Congedo matrimoniale: il datore di lavoro può rifiutare la domanda? Cosa c’è da sapere

Sono in molti a domandarsi se il datore di lavoro può rifiutare la domanda per ricevere il congedo matrimoniale. Ecco tutto quello che c’è da sapere.

L’estate si sa, è il periodo preferito dai giovani innamorati per celebrare il loro matrimonio. Oltre ai preparativi, tra le cose a cui è necessario pensare per gli sposi che hanno un contratto di lavoro dipendente, c’è anche quello del congedo matrimoniale.

Si tratta, infatti, del periodo retribuito di assenza dal luogo di lavoro, al quale i lavoratori dipendenti hanno effettivamente diritto in prossimità delle proprie nozze.

Sono in molti gli sposi italiani che quindi si pongono la seguente domanda: ma il datore di lavoro può decidere di rifiutare la domanda per il congedo matrimoniale? 

In questo articolo, dunque, andremo a vedere cosa dice la legge in merito al riconoscimento del congedo matrimoniale, sottolineando quale sia il periodo in cui è possibile usufruirne e quali sono tutti i diritti spettanti verso i lavoratori che possono usufruire del congedo matrimoniale.

Congedo matrimoniale: come si presenta la domanda

Solitamente, il lavoratore dipendente prossimo alle nozze, è tenuto a presentare la domanda di congedo nei confronti del proprio datore di lavoro, con almeno un preavviso di sei giorni, precedenti rispetto all’inizio delle giornate in cui si assenterà.

A questo proposito, al momento della presentazione della domanda di congedo matrimoniale nei confronti del datore di lavoro, il dipendente dovrà anche andare a documentare l’effettiva celebrazione del matrimonio nei 60 giorni successivi.

Nei casi in cui non provveda a presentare il documento corretto legato al matrimonio, l’importo del congedo matrimoniale sarà trattenuto da parte del datore di lavoro sulle retribuzioni successive a lui spettanti.

In tal senso, l’INPS ha chiarito nel corso degli anni che i lavoratori possono temporaneamente presentare al proprio datore di lavoro una dichiarazione sostitutiva del certificato di matrimonio, per evitare le problematiche amministrative che spesso si verificano in questi casi.

Congedo matrimoniale: si può rifiutare

Sono in molti gli sposi che hanno il timore che il proprio datore di lavoro possa decidere autonomamente di rifiutare la domanda di congedo matrimoniale una volta che gli viene presentata.

Va, dunque, precisato che, nei casi in cui vengano rispettati tutti i requisiti necessari per poter usufruire del congedo matrimoniale, inclusa anche la collocazione temporale delle assenze che dovrà avvenire in prossimità della data del matrimonio, il datore non può rifiutarsi.

Dunque, il datore di lavoro non può decidere di propria volontà di rifiutare la domanda presentata dal proprio dipendente per poter accedere al congedo matrimoniale.

Tuttavia, il datore di lavoro ha la facoltà di richiederne un differimento.

Ad esempio, nei casi in cui sussistano delle necessità di tipo produttivo, il datore di lavoro potrà effettivamente fare richiesta al proprio dipendente di godere del congedo matrimoniale parzialmente oppure concederlo in data successiva al matrimonio, ma entro comunque i 30 giorni dalle nozze.

Inoltre, occorre anche precisare che il congedo matrimoniale può essere concesso anche nei casi in cui il matrimonio venga celebrato presso un territorio estero, se a farne domanda sono lavoratori che rientrano nella categoria di extracomunitari.

Congedo matrimoniale e rischio di licenziamento

In alcuni casi, i lavoratori dipendenti prossimi alle nozze hanno timore di presentare al proprio datore di lavoro la domanda di congedo matrimoniale per paura di poter essere coinvolti in una procedura di licenziamento.

A questo proposito, va sottolineato che i licenziamenti che vengono intimati a causa di una richiesta di congedo matrimoniale sono considerati dalla legge nulli.

In tal senso, viene presunto che il licenziamento legato al matrimonio possa avvenire a partire dalla data in cui è stata fatta richiesta delle pubblicazioni di matrimonio, da parte del lavoratore dipendente, fino ad un anno dopo la data di celebrazione delle nozze.

Viviana Vitale
Viviana Vitale
Aspirante giornalista e social media manager freelance, classe 1995. Le mie più grandi passioni sono la scrittura e il marketing digitale. Sono state proprio queste a portarmi oggi a far parte del team di redattori di Trend-online e a collaborare come professionista della comunicazione con varie aziende italiane.
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