Da pochi giorni è attivo un nuovo bonus Inps erogato a favore dei lavoratori  e lavoratrici che sono assunti a tempo indeterminato e che quindi escono dallo stato di disoccupazione. Questo bonus è stato introdotto dal decreto sostegni bis che convertito in legge del 23 luglio 2021, n. 106 ha concesso delle agevolazioni attraverso il contratto di rioccupazione a chi è assunto a tempo indeterminato provenendo da uno stato di disoccupazione certificato dal centro per l'impiego mediante la dichiarazione di immediata disponibilità.

Si tratta di un bonus di 6.000 euro annui al massimo, erogati su base semestrale (unica) e quindi riparametrato su base mensile. Il bonus è erogato mensilmente per un massimo di 6 mesi. Pertanto il valore mensile massimo è di 500 euro, che su base semestrale appunto concede 3.000 euro. Questo bonus è erogato sotto forma di sconto al 100% sulla contribuzione previdenziale obbligatoria a carico del datore di lavoro, ad esclusione dei premi e contributi INAIL per la tutela della sicurezza del lavoratore.

Per poter beneficiare di questo bonus Inps, il datore di lavoro ed il lavoratore devono sottoscrivere un progetto di inserimento nella nuova realtà aziendale al fine di consentire al lavoratore di ottenere le nuove competenze necessarie allo svolgimento del lavoro.

Bonus Inps 500 euro al mese: ok con il contratto di rioccupazione

Il nuovo bonus Inps che è partito il 15 settembre 2021, è concesso ai datori di lavoro che attraverso il contratto di rioccupazione possono beneficiare di una riduzione pari al 100% dei contributi previdenziali che devono essere versati in ragione di un massimo di 6.000 euro da rapportare però ad un periodo massimo di 6 mesi. Questi sono i mesi che il lavoratore deve trascorrere all'interno dell'azienda per portare a termine un progetto concordato con il datore di lavoro finalizzato all'acquisizione delle competenze necessarie per ricoprire il nuovo ruolo in quell'azienda.

Lo prevede la legge n.106 del 23 luglio di conversione del decreto legge sostegni bis, all'art. 41 comma 2. Il datore di lavoro deve assumere a tempo indeterminato il lavoratore disoccupato attraverso il contratto di rioccupazione al quale deve seguire immediatamente la definizione, con il consenso del lavoratore, di un progetto individuale di inserimento, finalizzato a garantire l’adeguamento delle competenze professionali del lavoratore stesso al nuovo contesto lavorativo. La durata del progetto personale non può superare i sei mesi. 

Le assunzioni effettuate con altre tipologie contrattuali non danno luogo al bonus Inps di 3.000 euro per sei mesi. Così l'assunzione con un contratto anche a tempo indeterminato, ma non corrispondente al contratto di rioccupazione, non da diritto al bonus inps di disoccupazione.

Parimenti, una trasformazione da contratto determinato a contratto indeterminato non è ammissibile alla fruizione della decontribuzione al 100% previsto dal bonus Inps di rioccupazione. La motivazione è nel principio del bonus Inps per la disoccupazione, che è proprio quello di favorire l'inserimento nel mercato del lavoro di persone in stato di disoccupazione.

Bons Inps disoccupazione: chi sono i beneficiari

Possono fare domanda del bonus di 500 euro al mese per sei mesi al massimo, erogati dall'Inps, i datori di lavoro del settore privato ad esclusione del settore agricolo e del lavoro domestico, che assumono personale proveniente da uno stato di disoccupazione. L'assunzione deve avvenire con un contratto di lavoro a tempo indeterminato speciale, chiamato contratto di rioccupazione.

I disoccupati sono tutti coloro che non hanno un lavoro, e che hanno comunicato al centro per l'impiego la disponibilità immediata ad essere occupati e quindi a svolgere attività lavorativa, dopo aver stipulato con il centro stesso un patto per il lavoro, che prevede la partecipazione a misure di politica attiva del lavoro.

Il periodo utile per l'assunzione di persone disoccupate, mediante la formula del contratto di rioccupazione, è quello intercorrente tra il 1 luglio ed il 31 ottobre 2021. L'arco temporale è molto ristretto, ma le attuali condizioni occupazionali e la ripresa dell'economia potrebbe favorire questa tipologia di assunzione. 

Non importa la tipologia di datore di lavoro e quindi quale tipologia di imprenditore, ma le uniche esclusioni sono i settori finanziari, agricoli ed il lavoro domestico

La condizione affinché questi beneficiari godano dell'esenzione totale per sei mesi di contributi a loro carico, è di sottoscrivere con il lavoratore il contratto di rioccupazione per sei mesi e che sia il lavoratore che il datore di lavoro devono portare a termine tale contratto. Solo dopo i sei mesi di reinserimento entrambe le parti possono decidere di recedere dal contratto senza sanzioni.

Bonus INPS disoccupazione: a quanto ammonta

Il beneficio che spetta ai datori di lavoro che assumono dal 1 luglio al 31 ottobre 2021 con il contratto di rioccupazione è di 6.000 euro in ragione di un anno, ma utilizzabile solo per sei mesi, quanto dura infatti il contratto di rioccupazione. Pertanto lo sgravio al 100% dei contributi dovuti dal datore di lavoro è di 500 euro al mese. Nel caso di rapporti di lavoro instaurati e conclusi nell'arco del mese stesso, la soglia da considerare è di 16,12 euro al giorno, per ogni giorno di effettivo lavoro. 

