Le ultime fotografie dell'Istat sulla disoccupazione mostrano un quadro drammatico. A dicembre oltre 400.000 occupati in meno. Un tasso di disoccupazione che torna a salire oltre il 9%. Una disoccupazione giovanile che sfiora il 30%, senza dimenticare le donne che durante la pandemia da Covid 19 hanno visto ridurre pesantemente la loro presenza nel mondo del lavoro. Come risollevare il mercato del lavoro? Interviene la legge di bilancio 2021 attraverso sgravi, bonus e agevolazioni assunzioni a favore di quei datori di lavoro che prediligono determinate categorie di lavoratori a maggior rischio di esclusione dal mondo del lavoro. 

Bonus under 35

Le aziende che assumono nel periodo compreso tra il 2021 ed il 2022 un giovane che non abbia compiuto 36 anni, con un contratto a tempo indeterminato oppure trasformano un contratto esistente da tempo determinato ad indeterminato, beneficiano di un bonus pari ai contributi previdenziali a carico del datore di lavoro. Lo sgravio è pari al 100% dei contributi dovuti, ma nella misura massima di 6.000 euro annui. Oltre all'età anagrafica, gli altri requisiti relativi al giovane assunto sono l'assenza di qualsiasi precedente rapporto a tempo indeterminato con qualsiasi datore di lavoro.

La presenza di rapporti di apprendistato nel passato lavorativo del neo assunto, con il medesimo datore di lavoro o con altro soggetto, non sono ostativi alla fruizione dell’esonero.

L'agevolazione contributiva è di 36 mesi, dalla data di assunzione o trasformazione a tempo indeterminato. Per i giovani assunti nelle regioni di Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia il periodo di agevolazione contributiva si estende a 48 mesi. La condizione è che l'unità produttiva abbia sede in una di queste regioni.

Nel caso in cui il datore di lavoro, abbia proceduto, nei sei mesi precedenti o nei nove mesi successivi alla neo assunzione, ad avere effettuato licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo, il bonus non è attivabile. 

Bonus assunzioni over 50

Trovare lavoro dopo i 50 anni non è facile. Spesso ci si sente dire che si è troppo qualificati, oppure che la ricerca è rivolta ai giovani, oppure richiedono titoli di studio e formazione di un certo tipo. Per evitare che una buona fetta di lavoratori che abbiano superato i 50 anni non si trovino emarginati dal mondo di lavoro, la legge di bilancio 2021 ha introdotto un bonus per chi assume queste persone. Non c'è l'obbligo dell'assunzione a tempo indeterminato. Anche il tempo determinato o in somministrazione permette ai datori di lavoro di beneficiare del bonus. Ma in cosa consiste? Nella riduzione dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro nella misura del 50%. La decontribuzione della metà spetta se il lavoratore è disoccupato da oltre 12 mesi (quindi almeno da 13 mesi) ed non abbia un'età inferiore ai 50 anni. La durata del bonus varia in base alla tipologia di contratto di assunzione: 

  • 12 mesi in caso di assunzione a termine,
  • 18 mesi in caso di trasformazione del contratto da tempo determinato a tempo indeterminato o nel caso di assunzione a tempo indeterminato.

L'incentivo pari al 50% dei contributi non versati è riconosciuto anche in caso di assunzione in part-time, prolungamento del tempo determinato per altri 12 mesi oppure in caso di instaurazione di rapporti lavorativi subordinti all'interno di una cooperativa per il vincolo societario instauratosi. L'unica condizione per queste ulteriori possibilità è che il numero dei dipendenti in organico aumenti rispetto alla media dei 12 mesi precedenti. 

Bonus 20% della NASpI

Il lavoratore che ha perso il proprio posto di lavoro in modo involontario, e rispetta determinati requisiti contributivi e reddituali, può chiedere la Naspi che è erogata nella misura massima di 24 mesi (ossia la metà dei mesi di lavoro degli ultimi 4 anni). Tuttavia, nel caso in cui, si trovi un nuovo lavoro e si venga assunto con un contratto a tempo indeterminato, si perde la Naspi, ma nello stesso tempo viene erogata sottoforma di bonus contributivo al datore di lavoro. Il contributo è pari al 20% della Naspi che il lavoratore avrebbe continuato a percepire qualora fosse rimasto disoccupato. Questa forma consente, a coloro che hanno dato la loro immediata disponibilità a poter ricollocarsi, a chi li assume di avere un'agevolazione la cui durata è commisurata al numero di mesi di Naspi che il lavoratore avrebbe dovuto ancora percepire. In ogni caso, la somma a credito per l’azienda, non potrà essere superiore rispetto alla retribuzione erogata al lavoratore, comprendendo nel calcolo anche i ratei di mensilità aggiuntiva (tredicesima ed eventuale quattordicesima).

