In alcuni Paesi del mondo, tra cui la Francia e la Spagna, si sta sperimentando una nuova tipologia di congedo: il congedo mestruale.

Questo congedo consente alle dipendenti che manifestano sintomi dolorosi legati alle mestruazioni o alla menopausa di lavorare da remoto o beneficiare di un certo numero di giorni di riposo retribuiti all'anno.

Andiamo a scoprire in cosa consiste e ad osservare da vicino i due casi: l'azienda francese e la proposta di legge spagnola. 

Congedo mestruale, sapevate che esiste da più di un secolo?

Il congedo mestruale non è una novità del 2022, ma esiste in differenti forme in tutto il mondo, da almeno un secolo.

Si pensi che l'Unione Sovietica ha introdotto una politica nazionale nel 1922, il Giappone nel 1947 e l'Indonesia nel 1948. Ma è ancora raro in molte delle principali economie del mondo, compresi gli Stati Uniti e l’Italia. 

Oggi, fortunatamente, si sta formando un vero e proprio movimento che richiede la sua introduzione, infatti, sempre più aziende in tutto il mondo hanno iniziato a inserire questo ‘vantaggio’.

La diffusione del congedo mestruale porterebbe alcuni giovamenti, in particolare alle donne, tra cui:

  • l’accesso diretto al riposo quando ne hanno più bisogno,
  • maggiore felicità e, al contempo, produttività sul posto di lavoro, 
  • potrebbero anche rimanere con più facilità nella forza-lavoro.

Nonostante, però, alcuni siano a favore dell’introduzione di questo congedo mestruale, altri sostengono che questo beneficio sia ingiusto, e che potrebbe stigmatizzare ulteriormente le persone che hanno le mestruazioni. 

Ma, quindi, il congedo mestruale è un aiuto o un ostacolo per le lavoratrici? 

È risaputo che i sintomi che sono legati alle mestruazioni variano da persona a persona. Mentre alcune donne attraversano il loro ciclo mensile senza problemi, altre – specialmente le donne con endometriosi o disturbo disforico premestruale – sperimentano una serie di effetti collaterali.

“L’inizio delle mestruazioni è vissuto con disagio anche a causa dei sintomi che compaiono in prossimità di questo evento: stanchezza, gonfiore addominale, ritenzione idrica e mal di testa sono alcuni dei disagi tipici che molte donne conoscono bene. Quello più frequente è senza dubbio lo spasmo al basso ventre e a livello pelvico.”

Come dicevamo, infatti, si tratta spesso di crampi, mal di schiena ed emicranie, che i ricercatori citano come tra le cause più comuni di dolore nelle donne in età fertile.

Secondo Gabrielle Golding, docente senior presso la Facoltà di Giurisprudenza di Adelaide, South Australia, la maggior parte delle donne cerca ancora di farsi passare il dolore (assumendo alle volte farmaci) e andare ugualmente al lavoro

Questo accade spesso perché scelgono di non rivelare il proprio malessere dovuto ai sintomi mestruali ai loro superiori, per paura di essere percepite come “deboli” o incapaci di fare il loro lavoro, o ancora peggio, svogliate.  

I risultati di un sondaggio del Victorian Women's Trust e Circle effettuato lo scorso anno ha mostrato come il 70 % di 700 donne che hanno partecipato non si sentiva a proprio agio a parlare con i propri manager di come potrebbero adattarsi ai sintomi della menopausa (che spesso includono periodi pesanti). Inoltre, l'83 % ha dichiarato che il proprio lavoro (la propria produttività) è stato influenzato proprio da questi sintomi

È importante sottolineare che questa situazione tende continuamente ad inasprirsi, soprattutto in assenza di un sistema di congedo mestruale.

Senza il congedo mestruale, infatti, a pagarne le spese sono soprattutto le donne, che sono costrette a trascurare la loro salute fisica e mentale.

Congedo mestruale, le mestruazioni sono un problema sul posto di lavoro

Lavorare nonostante il dolore che la dipendente prova è anche un dispendio economico per per lo stesso datore di lavoro poiché la presenza della donna con il ciclo mestruale, dai pesanti effetti collaterali, rappresenta una media di nove giorni di perdita di produttività ogni anno. (Per persona, sia chiaro!)

Tale risultato è stato evidenziato attraverso uno studio del 2019 condotto dalla Radboud University, su un totale di 32.748 donne che vivono nei Paesi Bassi. Secondo gli autori dello studio, questo rende le mestruazioni un problema reale sul posto di lavoro.

