Busta paga e scatti di anzianità: cosa controllare per capire se il calcolo è corretto

Come controllare se il datore di lavoro o l’azienda dove lavori applica correttamente gli scatti di anzianità in busta paga? Ecco la guida per verificare se il calcolo è corretto.

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Spesso si sente parlare di “scatti di anzianità” riconosciuti in busta paga. Si tratta di un vero e proprio diritto del lavoratore, per questo motivo deve essere inserito come una voce retributiva della busta paga.

In questo modo, con l’avanzare dell’età del lavoratore e della sua esperienza nel settore, il soggetto a cui fa riferimento il contratto di lavoro potrà ricevere un aumento della busta paga.

Solitamente sono i contratti collettivi di riferimento del settore, i cosiddetti CCNL, a determinare gli importi, le tempistiche e le modalità che vanno a determinare lo scatto di anzianità in busta paga. 

Tuttavia, vi sono alcuni suggerimenti e consigli che possono essere seguiti dai lavoratori stessi per controllare se il calcolo degli scatti di anzianità in busta paga sia eseguito in modo corretto.

Come funzionano gli scatti di anzianità

Gli scatti di anzianità rappresentano una voce retributiva della busta paga che fa riferimento al proseguimento continuo dell’attività lavorativa presso uno specifico datore di lavoro o una determinata azienda.

Il riconoscimento degli scatti di anzianità in busta paga viene eseguito sulla base del fatto che si presume che con l’avanzamento della carriera del lavoratore, egli migliori le sue prestazione apportando un contributo sempre maggiore ai risultati del datore di lavoro/azienda.

Gli scatti di anzianità, quindi, si configurano come una sorta di premio che viene erogato in favore dei dipendenti, diventando così anche un vero e proprio incentivo economico ai lavoratori per restare nella stessa azienda.

Sia per quanto riguarda il valore economico dei singoli scatti di anzianità che per quanto concerne il periodo di maturazione degli scatti, è necessario fare riferimento al tipo di contrattazione collettiva di riferimento per ciascun lavoratore.

Leggi anche: Anzianità di servizio: come si calcola e a chi spettano gli scatti d’anzianità.

Gli importi degli scatti di anzianità in busta paga

Abbiamo quindi approfondito come funzionano gli scatti di anzianità in busta paga. Ma come vengono definiti gli importi degli scatti di anzianità?

Va detto che ai fini del calcolo complessivo degli scatti di anzianità che saranno riconosciuti in busta paga nei confronti dei lavoratori, saranno considerati sia i giorni lavorati in presenza, che anche le giornate non lavorate, qualora si tratti di eventi e di giorni tutelati dalla legge. 

Ciò significa che per il calcolo degli importi legati agli scatti di anzianità riconosciuti in busta paga, saranno quindi presi in considerazione anche i seguenti giorni non lavorati effettivamente dal dipendente:

  • Permessi retribuiti;

  • Giornate di ferie;

  • Aspettativa per cariche pubbliche, sia locali che nazionali;

  • Giornate di malattia;

  • Assenze per infortunio;

  • Permessi per malattia dei figli;

  • Permessi legati alla legge 104.

Il riconoscimento in busta paga dello scatto di anzianità può essere maturato durante momenti differenti della vita del lavoratore, in quanto è legato alle scadenze fissate già dal Contratto collettivo nazionale del lavoro a cui fa riferimento il singolo dipendenti.

A tal proposito, basti sapere che nella maggior parte dei casi, lo scatto di anzianità è previsto dopo due o tre anni di lavoro, con alcune limitazioni. 

Inoltre, va anche detto che per alcuni particolari ruoli, come ad esempio come quelli dirigenziali del settore industriale, non sono previsti scatti di anzianità

Come controllare gli scatti di anzianità in busta paga

È il momento ora di chiarire un ultimo aspetto, ovvero: come controllare gli scatti di anzianità in busta paga?

Per scoprire se il proprio datore di lavoro oppure l’azienda presso cui si lavora, rispettano effettivamente il diritto del dipendente a riconoscere gli scatti di anzianità, così come previsto dal Contratto collettivo nazionale del lavoro di riferimento, è importante verificare alcuni elementi.

Prima di tutto, un aspetto fondamentale riguarda quello di controllare il proprio CCNL. In questo modo, non soltanto si avranno chiarimenti più approfonditi in merito a come si maturano gli scatti di anzianità, ma anche come si calcolano gli importi.

In tal senso, bisognerà semplicemente consultare il proprio contratto di assunzione, oppure controllare sull’ultimo cedolino di busta paga, così da controllare quale sia il contratto che viene applicato alla propria prestazione lavorativa.

Una volta compreso il proprio livello e la propria anzianità di servizio, ciascun lavoratore potrà calcolare automaticamente gli importi dello scatto a loro spettante. A tale calcolo non dovranno però essere considerati gli eventuali periodi non maturati.