Errori in busta paga: quanto tempo c’è per contestare gli importi? Le scadenze

Capita a tutti di trovare degli errori in busta paga. È importante in questi casi segnalare tempestivamente lo sbaglio al datore di lavoro per non perdere i soldi dello stipendio.

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Sicuramente sarà capitato a tutti i dipendenti durante la loro carriera e vita lavorativa di ritrovarsi a leggere la busta paga e trovare degli errori all’interno del documento.

Si tratta, purtroppo, di episodi che capitano molto spesso e che devono tuttavia prontamente risolti per evitare di perdere i soldi dello stipendio che spettano al lavoratore.

Per questo motivo, quando ci si rende conto della presenza di uno o più errori in busta paga, il dipendente dovrà subito rendere noto al proprio datore di lavoro dello sbaglio che è stato commesso sul suo stipendio, al fine di ottenere una risoluzione del problema il più possibile veloce.

Cosa fare se ci sono errori in busta paga

Se hai ricevuto una busta paga sbagliata e pensi di aver trovato uno o più errori, potresti provvedere immediatamente alla segnalazione del problema così da permettere al tuo datore di lavoro o all’azienda presso cui lavori di risolvere quanto prima lo sbaglio.

Nei casi in cui il lavoratore dipendente riceve una busta paga con errori, egli potrà trovarsi di fronte a due strade percorribili:

  • segnalazione al datore di lavoro o all’amministrazione;

  • segnalazione ad un avvocato, al sindacato o ad un consulente del lavoro.

È chiaro che la scelta di intraprendere uno o l’altro percorso dipende, tuttavia, dalla gravità dell’errore che è stato commesso in busta paga. 

Ciò significa che nei casi in cui il dipendente ritiene che lo sbaglio sia stato effettuato in maniera volontaria, egli potrebbe decidere di intraprendere una contestazione e rivendicare tutti gli importi che gli spettano e che non sono stati riconosciuti in busta paga.

I termini per contestare l’errore in busta paga

Ogni lavoratore ha il diritto di ricevere da parte del proprio datore di lavoro o dell’azienda presso cui opera il documento legato alla busta paga. È la legge numero 4 del 1995 a stabilire, infatti, l’obbligo per il datore di lavoro a consegnare ad ogni dipendente il documento, insieme alla retribuzione relativa ad ogni mensilità.

Questo permetterebbe infatti a ciascun dipendente di verificare al meglio quali sono gli errori eventualmente commessi in busta paga per poterli segnalare prontamente al proprio datore di lavoro senza il rischio di perdere tempo prezioso.

Occorre sapere, a tutti gli effetti, che nonostante al lavoratore dipendente viene riconosciuto il diritto di contestare eventuali errori in busta paga commessi dal datore di lavoro, egli ha comunque dei termini da rispettare, entro il cui si verifica la prescrizione dei crediti del rapporto di lavoro.

A questo proposito, le scadenze da tenere sempre a mente per poter procedere con la contestazione del contenuto in busta paga sono essenzialmente due: 

  • un anno, se si tratta di errori di calcolo;

  • cinque anni, se si tratta di interpretazioni errate di norme contrattuali e di leggi.

Dunque, la scadenza massima per i crediti di lavoro è stata fissata a cinque anni. Tuttavia, l’unica eccezione è rappresentata per quanto riguarda i diritti legati alla persona, i quali sono intesi come imprescrivibili.

Per tale motivo, se si ha intenzione di procedere con la richiesta di risarcimento nei confronti del proprio datore di lavoro che ha commesso uno o più errori in busta paga, è necessario prendere sempre in considerazione questi termini.

Come segnalare gli errori in busta paga

Al fine di effettuare correttamente la segnalazione degli errori in busta paga, è necessario che il lavoratore dipendente che si è accorto dell’errore provveda a comunicare formalmente l’azienda o il datore di lavoro dell’errore.

In tal senso, è possibile utilizzare il mezzo della raccomandata con ricevuta di ritorno per poter ricevere il pagamento degli importi dovuti. A tal proposito, è consigliabile indicare anche quali sono le voci retribuite che sono state coinvolte dall’errore.

Inoltre, nei casi più gravi, in cui si ha intenzione di fare richiesta di contestazione contro il datore di lavoro, è possibile anche ottenere l’assistenza da parte della Cgil facendo affidamento agli Uffici vertenze legali presenti nelle Camere del Lavoro.

Va detto che, in alcuni casi, il datore di lavoro appena messo a conoscenza dell’errore in busta paga potrebbe provvedere a correggere tempestivamente il documento già entro il sedicesimo giorno del mese successivo rispetto a quello a cui fa riferimento la busta paga.

Mentre, se viene superata tale scadenza, egli sarà tenuto ad effettuare un conguaglio nella busta paga del mese successivo.

Gli errori tipici in busta paga da controllare

Nonostante gli errori della busta paga possono essere davvero innumerevoli, considerato il numero molto elevato di voci che potrebbero essere indicate all’interno del documento, è importante almeno conoscere quali sono gli errori in busta paga che vengono commessi più frequentemente da parte dell’azienda o del datore di lavoro.

  • calcolo errato di ferie e di permessi

  • calcolo errato delle ore lavorate

  • calcolo errato degli orari straordinari

  • calcolo errato delle assenze da lavoro, sia retribuite che non.

È chiaro che basta commettere un piccolo errore nella trascrizione di una di queste informazioni presenti all’interno del documento della busta paga, per ricevere degli importi che non corrispondono effettivamente a quanto si è lavorato durante il mese.