Questo bonus è erogato come sgravio contributivo in capo al datore di lavoro. Non possono però essere oggetto di sgravio i seguenti contributi: 

  • contributo, ove dovuto, al “Fondo per l’erogazione ai lavoratori dipendenti del settore privato dei trattamenti di fine rapporto di cui all’articolo 2120 del codice civile”;
  • il contributo al Fondo di solidarietà territoriale intersettoriale della Provincia autonoma di Trento e al Fondo di solidarietà bilaterale della Provincia autonoma di Bolzano-Alto Adige 
  • il contributo al Fondo di solidarietà per il settore del trasporto aereo e del sistema aeroportuale, 
  • il contributo destinato a finanziarie i Fondi interprofessionali utilizzati per la formazione continua dei lavoratori;
  • contributo di solidarietà ai lavoratori dello spettacolo;
  • i contributi erogati alle forme della previdenza complementare;
  • il contributo di solidarietà erogato al settore dello sport.

Restano invece in carico al datore di lavoro che deve effettuare i relativi pagamenti, i versamenti dei contributi e premi all'INAIL per la salute e sicurezza sul luogo di lavoro. 

Bonus Inps disoccupazione: quando non spetta

La norma che ha introdotto il bonus Inps per favorire il rientro nel mercato del lavoro di persone disoccupate, mediante i contratti di rioccupazione, richiede come prima condizione per poter accedere allo sgravio contributivo totale il rispetto delle norme di tutela dei lavoratori in azienda. Pertanto si perde il diritto all'assegnazione del bonus Inps nel caso in cui il datore di lavoro non rispetta il principio di precedenza, ossia di riassumere un lavoratore precedentemente licenziato, purchè quel lavoratore abbia espresso in forma scritta, entro sei mesi, la volontà di essere nuovamente assunto. Allo stesso modo il principio di precedenza è violato nel caso in cui si decida di assumere un lavoratore con contratto di somministrazione anzichè un lavoratore precedentemente licenziato.

Qualora il datore di lavoro assuma personale con il contratto di rioccupazione e nello stesso tempo ha avviato le procedure di sospensione dal lavoro per motivate esigenze di riorganizzazione collegate a situazioni di crisi, non si può beneficiare del bonus Inps per la disoccupazione. 

Resta però possibile effettuarlo se la condizione di sospensione del lavoro è connessa alle conseguenze della pandemia da Covid-19.

Invece non è possibile avere lo sgravio contributivo se l'assunzione con un contratto di rioccupazione anche a tempo indeterminato, riguardi una persona che comunque doveva essere riassunta per un obbligo preesistente.

Merita una nota a parte il caso in cui un'azienda acquisisca un'altra azienda e entro dodici mesi da questa operazione decida di assumere lavoratori che erano in forza all'azienda acquisita, così come trova applicazione l'esonero contributo l'assunzione di persone con disabilità o invalidità.

Bonus Inps 3.000 euro: i requisiti in capo al datore di lavoro

Per poter fruire dello sgravio dei contributi per sei mesi per un massimo di 3.000 euro a lavoratore, il datore di lavoro privato, quindi si esclude la Pubblica Amministrazione, deve rispettare alcuni requisiti imprescindibili.

Regolarità nel versamento dei contributi dei dipendenti in forza, in altri termini il DURC deve mostrare che il datore di lavoro assolve l'obbligo di pagare i contributi previdenziali.

Il datore di lavoro deve anche rispettare le norme in materia di salute e sicurezza suoi luoghi di lavoro, in relazione al proprio codice ateco.

In presenza di accordi nazionali, regionali o locali, in termini di contrattazione del lavoro, il datore di lavoro deve dimostrare il rispetto di tali accordi. 

I datori di lavoro non devono avere proceduto, nei sei mesi precedenti l’assunzione, a licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo, o a licenziamenti collettivi

Inoltre, anche se non sono obblighi in capo al datore di lavori, questi è chiamato a verificarne il rispetto.

Il lavoratore che è assunto con il contratto di rioccupazione deve provenire da uno stato di disoccupazione certificato.

Bonus 5.000 euro per chi fa assumere

Diverso invece il bonus che l'agenzia per il lavoro concede ai centri autorizzati per la ricerca del lavoro, nel caso in cui questi ultimi sono in grado, attraverso un percorso di formazione e di ricerca attiva del lavoro, di trovare una occupazione. Il bonus massimo è di 5.000 euro se l'agenzia è in grado di far assumere il lavoratore con un contratto di lavoro a tempo indeterimato. Ma anche in caso di ricerca di lavoro che non sfocia in un'assunzione di quel tipo da diritto ad bonus, secondo queste fasce:

Dai 500 euro ai 2500 euro in caso il nuovo contratto avesse una durata maggiore dei sei mesi;

Fino ai 1.250 euro se il nuovo contratto di lavoro è superiore ai 3 mesi.