Busta paga, arriva un nuovo aumento: 200 euro al mese con arretrati. Ecco chi avrà più soldi

Busta paga sempre più ricca alcune categorie di lavoratori. Si prevede un aumento complessivo del 4% rispetto al 2018, cioè 200 euro. In arrivo anche gli arretrati. Ecco le novità e chi avrà più soldi.

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Busta paga sempre più ricca alcune categorie di lavoratori. Si prevede un aumento complessivo del 4% rispetto al 2018, cioè 200 euro. In arrivo anche gli arretrati. Ecco le novità e chi avrà più soldi.

Dal 2021 partono gli aumenti di alcune categorie di lavoratori della Pubblica amministrazione, si prevede un aumento in busta paga di circa 200 euro e l’erogazione degli arrestati.

Si tratta di aumenti di circa il 4% rispetto al 2018, anno in cui risulta scaduto il contratto dirigenti, professionisti e medici, dell’area delle funzioni centrali della Pubblica Amministrazione.

Ma vediamo nel dettaglio di cosa si tratta.

Busta paga, arriva un nuovo aumento: 200 € al mese con arretrati. Ecco chi avrà più soldi

Entra nel vivo la trattativa Aran sindacati per il rinnovo di molti contratti scaduti nel 2018. Ad essere interessati lavoratori della Pubblica amministrazione che avranno degli aumenti stipendiali e l’erogazione di arretrati.

Nello specifico si tratta di dirigenti e professionisti, oltre ai professionisti medici delle funzioni centrali.

Il nuovo contratto sarà valido per il triennio 2018-2021, ecco perché oltre agli aumenti di circa 200 euro arriveranno anche gli arretrati. Si tratterebbe di una bella cifra in arrivo in accredito sui prossimi stipendi.

Il governo inoltre pesa alla formazione ma vorrebbe legare la retribuzione dei dirigenti ad un sistema di valutazione della performance.

Sono solo 37,5 milioni di euro le risorse disponibili per gli aumenti. Cifra al lordo degli oneri riflessi, contro i 990 milioni di euro della massa salariale al 31 dicembre 2018.

Secondo una prima trattativa ed accordo tra le parti, gli aumenti partiranno a far data da gennaio 2021 e saranno del 4% rispetto agli stipendi del 2018.

Nel dettaglio si prevede un aumento del 3,78% da distribuire tra retribuzione e salario accessorio. A ciò va aggiunto un ulteriore  dello 0,22%, relativo ai fondi di produttività.

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Le due parti del tavolo tecnico, Aran ed i sindacati dei lavoratori auspicano una rapida conclusione dell’accordo ma per entrambe bisogna lavorare anche ad un miglioramento della normativa, delle relazioni sindacali relative al contratto dei dirigenti.

I sindacati spiegano:

“occorre sviluppare un metodo che ci consenta di individuare un percorso di miglioramento contrattuale complessivamente basato, dal punto di vista programmatico, sulla doppia vigenza 2019-2021 e 2022-2024, metodo che consentirebbe di chiudere in fretta il negoziato per il contratto 2019- 2021, utilizzando le risorse disponibili, per poi individuare un percorso da completare con il Ccnl successivo”.

Le richieste delle sigle sindacali sono varie e tra le tante richieste spiccano il disincentivo del ritardo nella definizione degli obiettivi assunti dagli enti e dalle amministrazioni con maggiori momenti di valutazione e confronto.

Inoltre chiedono in caso si attribuzione di incarichi ad interim un aumento delle retribuzioni di risultato oltre di prevedere la possibilità di attuare per i dirigenti con più incarichi lo svolgimento del lavoro a distanza.

Ed anche disincentivare i ritardi del pagamento dei premi di risultato e aumentare la possibilità della contrattazione integrativa per la mobilità territoriale.

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Concretamente gli aumenti stipendiali di un dirigente di prima fascia saranno di circa 177 euro mensili. Uno di seconda fascia percepirà in più mensilmente circa 138 euro.

Si tratta di aumenti che toccano anche la tredicesima mensilità.

Oltre agli aumenti mensili è previsto anche l’erogazione degli arretrati che faranno diventare particolarmente pesante la busta paga.

Secondo alcune stime gli arretrati per un dirigente di prima fascia si attestano intorno ai 5.000 euro. Uno di seconda fascia 4.000 euro.

Tali somme verranno poste in pagamento appena si chiuderà l’accordo contrattuale tra Arane ed i sindacati.