La grave situazione emergenziale che è stata provocata in seguito all’esplosione dei contagi relativi al Coronavirus ha messo a dura prova tantissime imprese, sia di piccole che di grandi dimensioni, operanti all’interno del territorio nazionale, così come anche i lavoratori, la cui attività lavorativa si riferisce ad alcuni settori e ambiti produttivi particolari.

Dunque, in questo contesto, tra le varie misure urgenti e prestazioni economiche che sono state formulate ed introdotte da parte della squadra del Governo italiano al fine di sostenere maggiormente la popolazione italiana e le aziende nazionali, vi sono non soltanto bonus e contributi a fondo perduto, erogati nei loro confronti, ma anche altri interventi, quali ad esempio la cassa integrazione, che hanno di fatto offerto la possibilità ai lavoratori di percepire parte del loro stipendio, senza gravare sul datore di lavoro.

In questo senso, anche la nuova squadra dell’esecutivo, attualmente guidata dal Presidente del Consiglio, Mario Draghi, mediante l’approvazione e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, del decreto-legge pubblicato il 22 marzo 2021, numero 41, che prende il nome di Decreto Sostegni, ha messo in atto una serie di aiuti con l’obiettivo di aiutare maggiormente parte delle categorie più gravemente colpite dalla crisi economica, conseguente all’aumento e alla diffusione dei contagi da Coronavirus. Tra questi, vi sono anche le disposizioni relative alla proroga della cassa integrazione e degli assegni ordinari con la causale Covid-19.

Dunque, nel corso del seguente articolo, saranno affrontati nel dettaglio tutti gli approfondimenti relativi alla cassa integrazione prorogata da parte della squadra del Governo Draghi.

Nello specifico, saranno specificati chi saranno i cittadini fortunati che potranno godere dei trattamenti relativi alla cassa integrazione salariale, sia in deroga che ordinaria, così come anche dell’assegno ordinario con la causale Covid-19, e quali sono le modalità previste per effettuare la trasmissione della domanda e ottenere il riconoscimento dei trattamenti in questione.

Cassa integrazione: quali sono le novità del Governo Draghi

In seguito alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e della relativa entrata in vigore del decreto-legge numero 41 del 22 marzo 2021, relativo alle misure e agli interventi urgenti in riferimento al sostegno e all’aiuto nei confronti delle imprese così come anche degli operatori economici, di lavoro oltre che di salute e servizi territoriali, correlati all’emergenza epidemiologica, il Governo Draghi ha voluto fornire anche in questo caso una risposta alle condizioni di grave difficoltà che stanno attraversando tantissimi settori economici e produttivi del nostro Paese.

In questo senso, all’interno del decreto Sostegni, sono state formulate una serie di disposizioni che avranno un impatto di non poco conto sull’intero sistema relativo ai cosiddetti ammortizzatori sociali, in riferimento ai lavori più gravemente colpiti e interessati dall’emergenza epidemiologica attualmente in atto.

Dunque, a questo proposito, in seguito al messaggio numero 1297 dell’Istituto Nazionale Previdenza Sociale, sono state innanzitutto fornite una serie di informazioni relative a tutte le novità formulate ed entrate in vigore dal seguente decreto-legge.

Così, in seguito alla pubblicazione della circolare INPS numero 72 del 29 aprile di questo anno, l’Istituto ha voluto fornire tutte le informazioni relative alle modalità di trasmissione delle domande per l’ottenimento delle casse integrazioni.

Tuttavia, il messaggio numero 2976 reso noto da parte dell’Istituto Nazionale Previdenza Sociale il primo settembre di questo anno, intende fornire anche ulteriori chiarimenti in merito alle integrazioni salariali legati all’emergenza epidemiologica del Covid-19, in riferimento ai fondi di solidarietà per il settore del trasporto aereo così come anche del sistema aeroportuale.

Le comunicazioni per cassa integrazione a Trento e Bolzano

In seguito al messaggio numero 2976, pubblicato da parte dell’istituto INPS il primo settembre, l’INPS ha voluto comunicare a tutti i datori di lavoro di imprese e di aziende operanti nelle province autonome di Trento e di Bolzano, le novità relative ai nuovi codici evento, necessarie per poter effettuare la richiesta per l’ottenimento dei trattamenti relativi alla Cassa Integrazione che sono gestiti mediante il sistema relativo al ticket.

In questo senso, il messaggio dell’Istituto Nazionale Previdenza Sociale del primo settembre, intende fornire tutte le indicazioni operative necessarie per quanto riarda la gestione corretta delle procedure necessarie per richiedere i trattamenti di cassa integrazione in deroga che sono stati disposti in seguito all’entrata in vigore del decreto-legge numero 41 del 2021, in riferimento esclusivamente alle aziende e ai datori di lavoro, operanti nelle province autonome di Trento così come di Bolzano.

Dunque, l’Istituto INPS intende precisare che i datori di lavoro che sono stati colpiti o interessati da conseguenze riconducibili a eventi relativi al Coronavirus, potranno gestire autonomamente il sistema del ticket, indicando il codice evento “FDR”, ovvero “Fondo in Deroga Richiesto, il quale va dunque a sostituire il precedente codice, “CDR”, in riferimento alla Cassa Integrazione Guadagni in Deroga Richiesta.

