Cuneo fiscale, 1.200 euro in più in busta paga a chi possiede un reddito sotto 35.000 euro

Verso un taglio del cuneo fiscale 2023 fino a 5 punti complessivi: il Governo Meloni è al lavoro per introdurre un aumento in busta paga fino a 1.200 euro per i lavoratori i cui redditi siano inferiori a 35.000 ero all'anno. Ecco le ipotesi e le novità in arrivo.

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Dal prossimo anno molte cose sono destinate a cambiare: il Governo Meloni è intenzionato a modificare il reddito di cittadinanza, ma anche l’indennità di disoccupazione, così come il Superbonus e tutte le agevolazioni introdotte dai precedenti governi.

Una delle novità in arrivo con la prossima Legge di Bilancio è il taglio del cuneo fiscale 2023 per i lavoratori, confermato a due punti. Considerando l’aumento del costo della vita e la crescente inflazione, occorre aumentare anche lo stipendio dei lavoratori: l’obiettivo è arrivare a cinque punti.

Così, Confindustria ha ipotizzato un taglio del cuneo fiscale 2023 che permetta di ottenere un aumento di 1.200 euro nella busta paga dei lavoratori che possiedono un reddito sotto i 35.000 euro. 

Vediamo come funziona, a chi spetta e quanto costa questa misura.

Taglio cuneo fiscale 2023: le parole del Ministro Adolfo Urso

Il taglio del cuneo fiscale è una delle priorità del nuovo Governo guidato da Giorgia Meloni, così come confermato dal Ministro Adolfo Urso: “dobbiamo alzare i salari”.

Il cuneo fiscale, lo ricordiamo, è "la differenza tra l’importo di stipendio lordo versato dal datore di lavoro e il netto effettivamente percepito dal lavoratore". In sostanza: l’insieme delle imposte e tasse che gravano sulla retribuzione.

Abbassare le tasse in busta paga e aumentare lo stipendio dei lavoratori per far fronte all’inflazione e alla crisi energetica sono le priorità del Governo.

Di qui la necessità di prevedere un taglio – già annunciato – fino a cinque punti. Nella prossima Manovra 2023, a causa delle risorse limitate, dovrebbero essere confermati gli attuali due punti previsti dal Governo Draghi.

“Il taglio del cuneo fiscale sarà per 2/3 per il lavoratore e 1/3 per l'azienda”, ha dichiarato il Ministro per lo Sviluppo Economico Adolfo Urso. Ma come funzionerà?

Busta paga, aumento di 1.200 euro per i redditi sotto 35.000 euro

Nonostante il nodo risorse sia cruciale nella definizione delle misure da inserire nella prossima Legge di Bilancio, secondo il presidente di Confindustria Carlo Bonomi per reperire le risorse necessarie per un nuovo taglio del cuneo fiscale occorre rimodulare la spesa pubblica.

Il primo passo è l’approvazione del taglio del cuneo fiscale, in modo da “rimettere soldi in tasca ai lavoratori”, in particolare per coloro che possiedono un reddito basso.

Dal 2% previsto dal Governo Draghi, quindi, l’impegno del Governo di Giorgia Meloni è tagliare fino al 5% il cuneo fiscale, che corrisponderebbe a un aumento di 1.200 euro sullo stipendio degli italiani in maggiore difficoltà economica.

Di qui la proposta di Confindustria di aumentare la busta paga di 1.200 euro all’anno per tutti i lavoratori che possiedono redditi sotto i 35.000 euro, ovvero approvare un taglio del cuneo fiscale del 5%. 

Una simile proposta costerebbe almeno 16 miliardi di euro per le casse dello Stato: come reperire le risorse necessarie?

Taglio del cuneo fiscale, busta paga più ricca per tutti: come trovare le risorse?

Al nodo risorse Confindustria ha risposto tracciando la soluzione: occorre rivedere al spesa pubblica, in modo da ricollocare le risorse in maniera ottimale.

Riconfigurare il 4-5% di spesa pubblica significa avere a disposizione 50-60 miliardi.

Così si è espresso Carlo Bonomi, riferendosi a risorse che potrebbero essere impiegate – appunto – per il taglio del cuneo fiscale.

Tuttavia, il ministro Urso conferma che non è possibile fare tutto subito. Il taglio del cuneo fiscale resta una priorità, ma i fondi necessari per arrivare al 5% si troveranno nel corso della prossima legislatura. Ecco perché ella Manovra 2023 verrà “solo” confermato il taglio al 2%.

Taglio del cuneo fiscale: per chi e da quando

La domanda da porsi al momento, quindi, è “a chi spetta il taglio del cuneo fiscale previsto dalla Manovra 2023?”.

Per il momento il taglio al 2% riguarderà tutti i lavoratori con redditi inferiori a 35.000 euro all’anno. 

Nel corso della legislatura, come anticipato da alcuni ministri e dalla stessa premier Giorgia, dovrebbero essere aumentati a 5 i punti di taglio del cuneo fiscale.

Non ci resta che attendere l’aumento dello stipendio nel corso del prossimo anno, soprattutto per fronteggiare l’inflazione e la crisi energetica attuali.

Cuneo fiscale: come viene tassato il lavoro in Italia

Come ha sottolineato il presidente di Confindustria, in Italia il lavoro viene tassato come un bene di lusso. E in effetti la tassazione sui salari prevista attualmente nel nostro Paese è nell’ordine del 46 per cento, come denota il rapporto Taxing Wages 2021 dell’OCSE.

Tagliare il cuneo fiscale fino a 5 punti rientra nell’agenda di Governo, ma necessita dapprima un intervento sulla spesa pubblica per poter reperire le risorse necessarie per l’approvazione di questa agevolazione.

Nel frattempo, grazie al decreto aiuti quater è stato approvato un nuovo bonus 3.000 euro per pagare le bollette: un innalzamento della soglia di fringe benefits a favore dei lavoratori che combattono ogni giorno contro la crisi energetica.