Cig covid prorogata. Il decreto fiscale 2022 approvato il 15 ottobre 2021 prevede una serie di nuove misure per quanto riguarda il lavoro. Primo passo tra tutti è l’estensione della  cassa integrazione salariale in deroga per una durata che non deve superare le 13 settimane nel range temporale che va dal primo ottobre al 31 dicembre 2021. 

Alle 13 settimane di affiancano le 9 settimane aggiuntive previste a favore dei datori di lavoro delle Industrie delle confezioni di articoli di abbigliamento e di articoli in pelle e pelliccia e delle fabbricazione di articoli in pelle e simili.

Ma cosa prevede il nuovo decreto legge numero 146 del 21 ottobre 2021, prevede anche un provvedimento atteso da molti che ripristina i congedi parentali straordinari per i lavoratori genitori dipendenti autonomi fino al 31 dicembre 2021. 

Nello specifico la normativa stabilisce che il lavoratore con figli minori di 14 anni, alternativamente all'altro genitore, può assentarsi dal lavoro per un periodo corrispondente in tutto in parte alla durata della sospensione dell'attività didattica o educativa, della quarantena del figlio convivente disposta dalla ASL territorialmente competente o dell’infezione da Sars Covid.

Infine il decreto porta con se tutta una serie di misure riguardati la sicurezza sul lavoro. L’intervento maggiore è relativo alle regole volte a ridurre gli incidenti sul lavoro.

È infatti previsto un aggravamento delle sanzioni per tutte le realtà aziendali che non rispettano le suddette norme e l’ INAIL avrà facoltà di sospendere le attività di un'impresa quando risponde almeno il 10% dei lavoratori e irregolare oppure quando riscontrare gravi violazioni in materia di tutela della salute e della sicurezza.

Verranno poi rafforzate e velocizzate le procedure di reclutamento di ispettori di personale tecnico e amministrativo e la realizzazione di una banca dati informatica unica che metterà in sinergia del lavoro Inail regioni e ASL 

Decreto fiscale: Cig Covid prorogata

Prorogata la Cig Covid nel Decreto Fiscale. Infatti sono in arrivo nuove quote di cassa integrazione covid ma non verranno elargite a pioggia , non sono quindi per tutti. 

La proroga è stata introdotta dal decreto legge numero 146 del 21 ottobre 2021, pubblicato in Gu n. 252 del 21 ottobre e in vigore dal 22 ottobre, che altro non è che il decreto fisco e lavoro legato alla manovra. In dettaglio si tratta di:

  • tredici settimane aggiuntive che consentono di tirare fino al 31.12.2021;
  • nove settimane in aggiunta per il settore del tessile-moda. 

Sono dunque due le aree interessate dalla proroga introdotta dal decreto:

  • la prima riguarda i beneficiari di fis, fondi bilaterali e cicd;
  • la seconda riguarda invece le imprese tessili, di abbigliamento e pelli. 

Quindi nuova Cig Covid ma non estesa a tutti. Vediamo quali sono i requisiti richiesti. 

Il decreto pubblicato in Gazzetta sancisce un ulteriore rinnovo degli ammortizzatori sociali a sostegno dei settori  ancora in crisi.

Dal testo del decreto fiscale si legge questa novità introdotta su richiesta del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.Infatti per chi ha esaurito l’intera disponibilità di ottobre, il decreto mette a disposizione altre tredici settimane di cig covid senza contributo addizionale. invece le settimane si riudranno a nove per il settore tessile-moda.

In altre parole sono due le platee di datori di lavoro che potranno trarre vantaggio dalla nuova proroga.

Il passo successivo sarà la riforma degli ammortizzatori sociali che dovrebbe concretizzarsi con la Legge di Bilancio 2022 .

Decreto fiscale: i beneficiari della Cig covid

Come preannunciato il periodo di cassa integrazione disponibile sta per esaurirsi.Al fine di non lasciare i datori di lavoro ( ma anche i lavoratori)  senza alcun tipo di supporto si è nuovamente ricorsi alla proroga. 

In particolare per i datori di lavoro che hanno ricevuto l’autorizzazione del periodo pari a ventotto settimane introdotte dal decreto sostegni, è prevista una proroga di altre 13 settimane; per il settore tessile/moda, concluso il periodo di cig covid autorizzato, sono state introdotte altre 9 settimane.

Nello specifico la prima tranche di 13 settimane è riservata ai datori di lavoro che rientrano nelle forme di tutela del fondo integrazione salariale Fis, dei fondi di solidarietà bilaterali articoli 26 e 40 del D.Lgs 148/2015 e dei trattamenti di cassa integrazione in deroga. 

In altre parole la proroga riguarda quei datori di lavoro che in virtù dell’articolo 8 comma 2 del decreto legge 41 del 2021, hanno già fruito del trattamento Cig covid di ventotto settimane nel periodo compreso tra il 21 al 31 dicembre 2021.

L’individuazione delle imprese che rientrano nella proroga degli ammortizzatori avviene attraverso i codici Ateco 13 e 14 con classificazione attività economiche Ateco 2007. 

Nello specifico si tratta delle aziende tessili che confezionano capi di abbigliamento in pelle e pelliccia. Condizione imprescindibile è che termini prima il periodo di cassa integrazione salariale ordinaria ( autorizzate in base all'articolo 50-bis del DL 73 2021) riferito al periodo che va dal primo luglio 2021 al 31 ottobre 2021. 

