L’ente previdenziale quest’anno ha messo a disposizione dei cittadini numerosi bonus, per venire incontro alle esigenze di tipo economico dei cittadini a causa della crisi economica, ma non solo. Esistono molti bonus INPS disponibili quest’anno dedicati esclusivamente alle donne.

La componente femminile della popolazione risulta per alcuni aspetti svantaggiata, secondo gli ultimi dati pubblicati dallo stesso ente previdenziale, non solo per il mondo del lavoro, ma soprattutto per le pensioni. Pensioni che risultano inferiori come importo rispetto a quelle dei coetanei uomini.

L’ente previdenziale ha messo a punto alcune specifiche forme di aiuto alle donne, come ad esempio il nuovo bonus INPS per chi si trova senza lavoro. Come spiega Newslavoro.com è un bonus relativamente recente:

“Il bonus 2020 stanziato dal Governo Conte per le donne disoccupate rappresenta un incentivo all’assunzione di tutte quelle persone di sesso femminile prive di un’occupazione retribuita per un periodo di almeno 6 mesi.”

Il bonus INPS in questo caso è di tipo contributivo, e viene determinato sul totale dei contributi che le aziende devono versare per le dipendenti donne dello staff. Ecco spiegato nell’articolo come funziona questo bonus e quali sono le altre forme di aiuto disponibili a tutela delle donne nel 2021, come quelle di recente introduzione.

Bonus INPS contributivo alle donne: di cosa si tratta

Il bonus INPS contributivo per le donne prevede che tutte le aziende che procedono all’assunzione di dipendenti femminili vengano agevolate nel pagamento dei contributi a fini previdenziali per le dipendenti, del 50%. Si tratta di un bonus per cui l’azienda può beneficiare per 12 mesi se assume la dipendente a tempo determinato, e per 18 mesi se l’assunzione è a tempo indeterminato.

Questo tipo di bonus è un aiuto concreto erogato su doppia scala: da un lato infatti sostiene le spese delle aziende, purché assumano dipendenti donne nel proprio staff, dall’altro contribuisce a sostenere l’occupazione femminile, che ha subito un calo consistente anche con l’arrivo dell’emergenza sanitaria.

Per accedere a questo particolare bonus INPS, dev’essere l’azienda che assume a rivolgersi tramite una domanda specifica all’ente previdenziale, per garantire lo sgravio del 50% del pagamento dei contributi a scopi pensionistici per le donne dipendenti.

Le assunzioni tuttavia devono essere di natura determinata o indeterminata, o in alternativa in somministrazione, non sono previste altre forme contrattuali per poter avere accesso a questo tipo di agevolazione. Il bonus INPS in questione è stato introdotto già da diversi anni, ed è ancora disponibile per il 2021.

Bonus INPS per assunzioni femminili al 100%

Il bonus INPS per l’assunzione di dipendenti femminili con agevolazioni dei contributi era già disponibile da tempo, tuttavia nell’ultimo periodo è stato allargato, portando lo sgravio contributivo per le aziende dal 50% al 100% in determinati casi.

Per gli anni 2021-2022 infatti è stata introdotta una misura allargata per le donne che sono in una condizione svantaggiata, e la misura è stata approvata dall’ultima Legge di Bilancio. Si tratta di un bonus INPS portato al 100% per le aziende che procedono all’assunzione di donne svantaggiate, secondo la comunicazione ufficiale:

“Per le assunzioni di donne lavoratrici effettuate nel biennio 2021-2022, in via sperimentale, l'esonero contributivo di cui all’articolo 4, commi da 9 a 11, della legge 28 giugno 2012, n. 92, è riconosciuto nella misura del 100 per cento nel limite massimo di importo pari a 6.000 euro annui.”

Le assunzioni femminili con agevolazione contributiva massima devono rientrare nel limite massimo di 6.000 euro all’anno, e la misura è applicabile per gli anni 2021-2022. Le categorie più svantaggiate riguardano:

•Donne che hanno compiuto 50 anni, disoccupate da più di un anno;

•Donne residenti in aree definite svantaggiate;

•Donne che solitamente lavorano in settori in cui è marcata la differenza di genere, e per cui al momento si trovano in disoccupazione da almeno sei mesi;

•Donne disoccupate da almeno 24 mesi. In questo caso sono presenti dei criteri che riguardano il reddito precedentemente cumulato: dev’essere superiore a 8.145 euro all’anno, per un lavoro dipendente, e di 4.800 euro per il lavoro autonomo.

Donne e contratti di lavoro

Il bonus INPS che prevede l’agevolazione contributiva al 100% è dedicato alle aziende che assumono proponendo contratti determinati o indeterminati, o che trasformano un contratto a tempo determinato in essere in uno a tempo indeterminato.

Non è possibile per le aziende richiedere questo particolare bonus INPS per assunzioni tramite altre tipologie di contratto. L’obiettivo della misura quindi è quello di portare le donne all’assunzione se si trovano in una condizione di disoccupazione prolungata nel tempo.

A questo proposito, bisogna ricordare che la pandemia ha causato non pochi problemi dal punto di vista occupazionale per la componente femminile, che sempre più spesso si è trovata a dover rinunciare al lavoro per occuparsi della casa e dei familiari più fragili, in una sorta di inversione di rotta rispetto ai cambiamenti degli anni passati.

