Fra le iniziative promosse dal Governo, alcune indennità sono state studiate per i possessori di partita iva.

Il fondo ISCRO 2021 è una di queste. Questa forma di aiuto alle imprese è partita dal 1°Luglio 2021 e avrà fine, nel 2023.

Richiedibile con un apposito modulo, vede l’accredito per sei mensilità. 

Ricordiamo che la domanda va presentata entro il 31 ottobre 2021 dell’anno interessato con fede per il calcolo, il giorno dopo l’invio della domanda, come possiamo appurare dal sito Inps, da corrieredellasera.it e da repubblica.it.

Ma vediamo insieme che cos’è il fondo ISCRO 2021.

Novità 2021: il fondo ISCRO?

Conosciuto anche con il nome di Bonus Partita Iva, il fondo ISCRO 2021 è una prestazione che viene accreditata esclusivamente al titolare di Partita IVA in possesso dei requisiti richiesti per un totale di sei mensilità. La cifra può variare da un massimo di 800 euro ad una quota minima di 250 euro.

L’acronimo ISCRO sta ad indicar Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa ed è un sussidio per i possessori di partita iva che è stato approvato in via sperimentale per il triennio che va dal 2021 al 2023. Questo Bonus per le Partite Iva è stato introdotto dal Governo con l’approvazione della legge di Bilancio 2021 e si possono trovare tutti i dettagli inerenti a questa prestazione della circolare INPS n°94 datata 30 giugno 2021 che possiamo trovare anche su servizi2.inps.it. Il Fondo ISCRO, lo ribadiamo, è elargito per un totale di sei mesi e la somma spettante viene calcolata in base alle dichiarazioni dell’imprenditore e possessore di partita iva.

Il totale della somma percepita andrà a coprire un range dai 1500 euro minimi, fino a raggiungere il tetto massimo di 4800 euro, spalmati su sei mensilità.

La domanda per accedere al Bonus Partite Iva, anche conosciuto come Fondo ISCRO 2021, potrà essere trasmessa entro e non oltre il 31 ottobre 2021.

A chi è rivolto il bonus partita iva 2021?

A fronte della grave situazione verificatasi dopo l’insorgenza dell’emergenza sanitaria da Covid 19, emergenza che ha messo in ginocchio la nostra nazione, i cittadini dello Stato italiano si sono trovati in situazioni di gravi difficoltà economiche. Sono state approvate diverse misure a sostegno delle persone e per supportare le partite Iva, è stato istituito nel 2021, una misura economica che rientra nel nome di Fondo ISCRO 2021. 

Il suo obiettivo – come leggiamo su ticonsiglio.com - è quello di rimborsare ai titolari di regolare Partita Iva, che si trovano in stato di comprovata difficoltà, una somma pari al 25% dei redditi semestrali da lavoro autonomo, che risultano dal compilamento del modello redditi approvato dall’Agenzia delle Entrate dell’anno interessato alla richiesta.

Parlando in termini di cifre, se un titolare di Partita Iva ha un reddito dichiarato di 4.000 euro che fa riferimento all’anno 2020 dovrà dividere questa cifra per due ed otterrà i guadagni di sei mesi di fatturato. Dalla cifra di 2.000 euro, bisognerà ricavare il 25% che si traduce in 500 euro. Questa cifra, 500 euro è ciò che il richiedente riceverà per sei mesi (2.000 x 25% = 500).

Nel caso voi abbiate aperto la partita iva meno di quattro anni prima la richiesta per il bonus Partita Iva 2021, questa non sarà accolta dall’Agenzia delle Entrate. Se ad esempio, presentate la domanda per il Fondo ISCRO a ottobre 2021, all’Agenzia delle entrate dovranno risultare i redditi dell’anno 2020, dell’anno 2019, dell’anno 2018 e dell’anno 2017.

Quali requisiti servono per ottenere il bonus partita iva?

I requisiti per accedere all’indennità ISCRO 2021 sono ben specificati nella circolare INPS n°94 del 30 giugno 2021 e sono:

  • Dichiarare di non essere titolare di nessun tipo di trattamento pensionistico
  • Dichiarare di non percepire il Reddito di Cittadinanza
  • Riscontrare un calo per almeno il 50% del fatturato per l’anno precedente alla richiesta per la pratica ISCRO, relazionato ai tre anni precedenti
  • Rientrare nel limite di reddito di 8.145 euro annuo - limite che verrà rivalutato annualmente - inerente all’anno precedente la domanda

È importante che nell’anno precedente alla domanda, il richiedente il fondo ISCRO 2021 abbia registrato un effettivo calo del 50% del fatturato, questo, considerando la media dei tre anni precedenti a quello dove vi è stata la perdita. Per molte realtà non sarà comunque complicato dimostrarlo, avendo presente che per l’anno 2020 molte attività hanno chiuso per più di metà dell’anno. Questo si traduce nella possibilità che ogni anno vi sarà un nuovo calcolo che varia in base al reddito e all’anno di presentazione della domanda.

Prendendo ad esempio una casistica in cui il presentante domanda richieda il fondo ISCRO nell’anno 2021, per il suddetto verrà preso in considerazione il reddito da lavoro autonomo che troverà nella dichiarazione dei redditi per l’anno 2020 - che è l’anno che precede la domanda - e questa cifra dovrà essere inferiore matematicamente per almeno il 50% della media dei redditi prodotti tramite lavoro indipendente negli anni 2019, 2018 e 2017, ovvero i precedenti tre anni.

