Sciolto finalmente il nodo dei costi riguardo la cassa integrazione. Il ministro del lavoro, Andrea Orlando, ha provveduto a sbloccare circa 323 milioni di residuo storico della cassa integrazione in deroga. Queste risorse, superato Ferragosto, potranno essere utilizzate dalle regioni per attuare interventi di politica attiva come ad esempio l’aggiornamento professionale, formare nuove competenze, procedere alla riqualificazione dei lavoratori e soprattutto  aiutare le filiere produttive maggiormente colpite dalla pandemie attraverso una politica di rilancio. 

Sono fondi stanziati anni fa e assegnati alle singole regioni, derogando alla normativa vigente per il riconoscimento o la proroga  dei trattamenti di cassa integrazione guadagni e della mobilità. Buona parte di questi fondi  erano rimasti li congelati, in pratica non potevano essere utilizzati. Da qui l’intervento del ministro Orlando che, nel rispetto dell’impegno assunto negli scorsi mesi con gli enti territoriali,  ha disposto la certificazione dei fondi, scongelando così quelle risorse che in questo modo sono tornate nella disponibilità delle regioni. 

Dunque dopo una delicata ed estenuante trattativa che ha coinvolto diversi governi e ministri, è finalmente arrivata sul tavolo la certificazione dei fondi Inps-lavoro.  Cerchiamo di capire insieme di cosa si tratta.

Cassa integrazione: sbloccati i fondi delle regioni

Cosa sono i fondi INPS-lavoro?  Sono fondi stanziati anni fa e assegnati alle singole regioni, derogando alla normativa vigente per il riconoscimento o la proroga (non è richiesta la continuità), dei trattamenti di cassa integrazione guadagni e della mobilità.

Buona parte di questi fondi  erano rimasti congelati, in pratica non potevano essere utilizzati. Da qui l’intervento del ministro Orlando che, nel rispetto dell’impegno assunto negli scorsi mesi con gli enti territoriali,  ha disposto la certificazione dei fondi, scongelando così quelle risorse che in questo modo sono tornate nella disponibilità delle regioni. 

L’aspetto che maggiormente colpisce di questa manovra è che i fondi non saranno più vincolati a forme di sussidio, bensì a servizi per il lavoro. 

In sintesi si tratta di diversi investimenti che il Governo Draghi ha deciso di impiegare nelle politiche attive del lavoro con il Pnrr e React-Ue ( ovvero l’ acronimo recovery assistente for cohesion and territories of europe che vuol dire assistenza alla ripresa per la coesione e i territori d’Europa, una iniziativa volta a superare le conseguenze negative della crisi puntando su una serie di investimenti, contribuendo in questo modo alla tanto sperata ripresa economica).

In particolare nel Pnrr sono stati stanziati 4,4 miliardi di euro che si sommano ai cinquecento milioni di euro messi disponibili attraverso con  il React-Ue.

All’interno della stessa missione, come riporta “Il Sole 24 ore”, il Ministro Orlando ha ribadito che è stato previsto il rafforzamento dei Cpi che unito alle risorse previste nel bilancio nazionale, si arriva ad oltrepassare la soglia del miliardo di euro.

Inoltre tutte queste risorse si vanno ad aggiungere ai fondi messi stabilmente a disposizione delle regioni a partire dal 2021 per assumere undici mila e seicento nuovi operatori nei Cpi e che ammontano a ben 464 milioni di euro ogni anno.

Andando a guardare in dettaglio alla regione Toscana spetteranno 53,7 milioni di euro, alla regione Lazio 41,9 milioni, alla Puglia 38 milioni, alla Liguria 15 milioni, al Veneto 9 milioni e alla regione Piemonte quasi 4 milioni di euro.

In parte questi fondi (circa 10 milioni) potranno essere utilizzati dalle regioni al fine di reiterare l’integrazione salariale in deroga, per un limite di tempo non superiore ai dodici mesi, anche se non sono continuativi.

Il periodo di cassa integrazione (sempre in deroga) viene riconosciuto solo a chi ha giá fruito in passato dell’ammortizzatore sociale, dunque non spetta a chi vi accede per la prima volta. 

Altro limite riguarda i dodici mesi aggiuntivi, bene questi non possono riguardare le imprese che hanno giá utilizzato l’integrazione salariale in deroga con la causale covid 19 in quanto limitato alle crisi aziendali incentrate presso le unitá di crisi del Mise o delle Regioni. Immediati i riscontri positivi da parte dei diversi territori.

Governo Draghi e il progetto GOL

La vera partita peró si giocherá nei prossimi giorni, infatti entro fine mese é previsto a calendario l’incontro tra le regioni, a seguire il due settembre, l’incontro con il ministro Orlando. Una partita che verterá soprattutto sul lancio della “Garanzia di occupabilità dei lavoratori” ( c.d. GOL) .

Governo e regioni sono al lavoro per consentire il decollo di Gol, l’incontro del due settembre ha la finalità di chiudere entro fine mese di settembre.

Dopo aver trascorso il mese di luglio tra la riforma degli ammortizzatori sociali e lo sblocco dei licenziamenti, subito dopo la metá di agosto si apriranno le danze anche per l’altra parte del progetto del ministro Orlando ovvero ridisegnare il mercato del lavoro attraverso le politiche attive. La seconda parte del progetto é incentrato soprattutto sul programma Gol che parte con una dotazione di duecentotrentatrè milioni previsti dalla precedente manovra. 

L’obiettivo, come ha sintetizzato il ministro Orlando, è quello di definire politiche attive che rappresentino non delle semplici prerogative per i lavoratori ma dei veri e propri diritti inerenti la rete dei servizi per l’impiego, garantendo prestazioni volte a migliorare l’occupazione e che siano caratterizzate da una uniformità sull’intero territorio nazionale, senza più disparità tra nord e sud.

