Il blocco dei licenziamenti decade dal 30 giugno 2021, ma non per tutti: alcuni settori particolarmente colpiti dalla crisi economica potranno godere di una mini proroga. Per gli altri, invece, è consigliata la fruizione della cassa integrazione gratuita. Questa è, in breve, la decisione presa dal Consiglio dei Ministri nella riunione del 29 giugno scorso.

In quell’occasione, il premier Mario Draghi, il Ministro del Lavoro Andrea Orlando e i sindacati (in particolare Cgil, Cisl, Uil, Confindustria, Alleanza delle Cooperative, Confapi) hanno firmato l’avviso comune attraverso il quale:

Le parti sociali (…) raccomandano l’utilizzo degli ammortizzatori sociali (cassa integrazione ndr.) che sono previsti dal decreto e dalla legislazione in vigore in alternativa alla risoluzione dei rapporti di lavoro.

Ricordiamo che il blocco dei licenziamenti era già stato prorogato dal decreto Sostegni bis ed è entrato in vigore originariamente nel marzo 2020. Tornare alla normalità è importante, ma occorre farlo con gradualità: vediamo come il Governo intende superare il blocco dei licenziamenti e quali sono le novità sulla cassa integrazione.

Cassa integrazione e blocco dei licenziamenti: le ultime novità

Introdotto dal primo decreto Cura Italia nel marzo 2020, il blocco dei licenziamenti è una misura che ha permesso di salvare migliaia di posti di lavoro a rischio a causa della crisi portata dal Covid-19. Si tratta di una misura volta a contrastare i licenziamenti individuali e collettivi, ma che non blocca i licenziamenti avvenuti per giusta causa. Inoltre, anche la cassa integrazione è stato l’ammortizzatore sociale più efficace nel contrasto alla pandemia.

Nell’attesa dello sblocco dei licenziamenti, quindi, è proseguito un percorso a tappe che ha portato, attraverso numerose proroghe, alle disposizioni contenute nel decreto Sostegni bis. 

Quest’ultimo deve essere convertito in legge entro il 24 luglio 2021, nonostante il Governo abbia adottato un ulteriore provvedimento ad hoc per disporre le ultime novità su cassa integrazione e blocco dei licenziamenti. Cosa cambia dal primo luglio 2021?

Cassa integrazione e licenziamenti: cosa prevede il decreto Sostegni bis

Come abbiamo detto, il blocco dei licenziamenti si protrae da più di un anno. Prima il decreto Sostegni e poi il Sostegni bis ne hanno ulteriormente prorogato i termini.

Il decreto legge numero 41 del 2021, in particolare, ha previsto un blocco dei licenziamenti selettivo riservato alle aziende che beneficiano ancora degli indennizzi salariali. Le date da tenere in considerazione erano due:

  • il 30 giugno 2021 per tutte le aziende che stanno sfruttando la cassa integrazione ordinaria;
  • il 31 ottobre 2021 per tutte le aziende che stanno utilizzando la CIG in deroga o l’assegno ordinario.

In seguito il decreto numero 73 del 2021, Sostegni bis, ha previsto che a partire dal mese di luglio, le imprese che hanno terminato al fruizione della cassa integrazione Covid-19 possono tornare a licenziare, mentre per le imprese che hanno utilizzato la cassa integrazione ordinaria possono continuare a beneficiarne, senza pagare il contributo addizionale, fino al 31 dicembre 2021 (previa accettazione dell’accordo di non licenziare i lavoratori).

Sempre l’ultimo provvedimento economico del Governo ha poi introdotto anche due ulteriori misure: il contratto di solidarietà e il contratto di rioccupazione. Scopriamo insieme come funzionano e a chi spettano.

Blocco licenziamenti: il contratto di solidarietà

Mentre il contratto di espansione è stato esteso anche alle realtà aziendali che occupano al loro interno cento lavoratori al massimo, a partire dal primo giorno di luglio le aziende potranno adottare anche il contratto di solidarietà.

A questa misura possono accedere soltanto le aziende che soddisfano i requisiti fissati nel decreto economico di maggio 2021. Ovvero, la richiesta può pervenire dalle aziende che hanno riscontrato cali di compensi e di lavoro pari al 50% dei corrispettivi nel primo semestre del 2020 rispetto al medesimo periodo del 2019.

Il contratto di solidarietà consente di accedere alla CIG in deroga fino al 31 dicembre 2021: il massimo consetito per la fruizione dell'ammortizzatore sociale è di 26 settimane.

Prima di accedere all’ammortizzatore sociale, però, deve essere sottoscritto un patto collettivo aziendale di riduzione dell’attività lavorativa. Quest’ultima, inoltre, non può essere superiore all’80%per cento dell’orario canonico settimanale o mensile dei lavoratori beneficiari. L’integrazione salariale prevista per i lavoratori soggetti a riduzione dell’orario lavorativo è pari al 70 per cento della busta paga che spetterebbe ad essi a fronte delle ore di lavoro non effettuate.

Blocco licenziamenti: il contratto di rioccupazione

Il contratto di rioccupazione, in vigore dal 1° luglio 2021 al 31 ottobre 2021, va a sostegno dell’occupazione e del lavoro. Infatti, grazie a questa misura viene previsto l’inserimento di un soggetto disoccupato tramite periodo di prova di sei mesi con la previsione di un incentivo contributivo per il datore di lavoro. L’esonero contributivo spettante è pari al 100% fino a un importo complessivo di 6 mila euro.

