Godersi soleggiati pomeriggi nella propria veranda, o passare i tramonti a passeggiare sulla spiaggia, o ancora trattenersi con i propri nipotini, potrebbe essere molto più allettante che andare in ufficio tutti i giorni e ritrovarsi in mezzo al traffico.

Molti lavoratori sperano, a tal proposito, di riuscire ad andare in pensione prima del previsto, soprattutto se questo "previsto" è un'età già elevata (65,66, 67 anni), come accade nel nostro Paese.

Avere ore extra da poter dedicare finalmente ai propri hobby, fare volontariato, passare il tempo con i propri amici. Molte persone non vedono l'ora di andare in pensione per poter riprendere in mano la propria vita, il proprio tempo, i propri sogni e anche la propria salute.

Sì perché una pensione anticipata può darti la possibilità di concentrarti maggiormente sulla tua salute. Potresti trovare il tempo per iniziare a camminare, andare in palestra o partecipare a un campionato sportivo locale. L'attenzione all'alimentazione, al sonno sufficiente e all'esercizio fisico potrebbe migliorare la tua salute e ridurre anche le spese mediche. Inoltre non dover più andare in ufficio o sul luogo di lavoro, potrebbe ridurre di molto lo stress.

Quando è possibile andare in pensione anticipatamente in Italia?

Andare in pensione prima del tempo stabilito è possibile nel nostro paese, a prescindere dall'età anagrafica. Fino alla fine del 2026 per godere della pensione anticipata sarà necessaria un'anzianità contributiva di 41 anni e 10 mesi per le donne e di 42 anni e 10 mesi per gli uomini.

Chi può usufruire della pensione anticipata con il sistema misto?

Tutti coloro che hanno raggiunto il suddetto indispensabile requisito contributivo e che hanno versato il loro primo contributo in un tempo anteriore al 31 dicembre 1995, possono andare in pensione anticipata indipendentemente dall'età anagrafica che hanno al momento in cui fanno richiesta.

L'importante è aver versato i contributi per 42 anni e dieci mesi, nel caso degli uomini e a 41 anni e dieci mesi, nel caso delle donne. Questo vale per tutti, siano essi lavoratori del settore privato, pubblico o lavoratori autonomi. 

Pensione anticipata: i tempi sono più brevi per i lavoratori precoci

La legge 232/2016 ha introdotto una riduzione dei requisiti di pensione anticipata che abbiamo descritto prima, a 41 anni, indistintamente per uomini e per donne, per i lavoratori precoci, ovvero quei lavoratori che hanno iniziato a lavorare e a versare i contributi prima dei diciannove anni di età e che stiano affrontando una situazione straordinaria, come per esempio la disoccupazione dopo l'esaurimento della cassa integrazione, oppure una situazione di invalidità civile non inferiore al 74%, disabilità o lavoro usurante.

Anche questo requisito contributivo ridotto a 41 anni nel caso di lavoratori precoci, non si adeguerà all'aspettativa di vita, ma resterà sospeso fino a fine 2026, secondo il DL 4/2019.

Per perfezionare i requisiti contributivi richiesti dalla pensione anticipata, sono validi tutti i tipi di contributi: obbligatori, volontari, figurativi, con il rispetto di un'unica condizione: di questi anni contributivi, almeno 35 devono essere versamenti reali, non comprensivi di contributi figurativi derivanti da disoccupazione o indennità di malattia.  Questo è stato esplicitato dalla Circolare Inps 180/2014.

Come funziona la pensione anticipata con il sistema contributivo?

I lavoratori che hanno iniziato a versare i contributi dopo il 31 dicembre 1995 , possono godere di una pensione anticipata calcolata con il sistema contributivo, al raggiungimento degli stessi anni contributivi del sistema misto e sempre senza tenere conto dell'età anagrafica. 

A tal fine verrà preso in considerazione qualsiasi contributo versato e a qualsiasi titolo. Nel caso della pensione anticipata con sistema contributivo, però, non è stata regolamentata un'uscita diversa per i lavoratori precoci, come nel sistema misto.

Pensione anticipata con sistema contributivo a 63 anni

Si può scegliere di andare in pensione a 63 anni, solo nel caso in cui siano stati versati già 20 anni di contribuzione reale e non figurativa e che la somma della pensione mensile risulti superiore di almeno 2,8 volte rispetto all'assegno sociale di pensione. 

Dal Decreto Legge 4/2019 il requisito dell'età è stato aumentato fino ai 64 anni e varrà fino a fine 2022. 

Pensione anticipata per invalidità nel caso dei dipendenti pubblici

Se si è dipendenti pubblici, si può andare in pensione anticipata per inabilità al lavoro in questi casi specifici:

  • inabilità assoluta e permanente che non permette di svolgere le proprie mansioni;
  • inabilità che non permette di svolgere le proprie mansioni in modo proficuo;
  • inabilità assoluta a qualsiasi tipo di lavoro.

Questo accade quando i lavoratori nel pubblico non hanno più le caratteristiche fisiche o psichiche per svolgere le proprie mansioni o per svolgere qualsiasi altro lavoro. In questo caso si può andare in pensione a vita in maniera anticipata. 

Ovviamente per avere diritto ad una delle tre prestazioni si deve essere in possesso di una certificazione che riporti la tipologia di inabilità posseduta.