Questa rappresenta una vera e propria sfida visto che sono bene note le differenze che rendono ancora piú ampia la divergenza tra nord e sud. Una mossa strategica potrebbe essere quella di definire dei percorsi che vanno ad integrare i tragitti formativi e le politiche attive, partendo dalla carenza di competenze dei lavoratori valutati all’interno contesto del mercato locale di riferimento e sensibilizzando il sistema delle imprese. 

Cassa integrazione: quali sono le risorse stanziate,  facciamo un riepilogo.

Vediamo in sintesi tutte le risorse che sono state messe in campo per raggiungere l’obiettivo che il  ministro Orlando si è prefissato con il suo programma.

Progetto GOL - 233 milioni di euro: dunque nei di Governo c’è  il lancio del progetto GOL ovvero Garanzia di occupabilità dei lavoratori, che parte con una dotazione iniziale così come è stata prevista dalla legge di Bilancio di 233 milioni di euro (a cui vanno aggiunti i fondi Ue);

Dall’Unione europea 4,9 miliardi di euro: con l’obiettivo di rilancio  delle politiche attive, sono stati stanziati ingenti finanziamenti da parte dell’ Unione europea. In particolare, all’interno del Pnrr (Missione 5,) sono previsti 4,4 miliardi di euro, cui si vanno a sommare i cinquecento milioni di risorse messe a disposizione con React-Ue;

Oltre un miliardo di euro per i Cpi: sempre in tema di Pnrr è stato previsto il rafforzamento dei Cpi che unito alle risorse previste nel bilancio nazionale, si arriva ad oltrepassare la soglia del miliardo di euro. Inoltre tutte queste risorse si vanno ad aggiungere ai fondi messi stabilmente a disposizione delle regioni a partire dal 2021 per assumere undici mila e seicento nuovi operatori nei Cpi e che ammontano a ben 464 milioni di euro ogni anno.

Cassa integrazione, INPS: in 16 mesi 6,1 miliardi di ore di Cig covid

A partire dal 1.4.2020 al 31.7.2021 per effetto dell’emergenza Covid sono state autorizzate più di 6, 1 miliardi di ore di cassa integrazione. A renderlo noto è stato l’Inps stesso che ha specificato che le autorizzazioni fanno riferimento ad una base di 30.510 aziende per la cig ordinaria, a 34.028 imprese per l’assegno ordinario, e a 25.397 aziende per la cig in deroga

In base a quanto pubblicato da “Il Sole 24 Ore” in tema di cassa integrazione ordinaria, ci sono settori che hanno assorbito la maggior parte di ore autorizzate e sono: 

  • 13,7 milioni di ore- Fabbricazione di macchine e apparecchi meccanici ed elettrici;
  • 10,2 milioni di ore - Costruzioni;
  • 9,9 milioni di ore - Metallurgico;
  • 8,4 milioni di ore - Industrie tessili e abbigliamento,
  • 6,1 milioni di ore - Fabbricazione di autoveicoli rimorchi semirimorchi e mezzi di trasporto.

Solo questi cinque settori messi insieme costituisco circa il 61% delle autorizzazioni di integrazione salariale ordinaria dell’intero mese di luglio. 

Diversa la situazione per l’integrazione salariale in deroga. In questo caso i settori che hanno registrato il più alto numero di ore autorizzate sono:

  • 6,6 milioni di ore - Commercio; 
  • 3,4 milioni di ore  - Trasporti magazzinaggio e comunicazioni;
  • 3,2 milioni di ore -  Alberghi e ristoranti

Questi 3 settori hanno assimilato l’81% delle ore autorizzate a luglio per la cig in deroga.

Spostando l’attenzione sui fondi di solidarietà i settori che hanno il maggior numero di ore autorizzate sono:

  • con 26,9 milioni di ore - Alberghi e ristoranti;
  • con 18,7 milioni di ore - Attività immobiliari, noleggio, informatica, ricerca, servizi alle imprese;
  •  con 13 milioni di ore - Commercio.

Cogliendo invece due dati dal punto di vista regionale, riguardo il numero di ore autorizzate di cassa integrazione ordinaria, la situazione è piuttosto uniforme da nord a sud,. Infatti ritroviamo la Lombardia che ha avuto, nel mese di luglio 2021, il maggior numero di ore autorizzate di cig ordinaria con 16,5 milioni di ore, segue da Campania con 13,7 milioni di ore e infine il Lazio con 6,3 milioni di ore. 

Per la Cig in deroga la situazione cambia:

  • con 3,5 milioni di ore - Lombardia;
  • con 2,8 milioni di ore - Lazio;
  • con 1,9 milioni di ore - Piemonte

Riguardo i fondi di solidarietà, ritroviamo sempre al primo posto la Lombardia con 21,4 milioni di ore, segue il Lazio con 14,9 milioni di ore, la Campania con 6,6 milioni di ore e il Veneto con 5,8 milioni.

L’Inps, pochi giorni fa, ha diffuso anche il dato cumulato gennaio- luglio 2021: le ore autorizzate complessive di cassa integrazione sono risultate quasi 1,4 miliardi, il 28% in meno rispetto allo stesso periodo cumulato 2020. Per quanto riguarda i fondi di solidarietà ci si è attestata a 796,5 milioni di ore, in linea con la fotografia 2020. Nel periodo gennaio-maggio il tiraggio totale, vale a dire l’effettivo utilizzo delle ore di cig richieste dalla imprese, è stato del 41,59%; un valore più o meno simile nel confronto tendenziale.