I lavoratori in cassa integrazione sembrano continuare ad essere tra i più penalizzati dalla pandemia. Procedure lente, difficoltà nei pagamenti, problemi nelle domande da parte dei datori di lavoro che stanno rallentando l'iter delle erogazioni.

E nel frattempo si rafforza anche il grido d'allarme di chi già aveva avvertito il Ministero del Lavoro di questo problema per tempo. Quando a fine marzo già si era preventivato appunto il rischio di lasciare scoperte settimane a causa del vuoto di periodo creato tra un decreto e l'altro.

Con pesanti conseguenze per le famiglie che hanno nel pagamento della cassa integrazione l'unica fonte di sostentamento e vivono nell'incertezza della conservazione del posto di lavoro a fine blocco licenziamenti.

Ma anche per le aziende che in mancanza di una soluzione immediata potrebbero dover pagare la differenza ai lavoratori con conseguenze economiche disastrose soprattutto per quelle che già sono in crisi.

Questa, occorre dirlo, è solo l'ultima delle lacune normative e dei problemi che da un anno a questa parte hanno caratterizzato e penalizzato proprio la cassa integrazione. Strumento che si è rivelato fondamentale nella tutela del lavoro ma che ha dovuto subìre gli effetti di una gestione abbastanza scarsa e la corsa ai ripari per la soluzione di numerose difficoltà arrivata troppo tardi.

Come ad esempio la velocizzazione della procedura che si è resa operativa da pochissimo. E la poca assistenza dedicata alla compilazione delle domande che ha contribuito ai ritardi accumulati. Mentre ancora sono milioni i lavoratori che attendono di ricevere i pagamenti arretrati. Uniti agli errori commessi spesso in sede di richiesta da parte dei datori di lavoro hanno contribuito a delineare un quadro tragico di tutta la gestione.

E a pagarne le conseguenze sono stati i lavoratori. L'allarme è stato ieri sottolineato di nuovo da Giovanni Assi, consigliere nazionale di Unimpresa che nelle dichiarazioni rilasciate al quotidiano il Messaggero riporta quali potrebbero essere i rischi di questa lacuna normativa, denunciando anche una pericolosa continua indifferenza da parte delle istituzioni al problema.

"Il nostro grido di allarme e le denunce provenienti dal mondo sindacale hanno lasciato fin qui indifferente il governo guidato da Mario Draghi, che forse trascura il danno provocato in questi giorni a imprese e lavoratori dal buco normativo relativo alla cassa integrazione Covid-19»

Cassa integrazione marzo: busta paga ridotta fino a 280 euro

La lacuna che causerà questo taglio negli importi della cassa integrazione sta nella differenza tra le settimane aggiuntive di cassa integrazione previste nella legge di bilancio 2021, del vecchio governo guidato da Giuseppe Conte e quello del nuovo decreto Sostegni emesso a fine marzo dal governo Draghi.

In pratica prima si era estesa la copertura dalla cassa integrazione per altre 12 settimane. Con il sostegni ne sono state previste ulteriori 13 a decorrere dal 1 aprile. Data che però per molti datori di lavoro è diventata il 5 potendo fare domanda solo il primo lunedì del mese come previsto da Inps.

Dunque a gran parte dei lavoratori mancheranno parecchi giorni e quindi la busta paga di marzo sarà alleggerita per somme che vanno dai 110 ai 280 euro per milioni di persone. Importi che però sarebbe stato possibile recuperare in qualche modo.

Anche perchè l'appello da parte di Unimpresa era arrivato già prima di fine marzo e si poteva porre rimedio in tempo per garantire la copertura ai lavoratori. I giorni mancanti a cavallo tra fine marzo e aprile rischiano ora di essere pagati in grave ritardo.

A patto sempre che il governo introduca una correzione tempestivamente. Inoltre se si dovesse prolungare il mancato pagamento quando ripartiranno i licenziamenti potrebbe davvero creare un'emergenza da gestire in mancanza di rapida introduzione di ammortizzatori sociali alternativi. La ripresa e la riapertura sarà graduale, dunque impossibile pensare che tutti verranno reintegrati o troveranno un altro lavoro nell'immediato.

Cassa integrazione: l'appello al Ministero per il recupero dei pagamenti

La segnalazione del problema era stata già fatta partire il 22 marzo. Quando sempre il consigliere di Unimpresa si era rivolto al Ministero chiedendo un aggiustamento retroattivo della norma per evitare il buco della settimana persa di cassa integrazione. Nel frattempo però sembra essere stato ignorato l'appello arrivando ormai a metà aprile quando le buste paga di marzo sono state elaborate con i soldi in meno.

I pagamenti arretrati della cassa integrazione potrebbero slittare così addirittura a giugno. Fa sapere anche l'Inps in merito alle tempistiche relative al pagamento degli eventuali arretrati nel caso il Governo decidesse di adottare provvedimenti adeguati.

Purtroppo sta passando altro tempo prezioso per accorciare i tempi e al Ministero si sta valutando la soluzione più adatta. Ovviamente i ritardi nel pagamento slittano sempre più avanti ogni giorno che passa senza una chiara comunicazione di risposta. 

Con conseguenze pesanti visto che a prendere meno soldi e perdere i giorni a causa della falla normativa saranno circa sei milioni di lavoratori.

La nuova gestione Inps per il pagamento della cassa integrazione

Nell'attesa di sanare il problema e trovare la soluzione per pagare gli arretrati della settimana persa, l'Inps ha attuato le nuove norme per le procedure veloci.

Se come fa sapere l'istituto, ad oggi sono già state pagate fino al 99,4% delle richieste. Ed ora la procedura dei flussi di pagamento sarà diretta e più semplice. Già a partire da aprile con la possibilità di eliminare la procedura del modello SR41 utilizzando invece il flusso UniEmens-Cig. Che può essere inviato anche senza dover attendere i tempi di autorizzazione indicando invece il solo ticket di domanda.

Si potranno così velocizzare le procedure di pagamento per la cassa integrazione erogata da Inps ma anche per gli anticipi del 40%. Al momento si stima di poter accorciare i tempi di qualche settimana rispetto alla procedura inizialmente prevista.

Un vantaggio a favore dei lavoratori ma anche di aziende ed intermediari. Per questi ultimi infatti il lavoro viene alleggerito anche dalla possibilità finalmente di poter presentare un unico invio riguardante più nominativi di lavoratori di diverse aziende, indicando solo il codice fiscale. Semplificazione necessaria e richiesta da tempo proprio dalle associazioni dei consulenti del lavoro.

"Con l’invio del flusso “UniEmens-Cig” è possibile trasmettere un unico flusso che contiene al suo interno i dati riferiti ai lavoratori di più aziende, con evidente semplificazione degli oneri di compilazione e trasmissione a cura delle aziende medesime e degli intermediari”. Procedura semplificata che era stata richiesta più volte anche dalle associazioni dei consulenti del lavoro. "

Utile anche il nuovo servizio dedicato ai lavoratori, disponibile sul sito Inps per verificare tutte le fasi della richiesta di cassa integrazione fino alle date di pagamento è accessibile alla sezione servizio online CIP - Consultazione info previdenziali. Alla quale l'utente dipendente privato può accedere con il Pin o Spid.