Interrogativi sulla Riforma Pensioni: cosa accadrà nel 2022?

Nessuno possiede la sfera di cristallo, ma è evidente che il Governo è chiamato a prendere decisioni importanti tenendo conto di tantissimi aspetti differenti, tra gli interessi dei cittadini e le esigenze di bilancio, passando per le pressioni dell'Europa e dei partiti di maggioranza.

Un miscuglio di idee e problemi, in cui Mario Draghi è chiamato a districarsi senza scontentare nessuno, ma prendendo comunque una decisione piuttosto rapida, perché la fine del 2021 è ormai alle porte e la Legge di Bilancio ormai è in via d'approvazione.

Dalla prima bozza, comunque, è parsa una delle questioni più importanti insieme al taglio del nucleo fiscale, soprattutto dal punto di vista economico: dei 23 miliardi totali considerati nella Legge di Bilancio, circa un terzo sarebbero destinati alla questione legata al sistema pensionistico.

Un dato che ancora non è definitivo, ovviamente, ma che è indicativo dell'importanza che il Governo sta dando alla questione, soprattutto perché si arriva da una disastrosa Quota 100 che in qualche modo deve aver inseganato qualcosa, almeno dal punto di vista della spesa e degli obiettivi (non raggiunti) che si era prefissata.

Al netto di quanto successo con Quota 100, che comunque finirà al 31 dicembre 2021, bisogna prendere decisioni consapevoli ma anche ragionevoli: uno "scalone" totale tra Legge Fornero e Quota 100 è inaccettabile per i cittadini, ma è anche vero che una soluzione intermedia (tipo la chiacchierata Quota 102) potrebbe essere ragionevole.

Prima ancora di analizzare gli aspetti tecnici, è infatti evidente che una eventuale misura intermedia possa rendere meno traumatico il cambiamento, sotto tutti i punti di vista. Un compromesso come spesso capita di vederne in politica, che potrebbe soprattutto puntare a non scontentare nessuno, piuttosto che utopisticamente provare a piacere a tutti senza riuscirci.

Vediamo quindi le prospettive nella maniera più completa possibile, analizzando da una parte la possibile Quota 102 e dall'altra tutte le opzioni per andare in pensione in maniera anticipata: Ape sociale, Opzione Donna, RITA e scivoli pensionistici.

Se fossi interessato o interessata ad approfondire questo genere di tematiche, ti suggeriamo il canale YouTube "Redazione The Wam" che pubblica ogni giorno un nuovo video in cui approfondisce tutto ciò che riguarda bonus, sussidi e lavoro. In questo video in particolare si parla di pensioni e pagamenti di novembre:

Riforma pensioni 2022: addio Quota 100

Il primo passaggio per comprendere quanto sta accadendo in queste settimane è comprendere come mai Quota 100 non sia stata rinnovata: la misura è nata nel 2019 durante il Governo Conte I e non ha raggiunto gli obiettivi prefissati, che ora vedremo più nello specifico.

Si tratta della possibilità di andare in pensione quando la somma tra anni di età ed anni di contributi dia almeno 100 come risultato, motivo per cui è stata chiamata così. Con 38 anni di contributi e 62 di età, per esempio, si può andare in pensione.

Questa nuova modalità avrebbe dovuto consentire agli italiani di andare in pensione mediamente in anticipo, permettendo un ricambio generazionale dei lavoratori piuttosto ampio. Ciò non è però accaduto per due motivi: in pochi hanno richiesto la misura (o meglio, l'hanno chiesta molti meno del previsto) ed in tanti casi il ricambio non c'è stato comunque.

Questo significa che il grande dispendio economico della misura, che si stima abbia un impatto complessivo di tutto il triennio pari a circa 30 miliardi, non è giustificato dal raggiungimento di obiettivi importanti sul mondo del lavoro, come appunto quello del ricambio generazionale.

E quindi? Molto semplice, la misura non verrà rinnovata ed il suo triennio sperimentale (dal 2019 al 2021) si conclude così, con un bilancio negativo in tutti i sensi. Naturalmente però ora si ripropone la questione dell'anticipo pensionistico rispetto alla Legge Fornero.

Quest'ultima prevede infatti un'età pensionabile di 67 anni come unico criterio di accesso alla pensione, ma secondo i sindacati ed anche secondo i cittadini, questa soluzione è insostenibile. Inoltre, un passaggio diretto da Quota 100 alla Legge Fornero realizzerebbe il cosiddetto "scalone", che dai 62 ai 67 anni è di cinque anni.

Cinque anni di "salto" sono troppi ed il Governo lo sa, ma l'esigenza di non appesantire il bilancio va assolutamente ascoltata... che decisione prenderà quindi il Governo? Come già anticipato, Quota 102 sembre l'erede designata, dopo aver parlato anche di Ape Sociale e di Quota 41 estesa a tutti.

Vediamo dunque come funzionerebbe Quota 102, quali sono le alternative e soprattutto quali altre misure affiancherebbero quella principale, portando in giù l'età pensionabile fino ai 57 anni.

Caos Riforma Pensioni: ecco Quota 102

Nel caos della Riforma Pensioni 2022, alcuni giorni fa si è delineata una possibile soluzione definitiva. Per quanto non sia ancora ufficiale, la strada sembra ormai presa ed è forse la volta buona per dire che ci siamo: la maggior parte dei cittadini italiani potrebbe andare in pensione, almeno nel 2022, con queste condizioni. 

