Blocco licenziamenti in scadenza. Sono due le date da tenere a mente: il 30 giugno che vedrà lo sblocco dei licenziamenti per le aziende che utilizzano la CIGO e il 31 ottobre per quelle che utilizzano la CIG in deroga o la FIS

Mentre i sindacati chiedono lo slittamento del blocco dei licenziamenti per tutte le aziende fino almeno a ottobre 2021, il ministro del lavoro Andrea Orlando annuncia le misure in arrivo previste nel pacchetto lavoro nel decreto Sostegni bis, la cui approvazione slitta ancora e dovrebbe approdare in consiglio dei ministri entro la metà di questa settimana. 

Per arginare le forti conseguenze sul fronte occupazionale che a partire dal 30 giugno 2021 interesseranno una vasta gamma di lavoratori, il governo è alle prese con la definizione di un pacchetto lavoro che conterrà misure paracadute contro l’imminente ondata di licenziamenti. 

Contratto di rioccupazione, contratto di solidarietà e contratto di espansione potrebbero essere le alternative al blocco dei licenziamenti.

Blocco licenziamenti: i sindacati chiedono proroga, la risposta del ministro del lavoro

Sarebbero 500 mila i posti di lavoro a rischio in previsione della scadenza del blocco dei licenziamenti. Posti di lavoro a rischio che, sommato al milione di persone che hanno perso il lavoro nel 2020, rappresenterebbero un forte problema sociale

 Il decreto Sostegno ha infatti prorogato il blocco dei licenziamenti fino al 30 giugno 2021 per le imprese che utilizzano la cassa integrazione ordinaria. Per le aziende che hanno fatto ricorso a cassa integrazione guadagni in deroga, assegno ordinario erogato dal Fondo di integrazione salariale e CISOA, la scadenza è invece prevista per il 31 ottobre 2021. 

I sindacati però continuano a lottare per una proroga del blocco dei licenziamenti per tutti almeno fino a ottobre 2021, come afferma Luigi Sbarra, segretario generale della Cisl: 

La transizione alla normalità è un processo che va governato insieme, nel segno della coesione e dell'inclusione sociale. Secondo fonti governative ci sono 500 mila lavoratori a rischio nel 2021, che andrebbero ad aggiungersi al milione di disoccupati dell'ultimo anno. Non c'è settore che sia fuori pericolo e non è sbloccando i licenziamenti che creeremo le condizioni di ripartenza. 

Non è dello stesso avviso il ministro del lavoro, però, che risponde alla richiesta dei sindacati manifestando la volontà di passare da interventi generalizzati a interventi mirati e mettere le risorse dove serve. 

Il ministro del lavoro è infatti al lavoro su un pacchetto di misure sul tema lavoro che sembrerebbe essere già in gran parte definito: potrebbe essere presente nel nuovo decreto Sostegni, rinominato dal Premier Draghi Decreto Imprese, lavoro, professioni

Blocco licenziamenti: ecco la rete di sicurezza del governo

Con la scadenza del blocco dei licenziamenti si va ad aprire una fase che necessita di ogni strumento possibile per arginare le difficili conseguenze economiche e sociali. Interventi che, per il ministro del lavoro Orlando rappresentano una vera e propria cassetta degli attrezzi: 

Il governo sta costruendo una serie di strumenti, una sorta di cassetta degli attrezzi per dare le risposte a una situazione che non è uguale in tutti i settori e che non è uguale in tutte le aree del paese. Abbiamo bisogno di accompagnare le ristrutturazioni attraverso il dialogo sociale, quindi contratti di solidarietà e contratti di espansione, abbiamo delle aziende che stanno cercando di far ripartire i processi di investimento e per questo abbiamo previsto la possibilità di un prolungamento della cassa in alcune situazioni specifiche, abbiamo poi bisogno di incoraggiare i dipendenti in cassaintegrazione e di riportarli al lavoro.

Quelle che faranno parte del pacchetto lavoro nel decreto Sostegni bis saranno le prime misure per creare una rete di sicurezza sul fronte lavoro, ma oltre agli strumenti da mettere in campo per arginare le conseguenze dello sblocco dei licenziamenti, nei prossimi mesi il governo sarà al lavoro su ulteriori interventi, in particolare sugli strumenti di sostegno al reddito e sul potenziamento delle politiche attive del lavoro

Intanto, il decreto Sostegni bis potrebbe contenere alcune novità per i lavoratori, con misure paracadute per la fase successiva al termine del blocco dei licenziamenti.

Blocco licenziamenti e contratto di rioccupazione: il contratto legato alla formazione

La fase che si aprirà a partire dal 1° luglio, una volta scaduto il blocco dei licenziamenti, necessiterà di interventi mirati, appunto, che riescano a gestire la situazione e mantenere i livelli occupazionali. 