Il congedo mestruale offrirebbe alle proprie dipendenti con i sintomi mestruali o di menopausa un metodo diretto, oltre che approvato dal proprio datore di lavoro, per riposare senza negare o interiorizzare la propria sofferenza psicofisica.

Nonostante il ciclo mestruale stia diventando – per fortuna – sempre meno un tabù, il tema riguardante il periodo doloroso e delle conseguenze a livello lavorativo non è stato ancora integrato nella legislazione del lavoro.

A questo proposito stanno intervenendo, alcuni enti privati, per ovviare al problema e trovare una soluzione che fornisca supporto tanto alla donna, quanto all'azienda in questione. Stiamo parlando, in particolare, dell’azienda di mobili francese Louis, che ha introdotto un vero e proprio congedo mestruale per le sue dipendenti, oltre che della Spagna e della sua nuova proposta di legge.

Congedo mestruale, il caso dell’azienda francese Louis

È successo nella falegnameria Louis, non lontano da Tolosa: una dipendente, dopo aver sentito che una collega non si era sentita bene per il ciclo ed era tornata a casa con un giorno di ferie pagate, ha ritenuto fosse un’ingiustizia e, dopo aver parlato con le colleghe, ha deciso di affrontare la questione con i dirigenti dell’impresa. 

L’obiettivo era quello di introdurre il congedo mestruale pagato. Il dirigente Thomas, creatore di Louis, ha subito mostrato il suo interesse per l’iniziativa, e ha parlato di “un approccio stimolante che promuove la causa delle donne".

Detto fatto! Il mobilificio ha predisposto un congedo specifico di un giorno al mese, il congedo mestruale, e ha dichiarato di voler fare un bilancio di fine anno anche se, come ha affermato il dirigente Thomas,

“è certo che rimuovere il carico mentale e fisico, che ti permette di essere migliore sul posto di lavoro porterà sicuramente ad un aumento della produttività.” 

Insomma, per le dipendenti del mobilificio sarà possibile richiedere una giornata di congedo mestruale retribuito durante il ciclo. Si tratta, come abbiamo visto, di una misura che si trova in una fase sperimentale e che è stata introdotta in maniera simbolica lo scorso 8 marzo.

I risultati si vedranno tra un anno, ma il direttore generale di Louis Thomas è molto ottimista. Usufruiranno di questo congedo tutte le dipendenti che dovendo affrontare i lavori di falegnameria, tutt’altro che leggeri, e che potranno assentarsi nei giorni più dolorosi del ciclo mestruale.

Congedo mestruale, prossimo anche in Spagna

Il congedo mestruale pare che non riguardi solamente la Francia poiché, secondo le ultime notizie, verrà introdotto presto anche in Spagna. In realtà, a differenza della Francia, il modello spagnolo riguarderebbe un progetto ancora più ampio per i diritti delle donne, oltre che un periodo di tempo di tre giorni. Questo progetto comprenderebbe:

  • Assorbenti gratuiti per ragazze in difficoltà

  • cancellazione dell'Iva per il pagamento degli assorbenti

  • nuove leggi riguardanti l'interruzione della gravidanza, oltre che un allargamento della platea che comprenderebbe anche le ragazze a partire dai 16 anni (anche senza l'autorizzazione dei genitori);

  • giorni di permesso a seguito di un aborto

Per questa causa si è battuta la ministra per l'uguaglianza e contro la violenza di genere spagnola, Ángela Rodríguez, che ha spiegato che tale provvedimento è stato preso per discutere per la prima volta dei diritti legati alla salute mestruale della donna, mai discussi in Spagna prima d'ora.

La ministra ha poi parlato della questione dei costi degli assorbenti, affermando che addirittura una donna su quattro non sia in grado di permetterseli. Anche in questo caso, i giorni di congedo mestruale sono pensati per:

“le donne che soffrono di dismenorrea, di forti dolori che arrivano a essere debilitanti con mal di testa, febbre, diarrea, nausea fino al vomito, astenia. Per molte donne è impossibile lavorare o fare qualsiasi attività durante alcuni giorni.”

In Italia, invece, esiste unicamente una proposta di legge relativa al 2016, mai attuata, che proponeva tre giornate di congedo mestruale ricordando che una percentuale che comprende dal 60 al 90% delle donne soffre durante il ciclo mestruale.

Queste sofferenze causano tassi di assenze a scuola tra il 13 e il 51%, mentre si abbassano, per le motivazioni sopra citate, dal 5 al 15% nel lavoro.