Hai avuto una grande idea e hai anche capito come trasformarla in una start up di successo, che probabilmente diventerà un’impresa di grandi dimensioni: insomma, ti senti pronto ad avviare la tua azienda innovativa.

Ma sei sicuro di non aver dimenticato nulla di importante?

Prima di avviare la tua start up innovativa, avrai bisogno di trascrivere tutto ciò di cui la tua nuova azienda necessiterà per poter sopravvivere.

Avrai, insomma, bisogno di un business plan, che dovrai anche condividere con collaboratori ed investitori.

Senza un business plan adeguatamente strutturato, infatti, la tua azienda corre il rischio di fallire ancor prima di cominciare.

Vuoi quindi sapere come strutturare il business plan per la tua start up?

Scoprilo continuando a leggere questo articolo.

Cos’è il business plan della start up

Iniziamo col definire il business plan, utilizzando le parole di insidemarketing.it, secondo cui

“il Business plan è un documento di sintesi che contiene e descrive un progetto imprenditoriale. È un punto di riferimento per la pianificazione e la gestione aziendale ma anche una sorta di presentazione della business idea per potenziali finanziatori o investitori.”

Si tratta quindi di un documento che mette nero su bianco non solo gli obiettivi aziendali, ma anche il modo in cui l’azienda intende procedere per raggiungere questi obiettivi. Il business plan è insomma una sorta di tabella di marcia che deve tener conto di tantissimi aspetti, sia legati alle finanze che all’operatività stessa dell’azienda.

Di solito il business plan è utilizzato per le start up: ma, anche se un piano aziendale si rivela utilissimo per le imprese in fase di avvio, ogni impresa dovrebbe averne uno, da aggiornare periodicamente per capire se gli obiettivi sono stati raggiunti, o qualora se ne vogliano aggiungere di nuovi.

Un business plan può infatti rivelarsi fondamentale se l’azienda sta affrontando una fase di cambiamento o se ha intenzione di evolversi, in quanto anche gli obiettivi aziendali, in questo caso, dovranno cambiare.

E, questo, vale ovviamente anche nel caso di aziende ampiamente consolidate: il business plan, dunque, non deve essere stilato solo per le start up.

Differenti tipologie di business plan

Secondo entrepreneur.com, possiamo identificare quattro diversi tipi di business plan, ciascuno dei quali prevede un lavoro di redazione differente.

Il miniplan rappresenta l’opzione scelta da molti, in quanto è di veloce lettura; questo tipo di business plan si presta inoltre alla lettura su dispositivi mobili. Il miniplan prevede le stesse tipologie di elementi che vengono contenuti anche nei piani aziendali più corposi, ma questi punti vengono condensati per garantire un business plan snello e leggibile; si tratta della tipologia di business plan maggiormente scelta dalle aziende di piccole dimensioni.

Una seconda tipologia di business plan è rappresentata dal Presentation plan, che si avvale di strumenti come presentazioni (ad esempio, utilizzando PowerPoint); se si ha la necessità di presentare il proprio business plan ad altre persone esterne all’azienda, come ad esempio gli investitori potenziali, potresti aver bisogno di questo tipo di business plan; grazie al Presentation plan, potrai presentare il tuo business e la tua mission anche a chi non ne conosce i dettagli. A differenza del miniplan, il presentation plan prevede una pianificazione dettagliata; assicurati poi di anticipare le domande frequenti che gli investitori potrebbero muoverti durante la presentazione.

Il working plan, altra tipologia di business plan molto diffusa, è un documento progettato per fornire molti dettagli su un progetto o un’attività. Grazie ai dettagli del working plan è possibile definire in maniera molto specifica chi sono i responsabili di un determinato settore, gli obiettivi e le tempistiche del progetto, oltre che il budget. Insomma, è molto simile al miniplan, ma si differenzia da questo in quanto con il working plan si abbonda coi dettagli.

Infine, il what-if plan o piano ipotetico si utilizza quando si vengono a creare delle circostanze insolite, o quando sono previsti dei cambiamenti nel business plan. Il what-if plan, molto spesso, viene stilato per prevenire delle situazioni di emergenza, fornendo la relativa soluzione che permetterà la sopravvivenza dell’azienda. Questo tipo di business plan non descrive dunque le modalità di gestione della start up: si tratta infatti di una sorta di aggiunta al vero e proprio business plan della start up.

Business plan per start up: gli elementi che non devono mai mancare

Qualunque sia la tipologia di piano scelto, è chiaro che ogni start up avrà il proprio business plan, che non sarà mai uguale a quello di un’altra impresa. Ma ogni business plan che si rispetti possiede dei punti in comune con gli altri.

Insomma, ad un business plan non devono mai mancare alcuni elementi; tra quelli indicati da quicksprout.com, troviamo:

- sintesi e riepilogo esecutivo: si tratta della sezione nella quale viene descritta l’azienda, la sua dichiarazione di intenti, chi saranno i dipendenti e dove l’azienda sarà ubicata.

