Il bonus collaboratori sportivi continua a far discutere, dopo le incongruenze INPS, pagamenti arrivati in ritardo e modifiche al testo che non sono piaciute adesso è il turno di chi ha sbagliato a compilare la domanda.

Nelle ultime settimane si era alzato un gran polverone attorno alla mancata erogazione di alcuni pagamenti.

La causa? L'errata compilazione della domanda e il suo successivo invio, con gli aspiranti beneficiari che continuavano a chiedere di poter sostituire i dati errati con quelli corretti.

Sport e Salute ha però messo definitivamente una pietra sopra, anzi, un macigno vero e proprio che stronca ogni possibilità di dialogo.

La società che eroga i fondi, infatti, ha dichiarato che una volta inviata la domanda non è più possibile modificarla, e che se i dati sono sbagliati non è possibile correggerli.

Come ci si può immaginare questo non è affatto piaciuto ai molti che per una svista si vedono costretti a rimanere a bocca asciutta, ma il dialogo è definitivamente concluso.

Si disquisisce soprattutto sulla veridicità legale della decisione, esiste una legge che vieta il cambiamento dei dati una volta compilata la domanda?

Secondo quanto affermano i molti cittadini che si sono informati la risposta è no, e dunque dovrebbe essere data questa possibilità.

Al contrario Sport e Salute afferma che cambiare i dati dalla piattaforma non si può, e dunque il tango dello scontro verbale continua a protrarsi.

Non crediamo che le polemiche si smorzeranno con molta facilità, soprattutto perché in ballo c'è del denaro che fa comodo a molti.

Staremo a vedere se la situazione si sbloccherà o se tutto rimarrà invariato, con la seconda opzione che ci sembra più probabile della prima.

Prima di proseguire vi consigliamo d'iscrivervi al canale di Redazione The Wam, che ogni giorno con grande chiarezza ci parla di bonus, pensioni e molto altro. In questo nuovo video ad esempio ci parla dei pagamenti del REM, del RDC e alcune novità sui bonus.

Bonus collaboratori sportivi: Draghi blocca i pagamenti

Oltre alla situazione descritta nel paragrafo precedente, a tenere banco c'è anche il rinnovo per altre mensilità.

In molti non si sono ancora ripresi del tutto dai mesi difficili trascorsi in piena pandemia, e richiedono a gran voce la proroga della manovra.

Mario Draghi però sembra inamovibile, e quasi sicuramente non prorogherà per altre mensilità il bonus collaboratori sportivi.

Le motivazioni sono molteplici, ma fondamentalmente si possono racchiudere in una sola: la maggior parte delle attività sportive sono ripartite.

Ricordiamo che alla base del bonus dedicato allo sport c'è il requisito che l'attività abbia subito cessazione o riduzione, e per il momento sembra tutto tranquillo da questo fronte.

Ovviamente questa è una visione prettamente esterna, gli addetti ai lavori in ambito sportivo conoscono bene le difficoltà che stanno seguendo quei malaugurati mesi, e di conseguenza al contrario chiedono più sostegni.

Draghi inoltre confida nella campagna vaccinale, che dovrebbe permettere una minor diffusione del virus e di conseguenza non obbligare più a  nessuna chiusura.

Per questi motivi potremmo dover dire definitivamente addio al bonus collaboratori sportivi, con la delusione da parte di molti cittadini.

Bonus collaboratori sportivi: pagamenti agosto

Dopo i reiterati ritardi che hanno contraddistinto i pagamenti del bonus collaboratori sportivi i beneficiari possono sorridere, i pagamenti sono sbloccati e dovrebbero aver raggiunto già la maggior parte dei richiedenti.

Anche le incongruenze INPS dovrebbero essere state risolte, con l'erogazione dei fondi che dovrebbe essere già stata predisposta.

Usiamo il condizionale perché in certi casi è d'obbligo, e dopo tutti i problemi che la misura destinata agli sportivi ha riscontrato non ci sentiamo di avere nessuna certezza.

In ballo infatti c'era anche il problema ferie, infatti agosto è storicamente un mese complicato per ogni manovra, in quanto di mezzo ci sono le ferie.

In un primo momento si pensava infatti che i pagamenti potessero arrivare a settembre, ma nonostante questo sembra ci sia stato lo sblocco generale e che i fondi siano partiti e arrivati.

Bonus collaboratori sportivi: l'importo del pagamento

Quando il bonus collaboratori sportivi è stato introdotto prevedeva il pagamento una tantum di una somma univoca per tutti i beneficiari.

In seguito poi è stato modificato per agevolare maggiormente chi in precedenza aveva maggiori introiti derivanti dal mondo dello sport, differenziandolo da chi invece ne ricavava meno.

Anche questa mossa aveva surriscaldato gli animi di molti cittadini, che avrebbero preferito la continuazione della misura precedente.

Nonostante questo, altri invece hanno trovato giusto distinguere tra chi vive di sport e chi invece ne fa una cornice.

In buona sostanza il cambiamento è stato effettuato, e gli importi suddivisi in fasce diverse.

Successivamente, attraverso il Decreto Sostegni bis, i pagamenti hanno subito anche una riduzione di valore cospicua.