Per entrambe le ipotesi di proroga non è previsto il contributo addizionale. 

E’ doveroso precisare che le risorse stanziate per la proroga sono rispettivamente di 657,9 milioni di euro e 140,5 milioni di euro. Dunque con ogni probabilità non saranno sufficienti a coprire tutte le richieste.

La proroga della Cig covid può riguardare solo lavoratori attivi nel momento in cui è entrato vigore il decreto legge fisco e lavoro, per l’esattezza il 22 ottobre 2021. Le istanze di richiesta vanno presentate all’Inps non oltre la fine del mese che segue quello in cui è iniziata la sospensione di riduzione dell’attività lavorativa. C’e’ tempo fino al 30 novembre 2021

Come avvenuto in precedenza, anche per la concessione della proroga vige il divieto di licenziamento individuale per giustificato motivo oggettivo, o collettivo per durata della fruizione degli ammortizzatori stessi.

Per ogni regola ci sono le eccezioni. Infatti non rientrano nel divieto i casi di licenziamenti dovuti alla chiusura definitiva dell'attività imprenditoriale oppure a fallimento.

Decreto fiscale: congedo parentale al 50%

Vediamo cosa prevede il nuovo decreto legge numero 146 del 21 ottobre 2021 in tema decongelo parentale.

Il decreto di recente pubblicazione ripristina i congedi parentali straordinari per i lavoratori genitori dipendenti autonomi fino al 31 dicembre 2021. 

Nello specifico la normativa stabilisce che il lavoratore con figli minori di 14 anni, alternativamente all'altro genitore, può assentarsi dal lavoro per un periodo corrispondente in tutto in parte alla durata della sospensione dell'attività didattica o educativa, della quarantena del figlio convivente disposta dalla ASL territorialmente competente o dell’infezione da Sars Covid.

Per quanto riguarda i genitori con figli disabili la durata del congedo è rapportata otre ai casi precedentemente menzionati, anche alla chiusura del centro diurno a carattere assistenziale frequentato dal figlio.

In caso di figlio con accerta disabilità il congedo parentale prescinde dall’età del figlio. Si ha diritto al congedo anche in base I periodi di congedo vengono pagati con un’indennità pari al 50% e sono coperti da contribuzione figurativa.

Comunque il congedo può essere fruito sia per l'intera giornata che anche in modalità oraria come prevede l'attuale norma. 

Inoltre, a differenza delle precedenti norme, l’attuale normativa non subordina il congedo alla possibilità per il lavoratore di svolgere la prestazione lavorativa in Smart Working,  di conseguenza sarà possibile richiedere il congedo senza la previa verifica circa la compatibilità dell'attività lavorativa da remoto 

Durante il periodo di congedo straordinario comunque coperto da contribuzione figurativa, all’Inps riconoscerà un'indennità pari al 50% della retribuzione.

Anche per i genitori lavoratori autonomi iscritti in via esclusiva alla gestione separata è previsto uno specifico congedo per il quale è riconosciuto un'indennità pari al 50% della paga giornaliera, secondo la base di calcolo utilizzata ai fini della determinazione dell'indennità di maternità. La misura è estesa anche ai genitori lavoratori autonomi iscritti all’Inps 

Decreto fiscale e sicurezza sul lavoro: sanzioni più severe

Infine il decreto porta con se tutta una serie di misure riguardati la sicurezza sul lavoro. L’intervento maggiore è relativo alle regole volte a ridurre gli incidenti sul lavoro. 

Il nuovo decreto ha inasprito le sanzioni previste dal testo unico su salute e sicurezza, fino alla sospensione, in caso di gravi violazioni delle norme, dell'attività produttiva.

Infatti nel provvedimento sono state previste sanzioni molto più severe che possono portare alla chiusura dell’attività produttiva di quelle realtà aziendali che non rispettano le norme sulla sicurezza, chiusura che resterà in atto finché l’azienda non provvederà a ripristinare la situazione di legalità richiesta. 

L’Istituto Nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro gode del potere di sospensione  dell’attività dell’impresa quando verifica, attraverso dei riscontri,  che almeno il 10% lavoratori risulti occupato in nero  o in casi di grave violazione delle norme sulla sicurezza; per tutto il periodo di sospensione può essere vietato all'impresa di contrattare con la pubblica amministrazione.

La precedente norma, prevedeva la sospensione con il 20% dei lavoratori in nero o in caso di grave violazione delle norme sulla sicurezza. 

Dunque ampi poteri vengono riconosciuti all’Ispettorato del lavoro nell’ambito della salute e sicurezza, poteri che fini ad oggi erano di esclusiva competenza delle Asl.

Inoltre sono state equiparate le competenze della ASL a quelle dell’INAIL, con la conseguenza che ora le ASL possiedono gli stessi poteri dell’Inali gli in materia di Sulla sicurezza sul lavoro.

Nelle ipotesi di sospensione per la violazione in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro, il datore di lavoro che non ottempera al provvedimento di sospensione è punito con l'arresto fino a sei mesi e nelle ipotesi di sospensione per lavoro irregolare, con l'arresto da tre a sei mesi o con l'ammenda dà 2500 a 6.400 euro.