A seguito di numerose richieste dei cittadini di accesso a diversi bonus a sostegno economico erogati dall'INPS, settembre risulta essere un mese carico di erogazioni da parte dell'ente previdenziale. Si tratta di bonus INPS per cui non è sempre necessario presentare una dichiarazione relativa al reddito del nucleo famigliare, in particolare sono bonus senza ISEE che gli italiani possono richiedere in determinate circostanza.

Attualmente è al vaglio la riforma delle pensioni, che modificherà in parte l'attuale sistema pensionistico italiano, in particolare andando a modificare alcune misure di prepensionamento, attraverso ad esempio l'addio a Quota 100, oppure a modificare alcune misure legate a specifiche necessità. Si tratta di Opzione Donna e della pensione di reversibilità.

Questo mese quindi è ricco di novità per quanto riguarda l'ente previdenziale e in generale i bonus INPS che vengono erogati ai cittadini con scadenza a fine settembre, come spiega un articolo recente di Informazionefiscale.it:

"Assegno unico, esonero dei contributi per le partite IVA e per le imprese agricole e indennità Covid-19: il 30 settembre 2021 è la scadenza per le domande relative a molti bonus e aiuti riconosciuti dall’INPS."

Alcuni di questi bonus vengono riportati dal canale Youtube ufficiale Speedy News Italia, che si occupa di informazione relativa al mondo del lavoro e degli incentivi per famiglie e aziende. Consigliamo la visione di questo video che riguarda i pagamenti dei bonus INPS del mese:

Si tratta di pagamenti di questa settimana e, più in generale, che scadranno alla fine di settembre. Dall'erogazione della NASPI per la mensilità attuale, fino all'ex bonus Renzi, ovvero il bonus IRPEF che moltissimi italiani stanno aspettando in busta paga. Secondo gli ultimi aggiornamenti, questo bonus sta arrivando proprio in questi giorni per moltissimi italiani. 

Inoltre l'INPS ha messo a disposizione dei cittadini alcuni bonus particolari per le esigenze delle famiglie più povere, come la social card, il reddito di cittadinanza oppure per i pagamenti arretrati collegati. Vediamo in questo articolo quali sono i bonus INPS in scadenza per il mese in corso, in particolare quali sono erogabili senza ISEE.

Bonus INPS senza ISEE: il bonus bebè

Alcuni bonus e aiuti erogati dall'INPS alle famiglie italiane hanno come criterio di accesso imprescindibile la dichiarazione della situazione reddituale della famiglia. Si tratta di tutti quei sostegni per cui l'ente previdenziale deve assicurarsi che gli aiuti arrivino unicamente alle famiglie bisognose.

Per questo motivo l'indicatore ISEE è uno dei principali fattori che va ad influire sulla possibilità di ricevere oppure no alcune forme di sostegno economico. Nella pratica alcuni bonus INPS sono disponibili solamente alle famiglie che dimostrano una situazione reddituale bassa. 

Senza ISEE invece è possibile richiedere alcuni bonus specifici, come il bonus bebè, che può essere indirizzato a diverse famiglie italiane, indipendentemente dallo stato reddituale. Il bonus bebé consiste in una misura che sostiene la natalità nel paese, introdotto anche per favorire le nuove famiglie.

Come spiega un articolo di Gazzettadelsud.it questo particolare bonus INPS è destinato alle famiglie italiane per ogni figlio che nasce, ma non solo:

"Come si precisa sul sito dell'Inps, l’assegno di natalità è un assegno mensile destinato alle famiglie per ogni figlio nato, adottato o in affido preadottivo."

L'assegno mensile viene erogato anche in caso di nuova adozione o affido, secondo le disposizioni dell'ente previdenziale, e comporta un'erogazione ripetuta ogni mese per un anno dall'evento. In questo caso si tratta di un bonus completamente senza ISEE, ovvero le famiglie non devono dichiarare il reddito complessivo per riceverlo.

Bonus INPS in ritardo: 1.600 euro per gli stagionali

Con l'emergenza sanitaria lo stato ha introdotto diverse forme di aiuto ai settori maggiormente colpiti dalla crisi, in particolare per sostenere economicamente i lavoratori le cui attività sono state chiuse per un lungo periodo in vista di una maggiore tutela alla salute dal rischio contagio.

Molti lavoratori hanno assistito ad un calo drastico del proprio stipendio, altri purtroppo hanno perso il lavoro, e molti imprenditori hanno dovuto chiudere la propria attività, per un periodo o definitivamente, proprio a causa della crisi. Per questi lavoratori lo stato ha introdotto diverse misure di sostegno economico, e alcuni di questi, i lavoratori stagionali, hanno ricevuto tramite diverse mensilità, alcune erogazioni sotto forma di bonus INPS, per coprire i mesi di stop.

Tra i lavoratori stagionali ricordiamo i lavoratori del turismo, quelli degli impianti sciistici, delle spa e dei centri termali, ma anche i lavoratori dello spettacolo. Si tratta di persone che lavorano specificatamente durante una stagione, quella invernale o quella estiva, e negli ultimi due anni hanno subito rallentamenti del lavoro tali da non garantire un salario mensile adeguato alle esigenze economiche. 

