Fino a pochi mesi fa si parlava di congedo parentale solo per i genitori di bambini piccoli. Il  D.Lgs. 151/2001, aggiornato nel 2019, disciplina proprio la materia relativa al congedo parentale, stabilendo (all'art. 32) che ogni genitore, una volta terminato il periodo di congedo di maternità, ha diritto di astenersi dal lavoro nei primi 12 anni di vita del bambino, con un limite massimo complessivo di 10 mesi. 

Ridurre i disagi 

Come è evidente da oltre un anno, ormai, la pandemia ha messo in discussione quasi ogni aspetto della vita ed ha certamente stravolto la quotidianità sia degli adulti che dei più giovani. Le misure che il governo sta attuando, come il Decreto ristori e il Decreto sostegni, mirano a contrastare non solo la diffusione della povertà, ma anche a migliorare le condizioni di vita delle famiglie in questo periodo così difficile. Pertanto anche il congedo parentale è stato messo sotto la lente d'ingrandimento da parte del governo, in modo da coglierne gli aspetti più salienti e migliorarli. Del resto la situazione straordinaria che stiamo vivendo da oltre un anno richiede misure straordinarie. 

Il congedo per mamma e... papà 

Il già citato D.Lgs. 151/2001 fu emanato come testo unico in materia di tutela e sostegno della maternità e paternità. Vanta il pregio di aver 

riorganizzato la tutela delle lavoratrici madri, estendendo una serie di diritti anche al padre lavoratore, che può fruirne in via autonoma o in alternativa alla madre lavoratrice. Per questo motivo attualmente si parla di tutela della genitorialità, piuttosto che riferirsi esclusivamente alla madre lavoratrice. 

La nuova quotidianità

La pandemia ha messo a dura prova i genitori con figli piccoli o adolescenti. Le aziende pubbliche e private hanno riorganizzato completamente il lavoro, incentivando il lavoro da casa e così lo smart working è diventato, durante questo ultimo anno, una nuova normalità. Il menage familiare è stato, quindi, stravolto e chi ha figli minorenni si trova ora a doversi destreggiare fra lavoro e didattica a distanza dei ragazzi. E se uno dei familiari conviventi dovesse contrarre il virus, la situazione diventa ancora più difficile da gestire. Situazioni come queste sono migliaia e forse difficilmente quantificabili con certezza. Ma poche settimane fa il governo ha varato un nuovo Decreto che corre in aiuto proprio delle famiglie che stanno vivendo queste complicate situazioni. Si tratta del congedo parentale, una misura riformata più volte e che forse arriva con un po' di ritardo, visto che siamo alle prese con Dad e lavoro agile da oltre un anno ormai.

Cosa prevede il nuovo Decreto 

Il congedo parentale è stato ampiamente riformato con il  D.Lgs. 151/2001, che all'art. 32 lo descrive come 

astensione facoltativa dal lavoro della lavoratrice o del lavoratore. In particolare, trascorso il periodo di congedo di maternità, ogni genitore ha diritto di astenersi dal lavoro nei primi 12 anni di vita del bambino, con un limite massimo complessivo di 10 mesi.

Il congedo parentale, quindi, normalmente riguarda i genitori lavoratori con figli piccoli. Il Decreto legislativo del 13 marzo 2021, n. 30 (art. 2, co. 2) prevede il congedo parentale anche in altre situazioni particolari conseguenti dalla pandemia in corso. Il Decreto, infatti, amplia la varietà di situazioni in cui è possibile usufruire del congedo parentale e rende più semplice l'accesso a questa misura. Il congedo parentale ha il preciso scopo di aiutare i genitori con lavoro dipendente e con figli che hanno contratto il virus o che sono obbligati ad osservare la quarantena dopo un contatto con un positivo oppure nei casi di sospensione dell’attività didattica in presenza o di chiusura dei centri assistenziali diurni.

L'indennità da congedo parentale è aumentata

In condizioni di “normalità”, il D.Lgs. 151/2001 stabilisce come congedo parentale un'indennità pari al 30% della retribuzione (art. 34), per un periodo massimo di 6 mesi (cumulato fra entrambi i genitori lavoratori) fino al compimento del sesto anno del bambino. Se il reddito individuale del genitore che ne fa richiesta è inferiore a 2,5 volte l'importo del trattamento minimo di pensione a carico dell'assicurazione generale obbligatoria, l'indennità è pari al 30% della retribuzione per i periodi ulteriori, fino all'ottavo anno di vita del bambino. 

Ora l'indennizzo del congedo parentale è del 50% della retribuzione

spetta ai genitori lavoratori dipendenti pubblici e privati, alternativamente tra loro (non negli stessi giorni), per figli conviventi minori di anni 14.

