Si chiama assegno di ricollocazione, ovvero un bonus che può raggiungere anche i 5 mila euro per i disoccupati in cerca di lavoro. Introdotto in via sperimentale nel 2015 come strumento gestito dall’Anpal (Agenzia nazionale politiche attive per il lavoro), l’assegno di ricollocazione è diventato una misura di sostegno al lavoro, una sorta di politica attiva per favorire l’occupazione.

Infatti, il bonus 5 mila euro viene elargito sottoforma di voucher soltanto ai disoccupati, come definiti dal decreto legislativo numero 150 del 14 settembre 2015:

Sono considerati disoccupati i soggetti privi di impiego che dichiarano (…) la propria immediata disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa e alla partecipazione alle misure di politica attiva del lavoro concordate con il centro per l'impiego.

Il voucher da 5 mila euro non prevedere l’erogazione della somma fisica in denaro, ma invece un buono che i disoccupati possono utilizzare nei centri per l’impiego per favorire la ricerca di un’occupazione. Soprattutto in un momento in cui è incerta la data di sblocco dei licenziamenti, questa misura è tornata al centro dell'attenzione pubblica.

Andiamo a scoprire cos’è e come funziona l’assegno di ricollocazione, a chi spetta, quali sono gli importi e come si può richiedere.

Assegno di ricollocazione per disoccupati: cos’è?

L’assegno di ricollocazione è un buono che va a stimolare l’occupazione delle persone che si trovano attualmente alla ricerca di un lavoro. Non si tratta di una somma fisica di denaro, quanto invece di un voucher che può essere utilizzato all’interno dei centri per l’impiego per ottenere assistenza e ricevere i servizi di ricerca del lavoro sulla base delle proprie competenze e conoscenze.

Come conferma il sito dell’Anpal, l’assegno di ricollocazione:

Consiste in un importo da utilizzare presso i soggetti che forniscono servizi di assistenza personalizzata per la ricerca di occupazione (centri per l’impiego o enti accreditati ai servizi per il lavoro).

Inizialmente era stato introdotto in via sperimentale dal decreto legislativo numero 150 del 14 settembre 2015: per un periodo di circa tre anni, quindi, l’assegno è stato percepito soltanto dai disoccupati da almeno quattro mesi che già percepivano l’indennità NASpi.

Il successivo decreto legge numero 4 del 2019, invece, ha esteso al percezione del bonus disoccupazione (ovvero dell’assegno di ricollocazione) anche ai percettori del reddito di cittadinanza, che una volta ottenuto l’assegno avrebbero dovuto stipulare il patto per il lavoro.

Infine, la Legge di Bilancio del 2021 ne ha ampliato la platea di beneficiari e il campo di applicazione. Andiamo quindi a scoprire a chi spetta l’assegno di ricollocazione e come funziona il bonus disoccupati.

Chi sono i beneficiari dell'assegno di ricollocazione?

Come abbiamo detto, l’assegno di ricollocazione è una misura di politica attiva per il lavoro utile per sostenere e incentivare l’occupazione. Il voucher può essere utilizzato presso i centri per l’impiego per ricevere l’assistenza e i servizi necessari per avvicinarsi al mondo del lavoro.

Ad oggi, per poter richiedere l’assegno per i disoccupati in cerca di collocazione nel mondo del lavoro è necessario rientrare in una delle seguenti categorie di soggetti:

  • coloro che percepiscono il reddito di cittadinanza e hanno compilato il modulo di DID, ovvero dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro, oppure che hanno già sottoscritto il Patto per il lavoro e non hanno attivato alcuna altra politica attiva;
  • lavoratori inseriti all'interno degli accordi di ricollocazione.

Come estensione della platea di beneficiari, inoltre, la Legge di Bilancio per il 2021 ha consentito la richiesta dell’assegno – solo per l’anno in corso – anche ai soggetti che già percepiscono:

  • la cassa integrazione guadagni nel caso di aziende in crisi con l’obiettivo ultimo di ricollocamento del lavoratore nel mondo del lavoro;
  • la cassa integrazione per cessata attività;
  • le indennità NASpi o DIS-COLL, purché siano percepite da almeno 4 mesi.

Questi ultimi requisiti, lo ribadiamo, sono valevoli solo per il 2021 grazie a una norma inserita nella Manovra di quest’anno.

Assegno di ricollocazione: come funziona e come utilizzare il voucher

Nel momento in cui il tuo profilo soddisfa tutti i requisiti per ottenere l’assegno di ricollocazione, puoi presentare la domanda per ottenere il voucher. Quest’ultimo è spendibile soltanto presso i centri per l’impiego: starà al beneficiario scegliere quale. In questi enti preposti al ricollocamento potrai trovare l’assistenza necessaria per essere reinserito nel mondo del lavoro.

Nel momento in cui andrai al centro per l’impiego presentando il buono disoccupati, ti verrà affiancato un tutor che ti accompagnerà nel percorso di ricerca del lavoro. Valutando le rue inclinazioni, le tue competenze e le tue conoscenze, questo tutor ti proporrà le offerte delle aziende che ricercano profili simili al tuo e ti assisterà anche in fase di colloquio e nel momento di inserimento all’interno dell’impresa.