Tuttavia, esistono delle condizioni e dei limiti da rispettare per ottenere l’esonero contributivo: 

  • il datore di lavoro si deve impegnare a non licenziare il lavoratore per tutta la durata del periodo di prova,
  • l’esonero non spetta nel caso in cui, all’interno dell’azienda, si siano verificati licenziamenti nei sei mesi precedenti l’assunzione del nuovo lavoratore.

Al termine del periodo di prova, qualora sia avvenuto un licenziamento, occorre restituire l’esonero fruito. In caso di assunzione del candidato, invece, si prevede la stipula di un contratto a tempo indeterminato.

Sostegno alla formazione e scuole di mestieri

Il decreto legge approvato dal CdM istituisce anche un “Fondo per il potenziamento delle competenze e la riqualificazione professionale” per un ammontare di risorse pari a cinquanta milioni di euro solo per il 2021.

Inoltre, è prevista l’introduzione delle scuole di mestieri (grazie a un fondo di 20 milioni di euro) per contrastare il fenomeno dei Neet. Per conoscere tutte le misure introdotte per il lavoro puoi leggere l'articolo dedicato: sono previsti sgravi sulle assunzioni e bonus per giovani, donne e disoccupati.

Blocco licenziamenti, le nuove regole: rinnovo per tre settori

Il Cdm riunitosi il 30 giugno 2021 è giunto a un accordo e alla firma del decreto legge numero 99, che prevede:

per i datori di lavoro del settore manifatturiero, tessile, dell'abbigliamento e della pelletteria (identificati dal codice Ateco 2007) (…) il divieto di licenziare i propri dipendenti per motivi economici fino al 31 ottobre 2021.

In altre parole, il Governo ha previsto una mini proroga del blocco dei licenziamenti (accompagnato dalla fruizione della cassa integrazione gratuita) soltanto per i due settori considerati i più colpiti dalla pandemia di Covid-19, ovvero:

  • il settore manifatturiero, ma solo per quanto riguarda le imprese che hanno utilizzato e terminato le settimane di cassa integrazione. Per queste aziende viene concesso l’utilizzo degli ammortizzatori sociali (CIG Covid-19) per ulteriori 13 settimane fino a dicembre 2021 (senza il pagamento del contributo addizionale), con l’imposizione del divieto di licenziamento;
  • il settore tessile, dell’abbigliamento e della pelletteria, per le cui aziende sono state introdotte ulteriori 17 settimane di cassa integrazione Covid-19 gratuita da utilizzare dal primo luglio e fino alla fine del mese di ottobre 2021. Fino a quest’ultimo giorno, quindi, tali aziende non potranno adottare licenziamenti per motivi economici.

Il percorso di uscita dal blocco dei licenziamenti, quindi, si fa sempre più tortuoso: con l’approvazione del decreto legge numero 99, il Governo si impegna a inserire la decisione presa all’interno del decreto legge di conversione del decreto Sostegni bis.

Blocco licenziamenti, fino a quando? 

La nuova normativa prevista dal decreto legge numero 99, quindi, prevede il divieto di licenziamento per cause economiche, per i settori elencanti sopra, fino al 31 ottobre 2021. Per tutte le altre attività che utilizzano la cassa integrazione e si impegnano a non licenziare, invece, la proroga slitta al 31 dicembre 2021.

Dal 1° luglio 2021, comunque, le suddette imprese potranno richiedere all’Inps la concessione del trattamento ordinario di integrazione salariale se hanno registrato sospensioni o riduzioni dell’attività lavorativa. A queste imprese spettano, secondo le disposizioni normative, ulteriori 17 settimane di cassa integrazione Covid-19 gratuita da utilizzare dal 1° luglio al 31 ottobre 2021.

Cassa integrazione gratuita: per chi e come funziona

Il Governo dovrà decidere come spendere il tesoretto di circa 4 miliardi derivante dalle scarse richieste die contributi a fondo perduto, oltre a disporre l’investimento delle risorse risparmiare dalla sospensione del cashback di Stato

Il denaro potrebbe essere utilizzare per rifinanziare la cassa integrazione Covid-19 gratuita per alcune aziende oppure per sostenere la riforma degli ammortizzatori sociali voluta dal Ministro del Lavoro Andrea Orlando.

Ricordiamo, infatti, che la cassa integrazione gratuita spetta – secondo l’ultimo decreto legge approvato dal Governo – per i seguenti periodi:

  • tredici settimane di CIG ordinaria Covid-19 per le aziende che hanno fruito e terminato le settimane a disposizione. Le aziende potranno utilizzare l’ammortizzatore sociale fino al 30 giugno 2021;
  • dicassette settimane di cassa integrazione Covid-19 gratuita riservate alle sole aziende che operano all’interno del settore manifatturiero, della moda, tessile e della pelletteria. Si può utilizzare l’ammortizzatore sociale fino al 31 ottobre 2021;
  • ventotto settimane di CIG in deroga o assegno ordinario per le imprese, accessibile fino al 31 dicembre 2021;
  • tredici settimane aggiuntive di CIG in deroga accessibile fino al 31 dicembre 2021.

Nel provvedimento emanato dal Consiglio dei Ministri, però, non risulta alcuno sconto sul contributo addizionale, che invece compare nel comunicato pubblicato al termine del Cdm del 30 giugno 2021.