Gli esponenti del governo Draghi hanno confermato che la cassa integrazione con causale Covid-19 sarà prolungata per altre 12 settimane nel 2021. Ma le buone notizie non finiscono qui!

Ad aprile, molto probabilmente, sarà attivata su tutto il territorio nazionale la procedura dell’INPS per la gestione automatica dei pagamenti diretti, questo vuol dire che la cassa integrazione arriverà al massimo entro 40 giorni dalla presentazione della domanda.

La nuova procedura sprint permette una gestione automatizzata dell'erogazione della cassa integrazione diretta (CIGO, CIGS e CIG in Deroga), che sbloccherà i pagamenti in sospeso e permetterà un’erogazione più veloce dei contributi per le nuove domande.

Facciamo un po’ di chiarezza e cerchiamo di capire come funziona la nuova procedura INPS e soprattutto quando arriveranno i pagamenti.

La nuova procedura sprint per la CIG

Ad annunciare l’introduzione della procedura sprint è stato lo stesso Ministro del Lavoro, Andrea Orlando, in un documento diffuso un paio di settimane fa.

Attualmente i datori di lavoro devono compilare un modulo SR41 per richiedere la cassa integrazione dei dipendenti, l’obiettivo della nuova procedura è invece l’eliminazione di questo modello che sostanzialmente invia all’INPS solo dati che l’istituto già possiede, rallentando i versamenti e le verifiche.

Al momento, infatti, i datori di lavoro devono inviare all’INPS, tramite il flusso Uniemens, i dati relativi ai redditi percepiti dai dipendenti per il calcolo dei contributi previdenziali obbligatori. Il flusso Uniemens è una procedura telematica che ha snellito di molto la vecchia prassi che prevedeva la compilazione e l’invio di più di un modello.

Il problema che si pone adesso è che quando un datore di lavoro compila il modello SR41 per richiedere la cassa integrazione, invia all’INPS una serie di dati che sono doppioni di quelli già inviati tramite il flusso Uniemens. La procedura sprint introdotta a breve velocizzerà proprio il pagamento e la verifica della CIG, eliminando il modello SR41 ed estrapolando i dati direttamente dagli Uniemens.

Perché la cassa integrazione non arriva?

Il presidente dell’INPS Pasquale Tridico, intervistato dal Sole 24 Ore, ha spiegato che attualmente gli Uniemens vengono inviati mensilmente, entro il 10 di ogni mese, dai datori di lavoro che ormai hanno con questa procedura una certa dimestichezza.

Quindi nel caso un dipendente sia sospeso dall’attività lavorativa, ad esempio, a metà marzo, e gli Uniemens siano inviati entro il 10 di Aprile, ci vorranno non più di 40 giorni per l’erogazione della prima rata della cassa integrazione. Con la procedura attuale l’erogazione della CIG richiede dai due ai tre mesi di attesa, almeno.

Dall’INPS arrivano poi rassicurazioni sui tempi della nuova procedura, che dovrebbe entrare in vigore già ad aprile sul tutto il territorio italiano. Al momento la sperimentazione della procedura sprint è già partita in alcune città: – Napoli, Pozzuoli, Reggio Emilia, Modena, Teramo e Verona.

A breve dovrebbe dovrebbe essere anche attivato l’SOS CIG, un servizio di live chat per rispondere ai quesiti e assistere i contribuenti nella procedura della cassa integrazione. La chat avvisa l’INPS non sarà automatizzata, ma ci sarà l’opportunità di interagire direttamente con un consulente dell’Istituto di previdenza.

Proroga della CIG con causale COVID-19

Il Decreto Milleproroghe ha prorogato di 12 settimane la domanda della CIG con causale Covid-19. La scadenza per usufruire di questo tempo extra si chiude il 31 marzo 2021 per la CIGO, cioè la cassa integrazione ordinaria, e il 30 giugno per l’Assegno ordinario e la cassa integrazione in Deroga (CIGD).

L’INPS fa sapere che potranno servirsi di questi tre mesi aggiuntivi anche quelli che non hanno ancora presentato la domanda di cassa integrazione.

I datori di lavoro e le aziende, che invece durante la pandemia non faranno richiesta della cassa integrazione 2021, potranno richiedere otto settimane di esonero contributivo, anche queste da usare entro il 31 marzo 2021. Da questa esenzione sono però esclusi i contributi che sono dovuti all’INAIL.

Durante queste 12 settimane di proroga, si potrà usufruire anche dell’anticipo della cassa integrazione, cioè il versamento in una rata anticipata del 40% dell’importo totale. Anche in questo caso dovrà essere il datore di lavoro a presentare domanda per l’anticipo della CIG.

Nel caso in cui il totale delle ore in cui il lavoratore usufruisce della cassa integrazione non sia certo, l’INPS raccomanda di inserire un totale di ore inferiore al numero complessivo. Sarà poi l’Istituto di previdenza a ricalcolare l’importo e a versare al contribuente il corrispettivo mancante.

Possono essere inseriti in cassa integrazione 2021 tutti i lavoratori in forza al 4 gennaio 2021. In origine la Legge di Bilancio 2021 prevedeva che i lavoratori per usufruire della CIG dovessero essere stati assunti entro il 1 Gennaio 2021. La proroga di tre giorni è stata voluta dall’INPS poiché il 4 gennaio è stato il primo giorno bancabile del 2021.

Inoltre, il messaggio n. 1008 del 9 marzo 2021 avvisa che la cassa integrazione deve essere richiesta all’INPS non oltre il mese successivo a quello in cui ha avuto inizio la sospensione dell’attività lavorativa del dipendente. Le domande inviate oltre questo termine saranno respinte.

Ricordiamo poi che per la CIGO può essere richiesta l’erogazione diretta da parte dell’Istituto di previdenza o, in alternativa, può essere anticipata dal datore di lavoro e poi riscossa con il modello F24. Con la cassa integrazione in deroga invece è possibile la sola erogazione diretta da parte dell’INPS.

Assegno per il nucleo familiare in cassa integrazione

Un'altra novità che riguarda la cassa integrazione 2021 è l’erogazione dell’Assegno per nucleo familiare che non sarà automatica per i soggetti in CIG, come ha chiarito l’INPS con il messaggio n. 833 del 25 febbraio 2021.

I titolari di CIGO, CIGD,CIGS, CISOA, ASO e IMA dovranno presentare domanda all’INPS per ricevere l’assegno, anche se la prestazione a sostegno del reddito è erogata in modo diretto.

La domanda per l’Assegno va fatta in modo telematico compilando il modello ANF DIP sul portale INPS, dove potrà anche essere controllato lo stato di acquisizione della richiesta è l’importo assegnato. Altrimenti, è possibile farsi assistere dai CAF o Patronati, che dovranno comunque controllare e inoltrare la richiesta sul sito dell’INPS. La procedura è infatti identica per tutti.

Per quanto riguarda il versamento e l’importo dell’Assegno per il nucleo familiare quando il lavoratore è in cassa integrazione, l’INPS effettuerà un primo calcolo basato sui dati della domanda di richiesta. In un secondo momento il totale sarà ricontrollato sulla base dei dati forniti dai modelli SE41 e SR43 compilati dai datori di lavoro. Eventuali differenze saranno calcolate dall’INPS che provvederà agli opportuni aggiustamenti dell’importo spettante.