Oggi si sente sempre più spesso parlare dell’importanza per le aziende di garantire benessere e un clima di tranquillità all’interno dell’ambiente lavorativo. Tra le misure che vengono messe in atto al fine di garantire questa dinamica vi sono sicuramente anche gli accessi ai buoni pasto

Questa volta sembrerebbe però che il diritto ai buoni pasto potrebbe essere riconosciuto anche nei confronti di alcuni liberi professionisti e titolari di partita IVA. Ma cosa c’è di vero nel diritto dei buoni pasto per le partite IVA? 

Per comprendere a tutti gli effetti quando si potrebbe avere diritto dei buoni pasto anche quando si ha una partita IVA oppure si è un libero professionista, diventa essenziale assicurarsi di approfondire al meglio tutte le caratteristiche e le condizioni principali che contraddistinguono questa misura volta al benessere psicofisico delle persone.

Proprio per questo motivo, all’interno del seguente articolo, prima di andare ad elencare tutte le motivazioni che rendono sicuramente i buoni pasto tra i migliori strumenti convenienti anche per chi ha la partita IVA oppure è inquadrato come libero professionista, saranno anche definite tutte le caratteristiche distintive di questa misura.

Cosa sono i buoni pasto? Le caratteristiche principali 

Dunque, come ormai tutti i lavoratori e le aziende sanno, sicuramente oggi più che mai quello del buono pasto è diventato un vero e proprio strumento che consente una maggiore integrazione del reddito dei cittadini, grazie al suo utilizzo ai fini degli acquisti di generi alimentari e di altre tipologie di prodotto.

Attualmente, la versione cartacea che aveva spopolato ed era maggiormente utilizzata durante gli anni precedenti, sembra essere stata ormai quasi definitivamente sostituita dalla versione digitale.

Si tratta, quindi, di una carta precaricata oppure, in alcuni casi particolari, di una carta virtuale accessibile esclusivamente mediante l’apposita applicazione per smartphone e tablet.

Generalmente, il diritto a ricevere il buono pasto rappresenta uno degli aspetti a cui i lavoratori fanno maggiormente attenzione durante la stipulazione di un contratto di lavoro con un’azienda oppure con un datore di lavoro privato. Questo si verifica in quanto, il diritto al buono pasto consente sicuramente di beneficiare di importanti vantaggi e di avere sicuramente un risparmio maggiore ogni mese.

Quando i titolari di partita IVA e i professionisti possono richiedere i buoni pasto

Così come avviene per i buoni pasto riconosciuti e fruiti da parte delle aziende e dei datori di lavoro privati nei confronti dei singoli lavoratori con un contratto da dipendenti, anche i titolari di una regolare partita IVA oppure gli imprenditori con una ditta individuale o ancora i liberi professionisti hanno la possibilità di accedere ai buoni pasto.

Infatti, nei casi in cui si è titolari di una partita IVA, è importante essere pienamente consapevoli delle opportunità offerte dai buoni pasto, i quali potranno essere personalizzati e declinati al meglio, sulla base delle proprie necessità, non soltanto in termini di numero mensile di buoni pasto emessi, ma anche del valore che contraddistingue ogni singolo buono pasto.

Sotto questo punto di vista, bisogna tuttavia precisare che i vantaggi offerti dall’utilizzo di un buono pasto da parte di chi ha la partita IVA, potrebbero essere effettivamente ottenuti esclusivamente da parte di coloro che appartengono al regime ordinario, sia come ditta individuale (a prescindere dalla presenza o assenza di dipendenti) che come persona fisica. 

Questo perché quei liberi professionisti e titolari di partita IVA che rientrano invece nel regime cosiddetto forfettario, non hanno la possibilità di scaricare i costi aziendali che vengono sostenuti durante il corso dell’intero anno. Per questo motivo i ticket pasto non rappresentano una scelta conveniente.

Perché conviene avere i buoni pasto per professionisti e partita IVA

Sicuramente a definire i principali vantaggi dell’utilizzo dei buoni pasto anche da parte di quei titolari di partita IVA e di professionisti, è il riferimento della Legge di Stabilità dell’anno 2020. Si tratta della legge che è andata a prevedere la deducibilità dei buoni pasto intesi come costi aziendali del 100%.

Nello specifico per i buoni pasto elettronici, l’importo massimo deducibile interamente dai titolari di partita IVA e imprenditori è quello di 8 euro, mentre per i ticket cartacei, la cifra si abbassa a 4 euro.

Dunque, sicuramente la versatilità dei buoni pasto e la facilità d’uso, in particolare nella loro versione digitale, permetterebbe anche ai titolari di partita IVA o ai titolari di ditte individuali di ottenere un grande risparmio mensile, unito ad una riduzione dei tempi dedicati alla gestione amministrativa e alla contabilità. 

Inoltre, i liberi professionisti, i titolari di partita IVA e gli imprenditori con ditte individuali potranno liberamente decidere come usufruire dei buoni pasto: dalla cena o al pranzo di lavoro con un cliente, all’acquisto di prodotti e generi alimentari al supermercato.