Il blocco licenziamenti per l’anno 2021 è ufficialmente in pericolo: rimangono incerte le condizioni dei lavoratori italiani. La misura, presa nel 2020 per arginare il pericolo di licenziamenti collettivi, con il Decreto Sostegno avrebbe dovuto continuare in ugual modo per tutto il 2021.

Eppure le cose non saranno così semplici: il blocco licenziamenti sarà prorogato, ma con delle differenze sostanziali tra chi potrà beneficiarne. Il Decreto Sostegno prevede che la misura per la lotta alla disoccupazione venga messa in atto in due modalità differenti:

  • Datori di lavoro coperti da cassa integrazione: in questo caso il blocco licenziamenti viene mantenuto solo fino al 30 giugno 2021;
  • Datori di lavoro che non si avvalgono della cassa integrazione: in questo caso il blocco licenziamento può essere prorogato fino al 30 ottobre 2021.

Il blocco licenziamenti non coinvolgerà tutti i lavoratori italiani e non sarà prorogato per l’intero anno, ma il limite massimo è fissato per ottobre. Le aziende che garantiscono la cassa integrazione potranno licenziare dal 30 giugno 2021.

Quando finisce il blocco licenziamenti? Prima di quanto sperato dai lavoratori

Lo stop ai licenziamenti finirà prima di quanto si pensa, e giugno potrebbe segnare per molte aziende la possibilità di licenziare nuovamente. Il blocco licenziamenti è visto dagli italiani con duplice valenza: da un lato è un aiuto in più per i dipendenti che si vedono tutelato il posto di lavoro dai licenziamenti collettivi.

Dall’altro può risultare un problema per le aziende in difficoltà che si trovano a dover gestire i dipendenti in smart working o con l’ausilio della cassa integrazione. Il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Orlando conferma che fino a giugno il blocco rimarrà invariato.

Ma non si può dire lo stesso per i mesi successivi, in cui solamente le aziende che non si avvalgono della cassa integrazione vedono una proroga del blocco. La cassa integrazione con causale "Covid-19" verrà riconfermata dal Decreto Sostegno, e questo è sicuramente positivo per i lavoratori che chiedono più tutele in questo periodo difficile.

E i bonus che si aggiungono con il nuovo decreto fanno ben sperare, e si punta ad una ripresa non solo delle aziende in generale, ma anche di tutti i settori più colpiti dalla crisi, come il turismo e lo sport.

Come funziona il blocco licenziamenti: tutte le proroghe

Il blocco licenziamenti è stato introdotto come misura aggiuntiva per contrastare la carenza di lavoro e la crisi provocata dallo scoppio della pandemia, ed è stata una delle misure di cui più si è parlato, discusso e contestato maggiormente nel mercato del lavoro.

Il blocco licenziamenti prevede che ci sia un divieto per le aziende nel licenziamento dei propri dipendenti per due ragioni:

•Licenziamento collettivo (ovvero il licenziamento di un gruppo di dipendenti);

•Licenziamento per giustificato motivo.

In entrambi i casi è scattato dal 17 marzo 2020 il blocco, inizialmente previsto per 60 giorni, a queste due forme di licenziamento contemplate dai regolamenti sul lavoro. Successivamente però sono scattate le proroghe, che hanno posto la scadenza di questa misura a fine marzo 2021.

Blocco licenziamenti senza cassa integrazione: come funziona

Il blocco dei licenziamenti sarà esteso fino a ottobre 2021 nel caso in cui i datori di lavoro non recepiscano la cassa integrazione. L’argomento è molto dibattuto, e non sempre è semplice avere chiarezza a riguardo. Una comunicazione dell’INPS aveva anche espresso, già nel 2020, che nel caso in cui un lavoratore avesse perso il posto di lavoro nonostante il blocco, sarebbe sopraggiunta la disoccupazione.

In questo caso l’INPS si era dimostrata disponibile a erogare l’indennità di disoccupazione, nonostante lo stop ai licenziamenti in corso. Nella pratica non è sempre facile capire le cause di un licenziamento, ma se la motivazione è di natura economica, sono comunque previste diverse tutele ai lavoratori.

Una importante situazione da considerare è il licenziamento che segue la scadenza di un contratto di apprendistato, stage o tirocinio. In questo caso non si tratta di vero e proprio licenziamento, ma di termine di un contratto. A questo punto non scatta il blocco licenziamenti previsto dal governo.

Una questione sicuramente delicata, dato anche il proliferare di contratti precari e formativi come stage e tirocini, che in Italia portano ad effettiva assunzione successiva solo per il 30% dei casi.

