Dopo un'estate in cui sono stati immessi in ruolo 40000 docenti in più rispetto al 2020, ora per i concorsi pubblici ordinari delle scuole cambiano le regole. Infatti, i docenti per essere immessi in ruolo e diventare titolari di cattedra dovranno sostenere prove diverse rispetto all'anno passato.

Il Ministero dell'Istruzione prevede che nel corso di quest'anno vengano sbloccati il triplo dei posti vacanti del 2020. 

I concorsi ordinari previsti per il 2021 interessano la scuola dell'infanzia, la scuola primaria, la scuola secondaria di primo e di secondo grado. 

Il concorso per le prime due scuole

Si tratta di un concorso bandito dal DD del 28 aprile 2020, le cui domande scadevano al 31 di luglio dello stesso anno.

Il 25 maggio del 2021 con il Decreto Sostegni Bis sono state introdotte, infatti, alcune novità che hanno permesso una semplificazione delle procedure.

Si tratta di modifiche in merito ai concorsi ordinari destinate agli aspiranti docenti di tutta Italia che si candidano per le classi a concorso.

Il secondo concorso é quello rivolto alla scuola secondaria di primo e di secondo grado ed é stato bandito dal Decreto Ministeriale del 20 aprile del 2020. Ci sarà un ulteriore concorso per quei docenti rimasti esclusi.

In questo video tratto dal Canale YouTube Lascuolainforma intitolato "Nuovo Concorso Straordinario 2021: posti e requisiti", viene approfondito nel dettaglio di cosa si tratta e a chi si rivolge.

Questa nuova tipologia di concorso straordinario sarà bandito prossimamente con Decreto del Ministero dell'Istruzione ed é rivolto a tutti quei docenti rimasti esclusi nelle prime graduatorie e che ambiscono assolutamente ad ottenere il posto di ruolo.

Possono, infatti, parteciparvi tutti i docenti per la classe di concorso in cui hanno maturato l'anno di servizio, requisito indispensabile per accedere al concorso, pena l'esclusione dallo stesso.

Per questo concorso è prevista un'unica prova disciplinare che si terrà entro la fine del 2021 e che verrà valutata assieme ai titoli in possesso di ciascun candidato prima di formare la graduatoria.

 Le novità introdotte dal Decreto Sostegni

Il Decreto Sostegni Bis n.73 inserito nella Gazzetta Ufficiale punta, infatti, a rendere più veloci le procedure concorsuali sia ordinarie che STEM, alleggerendo la struttura prevista per i concorsi pubblici relativi alle prove sia scritte che orali destinate ai docenti, tenuto conto dell'attuale scenario epidemiologico.

Il Decreto Sostegni Bis spinge in favore di cambiamenti in merito alle modalità con cui si svolgerà il concorso ordinario docenti del 2021, il cui scopo é quello di abbattere il precariato tra i posti che, altrimenti, rimarrebbero vacanti migliorando cosi la qualità della didattica da un lato e garantendo dall'altro, continuità didattica agli studenti di tutte le scuole di ogni ordine e grado facendo si che, per quanto possibile, siano seguiti dagli stessi insegnanti dal primo giorno in cui iniziano la scuola all'ultimo giorno in cui la terminano. 

Andiamo a vedere ora nel dettaglio quali siano le novità che interessano le procedure concorsuali e che determinano o meno l'immissione in ruolo del docente.

Le prove preselettive lasciano il posto alle prove semplificate

Per il concorso ordinario per docenti della scuola relativo al 2021 viene bandita la fase preselettiva: infatti, non é più prevista la prova preselettiva per tutti secondo quanto espresso dal comma  10 dell'articolo 59 e i docenti sono quindi subito ammessi alla prova scritta.

Tale prova rimarrà attiva, invece, soltanto per quelle classi di concorso il cui numero di docenti che  parteciperanno sarà superiore a 250 ed a quattro volte il numero dei posti banditi, regione per regione.

La prova preselettiva basata su un database di domande é destinata, quindi nella maggior parte dei casi, a scomparire lasciando il posto a prove semplificate.

Le classi di concorso per le quali é prevista una riapertura dei termini 

Le classi di concorso per le quali  é prevista la riapertura del termine delle iscrizioni sono le classi di concorso STEM con il codice A020 Fisica, A026 Matematica, A027 Matematica e Fisica, A028 Matematica e Scienze, A041 Scienze e Tecnologie Informatiche. 

Per queste classi i docenti che  avevano presentato domanda entro il 31 luglio dell'anno scorso hanno già svolto il concorso previsto per quest'anno.

 Le nuove modalità di struttura delle prove concorsuali: ecco come sono strutturate le prove

I concorsi ordinari per docenti si terranno una volta all'anno a partire dal 2021. 

Il Ministero dell'Istruzione prevede che all'insegnante vengano somministrate due prove: una prima relativa allo scritto ed una seconda per valutare le competenze orali. 

La prova scritta é diversa da come era precedentemente: quella nuova é composta da 50 quesiti a risposta multipla. Ogni quesito vale 2 punti fino a totalizzare un massimo di 100 punti. 