I differenti importi quindi sono:

  • chi ha percepito nel 2019 per l'attività sportiva meno di 4.000 euro riceve 800 euro;
  • chi ha percepito nel 2019 per l'attività sportiva una cifra compresa tra 4.000 euro e 10.000 euro riceve 1.600 euro;
  • chi ha percepito nel 2019 per l'attività sportiva più di 10.000 euro riceve 2.400 euro.

I tre scaglioni dunque differenziano in modo chiaro chi ha maggior bisogno di sostegno, in quanto percepisce più soldi dall'attività sportiva e le chiusure lo hanno penalizzato maggiormente.

Bonus collaboratori sportivi: i requisiti

Come ogni misura di sostegno anche il bonus collaboratori sportivi prevede dei requisiti, vincolanti e obbligatori.

Questi sono:

  • non beneficiare di ristori per reddito di ultima istanza;
  • non essere percettori del Reddito di Cittadinanza;
  • non beneficiare del Reddito di Emergenza;
  • aver ridotto o cessato, a causa dell'emergenza pandemica, l'attività sportiva;
  • avere un contratto collaborativo con il Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI), Comitato Italiano Paraolimpico (CIP), presso ASD iscritte al registro del CONI;
  • non si può percepire altri ristori derivanti dall'emergenza epidemiologica;
  • non si può avere altre forme di reddito oltre a quella che deriva dal mondo dello sport.

I requisiti dunque sono questi, e non sono particolarmente stringenti, bisogna lavorare nel mondo dello sport in modo regolare, non avere altri redditi e non percepire altri ristori.

Bonus collaboratori sportivi: a chi spetta

Dopo aver visto i requisiti andiamo a vedere a chi spetta il bonus collaboratori sportivi, questi infatti è diretto ad alcune categorie di persone.

Non basta infatti collaborare nel mondo dello sport, ma la realtà con cui si collabora deve rientrare in alcuni enti che la legittimano.

Gli enti di cui parliamo sono i seguenti:

  • Comitato Italiano Paraolimpico (CIP);
  • Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI);
  • le federazioni sportive di carattere nazionale;
  • le società e le associazioni dilettantistiche;
  • gli enti di promozione dello sport che sono riconosciuti dal Comitato Olimpico Nazionale Italiano o dal Comitato Italiano Paraolimpico;
  • le discipline dello sport associate.

Bonus collaboratori sportivi: come fare domanda

Un punto molto discusso del bonus collaboratori sportivi è la procedura per fare domanda, non sempre molto chiara nel corso dei mesi.

Soprattutto all'inizio infatti c'è stata molta confusione, pian piano il meccanismo si è rodato è il tutto è diventato meno complicato.

Se non si ha mai beneficiato del bonus è necessario accedere al portale di Sport e Salute, creato appositamente.

Lì verranno fornite tutte le indicazioni da seguire scrupolosamente se no, come abbiamo visto in precedenza, il rischio è di non ricevere alcun pagamento.

Per ogni dubbio si possono consultare le FAQ, ormai colme di domande e risposte data la longevità della misura.

Se invece si ha già ricevuto il bonus collaboratori sportivi in passato allora l'erogazione è automatica, basta solo confermare la permanenza dei requisiti alla mail che si riceve.

Come abbiamo capito in questo momento non è possibile fare alcuna domanda, per via del fatto che la permanenza del bonus è tutt'altro che certa.

Bonus collaboratori sportivi: la rabbia social

In questi giorni, a causa della sospensione dei pagamenti, del blocco della manovra e dell'impossibilità di modificare la domanda i social sono in fermento.

La rabbia imperversa nei cuori dei cittadini che la sfogano sui canali social di Sport e Salute e non solo.

Addirittura gli scontenti stanno pensando a un'azione di mailbombing nei confronti della società responsabile dell'erogazione dei pagamenti, intasandone la casella di posta.

Alla base c'è soprattutto l'impossibilità di modificare le cifre e gli importi dichiarati nella domanda, che secondo i cittadini è una strada legalmente percorribile.

Sport e Salute al contrario risponde categoricamente di no, ma la legalità della questione non è ancora chiara né da una parte ne dall'altra.

Vedremo se questa fase di stallo si sbloccherà o se tutto rimarrà invariato e fermo così com'è.

Bonus collaboratori sportivi: la proroga

Come abbiamo detto Draghi per ora ha sancito la fine del bonus, dato che non ci sarebbero i presupposti per farlo continuare.

Alla base di questo c'è l'ottimismo nei confronti della campagna vaccinale e il miglioramento della situazione emergenziale.

Ma che cosa succederà nel caso di un nuovo aumento dei contagi? Il Governo istituirà nuovi fondi dedicati al mondo dello sport?

Il mondo sportivo è stato spesso sottovalutato e relegato a comparsa, quando invece è un settore dalle mille sfaccettature e utilità.

Basti pensare al benessere che crea, alla salute e alla funzione educativa che possiede.

Oltre a questo, quanti genitori possono lavorare e al posto di chiamare una babysitter lasciare il figlio in sicurezza a fare un'attività sana?

In sostanza, il mondo dello sport va tutelato, quindi speriamo che nel caso di una nuova chiusura o di regole restrittive ci siano dei fondi dedicati nuovamente alle attività sportive.

Questo per permettere a milioni di persone di continuare a esercitare la propria professione e la propria passione, senza obbligarli a smettere di erogare un servizio dal valore inestimabile.