Blocco licenziamenti fino a giugno 2021: di quale tutela si parla?

Mentre per i lavoratori la proroga del blocco licenziamenti può essere un aiuto in più per affrontare il periodo, non è così per titolari e datori di lavoro. Questa misura si può definire come una vera e propria beffa ulteriore ai danni di chi è titolare di impresa.

Se da un lato il blocco è stato positivo per i lavoratori, per i titolari ha causato spesso ulteriori problemi, dovuti tra le altre cose ai ripetuti ritardi dell’INPS nell’erogare i fondi per la cassa integrazione. Non sempre un blocco licenziamenti è stato accolto con favore dagli imprenditori, soprattutto da chi si è trovato in forte crisi e ha dovuto chiudere le proprie attività.

Di quale tutela si parla allora, quando si discute su questa misura del governo? Sicuramente la misura ha fatto da ammortizzatore sociale, perché secondo i dati statistici, ha evitato la perdita del lavoro per almeno un milione di italiani, risparmiando l’esplosione immediata della disoccupazione.

La sua efficacia sul lungo termine però, è da contestare. Alcuni pensano che la scadenza prevista per giugno sia troppo precoce, perché ancora sono sconosciute le conseguenze, nei prossimi mesi, delle ulteriori limitazioni agli spostamenti. Ricordiamo che turismo e viaggi sono del tutto fermi da più di un anno, come altri settori coinvolti dalla crisi.

Ok blocco licenziamenti, ma questo basterà per tutelare realmente i lavoratori italiani? Un importante fattore riguarda la sostenibilità stessa delle aziende. Il blocco licenziamenti non vale per tutte quelle imprese che, a seguito della crisi, si trovano costrette a chiudere battente in modo definitivo.

Blocco licenziamenti fino a fine anno? L’ipotesi è lontana

A questo punto, a poche ore dall’ufficialità del Decreto Sostegno, si esclude la possibilità che il blocco rimanga attivo fino a fine anno. Dall’altro lato l’INPS ha garantito che, nel caso di licenziamento collettivo per fallimento, sarà ancora disponibile la NASPI per i lavoratori coinvolti che la richiederanno.

Eppure, gli aiuti dello stato non possono essere l’unico appiglio per salvare le aziende e i cittadini italiani: il Decreto Sostegno prevede misure specifiche per affrontare la crisi, e tra queste, il punto centrale è la ripresa.

Mentre aumentano le persone inattive nel paese, che non lavorano e non studiano, le iniziative del governo vogliono andare nella direzione di un rafforzamento delle politiche attive del lavoro. Il collegamento tra scuola e mercato del lavoro in Italia è molto indietro rispetto agli altri paesi d’Europa, e le misure come il blocco licenziamenti non bastano per rimediare alla situazione.

Si parla di un contesto in cui, già prima dello scoppio della pandemia, la situazione del mercato del lavoro era molto precaria. Il numero di disoccupati realmente impegnati nella ricerca del lavoro era già in discesa ad inizio 2020, e la pandemia ha solo potuto peggiorare questa situazione.

Blocco licenziamenti per Covid-19: non è l’unica misura contro la disoccupazione

Contro la disoccupazione non è previsto solo il rinnovo del blocco licenziamenti (almeno fino a giugno), ma sono confermati anche i nuovi ristori a lavoratori stagionali e attività profondamente colpite dalla crisi economica.

Uno dei punti importanti di cui presto avremo conferma riguarda i 3.000 euro in ristori, distribuiti su tre mesi consecutivi, che saranno erogati in base al nuovo bonus 1.000 euro. Il bonus complessivo potrebbe arrivare in un’unica soluzione, coprendo gennaio, febbraio e marzo in un’unica trance.

Ancora non è ufficiale, ma il governo si muove nella direzione della copertura economica dei primi mesi del 2021 per le categorie più colpite. Ancora sono esclusi i lavoratori agricoli, ma sono inclusi i lavoratori stagionali del settore turismo e dei centri termali.

Il bonus verrà erogato nuovamente dall’INPS, accompagnando i già confermati reddito di emergenza, reddito di cittadinanza NASPI, cassa integrazione.

Non solo blocco ai licenziamenti, ma il governo si sta muovendo nella tutela dei lavoratori precari più colpiti dalla crisi, per una lotta serrata alla disoccupazione. Se da un lato i lavoratori tremano per il blocco licenziamenti che non sarà esteso per tutto l’anno, dall’altro lato sono riconfermati alcuni bonus indispensabili per il sostegno economico di famiglie e aziende.