I quesiti vertono sugli argomenti della disciplina della classe di concorso per cui il docente effettua il concorso o relativi alla tipologia di posto per il quale si candida a concorso: infatti, oltre a  domande volte ad attestare la conoscenza e le competenze della disciplina, i docenti devono dimostrare anche di possedere una conoscenza di lingua inglese pari almeno ad un livello b2 del Quadro Comune Europeo di Riferimento per le lingue e le abilità in ambito informatico.

Rispetto al 2020 gli insegnanti non hanno più la possibilità di sapere con largo anticipo i quesiti oggetto delle prove d'esame: infatti, non vengono più fornite le domande dalle quali poi verranno estrapolate quelle che capiteranno poi nella prova d'esame.

Fino all'anno scorso i docenti avevano la possibilità di consultarli una ventina di giorni prima  della somministrazione della prova scritta che, per essere superata, deve presentare una valutazione minima di 70 su 100 (la soglia minima per essere ammessi alla prova successiva, cioè quella orale).

Sia nella prova scritta che in quella orale sono previsti quesiti di materie antropologiche, psicologiche, pedagogiche e di metodologia didattica impartiti nel percorso formativo per il conseguimento dei 24 CFU.

Una volta superate le prime 2 prove, la commissione incaricata valuta i titoli in possesso del candidato e concorre a formulare la graduatoria tenendo conto sia dei punteggi ottenuti nelle singole prove sia  dei titoli dell'aspirante insegnante nei limiti dei posti messi a concorso.

Nel caso in cui la prova non venga superata i docenti non potranno presentare una nuova domanda di partecipazione alla successiva procedura concorsuale per la medesima classe di concorso o per la medesima tipologia di posto per cui le prove non attestano una valutazione minima necessaria al superamento delle stesse.

Le nuove modalità non sono valide per i concorsi già banditi nel 2020

Le nuove modalità non si applicano soltanto ai concorsi dell'anno 2021, ma anche a quelli già banditi nel 2020 le cui iscrizioni risultano ad oggi chiuse.

Il Decreto del Ministero dell'Istruzione punta a modificare i bandi già stanziati senza la necessità di dover riaprire i termini per la presentazione delle istanze o la modifica dei requisiti previsti di partecipazione.

Quello che cambia sono i programmi su cui verteranno le prove somministrate che saranno poi valutate da una commissione nazionale cui spetta il compito di redigere i quadri di riferimento  per le valutazione di ciascuna prova cui sono sottoposti i docenti ovvero la prova scritta, la prova orale ed i titoli che presenta ciascun candidato.

Il periodo di svolgimento delle prove di concorso

La prova scritta si svolgerà entro la fine dell'anno in date diverse per ogni classe di concorso attraverso una serie di scaglioni programmati.

Il sottosegretario Floridia annuncia l'avvio del concorso ordinario entro dicembre 2021.



I docenti che superano le prove previste per la loro classe di concorso prima di essere immessi  in ruolo devono superare un periodo di formazione e prova al termine del quale devono ottenere  esiti positivi per ottenere la cattedra cui ambiscono. 

Solo l'altro ieri é arrivata una nuova notizia relativa alle classi di concorso. 

L'altro ieri, 5 ottobre 2021, è stata data la comunicazione della pubblicazione da parte degli Uffici scolastici delle classi di concorso con graduatorie di concorso esaurite sia per il posto comune che per il sostegno.

Ora spetta al Ministero dell'Istruzione definire meglio per quali regioni e a quali classi di concorso sarà data la priorità di attivazione dei concorsi ordinari e per quali, invece,  ci si dovrà attenere a concorsi straordinari.

Il primo a riportare la notizia é stato l'USR Veneto: in Veneto é proprio questa la situazione che si presenta. In altre regioni invece la situazione é totalmente diversa, a differenza di quanto sta accadendo  nella Regione Veneto in queste ore. 

In altre regioni ancora non si sa nulla in merito ai risultati delle graduatorie e molti docenti rimangono tutt'ora in attesa di sapere quale sia la loro sorte, sperando che venga loro comunicato nel più breve tempo possibile.

Se i docenti non sono stati presi alle prime immissioni in ruolo, sperano nella prospettiva certa del ripescaggio,  pur consapevoli che la strada che devono percorrere per diventare docenti di ruolo come tutti gli aspiranti insegnanti sia lunga in termini di anni scolastici per conseguire i titoli necessari, ma tutti, dal momento che hanno presentato richiesta di candidatura rimangono convinti che le soddisfazioni personali che si possono avere dall'accompagnare i propri allievi nell'apprendimento scolastico e nella crescita personale sono tante, non solo per loro stessi ma anche per i loro allievi, arrivando addirittura ad attutire alla lunga fatica del loro lavoro.

Quello che per ora rimane certo é che entro agosto del prossimo anno dovranno essere pronte le graduatorie dei concorsi già banditi, i concorsi ordinaria relativi alle scuole primarie, alle scuola dell'infanzia e secondarie di primo e di secondo grado nonché il nuovo concorso straordinario di cui all'articolo 59 del DL 73/2001.