Dipendenti pubblici, nuovo bonus una tantum in busta paga: ecco gli importi e le novità

Nuovo bonus una tantum nella busta paga dei dipendenti pubblici: nella Legge di Bilancio 2023 è previsto l'aumento dello stipendio per i lavoratori del settore pubblico. Ecco gli importi.

bonus una tantum dipendenti pubblici

La Manovra 2023 è stata bollinata dal Presidente della Repubblica: nel testo - non ancora definitivo - trova spazio anche un nuovo bonus una tantum per i dipendenti pubblici, che si sostituisce all'indennità di vacanza contrattuale (di cui parleremo nel corso dell'articolo).

Di che cosa si tratta? Come riporta la norma inserita nel testo della Legge di Bilancio 2023, è previsto un finanziamento di un miliardo di euro

da destinare all'erogazione, nel solo anno 2023, di un emolumento accessorio una tantum, da corrispondere per tredici mensilità, da determinarsi nella misura dell'1,5 per cento dello stipendio (lordo ndr.).

Come cambia la busta paga dei dipendenti pubblici grazie al nuovo bonus una tantum? Ecco gli importi e l'aumento previsto sulle stipendio mensile dei lavoratori del settore pubblico.

Manovra 2023, nuovo bonus una tantum per i dipendenti pubblici: come funziona

All'interno della Legge di Bilancio 2023 è stato inserito un nuovo bonus una tantum destinato ai dipendenti pubblici: con un finanziamento di un miliardo di euro, il Governo ha previsto un "emolumento accessorio una tantum" pari all'1,5% dello stipendio lordo per 13 mensilità.

Che cosa significa? Oltre al (doppio) taglio del cuneo fiscale - rispettivamente di due punti per i redditi fino a 35.000 euro e di tre punti per quelli fino a 20.000 euro - c'è spazio anche per un aumento dello stipendio per i lavoratori del settore pubblico.

Il bonus per i dipendenti pubblici va a inserirsi attorno alla già prevista indennità di vacanza contrattuale prevista della Manovra dello scorso anno - che comprende uno stanziamento di 500 milioni per il 2023 - per "i miglioramenti economici del personale statale in regime di diritto pubblico".

I fondi per rinnovare questa indennità non sono stati trovati: non è quindi prevista dalla Manovra 2023, così come è saltato l'accordo sul salario minimo.

Dipendenti pubblici, per chi scatta l'aumento delle stipendio nel 2023

La Manovra 2023 ha stanziato 1 miliardo di euro di risorse per finanziare il bonus ai dipendenti pubblici per un solo anno (il 2023), che nel complesso potrebbero aumentare a 1,15 miliardi di euro considerando anche i contributi Irap. Ma a chi spetta davvero l'aumento dello stipendio nel 2023?

I fondi relativi al bonus una tantum sono stati suddivisi tra i dipendenti pubblici in base ai comparti del pubblico impiego: dunque, per i dipendenti pubblici dei Ministeri, agenzie fiscali, enti non economici (per esempio INPS, INAIL e scuola). Questa categoria comprende circa 3,2 milioni di dipendenti pubblici, che corrispondono al 55%.

Sono poi compresi - e dunque riceveranno l'aumento in busta paga per il 2023 - anche i dipendenti della sanità, dell'università, i lavoratori dipendenti della Regioni, Province, Comuni e città metropolitane.

Secondo le stime la spesa complessiva potrebbe raggiungere gli 1,8 miliardi di euro, con un ammanco che dovrebbe essere aggiustato dai bilanci degli Enti locali. Che significa: gli aumenti dei dipendenti comunali saranno finanziati dal bilancio locale degli stessi.

Bonus una tantum dipendenti pubblici: i nuovi importi in busta paga

Arriviamo quindi ai dettagli che tutti si aspettano: quali sono i nuovi importi in busta paga e di quanto aumenta lo stipendio grazie al nuovo bonus una tantum per i dipendenti pubblici?

Gli aumenti varieranno - chiaramente - in base allo stipendio del singolo lavoratore: all'aumentare di quest'ultimo aumenta proporzionalmente anche il bonus.

Questo bonus una tantum consiste in un nell'incremento dell'1,5% sullo stipendio mensile lordo per un totale di 13 mensilità, compresa anche la tredicesima. Facciamo due calcoli.

Si prevedono buste paga più alte per i dipendenti pubblici di tutti i livelli, con aumenti compresi tra 21 euro (per chi percepisce uno stipendio più basso) e fino a oltre 70 euro (per i dirigenti che si collocano nelle fasce retributive più elevate).

Bonus dipendenti pubblici in Manovra: facciamo i calcoli

C'è attesa, quindi, per questo nuovo bonus destinato ai lavoratori dipendenti che però non consiste in un aiuto contro l'inflazione o l'aumento dei prezzi di energia elettrica e gas.

Piuttosto si può parlare di un piccolo anticipo di quello che verrà corrisposto grazie al rinnovo dei contratti per il periodo 2022-2024: un piccolo assaggio degli arretrati che arriveranno, probabilmente, con un po' di ritardo.

Infatti, dopo la recente firma del nuovo contratto concerne le annualità tra il 2019 e il 2022, quindi manca ancora un tassello.

Facendo un rapido calcolo, questo bonus non andrà compensare l'inflazione - perché è più basso rispetto all'aumento del costo della vita - ed essendo legato allo stipendio mensile andrà ad avvantaggiare i lavoratori che percepiscono una busta paga medio-alta.

Basti pensare che gli aumenti previsti sono i seguenti, in base alla categoria di appartenenza di ciascun lavoratore pubblico:

  • 20,8 euro lordi al mese per la fascia retributiva più bassa;

  • 54 euro lordi al mese per i dirigenti di fascia intermedia;

  • 74 euro lordi al mese per la fascia dirigenziale più alta.