In seguito all’incontro tenutosi il 16 novembre in cui si sono discussi i temi relativi alla nuova Legge di Bilancio per il 2022, il dibattito riguardo a quando l’età della pensione tornerà ad aumentare è ufficialmente terminato. Esso nasceva proprio in previsione della prossima presentazione del Documento di economia e finanza che dovrà entrare in vigore dal primo gennaio del 2023.

Come riporta anche L'Informazione Fiscale in un suo articolo, le possibilità sono decisamente molte e molto promettenti, di seguito un estratto che spiega bene l'attuale situazione:

La Manovra a cui il Parlamento sta lavorando contiene diverse conferme e novità sul Fisco e sul Lavoro, ma non solo: il pacchetto è ricco.

Il MEF (Ministero dell’Economia e delle Finanze) ha dunque iniziato a fare chiarezza su quando l’età pensionabile tornerà a salire, riferendosi ad esempio all’adeguamento dei requisiti necessari per andare in pensione in relazione all’incremento della speranza di vita, che aumenta costantemente con il passare del tempo.

C'è comunque da ricordare l'attuale situazione in cui stiamo vivendo. La pandemia causata dal COVID-19 ha portato ad una situazione molto complicata per quanto concerne la mortalità sopra una certa soglia di età e il trattamento riservato alle possibilità di pensionamento ne ha subito alcune conseguenze. Le aspettative di vita sono scese e con questo l'età per andare in pensione non è cambiata in positivo come ci si sarebeb aspettato, di seguito approfondiremo il tema.

 Pensione in relazione alle aspettative di vita

L’età pensionabile che è attualmente vigente è di 67 anni, per quanto riguarda l’uscita dal lavoro per pensione di vecchiaia, ma presto non sarà più così.

Ricordiamo che le revisioni relative all’età pensionabile si attuano ogni biennio, proprio per tener conto delle modifiche alla speranza di vita che nel frattempo possono essere avvenute. L’incremento dell’età pensionabile di 5 mesi è infatti stato decretato nel biennio precedente a queto (2019-2020).

Le ultime modifiche hanno portato dunque alle attuali condizioni: pensione di vecchiaia che da 66 anni e 7 mesi è passata a 67 anni; pensione anticipata contributiva che è salita a 67 anni e pensione di vecchiaia contributiva che è arrivata a 71 anni.

Nel successivo biennio, quello in cui stiamo vivendo, non ci sono state modifiche e i requisiti sono rimasti identici, poiché le aspettative di vita sono state considerate equivalenti a quelle dei due anni antecedenti, dunque non sono stati trovati requisiti validi per incrementare o, come auspicabile, diminuire l’età per andare in pensione.

Le prossime decisioni sono attese dunque proprio per l’inizio del 2023, anno in cui il decreto ministeriale ha appunto espresso la propria sentenza.

 Aumento dell’età per ricevere la pensione?

Come abbiamo visto i requisiti per il ricevimento della pensione variano in base alle aspettative di vita. Nell’ultimo anno però a causa della situazione di emergenza causata dal COVID-19 che ha stravolto il pianeta, colpendo principalmente gli anziani, c’è stato un forte aumento della mortalità nella fetta di popolazione maggiormente interessata proprio al tema pensioni. Sono i dati ISTAT relativi alla speranza di vita media della popolazione residente in Italia a confermare questa situazione.

Tutto ciò ha naturalmente portato a delle aspettative completamente opposte a quelle che ci si sarebbe potuti aspettare in condizioni normali. Le aspettative di vita per la popolazione anziana sono diminuite drasticamente, ma il funzionamento del sistema pensionistico non prevede la possibilità di riduzione dell’età per il conseguimento della pensione stessa.

Ecco come ha dunque dichiarato il Ministero dell’Economia riguardo le possibilità di aumento o di diminuzione dell’età per il pensionamento:

“Dal 1° gennaio 2023, i requisiti di accesso ai trattamenti pensionistici, non sono ulteriormente incrementati.”

Il decreto del 27 ottobre del 2021 che stabilisce quanto detto è dunque il portavoce ufficiale della buona notizia.

Nel tragico della situazione di pandemia che stiamo vivendo, l’età necessaria per conseguire la pensione resterà invariata, almeno per il prossimo biennio, alla fine del quale, a il 31 dicembre del 2024, verrà attuato un nuovo provvedimento, come da regolamento.

 Quando aumenterà l’età pensionabile?

Bisogna intanto ricordare che la normativa vigente in questo momento non può prevedere incrementi superiori ai tre mesi per l’aumento dell’età pensionabile, ma quando ci sarà la possibiltà che questo incremento possa avvenire?

L’età pensionabile è un dato che ad oggi è impossibile prevedere con esattezza, proprio a causa della situazione di pandemia che stiamo vivendo. Il nuovo provvedimento riguarderà il biennio relativo agli anni 2025/2026, periodo nel quale ci si augura che la situazione di emergenza relativa al COVID-19 sia stata domata e dunque che le prospettive di vita, generale ma soprattutto degli anziani, ricomincino ad aumentare esponenzialmente.