Per questi lavoratori quindi è stato istituito negli ultimi mesi un ulteriore bonus di 1.600 euro, erogato in base ad alcuni criteri specifici, legati anche al reddito. Per queste erogazioni tuttavia ancora non esiste una data certa per l'effettiva ricezione, perché i pagamenti risultano essere in ritardo, come spiega un articolo recente di Ilfattoquotidiano.it:

"Ad essere ancora al palo è anche il pagamento dell’indennità da 1.600 euro prevista dal decreto Sostegni bis per i lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti termali, i somministrati, gli autonomi occasionali, intermittenti, i lavoratori dello spettacolo e i venditori a domicilio."

Si tratta di un bonus INPS da 1.600 euro che andrebbe a coprire alcuni dei mesi estivi del 2021, che al momento non risulta ancora arrivato. Qualcuno attribuisce alla causa dei ritardi la lavorazione ancora in corso dei bonus precedenti, sempre per i lavoratori stagionali, da 2.400 euro.

Bonus INPS senza ISEE: 1.500 euro per il pagamento dell'asilo nido

Tra i bonus INPS per cui è facoltativo presentare l'ISEE vi è anche la copertura per le spese di asilo. Copertura con cui l'ente previdenziale garantisce fino a 1.500 euro di rimborso per il pagamento dell'asilo nido. In particolare questo bonus INPS prende in considerazione l'ISEE minorenni, e va a sostenere, al pari del bonus bebé, le famiglie che hanno bambini piccoli.

Tuttavia è un bonus che si può chiedere anche senza ISEE, per cui verrà erogato nella sua copertura minima, che non deve superare i 1.500 euro all'anno. L'importo massimo può aumentare nel caso di presentazione dell'attestazione ISEE del nucleo famigliare.

Sia il bonus asilo nido che il bonus bebé sono stati pensati per agevolare le spese delle famiglie per il sostentamento dei figli piccoli, anche se un'importante novità riguarda l'assegno unico, che entrerà in vigore in modo completo dal prossimo anno.

A questo proposito è necessario informarsi per tempo per poter avere una mensilità che racchiude i diversi bonus INPS messi a disposizione ai cittadini proprio per i figli, sia ai lavoratori dipendenti che agli autonomi, ma anche ai disoccupati.

Nuovi bonus per le bollette in base all'ISEE

Una novità dell'ultimo periodo riguarda i bonus che lo stato ha deciso di applicare per tutte le famiglie italiane con un ISEE basso. A questo proposito bisogna fare una premessa: a causa della crisi moltissime materie prime hanno subito in questi mesi alcuni rincari mai visti prima.

Non si parla solamente dell'aumento del prezzo della benzina, ma anche degli aumenti delle bollette di gas e luce, e dei prodotti alimentari. Aumenti che necessariamente andranno a gravare sulle spese delle famiglie italiane, già provate dal momento di crisi.

Oltre ai buoni spesa, lo stato ha introdotto alcune forme di aiuto per alleggerire il pagamento delle bollette di casa, in particolare quelle di gas e luce, purché la famiglia abbia determinati requisiti in termine di dichiarazione ISEE, e per cui risulti effettivamente in una situazione di difficoltà.

Per i nuovi bonus in questo senso, bisogna tenere conto che verranno applicati sulle bollette in modo dilazionato nei mesi, bollette che per la fornitura dell'energia elettrica possono anche vedere aumenti del 40% in questi mesi. Ma non solo, perché anche i generi alimentari, soprattutto quelli composti da farine come pane e pasta, nell'ultimo periodo stanno vedendo aumenti dei prezzi notevoli.

In questi casi comunque gli aiuti dello stato vanno in base alla situazione ISEE, ovvero al reddito complessivo del nucleo famigliare.

Bonus INPS senza ISEE: bonus ISCRO

Oltre ai bonus INPS dedicati ai genitori con figli piccoli, esistono altri bonus senza ISEE che si possono chiedere, in particolare quest'anno arriva il bonus ISCRO, dedicato a chi lavora in autonomia e ha subito una perdita economica importante dallo scoppio della pandemia.

L'ISCO è dedicata ai lavoratori con Partita Iva che hanno subito un calo effettivo del lavoro, e funziona in modo molto simile alla cassa integrazione dei lavoratori dipendenti. Questo bonus tuttavia viene erogato per un periodo massimo di sei mesi, e quest'anno si dovrà fare riferimento al reddito cumulato nell'anno appena passato.

I lavoratori autonomi possono quindi richiedere, se in possesso di Partita Iva almeno da quattro anni, questa forma di sostegno assimilabile ad una cassa integrazione. Questo bonus sta per scadere, in particolare sarà disponibile fino a ottobre, purché la Partita Iva sia ancora aperta.

Questo bonus infatti non è disponibile per chi decide, a seguito di minori entrate economiche, di chiudere la Partita Iva, ma è disponibile unicamente per chi sta effettivamente continuando a lavorare. Il periodo massimo di ricezione è di sei mesi e non si può procedere ad una seconda richiesta per questo particolare bonus. Come spiega la comunicazione INPS ufficiale:

"La misura di sostegno, disciplinata dalla circolare INPS 30 giugno 2021, n. 94, prevede l’erogazione di una indennità mensile trai i 250 euro e gli 800 euro, a seconda dei requisiti posseduti dal richiedente."

L’indennità ISCRO non è disponibile unicamente per l'anno in corso, ma è prevista per il 2021, per il 2022 e per il 2023, e bisogna ricordarsi che la richiesta va presentata all'INPS entro il 31 ottobre di ogni anno interessato.