Questo bonus INPS è solo uno dei sostegni alle donne al momento disponibili, perché ne esistono anche di altre tipologie, che riguardano in particolare la gestione dei figli, la maternità e l’erogazione di assegni per le famiglie con minori.

Bonus INPS per le mamme e la maternità

Nel 2022 ci sarà una trasformazione dei bonus al momento presenti per le famiglie che hanno figli, con l’introduzione dell’assegno unico di cui potranno beneficiare sia i genitori che lavorano con contratto da dipendente sia per gli autonomi e i disoccupati. Fino ad allora è ancora possibile richiedere alcune misure, che saranno attive fino a dicembre 2021, che riguardano in particolare la maternità.

Queste misure vanno nella direzione di un sostegno economico maggiore alla maternità, alle nuove nascite, e alle spese necessarie per i figli minorenni. Per questo motivo è ancora disponibile e si può chiedere il bonus mamma domani.

Si tratta di un aiuto importante chi diventa mamma, sia in senso biologico, sia attraverso le adozioni. Come spiega Tg24.sky.it il bonus INPS in questo caso si attesta sugli 800 euro:

“L’assegno ha importo di 800 euro e viene corrisposto dall’Inps per la nascita o l’adozione di un minore.”

Il bonus INPS viene erogato alle donne che diventano mamme una tantum, in un’unica erogazione, sul conto corrente o sul conto postale. In ogni caso non vi è una erogazione automatica, ma è necessario procedere alla richiesta all’ente previdenziale, ed è importante essere cittadine residenti in Italia per poter ricevere il bonus.

Nuovi sostegni alle donne vittime di violenza

Un nuovo aiuto arriva anche per una categoria particolare della popolazione, ovvero le vittime di violenza. Si tratta di un nuovo bonus INPS che va ad aiutare le donne che si sono trovate in una situazione di violenza, e si tratta di un bonus che arriva fino a 400 euro per 12 mesi, come viene spiegato da Ilsole24ore.com:

“Il contributo che può arrivare fino a 400 euro mensili per un massimo di dodici mensilita’ è destinato, precisa l'articolo 3 del Dpcm, alle donne vittime di violenza, sole o con figli minori, seguite dai centri antiviolenza riconosciuti dalle regioni e dai servizi sociali.”

Purtroppo i dati relativi alle violenze, a livello domestico o fuori casa, sono ancora elevati, e anche i femminicidi quest’anno sono ancora troppi. Il bonus INPS per aiutare le donne che hanno subito una violenza prende anche il nome di “reddito di libertà”, in quanto è destinato a sostenere l’indipendenza delle stesse per: il pagamento di una abitazione nuova, per l’autonomia a livello personale e per il pagamento della scuola di eventuali figli.

Donne e pensioni: i nodi da sciogliere

Altre importanti misure sono in programma per la componente femminile anche per quanto riguarda le pensioni. Un dato recente dimostra infatti che le donne mediamente ricevono una pensione inferiore a quella degli uomini, e si parla di almeno 500 euro mensili.

Molto spesso per le donne risulta complicato cumulare abbastanza contributi per una pensione sufficiente ai bisogni economici effettivi, e inoltre il mercato del lavoro per molte risulta frammentato e discontinuo.

A questo proposito esiste un sistema di prepensionamento, Opzione Donna, che con molta probabilità verrà riconfermato dalla riforma delle pensioni, insieme ai sostegni per i lavoratori più fragili.

Ci sono importanti nodi da sciogliere che riguardano il sistema pensionistico italiano, e le recenti ipotesi mettono in campo l’eventuale sostituzione del sistema di prepensionamento di Quota 100 con altre alternative come Quota 41.

Per le donne probabilmente verrà riconfermata Opzione Donna, la misura che garantisce l’accesso alle pensioni per la componente femminile della popolazione con anzianità contributiva di almeno 41 anni e 10 mesi.

Bonus INPS anche per le donne

Anche per la componente femminile infine sono erogati i contributi previsti dalle ultime misure a sostegno dei lavoratori, che si tratti di dipendenti stagionali oppure di lavoratori autonomi. La pandemia ha provocato una crisi economica senza precedenti, e non sono poche le donne che si sono trovate in una particolare condizione di precarietà lavorativa.

Per tutti i cittadini che si trovano ad avere un fatturato inferiore alle cifre stabilite dalle misure, è possibile ricevere alcune erogazioni mensili ancora per questi mesi estivi, come i contributi per i lavoratori stagionali che prevedono ancora 1.600 euro di erogazione.

Inoltre per le famiglie che hanno figli in questi mesi è presente l’assegno temporaneo per garantire un aiuto alle spese destinate ai figli, se i genitori sono lavoratori autonomi o risultano disoccupati. La misura verrà estesa anche ai lavoratori dipendenti il prossimo anno, mentre per il 2021 sono stati aumentati gli assegni familiari tradizionali.

Ancora per quest'anno infatti è possibile avvalersi degli ANF, ovvero degli assegni al nucleo famigliare erogati per le famiglie che hanno figli, destinati al pagamento delle spese proprio per i minori.