Avrai a disposizione fino a 180 giorni di assistenza, con la possibilità di ottenere ulteriori 180 giorni nel caso in cui tu abbia firmato un contratto di durata pari ad almeno sei mesi. Nel caso in cui, invece, si riesca ad ottenere soltanto un contratto di durata inferiore a sei mesi, il servizio di ricollocazione rimane sospeso fino al termine del contratto.

Assegno di ricollocazione e reddito di cittadinanza: come funziona?

Anche i percettori del reddito di cittadinanza, come abbiamo anticipato, possono richiedere il voucher per il ricollocamento e ottenere assistenza nella ricerca del lavoro. Per poter ricevere l’assegno dall’Anpal, però, il titolare del reddito deve sottoscrivere un patto per il lavoro con il centro per l’impiego.

In tal modo, si riuscirà a ricevere il voucher entro 30 giorni dalla data di erogazione e saldo del reddito di cittadinanza. La possibilità di ricevere entrambi gli aiuti è attiva dal 2019. I beneficiari del reddito di cittadinanza, però, possono richiedere il bonus soltanto fino al 31 dicembre 2021.

Nel momento in cui viene assegnato l’assegno, comunque, Anpal provvede a inviare un sms o un’e-mail al beneficiario in modo da poter scegliere presso quale centro per l’impiego affidarsi.

Per qualsiasi altra informazione o dubbio, è possibile consultare la sezione delle domande e delle risposte frequenti che Anpal ha pubblicato sul suo sito ufficiale.

Bonus disoccupati fino a 5 mila euro: gli importi

Arriviamo a definire quali sono gli importi dell’assegno di ricollocazione che può raggiungere persino i 5 mila euro, ma soltanto in casi particolari. Come specifica il sito ufficiale dell’Anpal, esistono diverse tipologie di importi a seconda del percorso di assistenza del centro per l’impiego e della tipologia contrattuale alla quale si arriva.

Sono previsti importi minimi di 250 euro e importi massimi fino a 5 mila euro, suddivisi come dalla seguente tabella:

  • da 250 euro fino a 1.250 euro, nel caso in cui il soggetto riesca a concludere e firmare un contratto a termine di durata compresa tra i tre e i sei mesi. Questa possibilità, però, vale soltanto per alcune Regioni italiane, quali Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia;
  • da 500 euro a 2.500 euro, qualora il beneficiario del voucher riesca a concludere e firmare un contratto di lavoro a tempo determinato di durata pari o superiore ai sei mesi;
  • da 1.000 euro a 5.000 euro, nel caso in cui il soggetto sia riuscito a firmare un contratto a tempo indeterminato o un contratto di apprendistato.

Come si può notare, gli importi del bonus sono alti quando si affiancano a una tipologia contrattuale soddisfacente, mentre si riducono nel caso di stipula di piccoli contratti a termine. 

Esiste anche la possibilità di non ottenere alcuna tipologia di assunzione per il lavoratore in cerca di occupazione: in tal caso spetta una cifra fissa che viene erogata per il solo affiancamento e prende il nome di Fee4Services.

Bonus disoccupazione: come si richiede l’assegno di ricollocazione

Se sei arrivato sin qui e soddisfi tutti i requisiti sopra riportati, puoi richiedere l’assegno di ricollocazione. Per farlo, dovrai fare riferimento all’Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro (appunto Anpal), che è proprio l’ente che gestisce questa misura di politica attiva per il lavoro.

Puoi sfruttare diversi canali per l’effettuazione della richiesta:

  • direttamente online, tramite il sito MyANPAL, effettuando il login o la registrazione e seguendo la procedura guidata;
  • sfruttando i servizi del centro per l’impiego presso il quale intendi richiedere assistenza;
  • sfruttando i servizi offerti dai patronati.

Causa Covid-19, e per prevenire e tutelare la salute pubblica, al momento è possibile svolgere soltanto l’assistenza a distanza.

Altre misure e sostegno dei disoccupati

Nel pacchetto di aiuti e bonus per i disoccupati non rientra solo l’assegno del quale abbiamo parlato sino ad ora. Infatti, esistono anche le indennità di disoccupazione, ovvero l’assegno NASpi e DIS-COLL.

Mentre la NASpi viene assegnata ai lavoratori dipendenti che hanno perso involontariamente la propria occupazione, l’indennità DIS-COLL spetta, invece, a coloro che avevano sottoscritto contratti di co.co.co, agli assegnisti o ai dottorandi di ricerca.

L’importo erogato ai beneficiari della NASpi è variabile e si calcola tenendo conto delle vecchie retribuzioni percepite. Ovvero: l’importo è pari al 75% della retribuzione mensile (qualora non si superiore a 1.227,55 euro), maggiorata del 25% della differenza tra la retribuzione mensile e il suddetto limite. A partire dal quarto mese di percezione, però, l’importo viene gradualmente ridotto del 3% mensile.

L’indennità DIS-COLL, invece, si calcola nel medesimo modo di cui sopra, ma viene assegnato soltanto per una durata pari alla metà delle settimane di contribuzione versate nel corso dell’ultimo anno lavorativo.

Per poter richiedere le due indennità è opportuno soddisfare tutti i requisiti richiesti dall’INPS e presentare la domanda all’Istituto entro i 68 giorni successivi alla perdita del lavoro. Per conoscere tutti i dettagli sugli assegni NASpi e DIS-COLL, leggi l’articolo dedicato sul nostro sito.