Il Decreto Sostegni varato dal governo di Mario Draghi ha previsto il Bonus Collaboratori Sportivi. La norma che punta a dare sostegno - erogato da Sport e Salute - ai lavoratori di un settore come quello dello Sport fortemente penalizzato per via delle chiusure di centri sportivi, piscine e palestre, ha cambiato forma rispetto alle situazioni precedenti del governo Conte.

Non si chiama più Decreto Ristori ma ora è Decreto Sostegni e il contributo per i collaboratori sportivi è organizzato per fasce di reddito in base a quanto si era percepito nel 2019. Non più un cifra di 800 euro fissa per tutti.

Ovviamente la situazione ha portato all'apertura di un'infinità di casi diversi e di situazioni problematiche che si apriranno per Sport e Salute che ha il compito di erogare il contributo ai collaboratori sportivi. In una situazione nella quale rimangono aperti anche tanti contenziosi tra collaboratori sportivi e la società per le mensilità del 2020. Ma andiamo con ordine e analizziamo gli ultimi aspetti e le novità di questi giorni.

Bonus Collaboratori Sportivi, le nuove norme del Decreto Sostegno

Ricapitoliamo inizialmente le nuove norme sul Bonus Collaboratori Sportivi. Il valore del contributo può variare per il periodo del primi tre mesi del 2021 da 1.200 euro a 3.600 euro. Il governo guidato da Mario Draghi ha deciso di modificare le regole previste dal Decreto Ristori del governo precedente che aveva fissato, ad esempio per gli ultimi mesi del 2020 un contributo pari a 800 euro mensili. L'importo viene stabilito in rapporto ai compensi percepiti nel corso dell'anno 2019, prima dello sfociare della pandemia da coronavirus.

L'ammontare dell'indennità che verrà erogata al collaboratore sportivo va collegata ai compensi di quell'anno. 

L'indennità viene definita in questa maniera: 

  1. ai soggetti che, nell’anno di imposta 2019, hanno percepito un compenso relativo allo svolgimento di attività, in misura inferiore ai 4.000 euro all’anno, il bonus ammonterà a 1.200 euro;
  2. a tutti i soggetti che, nell’anno di imposta 2019, hanno percepito un compenso relativo allo svolgimento di attività, compreso tra 4.000 euro e 10.000 euro all’anno, il bonus ammonterà a 2.400 euro;
  3. a tutti i soggetti che, nell’anno di imposta 2019, hanno percepito un compenso relativo allo svolgimento di attività sportiva, di importo superiore a 10.000 euro all'anno, il bonus ammonterà a 3.600 euro.

Il bonus ha un rapporto di crescita quindi legato al guadagno del 2019. 

Bonus Collaboratori Sportivi, le comunicazioni di Sport e Salute 

Sport e Salute ha emesso un comunicato con le norme riguardanti il bonus contenute nel Decreto Sostegni pubblicato nella Gazzetta Ufficiale e sulle procedure da seguire per l’erogazione.

In analogia con la procedura seguita per l’erogazione automatica relativa alle mensilità precedenti, i Collaboratori Sportivi già beneficiari dovranno confermare, nella piattaforma informatica, che l’attività relativa al rapporto di collaborazione sia cessata, ridotta o sospesa a causa del Covid (a tal fine, si considerano cessati a causa dell'emergenza epidemiologica anche tutti i rapporti di collaborazione scaduti entro la data del 30 dicembre 2020 e non rinnovati), nonché di non essere beneficiari di altri redditi, quali reddito di cittadinanza, reddito di emergenza, redditi da lavoro autonomo, redditi da lavoro dipendente e assimilati, pensioni di ogni genere e gli assegni ad esse equiparati, con esclusione dell’assegno ordinario di invalidità.

A tal fine, tutti i beneficiari, con eccezione dei soggetti per i quali si è registrata un’incoerenza con i dati comunicati dall’INPS, stanno ricevendo o riceveranno una mail per l’accesso in piattaforma. Maggiori informazioni per l'accesso a questo link: https://www.sportesalute.eu/primo-piano/2527-aggiornamenti-bonus-collaboratori-sportivi-decreto-sostegni.html.

Bonus Collaboratori Sportivi, non c'è pace per i rimborsi

Naturalmente le situazioni dei collaboratori sportivi sono molto differenziate tra loro. Stanno continuando molti contenziosi legati a incongruenze Inps e molte altre tematiche di conflitto sorgeranno adesso con il nuovo Decreto Sostegni. Ad esempio c'è chi fa notare una situazione molto delicata: quella della incompatibilità del bonus con redditi da lavoro dipendente. C'è chi sostiene che questa situazione andrebbe ripensata.

"Si giustifica - spiega un collaboratore sportivo - questa situazione con la possibilità di accedere ad ulteriori ammortizzatori sociali quali la Cig, senza pensare che molti degli addetti allo sport hanno dei ridicoli contratti part time che non permettono di sostenere le nostre famiglie. Poniamo il caso che si vive di sport con una certificazione unica superiore ai 10.000 euro annui e con un contratto di lavoro dipendente part time di qualche ora per arrotondare".

