Siamo il Paese dei bonus e degli incentivi, ma abbiamo gli stipendi più bassi d’Europa, o almeno, siamo penultimi in tutta l’UE e secondi solo alla Romania, fra i peggiori. A tal proposito, con il nuovo decreto-legge Aiuti Ter in arrivo nei prossimi giorni, l’esecutivo ha deciso di introdurre un’indennità una tantum, l’ennesima del 2022, per una vasta categoria di beneficiari, che comprende anche i lavoratori dipendenti. Insomma, a novembre arriverà un aumento in busta paga per pochi cittadini fortunati. 

Andiamo subito a scoprire insieme di quanto sarà l’importo aumentato, chi saranno i destinatari e quale sarà l’unico requisito richiesto. 

Busta Paga, arriva l’aumento di novembre solo per questi lavoratori fortunati, 1 requisito

Nel decreto-legge Aiuti uno, il provvedimento dello scorso 17 maggio 2022, ha introdotto l’indennità una tantum del valore di 200 euro, rivolta anche ai lavoratori dipendenti del settore privato e della Pubblica Amministrazione. Si trattava di un vero e proprio bonus introdotto per ridare potere di acquisto alle pensioni e agli stipendi. 

I requisiti da rispettare erano due: 

  • avere redditi entro i 35 mila euro lordi nell’anno 2021
  • aver beneficiato dello sgravio contributivo dello 0.8% del primo semestre del 2022, come stabilito dalla Legge 30 dicembre 2021

Il bonus 200 euro veniva corrisposto direttamente nella busta paga dei lavoratori dipendenti dal proprio datore di lavoro previa autodichiarazione, se dipendenti privati, oppure dall’INPS, per la Pubblica Amministrazione. 

Con il decreto-legge Aiuti -bis, il n. 115 del 9 agosto 2022, poi, è stata estesa la platea dei beneficiari di questo sostegno è stata estesa e il bonus 200 euro -bis è stato concesso a dottorandi e assegnisti di ricerca, che percepiranno il denaro nel mese di ottobre, anch’essi in busta paga, se in possesso dei requisiti reddituali entro i 35 mila euro. 

Ora, con il decreto-legge Aiuti Ter, si parla di una nuova indennità contro il caro vita e caro energia: il bonus 150 euro, ma per ottenere questo sussidio in busta paga occorrerà rispettare un solo requisito. Andiamo a scoprirlo insieme. 

Aumento in busta paga a novembre 1 solo requisito

Partiamo con il ricordare che il nuovo decreto-legge è stato approvato in Consiglio dei ministri, ma non è ancora stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Ciò sta a significare che nulla è ancora certo al 100%. Quel che sappiamo, però, è che la platea dei beneficiari del nuovissimo bonus 150 euro è la medesima delle due indennità una tantum dei DL n. 50 e DL n. 115, che comprende:

  • pensionati

  • percettori di reddito di cittadinanza e pensione di cittadinanza

  • titolari di indennità di disoccupazione Naspi, Dis-Coll e Disoccupazione Agricola

  • ex indennità Covid-19 nel biennio 2020-2021

  • lavoratori autonomi e liberi professionisti

  • dottorandi e assegnisti di ricerca

  • collaboratori sportivi

Per tutte queste categorie, il reddito da rispettare per l’anno 2021 è di 20 mila euro. Insomma, i requisiti reddituali sono stati abbassati di 15 mila euro, per permettere solo ai meno abbienti di ottenere l’aumento di 150 euro in busta paga. 

Ma qual è il requisito per i lavoratori dipendenti? Il nuovo bonus sarà corrisposto unicamente a chi avrà una retribuzione imponibile a novembre entro i 1.538 euro.

Le modalità di richiesta ed erogazione saranno le medesime dell’indennità una tantum del valore di 200 euro, dunque, occorrerà consegnare l’autocertificazione al datore di lavoro in cui si attesti di non aver percepito il sostegno ad altro titolo e di non avere altri membri beneficiari del medesimo sussidio nel nucleo ISEE.

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Doppio aumento in busta paga

Attenzione, però, perché stando alle ultime novità questi lavoratori dipendenti che percepiranno il bonus 150 euro una tantum previsto dal decreto-legge Aiuti -Ter (in pubblicazione in Gazzetta Ufficiale nelle prossime giornate), è probabile che ricevano la medesima indennità -bis nel mese di dicembre. 

Questo, infatti, è quanto è stato affermato dal Ministro dell’Economia e delle Finanze, Daniele Franco, parlando di un aumento in busta paga anche per il mese di dicembre per le medesime categorie sopradescritte. 

In poche parole, i dipendenti con una retribuzione imponibile a novembre entro i 1.538 euro e 20 mila euro di reddito annuo 2021 potranno avere, tra novembre e dicembre un doppio aumento fino a 300 euro. 

Secondo molti cittadini, però, non si tratta di una vera e propria “buona notizia”, anzi. I lavoratori italiani, infatti, non chiedono aumenti in busta paga una tantum, ma un aumento degli stipendi standard, come è accaduto nel resto d’Europa.

L’Italia è l’unico Paese in cui, con l’inflazione si è registrato solo un aumento dei prezzi di beni e servizi di prima necessità (e non solo), mentre le retribuzioni sono rimaste standard, o meglio, sono persino diminuite. Francia, Germania e Spagna, invece, conseguentemente all’inflazione, hanno aumentato i salari dei lavoratori. 

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