- ricerca di mercato: non è assolutamente pensabile fondare una start up (così come nessun altro tipo di azienda) nel caso in cui non sia stata precedentemente effettuata una ricerca sul mercato di riferimento. La ricerca di mercato, oltre alla conoscenza dei propri potenziali clienti, permetterà anche di individuare chi sono i competitor, quali sono i punti di forza e debolezza, cosa differenzia la start up dalle altre aziende che operano nello stesso settore.

- descrizione di prodotti e/o servizi: in questa sezione è necessario definire quali siano i servizi o i prodotti che la start up offrirà al pubblico; è anche possibile includere qui i prezzi e la descrizione dettagliata, che includa durata del prodotto o servizio e vantaggi per gli acquirenti. Ma nella descrizione è importante indicare anche le tecnologie di cui si avrà bisogno, oltre che i processi di produzione.

- budget: questo punto sembra quasi scontato, eppure è uno dei più importanti per la vita della start up; una buona idea deve essere supportata da un budget adeguato per potersi imporre sul mercato. Il budget servirà non solo per lo sviluppo dell’idea, ma anche per pubblicizzarla e per finanziare eventuali ricerche ulteriori.

- strategia di marketing e vendita: questo punto del business plan è strettamente correlato col budget, in quanto la stat up avrà bisogno di stanziare dei fondi da dedicare alle attività promozionali. Trattandosi di un’azienda in fase di avvio, è impensabile farsi conoscere dai consumatori senza un adeguato piano marketing. E questo, ovviamente, comporterà un costo.

- pianificazione finanziaria: prima di poter ottenere eventuali finanziamenti, che saranno vitali per la start up in fase di avvio, i potenziali finanziatori vorranno sicuramente studiare accuratamente la sezione del business plan che riguarda la pianificazione finanziaria e le proiezioni ipotetiche che si prevedono per il futuro. Per attrarre gli investitori, è fondamentale che questa sezione preveda delle stime il più accurate possibile.

Perché devi assolutamente strutturare un business plan per la tua start up 

Una accurata stesura del business plan per la start up in fase di avvio eviterà numerosi inconvenienti che potrebbero presentarsi nel caso in cui si sia stilato un piano poco accurato (o peggio ancora, nel caso in cui non si disponga di alcun business plan).

Molte start up che non hanno accuratamente valutato quali costi dovranno affrontare, infatti, finiscono col fallire: di certo non vorrai che questo succeda alla tua azienda, soprattutto se parti da un’idea che potenzialmente potrebbe darti molti frutti in futuro; sarebbe davvero un peccato non raggiungere il successo solo perché le spese non sono state adeguatamente calcolate.

Un business plan compilato a dovere, poi, ti consentirà di raccogliere più facilmente finanziamenti e capitali per la tua azienda: gli investitori tendono ad evitare investimenti se il piano aziendale si dimostra poco solido; al contrario, se sarai in grado di fornire un prospetto dei potenziali guadagni a 3-5 anni, attrarrai più investitori.

Business plan per start up: l’importanza delle ricerche

Il business plan relativo ad una start up in fase di avvio, inoltre, aiuta a fissare in maniera chiara gli obiettivi aziendali e a non perderli di vista.

Una descrizione chiara e dettagliata dell’azienda aiuterà anche ad individuare più facilmente il mercato di riferimento. Per quanto riguarda quest’ultimo, è importante fare delle considerazioni.

Sapere dove opererà la start up e a chi si rivolgerà con esattezza è alla base del futuro successo della start up stessa: ecco perché corredare il business plan con un’accurata ricerca di mercato è fondamentale.

Senza aver identificato con estrema precisione chi acquisterà il prodotto o servizio, non si potrà portare il business al successo: ecco perché condurre una ricerca di mercato è tanto importante.

La ricerca sul mercato di riferimento può dunque, a ragione, essere indicata come la parte più importante che precederà l’avvio della start up, dato che se non troverai acquirenti, la start up fallirà.

Gli investitori, tra l’altro, prendono spesso molto tempo per analizzare questo tipo di indagine, per capire se conviene investire o meno sulla start up.

Non è inoltre infrequente che lo startupper, in fase di redazione del business plan, si renda conto che l’idea alla base della start up non ha mercato: in quel caso, meglio saperlo prima del lancio, per evitare di investire tempo e denaro in un’impresa destinata al fallimento.

Ulteriori vantaggi del business plan per start up

Un business plan, infine, è un documento che non può mancare durante la fase di avvio di una start up perché aiuterà a definire tutte le attività necessarie all’avvio, ma anche alla gestione legale dell’azienda.

Consente di identificare le aree problematiche che sarebbero invisibili tramite un’analisi sommaria e permette di stabilire le priorità, tenendo traccia delle azioni che devono essere portate necessariamente a termine per evitare inconvenienti.

Insomma, una start up senza un business plan accuratamente stilato rischia di avere vita breve.