A chi è rivolto il congedo parentale 

L'Inps ha chiarito quali sono i requisiti e i destinatari del congedo parentale per Covid e nel messaggio n. 1276, del 25 marzo 2021, fornisce proprio queste informazioni, oltre alle indicazioni operative per presentare la domanda. 

Dunque, il congedo parentale può essere richiesto dai genitori con figli conviventi minori di 14 anni; il requisito fondamentale deve essere il lavoro dipendente dei genitori che, in maniera alternativa tra loro (può presentare la richiesta un solo genitore) e non negli stessi giorni, possono usufruire del congedo parentale. 

I  requisiti fondamentali per poter fruire del congedo parentale sono:

  • un rapporto di lavoro dipendente del genitore che ne fa richiesta;
  • il lavoro del genitore non può essere svolto in modalità agile;
  • il figlio per cui si richiede il congedo deve avere un'età compresa da 0 a 14 anni;
  • il genitore e il figlio per cui si richiede il congedo devono essere conviventi

Relativamente al figlio per il quale si richiede il congedo, deve sussistere almeno una delle seguenti condizioni:

  • deve effettuare il periodo di quarantena da contatto, previa prescrizione della ASL del territorio;
  • deve aver contratto l’infezione da SARS Covid-19;
  • l’attività didattica in presenza è stata sospesa. 

Quanto dura il congedo parentale? 

La durata del congedo parentale può variare in base alla situazione contingente in cui viene richiesto. Il periodo di congedo parentale, infatti, può coincidere, in tutto o in parte, con il periodo di infezione da Covid-19, con il periodo di quarantena da contatto, di sospensione dell’attività didattica in presenza o di chiusura dei centri diurni assistenziali del figlio. Questi periodi devono comunque essere compresi tra il 13 marzo 2021 (data di entrata in vigore della norma) e il 30 giugno 2021.

Congedo parentale per figli con disabilità 

In presenza di figli con disabilità grave, non si applica il requisito della convivenza e il limite di 14 anni di età, fermo restando il requisito del lavoro dipendente svolto dai genitori. In questi casi le domande di congedo saranno gestite dall’Inps (e non dal datore di lavoro, come nei casi descritti in precedenza). 

Nel messaggio dell'Inps del 25 marzo, si legge, inoltre: 

per i genitori di figli di età compresa tra i 14 e i 16 anni, è previsto il diritto di astenersi dal lavoro senza corresponsione di retribuzione o indennità, e senza contribuzione figurativa, per la cui fruizione deve essere presentata domanda ai soli datori di lavoro e non all’Inps. Il congedo di cui trattasi è rivolto anche ai genitori lavoratori dipendenti pubblici, i quali devono presentare la domanda direttamente alla propria Amministrazione pubblica datrice di lavoro, secondo le indicazioni dalla stessa fornite, e non all’Inps.

I genitori di figli con disabilità grave possono fare richiesta del congedo parentale per Covid se presentano i seguenti requisiti: 

  • un rapporto di lavoro dipendente del genitore che ne fa richiesta;
  • il lavoro del genitore non può essere svolto in modalità agile;
  • ai sensi dell'articolo 4, comma 1, della legge n. 104/1992, il figlio per il quale si fruisce del congedo, deve essere riconosciuto disabile in situazione di gravità, e iscritto a scuole di ogni ordine e grado o ospitato in centri diurni a carattere assistenziale.

Relativamente al figlio per il quale si richiede il congedo, restano fermi i requisiti già elencati, ossia l’infezione da Covid, la quarantena da contatto, oppure l’attività didattica in presenza sospesa. 

Come si richiede il congedo parentale?

Si può beneficiare del congedo presentando richiesta prima al proprio datore di lavoro e poi regolarizzarla in un secondo momento, presentando l’apposita domanda in modalità telematica sul portale dell’Inps. Le domande possono essere presentate anche con effetto retroattivo, nei casi in cui riguardino periodi di astensione antecedenti alla data di presentazione della domanda, ma comunque non anteriori al 9 novembre 2020.

L'istanza per ottenere il congedo parentale può presentata unicamente modalità telematica attraverso il portale Inps, oppure attraverso il Contact center, chiamando il numero verde 803.164 (gratuito da rete fissa) o il numero 06 164.164 (da rete mobile a pagamento, in base alla tariffa applicata dai diversi gestori) o, infine, attraverso i Patronati e i Centri di assistenza fiscale (Caf).

Quanto ai lavoratori autonomi e al personale sanitario non sono previste novità, almeno per il momento, ma restano attivi i bonus baby sitter da 100 euro settimanali, in caso di figli fino a 14 anni.