Quota 102 è sostanzialmente l'erede di Quota 100, nel nome e nei fatti: si potrebbe accedere al trattamento pensionistico con 64 anni d'età e 38 anni di contributi. Due anni di differenza rispetto alla misura attuale che fanno la differenza in termini di peso sul bilancio nazionale.

Infatti, i 64 anni porterebbero lo "scalone" rispetto alla Legge Fornero, il sistema pensionistico precedente a Quota 100, a soli tre anni. Un intervallo di tempo già più ragionevole, che rende meno traumatico lo stacco e contemporaneamente non grava eccessivamente sulle casse dello Stato.

C'è però da aggiungere anche che il Governo avrebbe in mente una Quota 102 solo temporanea, che potrebbe poi trasformarsi in una Quota 103 o addirittura Quota 104. C'è da capire come verrebbero realizzate queste ipotesi, se portando avanti l'età pensionabile o gli anni di contributi.

In ogni caso la missione dell'Esecutivo è quella di trovare un equilibrio tra questi aspetti e per farlo serve lungimiranza e sicuramente anche un compromesso tra le forze di maggioranza. La questione è molto complicata, Mario Draghi lo sa e sa anche molto bene che spesso i Governi passati si sono giocati la propria credibilità proprio con la riforma del sistema pensionistico... nel bene e nel male.

Nei prossimi paragrafi vedremo invece le modalità per andare in pensione anticipatamente, considerando anche quale altra ipotesi poteva (e potenzialmente potrebbe ancora) realizzarsi al posto della quasi definitiva Quota 102.

Riforma Pensioni 2022: Quota 41 per tutti?

Prima che uscisse l'ipotesi di una Quota 102, la stampa si era a lungo concentrata su una misura attualmente esistente che suscitava molto interesse: Quota 41. La misura interessa solo una certa fetta di lavoratori, ma si è parlato della possibilità di estenderla a tutti, proprio come nuova alternativa a Quota 100.

Ciò non è accaduto e non accadrà, ma i sindacati in particolare spingevano proprio per questa opzione, che il Governo sembra non aver mai considerato a causa di un costo troppo elevato.

Quota 41, allo stato attuale, permette infatti di andare in pensione con la sola condizione dei 41 anni di contributi versati. Si chiama anche pensione per i lavoratori precoci, in quanto i soggetti interessati sarebbero coloro che hanno almeno 12 mesi di contributi versati prima del compimento dei 19 anni di età.

Un'altra condizione per l'accesso a Quota 41 è l'esercizio di lavori usuranti, come per esempio operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici; conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni; conciatori di pelli e di pellicce; conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante; conduttori di mezzi pesanti e camion; personale delle professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni; addetti all'assistenza personale.

Questi sono solo alcuni esempi, mentre la lista completa è disponibile sul sito INPS nella pagina dedicata proprio a questa misura che, comunque, non diventerà rivolta a tutti. Al limite, si prospetta una eventuale espansione delle categorie di lavori usuranti, in modo da comprendere più lavoratori.

Riforma Pensioni 2022: Ape Sociale rinnovata?

L'Ape Sociale è invece un'altra misura che riguarda chi ha compiuto i 63 anni di età e rispetta specifiche condizioni, ancora una volta spiegate in maniera approfondita sul portale INPS. L'Ape Sociale è in vigore dal 2017 e potrebbe scadere al 31 dicembre 2021.

Secondo indiscrezioni, la misura verrà rinnovata almeno per tutto il 2022, anche se ad oggi non è ancora ufficiale. Addirittura, si è parlato di renderla strutturale sotto una nuova veste, una sorta di Ape contributiva.

Questa nuova modalità avrebbe permesso l'accesso alla pensione in maniera anticipata, ma con solo la quota contributiva spettante fino ai 67 anni di età (sempre in riferimento alla soglia stabilita dalla Legge Fornero), oltre i quali si sarebbe andata ad aggiungere anche la quota retributiva.

Un modo per mandare i lavoratori in pensione fino dai 63 anni di età, ma senza che questa scelta gravasse eccessivamente sulle casse dello stato.

Una scelta ragionevole e sotto certi aspetti non così distante da Quota 102, che però probabilmente non vedrà mai la luce.

Riforma Pensioni 2022: e la RITA?

Abbiamo visto lungo l'articolo come ci sia stata confusione sul tema della Riforma Pensioni, con una soluzione che si delinea solo ora con la Quota 102.

La misura che però permette di andare in pensione prima è la RITA, cioè la Rendita Integrativa Temporanea Anticipata, a partire addirittura dai 57 anni di età, ben dieci anni prima rispetto a quanto previsto dalla Legge Fornero.

Questa misura dovrebbe essere rinnovata anche per il 2022, ma invitiamo i lettori ad informarsi sul portale di QuiFinanza.it per avere ulteriori informazioni sul suo funzionamento, dato che non permette di ottenere un assegno pensionistico invariato rispetto alle condizioni standard.

Infine, ricordiamo che resterà attiva anche Opzione Donna e con ogni probabilità anche gli scivoli pensionistici aziendali, ennesima opportunità per accedere alla pensione in via anticipata.

Per tutti gli altri aggiornamenti non si può far altro che rimandare al futuro, quando le novità della Riforma Pensioni saranno ufficiali e, quindi, certe.