Dunque, dovrà essere indicato il codice FDR sia per quanto riguarda la cassa integrazione richiesta che non ha ancora ottenuto la sua effettiva autorizzazione, che nei casi in cui questa risulta essere già stata autorizzata.

Inoltre, l’Istituto Nazionale Previdenza Sociale intende far presente che tutti i codici evento che sono stati già trasmessi fino ad ora da parte dei datori di lavoro, attraverso un codice evento diverso da quello FDR, saranno direttamente sostituiti da parte della cosiddetta Direzione centrale Entrate.

Inoltre, il messaggio numero 2976 dell’istituto INPS ha anche precisato che per  quanto riguarda il conguaglio relativo alle prestazioni anticipate, sono state effettivamente confermate tutte le disposizioni che sono state già fornite in seguito alla pubblicazione della circolare numero 72 del 2021.

Come funziona la nuova cassa integrazione del Decreto Sostegni

A questo proposito, è necessario quindi fare un breve riepilogo di tutte le disposizioni e le novità relative alla cassa integrazione approvata in seguito alla pubblicazione e all’entrata in vigore del recente Decreto Sostegni di Draghi.

Dunque, in questo contesto, il decreto Sostegni, convertito poi con modificazioni dalla legge del 21 maggio 2021, numero 69, ha introdotto così diversi interventi in materia di tutela nei confronti dei lavoratori e del rapporto di lavoro tra dipendente e datore di lavoro, in relazione all’all’emergenza epidemiologica conseguente al COVID-19 che è tuttora in atto.

In questo contesto, dunque, occorre specificare che l’articolo 8 relativo al cosiddetto decreto Sostegni formulato da parte del Governo Draghi è andato ad intervenire in relazione alla tematica degli ammortizzatori sociali connessi alla situazione emergenziale, legata all’epidemia da COVID-19, portando così l’introduzione di un ulteriore periodo relativo ai trattamenti di cassa integrazione salariale ordinaria (la cosiddetta CIGO), così come anche della cassa integrazione in deroga (anche detta CIGD) oltre che dell’assegno ordinario (noto come ASO).

Si tratta in tutti i casi di una possibilità offerta a tutti i datori di lavoro di poter richiedere la cassa integrazione nei confronti dei propri dipendenti, a cui hanno dovuto ridurre, oppure in alcuni casi interrompere, la propria attività produttiva, a causa di complicazioni ed eventi che possono essere ricondotti all’emergenza sanitaria ed epidemiologica del Coronavirus.

A questo proposito, è necessario anche sottolineare che si tratta di una opportunità che è offerta a tutti i datori di lavoro, che prescinde dall’utilizzo precedente legato agli ammortizzatori sociali che erano stati disposti durante i precedenti mesi da parte del Governo guidato da Giuseppe Conte. 

Dunque, per chi è interessato al funzionamento della cassa integrazione 2021, può essere utile vedere il seguente video Youtube di Luigi Melacarne:

 

La durata della nuova cassa integrazione

Secondo quanto determinato dall’impianto normativo che è stato ampiamente descritto all’interno del decreto-legge numero 41 del 2021, è stata anche riproposta la logica relativa alla selettività degli interventi, portando così ad una differenziazione sia per quanto riguarda l’arco temporale entro cui possono essere collocati i trattamenti relativi all’integrazione salariale che in merito al numero delle settimane richiedibili.

Il comma 1 relativo all’articolo 8 ha previsto che i datori di lavoro privati, che hanno portato la sospensione o riduzione dell'attività lavorativa a causa di eventi  che possono ricondotti all'emergenza da COVID-19, potranno effettivamente fare  richiesta per i trattamenti di cassa integrazione ordinaria (CIGO) per una durata di massimo 13 settimane durante il periodo temporale compreso tra il primo aprile 2021 ed il 30 giugno 2021.

Invece, per quanto riguarda i trattamenti di assegno ordinario, ovvero ASO, e di cassa integrazione salariale in deroga, anche detto CIGD, i datori di lavoro potranno effettivamente fare la domanda di accesso a tali misure per una durata temporale massima pari a 28 settimane, durante il periodo temporale tra il primo aprile 2021 ed il 31 dicembre 2021.

A questo proposito, la circolare INPS precisa che la decorrenza a partire dal primo aprile del 2021, si riferisce a qualsiasi tipologia di trattamento, e non consente quindi ai datori di lavoro di poter accedere alle misure di sostegno con un regime di continuità rispetto a quelle che erano state introdotte in precedenza, con la legge numero 178 del 2020. 

Infatti, per quei datori di lavoro che hanno avviato il peridoto di riduzione dell’attività lavorativa oppure di sospensione, a partire dal primo gennaio 2021, le dodici settimane che erano state previste dalla Legge di Bilancio 2021, saranno terminate entro il 25 marzo 2021.

Inoltre, occorre sottolineare anche che per tali misure di sostegno al reddito non è stato previsto alcun tipo di contributo addizionale che dovrà essere sostenuto a carico del datore di lavoro.