Una vera e propria alternativa al blocco dei licenziamenti potrebbe essere il contratto di rioccupazione. Si tratterebbe di un contratto a tempo indeterminato, applicabile a tutti i settori, che prevede un periodo di prova, di massimo sei mesi, durante i quali il lavoratore seguirà anche corsi di formazione e al termine dei quali l’azienda potrà procedere con l’assunzione oppure no. 

Durante i sei mesi di formazione, il datore di lavoro beneficerà di uno sgravio contributivo al 100%, agevolazione che dovrà però essere restituita se il lavoratore non verrà assunto. 

Il contratto di rioccupazione, oltre a rappresentare un’alternativa al blocco dei licenziamenti, sarebbe cumulabile anche con altri incentivi all’occupazione, come quelli per le assunzioni di giovani e donne. 

Blocco licenziamenti e alternative: dal contratto di solidarietà al contratto di espansione

Oltre al contratto di rioccupazione, a essere introdotto dal nuovo dl Sostegni sarebbe anche il contratto di solidarietà rivolto alle aziende che con la fine del blocco dei licenziamenti a giugno e in presenza di un calo del 50% di fatturato, potranno stipulare uno specifico contratto che porti la retribuzione al 70% con l’impegno di mantenere i livelli occupazionali, e cioè a non licenziare

Il ministro Orlando, per il pacchetto lavoro da inserire nel Dl Sostegni bis, ha però anche pensato a una modifica per quanto riguarda il contratto di espansione, misura introdotta in via sperimentare per il 2019 e il 2020 per la reindustrializzazione e riorganizzazione delle imprese con un organico lavorativo superiore alle 1.000 unità, ridotte poi a 500 e a 250 nei casi di prepensionamento. 

Tale contratto consentirebbe a lavoratori, su base volontaria, un prepensionamento a 60 mesi (5 anni) dalla pensione di vecchiaia o di anzianità e apporterebbe diversi vantaggi tra cui il ricambio generazionale. 

Con il dl Sostegni bis, il contratto di espansione vedrà ampliare la platea delle imprese beneficiarie. La modifica voluta dal ministro del lavoro Orlando prevedrebbe un’ulteriore riduzione dell’organico lavorativo a 100 unità, coinvolgendo quindi una più ampia fetta di imprese. 

Come anticipato dal ministro Orlando, il nuovo decreto conterrà anche misure per specifici settori, in particolare quelli più duramente colpiti dalle conseguenze dell’emergenza sanitaria, tra cui commercio e turismo

Per questi, un esonero contributivo al 100% per i dipendenti che verranno riconfermati anche dopo la scadenza del blocco dei licenziamenti. 

Nel frattempo, per maggiori informazioni sui licenziamenti durante il periodo di emergenza, l'Avvocato Gabriele Cominotti  offre nel suo video alcuni brevi cenni sulla giusta causa di licenziamento, analizzando alcune casistiche: 

No proroga blocco licenziamenti: cosa ci sarà nel decreto Sostegni bis

Considerando la risposta del ministro del lavoro alle parti sociali, la desiderata proroga del blocco dei licenziamenti non verrà introdotta nel nuovo decreto Sostegni. 

Oltre agli strumenti che abbiamo qui analizzato, il nuovo decreto porterà novità non solo ai lavoratori, ma anche a famiglie, giovani e professionisti

No alla proroga del blocco dei licenziamenti, ma sì alla proroga del reddito di emergenza che, con il Sostegni bis, vedrà altre due rate per giugno e luglio. Reddito di emergenza che, già con il precedente decreto, ha ampliato la platea dei beneficiari anche a ex percettori di Naspi e Dis-Coll

Stavolta potranno chiedere il Rem anche tutti coloro che hanno terminato la disoccupazione nel periodo compreso tra 1° luglio 2020 e il 28 febbraio 2021

Previsti altri contributi a fondo perduto, seguendo ancora una volta il meccanismo del fatturato, ma con la possibilità di scegliere il confronto tra il fatturato 2019 e 2020 oppure tra il periodo 1° aprile 2019-31 marzo 2020 e 1° aprile 2020-31 marzo 2021. 

In arrivo ulteriori indennizzi per i lavoratori stagionali del turismo, dello sport e dello spettacolo, con un’interessante novità per i lavoratori agricoli: a differenza della precedente tranche di aiuti, il Sostegni bis conterrà un nuovo bonus per la categoria. 

Bisognerà attendere ancora qualche giorno prima che il nuovo decreto veda da luce: l’approvazione in Cdm è prevista per la metà della settimana.