Bonus 4.030 euro per lavoratori in CIGS

I lavoratori che sono in cassa integrazione e guadagni da almeno 3 mesi oppure lavoratori di aziende che beneficiano dalla cassa integrazione da almeno 6 mesi, se sono assunti a tempo indeterminato consentono al nuovo datore di lavoro di ottenere un bonus contributi, pari al 50% di quelli che avrebbe dovuto versare nella misura massima di 4.030 euro all'anno per 18 mesi. Nel caso in cui l'assunzione è con un contratto a tempo determinato l'esonero dal versamento dei contributi è per 12 mesi. 

Resta invariata la contribuzione a carico del lavoratore nelle misure previste per la generalità dei lavoratori (9,19%).

I requisiti in capo al datore di lavoro per poter ottenere questa agevolazione sono diversi: 

  • non hanno in atto sospensioni del lavoro per CIGS (salvo l'assunzione di professionalità sostanzialmente diverse da quelle dei lavoratori precedentemente sospesi o licenziati)
  • non abbiano effettuato riduzioni di personale nei 12 mesi precedenti;
  • non hanno attuato operazioni di trasferimento di azienda con l’azienda ammessa alla sospensione.

Bonus rioccupazione

Nel caso in cui il datore di lavoro assuma un lavoratore in CIGS e beneficiario dell’assegno di ricollocazione ha diritto all’esonero dal versamento del 50% dei contributi previdenziali a suo carico (con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL) nel limite massimo di importo pari a 4.030 euro su base annua (annualmente rivalutato).

L'agevolazione pari al 50% dei contributi che devono essere versati si estende ad una platea di datori di lavoro piuttosto ampia: datori di lavoro del settore agricolo, datori di lavoro privati. Inoltre le assunzioni possono essere a tempo indeterminato o determinato e i rapporti di lavoro possono essere anche di apprendistato e quelli di lavoro subordinato instaurati in attuazione del vincolo associativo con una cooperativa di lavoro. 

L’agevolazione spetta per un periodo massimo di:

  • 12 mesi, in caso di assunzione con contratto a tempo determinato;
  • 18 mesi complessivi, in caso di assunzione con contratto a tempo indeterminato e di trasformazione a tempo indeterminato.

Bonus assunzioni Donne

In ambito di tutela del lavoro femminile, la legge di bilancio 2021 ha introdotto la medesima agevolazione rivolta ai disoccupati over 50 anni. Nel caso delle donne il requisito anagrafico non conta. I datori di lavoro che assumono donne di qualsiasi età, ottengono un bonus sottoforma di riduzione del 50% dei contributi previdenziali a loro carico. La donna per essere assunta deve risultare disoccupata per più di 6 mesi. Inoltre devono risiedere in aree svantaggiate e per riequilibrare la parità occupazionale, devono essere assunte in ambiti professionali o settori economici caratterizzati da un’accentuata disparità di genere. Per eliminare il vincolo territoriale, la misura dell'agevolazione contributiva è applicata per l'assunzione di donne prive di lavoro da almeno 24 mesi. In via sperimentale per gli anni 2021 e 2022 l'esonero dei contributi a carico del datore di lavoro è pari al 100% fino ad un massimo di 6 mila euro all'anno. 

Per le donne over 50 anni, invece il bonus cambia faccia. Sempre con la legge di bilancio 2021, viene riconosciuto lo sgravio totale esclusivamente per l'assunzione con contratto di lavoro a tempo indeterminato nonchè per le trasformazioni a tempo indeterminato di contratto di lavoro dipendente a tempo determinato, anche in somministrazione. Lo stato di disoccupazione deve essere superiore a 12 mesi.

In caso di assunzione o trasformazione a tempo indeterminato lo sgravio vale 18 mesi dalla data di assunzione o di trasformazione del contratto da tempo determinato ad indeterminato, per un importo non superiore a 6.000 euro annui. Per le assunzioni con contratto a termine, l'agevolazione contributiva è del 50% dei contributi a carico del datore di lavoro e per la durata massima di 12 mesi e senza un tetto annuo di fruizione.

Bonus assunzione dei disabili

Per legge i datori di lavoro privati e pubblici hanno l'obbligo di assumere un certo numero di persone con disabilità iscritte alle liste di collocamento dedicate. Oltre questi obblighi, i datori di lavoro privati e pubblici che comunque assumono lavoratori disabili, ottengono un bonus che varia in base al grado di disabilità del lavoratore assunto:

in caso di assunzione di disabili che hanno una riduzione della capacità lavorativa superiore al 79%, il bonus è pari al 70% della retribuzione mensile lorda imponibile ai fini previdenziali per 36 mesi;

in caso di assunzione di disabili che hanno una riduzione della capacità lavorativa compresa tra il 67% e il 79%, il bonus è pari al 35% della retribuzione mensile lorda imponibile ai fini previdenziali per 36 mesi;

in caso di assunzione di disabili intellettivi e psichici che hanno una riduzione della capacità lavorativa superiore al 45% , il bonus è pari al 70% della retribuzione mensile lorda imponibile ai fini previdenziali per 60 mesi se l'assunzione è a tempo indeterminato. 

Anche in questo caso, l'organico dei dipedenti con l'assunzione del lavoratore disabile, deve aumentare in termini di unità rispetto ai 12 mesi precedenti.