"Con il Covid lo sport si ferma obbligatoriamente, rimane il lavoro dipendente senza CIG ma non copre il maggior introito familiare per attività sportiva. La NASPI, ammortizzatore sociale per eccellenza, è compatibile con i redditi sportivi: ciò significa che un disoccupato può ricevere la Naspi e al contempo percepire redditi sportivi senza rinunciare ad alcuno dei due redditi. L’incompatibilità sopraggiunge nel momento in cui si percepisce già un aiuto di stato quale la CIG, ma non il fatto di essere lavoratore dipendente. Se questa soluzione non viene attuata l’unica possibilità (e qui siamo al paradosso) è rinunciare al lavoro dipendente per percepire l’aiuto di 1.200 euro mensili, ben più alti del normale reddito percepito per la prestazione di lavoro dipendente".

Di certo questa è una casistica che può interessare molti addetti ai lavori.

Bonus Collaboratori Sportivi, rigetti e nuovi contenziosi aperti

Ci sono poi altre casistiche legate ancora ai contributi degli ultimi mesi del 2020. Molte vertenze sono ancora aperte soprattutto, come detto in precedenza, legate alle incogruenze Inps. Ma sono collaboratori sportivi che non vedono soldi da mesi e che sono fermi nei meandri dei ricorsi.

Poi ci sono altre casistiche in cui ci sono persone a cui è arrivata ora a marzo la e-mail di rigetto della domanda di novembre, fatta per la prima volta in quell'occasione. Nella mail Sport e Salute non motiva e indica la procedura per fare ricorso e chiedere che la domanda sia riesaminata accedendo al portale e scrivendo in non più di 400 caratteri le motivazioni per le quali si ha diritto all'indennità. Molti si chiedono - non potendo allegare nuovi documenti come da specifica - se il riesame è sulla documentazione già caricata come si può pensare che ora vada bene se non andava bene prima? E queste persone ora devono attendere 90 giorni per quella risposta e non possono fare ulteriori domande perchè la piattaforma è chiusa.

L'altro ieri l'ex ministro dello Sport Vincenzo Spadafora in una diretta Facebook sulla sua pagina ha espresso chiaramente il timore che il fatto di prendere in esame la situazione del 2019 per i contributi attuali possa fare in modo che i tempi si allunghino a dismisura per l'erogazione dei contributi ai collaboratori sportivi vista la situazione di Sport e Salute che si troverà a dovere esaminare moltissime situazioni tutte diverse tra loro. 

L'ex ministro dello Sport Spadafora critica la Vezzali

Intanto da segnalare che l'ex ministro dello Sport Vincenzo Spadafora, sempre molto attento ai temi del settore, ha espresso critiche al nuovo sottosegretario con delega allo Sport Valentina Vezzali.

E lo ha fatto dalla sua pagina Facebook in cui ha scritto:

"Una pessima notizia: la sottosegretaria Vezzali ha deciso di non confermare Giuseppe Pierro alla guida del Dipartimento per lo Sport. In tempi normali francamente non mi sarei meravigliato più di tanto, anche perché è nelle sue prerogative, come fu nelle mie, scegliere le persone che ritiene per i ruoli apicali dell’amministrazione, ma con l’emergenza sanitaria ed economica in corso mi aspettavo che prevalesse la necessità di dare continuità immediata all’impegno per il mondo dello Sport, confermando chi conosce già la macchina e sa bene le difficoltà e le aspettative di ASD e SSD, dei lavoratori sportivi e di tanti soggetti del mondo dello sport, offrendo subito informazioni certe e oggettive alla Sottosegretaria per il suo lavoro".

"E invece, se ha deciso lei, la Sottosegretaria non ha giocato di squadra e ha agito con il più classico dei vizi della politica: radere al suolo tutto ciò che è stato fatto prima e ricominciare ogni volta daccapo. Oppure non ha deciso lei, e questo sarebbe davvero il peggior segnale per il mondo dello sport, perché significherebbe minare la sua autonomia e il suo peso nelle decisioni future".

"La stima per la grande atleta resta intatta; quella per la Sottosegretaria è tutta da costruire. Grazie a Giuseppe Pierro per l’ottimo lavoro svolto, per aver gettato sempre il cuore oltre l’ostacolo, per non essersi mai fatto condizionare da nessuno e aver rappresentato al meglio i valori dello Sport".

L'incontro tra il Sottosegretario allo Sport Vezzali e il presidente di Sport e Salute Cozzoli

Da evidenziare infine che il sottosegretario allo Sport Valentina Vezzali ha incontrato nei giorni scorsi il Presidente e Amministratore Delegato di Sport e Salute S.p.A. Vito Cozzoli. Nel corso del colloquio Vezzali e Cozzoli hanno, innanzitutto, affrontato il tema delle necessarie misure di sostegno economico alle società e alle associazioni dilettantistiche colpite dalla pandemia e dalla lunga chiusura.

È il primo obiettivo del Governo e della Società che si occupa della promozione dello sport di base, per l’obiettivo comune di difendere il valore formativo, educativo e sociale dell’attività sportiva. Sono stati toccati altri punti: il bonus ai collaboratori sportivi secondo le disposizioni del decreto Sostegni, l’attività sociale e industriale di Sport e Salute, i numeri della crisi che ha investito le ASD/SSD. Si è parlato anche, sapendo che le decisioni finali dipendono dai dati sanitari, della riapertura dello sport e della ripartenza.