Rendere la propria casa “In”, non è un mistero, è il sogno di migliaia e centinaia di donne e non solo. Troppo spesso, però, le spese per rinnovare la propria abitazione, comprese quelle riferibili a possibili interventi di ristrutturazione, superano di gran lunga la disponibilità economica del proprio portafoglio.

In questi casi si tende a rimandare a data da destinarsi interventi, anche di una certa urgenza, difficilmente realizzabili se si è a corto di liquidità o di qualsiasi forma di aiuto monetario che muova in tale direzione. 

Al momento, poi, la situazione economica nazionale non è delle migliori. La crisi scatenata dall’emergenza da Covid-19 diventa sempre più latente e mette a freno progetti ed intenzioni al momento non concretizzabili.

Ma c’è un però. Una boccata di ossigeno in questa condizione non proprio propizia è offerta da tutta una serie di agevolazioni pensate dal Governo Draghi e contenute nella Legge di Bilancio 2021

I famigerati bonus, infatti, permettono di ammortizzare seppure in parte i disagi economici coprendo ed interessando diversi settori e fasce della popolazione italiana. 

Così troviamo incentivazioni per i nuclei familiari (bonus bebè, bonus mamma domani, assegno unico universale), per le diverse categorie di lavoratori (bonus ISCRO), fino a finire alla casa.

Proprio con riferimento alla propria abitazione fino alla fine dell’anno in corso si potrà chiedere il bonus mobili 2021. Un incentivo che consente di ottenere, a titolo di detrazione, 16.000 € sull’acquisto di mobili o elettrodomestici nuovi.

Si consiglia la visione della guida YouTube del Geometra Danilo Torresi per comprendere al meglio per quali interventi si può ottenere il bonus mobili 2021.

 

In aggiunta, molte sono le forme di contribuzioni che consentono un risparmio si costo, totale o parziale, anche sugli interventi di ristrutturazione, come il Superbonus 110.

Passiamo, dunque, in rassegna il bonus mobili 2021 chiarendo definitivamente chi può beneficiarne, la procedura da seguire per farne richiesta, gli altri aiuti economici riferiti alla casa, oltre ad indicare gli aggiornamenti in materia dati dall’Agenzia delle Entrate. 

Bonus mobili 2021: come funziona

Il bonus mobili 2021, in modo molto semplice, altro non è che un aiuto economico pensato dal Governo per ottenere il 50% di rimborso, a titolo di detrazione IRPEF o 730, sulla spesa sostenuta per mobili ed elettrodomestici di grossa taglia, da ripartire in 10 rate, acquistati nel corso di tutto il 2021.

Tuttavia, a differenza di molti altri incentivi, la misura richiede che sia rispettato solo un requisito scalare negli anni. Con particolare riferimento al 2021, si potrà richiedere il bonus solo se a partire da gennaio 2020 sono stati effettuati lavori di ristrutturazione.

Si potrà, invece, richiedere il bonus per le spese sostenute in mobili ed elettrodomestici nell’anno 2020 soltanto se i lavori di ristrutturazione sono iniziati nel gennaio 2019.

Inoltre, non verranno rimborsate tutte le spese indistintamente dalla cifra sostenuta.

È previsto un tetto massimo di spesa oltre il quale non si può andare. In pratica, per le spese sostenute nel 2021 non si potrà superare la soglia dei 16.000 euro, in questo caso infatti non si potrà beneficiare del bonus mobili. 

Per quanto riguarda gli acquisti effettuati nel 2020, l’asticella non potrà superare i 10.000 euro. Ad ogni modo, le spese rientranti in questi due range dovranno essere portate in detrazione o nella dichiarazione dei redditi (IRPEF) o nel modello 730.

Si ricorda, per evitare di incappare in spiacevoli sorprese, che si potrà ottenere il bonus soltanto se viene soddisfatto un altro requisito obbligatoriochi sostiene la spesa economica dell’acquisto di mobili ed elettrodomestici deve aver pagato anche gli interventi di ristrutturazione.

In parole povere, non si può ottenere il bonus se una persona ha acquistato i mobili o gli elettrodomestici ed un’altra, quindi differente, si sia fatta carico dei costi di ristrutturazione. A questo si aggiunge l’obbligatorietà di aver pagato le spese non in contanti ma tramite strumenti di pagamenti tracciabili (carte di debito, credito, bonifico)

Cosa comprende il bonus mobili 2021

È l’Agenzia delle Entrate a definire quali spese sono comprese nel bonus mobili 2021. Rientrano nella categoria quelle sostenute per l’acquisto di sedie, armadi, poltrone, divani, tavoli, comodini, letti, scrivanie, librerie e diversi strumenti di illuminazione. A queste si aggiungono eventuali spese di trasporto o installazione collegate agli articoli acquistati.

All’opposto, escluse dal bonus mobili sono le spese per comprare finestre, porte, pavimenti, tende e altre tipologie di arredo.

