Esistono diverse agevolazioni volte a garantire un aiuto economico a favore di genitori, nonni e anziani anche senza la presenza della Legge 104. Il legislatore ha previsto l’accesso a diverse forme di contributi e sussidi non solo da erogare direttamente agli aventi diritto, ma richiedibili anche dai familiari. 

Sostanzialmente la differenza è strettamente legata all’età anagrafica di accesso al contributo e allo stato di gravità dell’invalidità, a incidere anche l’aspetto reddituale. 

Il legislatore ha fissato un’età anagrafica in 67 anni per il rilascio dell’assegno sociale, oltre ai diversi requisiti di accesso alla misura, in cui non rientra la percentuale d'invalidità o, meglio l’attestato rilasciato dalla Commissione USL – INPS. 

Sulla stessa linea, troviamo la pensione di cittadinanza, che non prevede la certificazione dell’invalidità come requisito indispensabile per il rilascio del beneficio economico. Nello stesso modo, la presenza di un’invalidità grave permette di ricevere un sussidio dall’importo più alto. 

A questo punto, non ci resta che analizzare nel dettaglio le varie forme di assistenza che permettono un aiuto economico per i genitori, nonni e i disabili con e senza la legge 104.

Con e senza Legge 104: ecco gli aiuti da richiedere subito 

Come riportato da laleggepertutti.it, dal 1996 nell’ordinamento previdenziale è stato introdotto l’assegno sociale. Una misura che per molti versi ha sostituito la prestazione sociale. In questo caso, parliamo dell’erogazione di un beneficio economico assistenziale. In altre parole, un contributo riconosciuto dall’INPS in presenza di uno stato di bisogno economico. 

Per questo motivo, l’assegno sociale viene riconosciuto a favore delle persone anziane che hanno compiuto 67 anni, che non possiedono le condizioni per la pensione ordinaria diretta e rientrano in una condizione reddituale disposta dalla normativa, per cui necessitano di un supporto economico. 

L’INPS provvede a rilasciare un assegno sociale del valore pari a 468,11 euro riconosciuto agli aventi diritto per 13 mensilità. La base annuale di riferimento si attesta sul valore di 6085.43 euro. È possibile inoltrare la richiesta per l’ottenimento della maggiorazione sociale. 

Come cambia la pensione di cittadinanza con e senza Legge 104

L’altro strumento molto conosciuto è la pensione di cittadinanza. Un ammortizzatore sociale che permette il rilascio di un beneficio economico a favore delle persone che hanno raggiungo 67 anni di età. Anziani che vivono in uno stato di profonda crisi economica o, disabili gravi non autosufficienti. 

Gli aspetti interessanti della pensione di cittadinanza sono fondamentalmente due. Il primo garantisce una base di reddito agli anziani che non possiedono altre forme d'introiti. L’altro aspetto è legato alla possibilità d'integrare la propria pensione grazie al sussidio di Stato. Tuttavia, in merito a quest’ultimo punto, va chiarito che non avviene una vera integrazione, ma scatta il diritto al rilascio di altri benefici come ad esempio la carta acquisti o il rilascio della Postepay dedicata ai percettori di Pdc o Rdc. 

La stessa pensione di cittadinanza segue il rilascio di un importo spartito per quote che sommate tra loro determinato l’importo riconosciuto dall’INPS come sussidio. 

Il valore della prima parte è strettamente connesso al sostegno del reddito. Per questo motivo, esistono famiglie che percepiscono più di 1.323 euro mensili composte da più membri, mentre un solo membro arriva a incassare 630 euro mensili. Se è presente un disabile grave o non autosufficiente e nel nucleo familiare sono presenti più di 4 membri, l’importo viene incrementato. In quest’ultima ipotesi se consideriamo il valore di 1.323 euro con l’aumento per disabile passa al valore di 1.386 euro al mese;

L’altra parte, viene condizionata dalla presenza del canone di locazione. In linea generale, la quota per l’affitto si aggira intorno al valore di circa 150 euro mensili. 

C’è anche la possibilità di ricevere la quota per il pagamento del mutuo, sempre nel limite di 150 euro mensili. 

L’indennità di accompagnamento scatta con o senza la Legge 104 

Per i disabili gravi e non autosufficiente è possibile richiedere l’indennità di accompagno. In linea generale, la richiesta è abbinabile alla presenza di un’invalidità al 100% in cui emerge la non autosufficienza del beneficiario. 

È possibile presentare la richiesta dell’accompagno e la certificazione dell’handicap. La misura non contiene i caratteri di reversibilità e il valore corrisponde a circa 525,17 euro mensili erogabili dall’INPS per 12 mensilità. Non vi sono limiti reddituali che influiscono sull’importo assegnato, né tantomeno è soggetto a tassazione. Non dà diritto a tredicesima, né tantomeno, a quattordicesima. 

È importante sapere che il rilascio del beneficio economico viene condizionato dalla valutazione della Commissione ASL che scioglie il verbale di verifica della pratica con esito di accettazione o rigetto.

Infine, ricordiamo che la legge 104 viene riconosciuta al disabile grave non autosufficiente, se in presenza di gravi circostanze di salute. 

Per questo motivo, garantisce diversi aiuti economici, agevolazioni previdenziali applicabili anche in campo lavorativo, assistenziale e fiscale.