Il 1 aprile 2021 è stato approvato un decreto che conteneva una serie di misure straordinarie da attuare durante la pandemia, la Legge 44/2021. All’articolo 10 veniva dettata la nuova normativa per la Riforma dei Concorsi Pubblici.

Una vera e propria rivoluzione quella che il Ministro della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, avrebbe voluto attuare.

Prima di tutto l’eliminazione dei quiz preselettivi a favore di un’esaminazione dei titoli del candidato.

Tuttavia, nella notte del 12 maggio la Commissione affari del Senato riunita per discutere e approvare gli emendamenti al testo di legge ha di fatto bocciato la Riforma Brunetta, nei sui punti salienti, dichiarandola discriminatoria nei confronti dei giovani.

La mediazione trovata è che il personale specializzato sarà scelto mediante i titoli e la prova orale, ma senza quiz di preselezione. Per il reclutamento del personale amministrativo invece si tornerà quindi al modello classico dei quiz di preselezione, solo che questi saranno svolti in formato digitale e seguiti dalla prova orale.

Il 13 maggio il nuovo testo del decreto con gli emendamenti voluti dalle parti politiche è stato definitivamente approvato. Vediamo quindi tutte le novità e cerchiamo di capire come si svolgeranno i concorsi pubblici 2021.

Il senato boccia la Riforma Brunetta dei concorsi pubblici

La Commissione Affari del Senato, riunita il 12 maggio per discutere del decreto che regola la nuova normativa dei concorsi pubblici, ha di fatto spazzato via molte delle novità pensate dal Ministro Brunetta.

A volere la modifica al testo del decreto sono stati il PD e il Movimento 5 stelle, preoccupati delle ripercussioni in negativo che le innovazioni del Ministro avrebbero potuto avere sui candidati più giovani.

Brunetta aveva avanzato in primo luogo proposta, per la maggior parte dei concorsi, dell’eliminazione dei quiz di preselezione, sostituiti con l’esaminazione dei titoli.

Questa norma secondo PD e M5S avrebbe penalizzato però i neo-laureati, perché in evidente possesso di meno titoli rispetto ai candidati più anziani.

Dopo la discussione le parti sono arrivate all’accordo che si potrà usare la valutazione dei titoli solo ed esclusivamente per i concorsi che riguardano il personale tecnico altamente specializzato, per la selezione dei profili amministrativi invece si continuerà con i classici quiz.

Resta a questo punto da chiarire quale sarà la durata di questi quiz e delle prove di esame in genere, perché il protocollo per i concorsi prevede che la durata massima delle prove in presenza sia di 60 minuti.

Il perché dell'esaminazione per titoli ai concorsi pubblici

Insomma le modifiche di Brunetta non sono state accolte e proprio nei punti principali. Il Ministro del resto non aveva fatto mistero di quali fossero i suoi obiettivi, cioè favorire proprio i laureati altamente specializzati, più avanti con l’età, ma non ancora inquadrati, con un pensiero specifico ai dottorati di ricerca.

Ancora, il Ministro critica l’organizzazione strutturale dei quiz che non valutano realmente le esperienze del candidato in relazione al lavoro che andrà a svolgere e invece di fatto creano quelli che Brunetta ha definito i concorsisti di professione, cioè persone da anni provano i concorsi pubblici nella speranza di passare finalmente la selezione e ottenere un posto statale.

In particolare il Ministro lamenta che i candidati spendano una quantità di tempo a memorizzare le risposte dei quiz logico-matematici, al posto di essere impegnati in una reale formazione attinente al loro profilo lavorativo.

Ricordiamo che ad ogni modo quest'anno le prove in presenza si svolgeranno in formato digitale. Il candidato dovrà cioè usare un computer per dare le sue risposte e non carta e penna.

La procedura digitale accorcia i tempi, soprattutto di verifica, e quindi rende possibile lo svolgimento di un numero maggiore di concorsi nell’arco dell’anno.

Un approfondimento sui concorsi pubblici nel video YouTube di Simone Chiarelli:

Le 4 ragioni della Riforma dei Concorsi Pubblici 

In occasione di un incontro tenutosi a fine aprile con la Commissione Affari, Brunetta aveva difeso l’articolo 10 del documento, cioè la norma relativa alla valutazione dei titoli, anche spiegando la necessità di un adeguamento globale.

Sono infatti molti i paesi esteri che hanno optato per questa scelta e se l’Italia vuole essere davvero competitiva, deve agire, secondo il Ministro, con le stesse armi e adeguarsi all'esaminazione per titoli.

Questa norma, elencata all’articolo 10, risponde ha spiegato il ministro a quattro necessità: far ripartire i concorsi fermi per la pandemia, semplificare le procedure attraverso la digitalizzazione; velocizzare il processo selettivo; valutare le competenze e non le conoscenze.

La nuova normativa anti-Covid 19 per i concorsi pubblici

I nuovi concorsi pubblici 2021 si svolgeranno seguendo un protocollo speciale al fine di abbassare il rischio di contagio e mantenere il distanziamento sociale.

Motivo per cui i candidati che affrontano una prova in presenza dovranno effettuare entro 48 ore prima dell’esame un tampone, che dovrà dare esito negativo e che dovrà essere mostrato in sede d’esame.

All’ingresso ad ogni candidato sarà misurata la temperatura, tutti quelli con un valore superiore a 37,5 non potranno sostenere il concorso. 

Ai candidati saranno distribuite in sede di concorso le mascherine, al fine di assicurarsi che ognuno abbia una protezione certificate e a marchio CE.

Come si svolgeranno i Concorsi Pubblici 2021?

A parte gli emendamenti al testo del decreto, il Ministro Brunetta si è detto soddisfatto dell’approvazione in Senato della Riforma sui concorsi pubblici, perché questa porterà grandi cambiamenti.

Prima d’ora svolgimento di un concorso pubblico dalla data di pubblicazione del bando poteva durare anche due o tre anni, adesso le assunzioni saranno possibili in 100 giorni. 

Dunque per la selezione del personale tecnico specializzato si procederà all'esaminazione per titoli e poi ad una prova orale. I titoli inoltre non potranno influire più di un terzo sul punteggio finale del candidato.

Mentre, per il personale amministrativo sarà ancora necessario l’attuazione di una prova scritta digitale preselettiva e una orale.

Non è ancora ben chiaro se le assunzioni nelle scuole, comprese quelle del personale ATA, ricadano nell’una o nell’altra categoria.