Per capire insieme, prendiamo sempre ad esempio il nostro contribuente che nell’anno 2021 presenta la domanda per ricevere il fondo ISCRO 2021. Abbiamo già spiegato che il reddito preso in considerazione è quello prodotto da lavoro autonomo per l’anno 2020, la cifra prodotta è pari a 2.000 euro. Quindi, tenendo di conto il modello dei redditi, si potranno iniziare a sommare i redditi prodotti - sempre da lavoro autonomo - nel 2019, nel 2018 e nel 2017. Ad esempio, per l’anno 2019 il reddito è di 4.500 euro, per l’anno 2018 il reddito è di 3.900 euro e per l’anno 2017 abbiamo un reddito di 3.800 euro, la somma che si ricava è di 12.200 euro. 

Questa somma la si dovrà dividere per tre per ottenere la media dei redditi che è pari a 4.067 euro. Ora, il nostro contribuente ha la media dei redditi prodotti nei tre anni precedenti l’anno di presentazione della sua domanda. A questa cifra ottenuta di 4067 euro, va bisogna ancora applicare una divisione, andrà divisa per due così da trovare la soglia massima entro cui il nostro richiedente per il fondo ISCRO deve sottostare e non può superare se vuole ottenere il bonus partita iva. La cifra, in questa casistica, è pari a 2.033 euro. 

Seguendo l’esempio, il nostro richiedente soddisfa pienamente il requisito massimo per l’anno 2020, poiché ha un fatturato di 2.000 euro inferiore alla media dei tre anni precedenti.

Si ricorda che per questo calcolo si terrà conto solo del reddito ottenuto attraverso il lavoro autonomo e presente nella Dichiarazione dei Redditi sotto il quadro RE per le attività professionali individuali, nel quadro RH per le attività lavorative autonome e nel quadro LM per i soggetti in regime forfettario.

Ovviamente, bisognerà risultare in regola con la contribuzione obbligatoria e essere titolare di partita iva da almeno quattro anni.

Da notar bene: chiunque voglia ottenere il bonus partita iva dovrà essere iscritto alla Gestione Separata!

Come fare domanda per il bonus partita iva?

Abbiamo visto cos’è il bonus partita iva conosciuto anche come Fondo ISCRO, abbiamo visto a chi è rivolto e chi ne è escluso, ma come possiamo effettivamente richiederlo?

In realtà è piuttosto semplice.

Il bonus partita iva potrà essere richiesto – come vediamo su tg24.sky.it - attraverso i canali telematici dell’Inps, ovvero:

Accedendo al sito internet Inps attraverso un’identità digitale come SPID, CIE – ovvero Carta d’Identità Elettronica 3.0 – o con la CNS – Carta Nazionale dei Servizi.

Una volta acceduto alla tua area personale INPS e trovata la sezione inerente, basterà compilare i campi richiesti e inviare la domanda. In caso ci fossero dei dati non idonei, comparirà un pop up prima dell’invio che specifica quali sono i dati scorretti e perché non si rientra nel bonus partita iva.

In alternativa si potrà contattare l’Inps attraverso il Contact Center Integrato chiamando il numero 803 164 gratuito per chi chiama da rete fissa o il 06 164 164 da telefono cellulare – a cui andranno applicati i costi dell’operatore.

Infine, si potrà fare domanda attraverso un CAF o patronato di fiducia, portando i documenti necessari come carta d’identità, codice fiscale, attestazione della partita iva e i quattro unico antecedenti al 2021.

Si rammenta che per effettuare la richiesta bisognerà accertare e autocertificare i propri redditi i quali saranno soggetti a controlli.

A quanto ammonta il bonus partita iva del Fondo ISCRO?

Nell’esempio che abbiamo fatto antecedentemente abbiamo parlato di un caso singolo e specifico per poter comprendere il funzionamento del Fondo ISCRO o Bonus partita iva, ma se volessimo fare un calcolo generale, invece, cosa dice il sito dell’Inps?

Ricordiamo che il bonus partita iva o fondo ISCRO verrà erogato a chi risulterà idoneo e ne avrà fatto richiesta per sei mensilità. La prima erogazione avverrà il primo del mese successivo a quello in cui si è fatto la domanda per il bonus partita iva.

Il bonus partita iva è pari al 25% dell’ultimo reddito che verrà dichiarato purché non sia inferiore ai 250 euro e maggiore degli 800 euro.

In ogni caso gli importi verranno annualmente ricalcolati in base all’indice ISTAT. 

Quali corsi bisogna frequentare con il bonus partita iva?

Una particolarità del fondo ISCRO o bonus partita iva è che per fare domanda del bonus partita iva bisognerà dare l’autorizzazione per la frequentazione di corsi professionali di formazione, i quali sono gestiti dall’Anpal.

L’Anpal è l’Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro e promuove non solo il diritto al lavoro ma anche quello della crescita personale e professionale e coordina la rete nazionale dei servizi per il lavoro.

Quindi per poter ottenere il bonus partita iva bisognerà frequentare dei corsi professionali gestiti dall’Anpal.

Non è ancora chiaro quali saranno e come saranno gestiti, ma vi terremo aggiornati, nel frattempo avete tempo fino al 31 ottobre per poter richiedere quella che da molti viene definita come la cassa integrazione per le partite iva!