanda per ricevere l’Assegno Unico, perché a loro spetta l’assegnazione e l’erogazione automatica in caso di sussistenza dei requisiti, l’INPS si occuperà infatti anche del calcolo dell’importo spettante in relazione alla scala di equivalenza del RdC.

L'Assegno Unico spetta anche ai figli maggiorenni, di età compresa tra i 18 ed i 21 anni, i quali possono farne autonomamente domanda. Ma questi per diventare beneficiari devono essere in possesso di una delle seguenti condizioni:

  • frequentare un corso universitario, scolastico, di formazione professionale, il servizio civile o un tirocinio;
  • svolgere un lavoro da cui provenga un reddito complessivo di massimo 8.000 euro annui;
  • essere disoccupati, ma iscritti ai centri pubblici per l’impiego.

In ogni caso l'Assegno Unico sarà pagato con versamento su conto corrente cioè non si tratterà di noiose detrazioni o sconti sulle tasse, ma si otterrà direttamente un bonifico mensile dall’INPS.

Nuovi posti di lavoro all'INPS per gestire l’Assegno Unico

E veniamo ad un altro aspetto spesso sottovalutato e cioè l’enorme ondata di nuove assunzioni e posti di lavoro nella Pubblica Amministrazione che saranno disponibili al fine di gestire il nuovo maxi bonus famiglia INPS, chiamato Assegno Unico per i Figli.

Il decreto attuativo che sancisce l’entrata in vigore della nuova prestazione, di cui si attende ancora la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, allo stesso tempo stabilisce anche la dotazione da destinarsi all'INPS per le nuove assunzioni che dovranno coprire 385 nuovi posti di lavoro. Per il solo 2022 a tale scopo l’Istituto avrà a disposizione 20 milioni di euro.

Si tratta di assunzioni a tempo indeterminato di personale di Area C (profilo economico C1), ma per i dettagli si dovrà aspettare l’apertura dei concorsi e gli avvisi pubblici relativi.

I bandi saranno ovviamente pubblicati sul sito dell’INPS, ma trattandosi di concorsi pubblici la procedura sarà la nuova prevista per la Pubblica Amministrazioni e cioè l’esaminazione per titoli seguita dalle prove scritte da effettuarsi al computer e la prova orale.

Spunta un nuovo bonus famiglia INPS 2022 compatibile con l'Assegno Unico

L'Assegno Unico, anche detto Assegno Universale, avrà come conseguenza quella di far sparire la gran parte degli altri bonus famiglia INPS. Tuttavia, se incentivi spariscono altri fanno la loro comparsa, sempre in supporto alle famiglie con figli e si caratterizzano come compatibili con l'Assegno Unico.

Se infatti l’Assegno comporta maggiorazioni in caso di membri disabili, a cui per altro non si applica nessun requisito di età, da quest’anno per i genitori con figli che ricadono sotto la tutela della Legge 104 viene istituito un nuovo incentivo chiamato bonus genitori di figli disabili INPS.

Tale incentivo era stato previsto nella scorsa manovra di bilancio, ma la normativa è stata rivista con il DL Sostegni bis e la sua attivazione c’è stata solo di recente.

Questo bonus INPS consiste in un aiuto ai genitori di figli con una disabilità almeno del 60% se maggiorenni, “non autosufficienti” se minorenni, per cui disabilità ed handicap non si misurano ancora in percentuale.

Tali nuclei familiari avranno diritto a questo contributo extra se hanno un ISEE inferiore uguale a 3.000 euro e se si tratta di nuclei monoparentali, monoreddito o con genitori disoccupati.

Il tempo di attivazione del bonus genitori di figli disabili INPS per ora è sperimentale e sarà in vigore fino a fine 2023. 

Per quanto riguarda gli importi questi consistono in una cifra mensile erogata per 12 mesi e, a differenza dell'Assegno Unico e di altri bonus INPS, sono piuttosto facili da calcolare e assegnano:

  • 150 euro, se in famiglia è presente un solo figlio disabile;
  • 300 euro, se in famiglia sono presenti due figli disabili;
  • 500 euro, se in famiglia sono presenti più di due figli disabili.

In ogni caso, è bene tener presente che la dotazione assegnata dal governo al fine di erogare il bonus genitori di figli disabili INPS non subirà variazioni, cioè non saranno messi altri fondi a disposizione.

Questo vuol dire che, qualora il numero di aventi diritto fosse superiore per le possibilità economiche dell’INPS, l’organo stilerà una graduatoria per assegnare il beneficio e che seguirà questo ordine: 1) redditi più bassi; 2) nuclei con minori a carico disabili; 3) nuclei dove il maggiorenne ha una disabilità grave; 4) nuclei dove il maggiorenne ha una disabilità media.