Sono davvero tantissime le novità che ci aspettano per questo 2022 ormai alle porte. Il Governo Draghi è infatti ancora al lavoro per rimodulare le agevolazioni e i bonus che potranno essere fruiti il prossimo anno; ma anche la faccenda degli aumenti in busta paga è attualmente in discussione.

Si vuole infatti concedere una busta paga più ricca agli italiani, qualunque sia il loro lavoro e a qualunque fascia reddituale appartengano.

In fondo, era anche prevedibile: il Paese sta cercando di risollevarsi dopo una pandemia che ha messo in ginocchio la maggioranza dei settori economici.

Inoltre, stiamo assistendo ad un aumento vertiginoso dei prezzi di tutte le materie prime e, di conseguenza, il prezzo della vita non fa altro che alzarsi.

C’era dunque bisogno di un intervento da parte dello Stato al fine di dare un aiuto economico ai nuclei familiari italiani.

L’aumento in busta sembra insomma ormai del tutto confermato: si tratterà di una maggiorazione che può differire a seconda della professione svolta e del reddito familiare.

Infatti, ci saranno dei settori che potranno contare su una busta paga mensile più pesante in ragione della propria mansione lavorativa, mentre in altri casi l’aumento scaturirà dal cambiamento degli scaglioni IRPEF, che nel 2022 passeranno da cinque a quattro.

E non dobbiamo poi dimenticare che, dal prossimo anno, molte famiglie potranno contare su una nuova misura di sostegno economico: l’Assegno Unico.

La percezione di questa nuova misura universale comporterà un terzo aumento dello stipendio mensile.

Analizziamo dunque insieme tutti gli aumenti in busta paga previsti per il prossimo anno.

Busta paga: confermato aumento da 2.200 euro, ecco per chi

Il primo aumento in busta paga riguarderà molti italiani che attualmente lavorano in uno specifico settore, quello del pubblico impiego.

Gli impiegati statali che operano in enti pubblici come l’INPS, ma anche nelle agenzie fiscali e in ministeri, potranno contare su un aumento variabile, fino a 2.200 euro annui

Questo particolare aumento non dipenderà solamente dal cambiamento degli scaglioni IRPEF, di cui ci occuperemo più avanti, ma sarà una maggiorazione specificamente pensata per gli impiegati dello Stato.

Infatti, si parla già di un aumento dello stipendio mensile pari al 4.15%, che si concretizzerà con un minimo di circa 60 euro in più al mese.

Ovviamente, maggiore sarà la fascia in cui l’impiegato statale si trova, maggiore sarà anche l’aumento della busta paga mensile.

Gli impiegati di terza fascia, infatti, potranno contare su un aumento di circa 180 euro mensili, ossia ben 2.200 euro in più ogni anno.

L’aumento in busta, in ogni caso, non sarà l’unica novità importante che dal 2022 interesserà le carriere degli impiegati statali.

Infatti, verrà rinnovato anche il sistema dell’anzianità: l’ARAN ha proposto che, per poter accedere agli scatti, non si valutino solamente gli anni di servizio.

Buona parte del merito dipenderà infatti dai titoli posseduti dal dipendente statale.

Si tratta, comunque, di un aumento probabile, ma in attesa di conferma. L’ARAN ed i sindacati sono ancora in discussione, e si attende dunque l’ufficialità dei nuovi scatti di anzianità.

Busta paga: aumenti per tutti grazie agli scaglioni IRPEF

Per fortuna, non saranno solo gli impiegati statali a poter contare su aumenti alla propria busta paga mensile.

Come si accennava in apertura, un aumento allo stipendio verrà garantito dai cambiamenti all’IRPEF, i cui scaglioni verranno ridotti a quattro.

Verranno, in secondo luogo, apportate modifiche sostanziali alle detrazioni.

La riduzione degli scaglioni IRPEF, però, farà si che a beneficiarne saranno soprattutto i contribuenti con redditi più ricchi e non inferiori ai 40.000 euro annui.

In questo caso, secondo i primi calcoli, gli aumenti mensili potrebbero arrivare addirittura a più di 50 euro di aumento in busta paga.