In questa evenienza, come è stato solito negli ultimi anni, potrebbero esserci ulteriori aumenti dell’età necessaria per il conseguimento della pensione.

 Requisiti per ricevere la pensione

Nel mentre che si possano avere maggiori informazioni sul futuro della materia relativa alle pensioni ricordiamo quali sono le due principali modalità pensionistiche in italia, che tartetremo poi più nel dettaglio ne prosieguo dell'articolo.

Intanto la pensione di vecchiaia, a cui hanno diritto tutti i lavoratori assicurati con la previdenza obbligatoria, che abbiano un’anzianità contributiva di almeno 20 anni e che ovviamente abbiano raggiunto l’età per andare in pensione, attualmente stabilita a 67 anni.

C’è poi la modalità di pensionamento anticipato, che prevede diverse caratteristiche a seconda della situazione. Alla pensione anticipata si può accedere teoricamente a qualsiasi età, nonostante sia necessario essere lavoratori iscritti alle gestioni INPS. Sono inoltre necessari 42 anni e 10 mesi di contributi versati per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per quanto riguarda le donne.

Per approfondire l’argomento suggeriamo comunque di consultare direttamente il sito dell’INPS nel quale sono presenti tutti i dettagli teorici e tecnici per sapere come ottenere la pensione anticipata.

Nel prossimo paragrafo spiegheremo comunque le ultime novità in merito alle possibilità di pensionamento anticipato.

 Come andare prima in pensione?

La possibilità del pensionamento anticipato, come citato precedentemente, è tuttavia plausibile qualora determinate condizioni vengano chiaramente rispettate. Le proposte in tale materia sono molte e ruotano tutte attorno al concetto di età anagrafica in cui andare in pensione e ai contributi versati fino a quel momento di carriera lavorativa. Vediamo di seguito quali potrebbero essere le nuove introduzioni in ambito pensionistico.

Ricordiamo prima però con esattezza cosa si intende per pensionamento anticipato e soprattutto a chi è rivolto. Scrive così PensioniOggi.it specificando che la pensione anticipata è erogata per l'appunto:

nei confronti dei lavoratori iscritti all'assicurazione generale obbligatoria, alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi ai fondi sostitutivi, nonché agli iscritti presso la gestione separata dell'Inps.

Aggiungiamo inoltre che il pensionamento può essere ottenuto al perfezionamento del solo requisito contributivo a prescindere dall'età del beneficiario.

Consci della materia trattata e dei requisiti citati in merito alla possibilità di beneficiare del pensionamento anticipato, vediamo quali sono le proposte al riguardo.

Una prima possibilità risiede nel pensionamento con 63 anni e sola quota contributiva fino a 67 anni. Necessario comunque un minimo di 20 anni di contributi e per il periodo di anticipo si avrebbe diritto solo alla quota contributiva dell’assegno. Raggiunti i 67 anni poi si avrebbe diritto anche alla quota retributiva.

Si potrebbe inoltre uscire a 64 anni di età con 20 anni di versamenti. In questo caso sarebbe necessario avere un minimo di 64 anni di età e 20 anni di contribuzione e raggiungere un ammontare del trattamento mensile pari a 1,5/2,5 dell’importo dell’assegno sociale. Il calcolo del trattamento pensionistico sarebbe in questo caso interamente contributivo.

Un' ulteriore proposta riguarda l’uscita a 62 anni con 25 di contributi versati. Aumentando il requisito contributivo si abbasserebbe l’età necessaria per accedere alla pensione. Anche in questo caso il calcolo dell’assegno sarebbe però fatto con il sistema contributivo e dunque il trattamento sarebbe più basso.

Ulteriore proposta è quella di uscire semplicemente al raggiungimento dei 41 anni di contributi versati, a prescindere dall’età anagrafica raggiunta.

 Quando le risposte?

Per il momento non resta che rimanere in attesa dei confronti tra sindacati e Governo. Il segretario della Uil Pierpaolo Bombardieri, al termine di una prima discussione con Draghi sul tema pensionistico ha riassunto l’incontro mettendo in risalto il confronto avuto con Draghi riguardo le tempistiche brevi della discussione relativa alle pensioni che partirà a dicembre, dicendo che il Presidente del Consiglio dei Ministri ha confermato questo punto. ha inoltre confermato che il confronto seguente sarà ancora con draghi stess

Ha poi aggiunto che il confronto che c'è stato si è articolato intorno a due tematiche principali prese in discussione. Per quanto riguarda il fisco le tesi proposte sono state considerate e ascoltate e il confronto a fatto si che si aprissero delle possibilità di simulazioni tecniche. Inoltre è stato anche preso l'impegno di aprire i primi giorni di dicembre un ulteriore confronto e dibattito riguardo la riforma sulla Legge Fornero.

La revisione della tanto discussa legge Fornero sembra dunque imminente sul tavolo delle trattive in tema pensionistico e non è affatto da escludere l'ipotesi che presto ci siano delle considerevoli novità in ambito di pensioni e pensionamento anticipato. Non ci resta che aspettare le prossime decisioni del Governo in materia.