Con esplicito riferimento alla categoria elettrodomestici si ha diritto al bonus mobili per gli acquisti di apparecchi di grossa taglia rientrati nella classe energetica uguale o superiore ad A+ o A, per i forni.

È importante capire, però, che cosa si intende con il termine “elettrodomestici di grossa taglia”. Secondo la disciplina alla base del bonus mobili, sono ricompresi nella definizione tanto le lavatrici, le lavastoviglie, i frigoriferi ed altre apparecchiature simili, quanto i condizionatori ed i ventilatori.

Tuttavia, anche con interventi ristrutturanti inerenti ai condomini è possibile usufruire del bonus. In questo caso, come facilmente intuibile, le spese devono riguardare gli acquisti di apparecchi utili a tutti i condomini e non ai singoli inquilini.

Bonus mobili 2021 anche per la stufa a pellet

Recentemente, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito un dubbio emblematico: il bonus mobili spetta a chi ha installato una stufa a pellet? La risposta al quesito arriva pochi giorni fa, dopo la richiesta di delucidazioni da parte di un contribuente che ha acquistato da poco una stufa a pellet con sconto in fattura.

Il sì dell’AdE non si fa attendere. Il bonus mobili spetta a chi ha beneficiato, per la realizzazione di interventi finalizzati al recupero del patrimonio edilizio, del bonus ristrutturazioni.

Poiché quest’ultimo può essere ottenuto da un titolare di un immobile qualora siano stati realizzati interventi di natura straordinaria e in questa categoria trovano spazio proprio gli interventi indirizzati all’uso di fonti di energie rinnovabili, l’installazione di una stufa a pellet rientra nella casistica.

Dove inserire il bonus mobili nel 730

Come in precedenza accennato, i bonus mobili sono detraibili dal 730. A tal proposito, è bene ricordare quali documenti vanno messi da parte per procedere poi ad una rapida compilazione del modello.

Innanzitutto, vanno conservati tutti i documenti comprovanti il sostenimento delle spese per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici, vale a dire le ricevute di bonifici, quelle che confermano la buona riuscita della transazione di pagamento (nei casi in cui si utilizzino carte di debito o credito) oltre alle fatture degli apparecchi acquistati con indicazione della quantità, qualità e quelle dai quali risulta l’addebito in conto corrente.

Con riguardo al modello 730 dell’anno 2018, riferito alla dichiarazione dei redditi 2017, la sezione in cui va ad inserirsi il bonus mobili è la III C, quella dove vengono indicate le spese sostenute per arredare gli immobili ristrutturati assoggettati ad una detrazione d’imposta del 50%.

Più nei dettagli, è il rigo E57 ad accogliere, per ogni singola unità abitativa, il numero di rate (nelle prima e terza colonna) mentre la spesa sostenuta, ricordiamo non superiore ai 10.000 euro, andrà nella seconda e quarta colonna.

Superbonus 110%, a chi spetta?

Il Superbonus 110% spetta a quanti vogliono ristrutturare casa senza mettere mani al portafoglio. Tuttavia, l’agevolazione non copre indistintamente tutti i tipi di interventi edilizi che si vogliono attuare.

Infatti, si può usufruire del Superbonus 110% soltanto per gli interventi finalizzati all’adeguamento sismico e alla riqualificazione energetica.

Anche l’installazione di pannelli solari, sia classici che per acqua calda, vanno aggiunti alla lista insieme alle strutture adibite alla carica delle auto elettriche.

Sul fronte interventi sismici, bisogna precisare che il bonus potrà essere ottenuto soltanto in determinate zone sismiche, per la precisione la 1, la 2 e la 3. Per lavori di riqualificazione energetica, invece, serve l’APE.

L’attestato di Prestazione Energetica è indispensabile per dimostrare che il salto di qualità di due classi si sia verificato. Se ciò non si verifica si potrà, comunque, presentare il certificato che attesti il passaggio alla massima classe consentita.

Il Superbonus 110% scade il 30 giugno 2022 e potrà essere erogato o al termine degli interventi di ristrutturazione, optando per la modalità Superbonus 110% con sconto in fattura o, in alternativa come detrazione IRPEF.

Nella prima ipotesi, sarà la ditta incaricata dei lavori a chiedere direttamente il rimborso erariale delle spese.

Tempi più distesi di scadenza sono concessi per gli edifici condominiali nel caso in cui si riesca a dimostrare che gli interventi sono stati realizzati alla data del 30 giugno 2022 almeno per il 60%. Se sussiste questa condizione la scadenza slitta a fine 2022.

La richiesta per l’Ecobonus 110% si attua mediante compilazione di numerosi moduli da consegnare in differenti tempi. Dunque, essendo una domanda molto complessa se ne sconsiglia la compilazione personale, piuttosto è meglio rivolgersi a qualche centro di assistenza fiscale o studio commerciale.