Aumento che sale all’incrementare del reddito annuo, che potrebbe fruttare un risparmio IRPEF pari a 80 euro mensili per redditi di almeno 50.000 euro l’anno.

Anche le fasce di reddito più basse, comunque, saranno interessate dai tagli all’IRPEF che, garantendo un risparmio sulle tasse, si tradurranno in uno stipendio mensile più ricco.

Busta paga in aumento grazie all’Assegno Unico!

Tuttavia, per i redditi più bassi, il taglio dell’IRPEF riuscirà a garantire un aumento che, in proporzione, è minore rispetto a quello che interesserà i redditi dai 40.000 euro in su.

Non c’è però da disperarsi nel caso in cui il reddito annuo familiare non raggiunga queste cifre, in quanto ci sarà un ulteriore aumento alla busta paga a partire dal 2022.

Stiamo parlando delle maggiorazioni garantite dall’Assegno Unico, che favoriranno tutte le famiglie con figli under 21 a carico.

Ma a risultare più favorite, in questo caso, saranno le famiglie con redditi medio-bassi.

Queste potranno infatti contare su un aumento in busta che dipende dall’ISEE familiare dichiarato.

Potranno ricevere un aumento in busta paga pari a 175 euro mensili tutte quelle famiglie con ISEE non superiore ai 15.000 euro annui, che potrà arrivare anche a 250 euro mensili in più se si hanno almeno tre figli.

Per chi, invece, potrà contare su una busta più ricca grazie ai nuovi scaglioni IRPEF, l’Assegno Unico garantirà un ulteriore aumento che, se paragonato agli ISEE più bassi, è di poco conto. 

A partire da 40.000 euro annui, infatti, l’Assegno Unico raggiunge cifre che si aggirano intorno ai 50 euro mensili.

Si tratta comunque di un aumento che verrà sommato a quello analizzato al paragrafo precedente, e che andrà comunque ad arricchire la busta paga.

Si ricorda ai lettori che l’aumento garantito dall’Assegno Unico non andrà ad incidere sulla busta paga di tutti i contribuenti, ma interesserà solo coloro che hanno figli fiscalmente a carico.

Busta paga: per l’aumento con Assegno Unico dovremo attendere

Per poter iniziare a contare sugli aumenti in busta paga determinati dall’Assegno Unico, purtroppo, dovremo ancora attende.

La nuova misura era inizialmente stata prevista per gennaio 2022, ma il Governo ha deciso di spostare le prime erogazioni a marzo 2022.

A gennaio, invece, apriranno le domande, in quanto non si tratta di una misura che garantirà l’aumento in busta in maniera automatica, ma verrà concessa alle famiglie solo previa presentazione.

Dato che l’importo della maggiorazione garantita dall’Assegno dipende dal reddito familiare, l’esecutivo ha rimandato le prime erogazioni al mese di marzo per concedere tempo ai nuclei familiari di aggiornare e successivamente presentare l’ISEE.

Coloro che attualmente percepiscono la misura ponte definita Assegno Temporaneo potranno contare sull’aumento della busta paga anche per i mesi di gennaio e febbraio, in attesa che l’Assegno diventi unico e che venga esteso quindi a tutte le famiglie italiane.

Busta paga: addio al bonus Renzi nel 2022

Fino ad ora ci siamo occupati degli aumenti in busta paga garantiti nel 2022, grazie a nuove introduzioni ed al taglio delle tasse.

Ma c’è una misura alla quale dovremo dire addio a partire dal prossimo anno: si tratta dell’ex bonus Renzi, ossia la misura introdotta, come suggerisce lo stesso nome, dal vecchio Governo Renzi.

La misura ha permesso, dal 2014 fino ad oggi, di ottenere dagli 80 ai 100 euro in più in busta paga, ma solo per coloro il cui reddito sia compreso tra gli 8.000 euro ed i 40.000 euro annui.

Con la nuova riforma IRPEF 2022, infatti, ci apprestiamo a salutare per sempre l’ex bonus Renzi.

Potremo però contare, come abbiamo già visto, su tantissime novità in merito all’IRPEF, che consentiranno di ottenere un aumento in busta paga non indifferente.