Siamo giunti al settimo appuntamento della rubrica di Trend-Online dedicata ai Curriculum Vitae ed al mondo lavorativo. Se non hai ancora avuto modo di leggere questo filone, basterà cliccare qui per vedere la lista completa ed avere modo di visionarli.

Sin dal primo appuntamento, quando siamo intervenuti alla Summer School del Master Publitalia ’80, abbiamo riportato l’importanza di creare un CV distintivo, strutturato partendo dalle keywords più ricercate dai recruiter, sempre più inclini a ricorrere a software ATS che aiutino a scremare le candidature che non contengono determinate parole chiave

Nello scorso appuntamento, invece, abbiamo introdotto quei “silenziosi messaggeridigitali che aiuteranno a consegnare il nostro documento personale direttamente nelle mani delle aziende. Nel farlo, abbiamo per forza di cose spiegato come creare un profilo vincente su Linkedin, leader della propria categoria, e che si descrive da solo attraverso la frase del suo co-fondatore e presidente esecutivo, Reid Hoffman, che ha specificato:

“MySpace è come un bar, Facebook è come un BBQ che fai nel giardino di casa con famiglia e amici. LinkedIn è l’ufficio, dove ti aggiorni e risolvi i problemi di lavoro.”

Ma al centro della nostra eventuale assunzione non può che esserci un Curriculum Vitae distintivo in quanto, oltre alle nostre dritte, giocheranno un ruolo fondamentale i nostri trascorsi accademici e lavorativi. Com’è quindi possibile per un giovane o uno studente sopperire alla presunta mancanza di esperienze lavorative?

Nelle prossime righe potrete consultare quella che è un’utilissima guida alla preparazione di un colloquio che possa funzionare anche per uno studente con poche esperienze alle proprie spalle e che, attraverso il canale youtube STAGEAIR, ci spiega come si possa fare:

Cosa mettere nel Curriculum Vitae di uno studente?

Questa è la domanda alla quale proveremo a rispondere nel corso delle prossime righe, ovvero, cosa mettere nel Curriculum Vitae di uno studente o di un giovane con poca esperienza?

Il Ministero dell’Istruzione descrive, attraverso un tweet pubblicato sul proprio profilo ufficiale, come il CV dello studente sia una fotografia dell’esperienza accademica del ragazzo:



Come ricordato nel corso dei precedenti appuntamenti, infatti, il Curriculum Vitae è una proiezione di noi stessi, delle nostre distintività e di quelli che possono rappresentare dei valori aggiunti per la nostra futura azienda. Nel video precedente abbiamo mostrato come sostenere un colloquio in caso le nostre esperienze fossero limitate, facendo vedere alcune domande che dovremmo aspettarci, ma da dove partire per creare un documento che possa permetterci di accedere a questa fase? Come affermato da Anita di Stageair infatti:

“In un colloquio simile la cosa da fare in questi casi è raccontare al selezionatore un aneddoto positivo e seguire questi tre passaggi fondamentali: situazione, azione e risultato.”

Questo capita perché per un soggetto che non ha maturato troppe esperienze nel corso della sua vita ha bisogno di mostrare che può essere affidabile nonostante queste "carenze". Ma da dove partiamo per creare il nostro Curriculum Vitae con poche esperienze?

Il Curriculum Vitae di uno studente senza esperienza: il ruolo delle passioni

Cominciamo col pensare quali aspetti personali possono costituire un valore aggiunto, quali passioni possono sottendere alcuni valori (come riportato nel corso del primo articolo della nostra rubrica), quali competenze sono in grado di renderci unici agli occhi del recruiter e, infine, fai un elenco delle skills acquisite nel corso del nostro percorso.

Per ovvie ragioni, sarà complicato creare un Curriculum Vitae decisamente articolato se la nostra esperienza lavorativa risulta limitata, quindi, è naturale che anche un recruiter lo valuti in proporzione alle qualità del candidato.
In questi anni, infatti, sempre più selezionatori hanno iniziato a dare importanza alle passioni personali, agli hobbu e alle esperienze non lavorative dei candidati.
Come riportato all’interno del nostro primo articolo scritto in collaborazione con la Summer School del Master di Publitalia ’80, e come riportato proprio dal Direttore del corso, Giorgio Preda, che a fine esemplificativo ha riportato alcuni esempi vissuti nel corso della propria carriera parlando di un'ex-studentessa che aveva raccolto diverse esperienze importanti nel campo sportivo da quando era piccola, in particolare nel tennis. Sempre il Direttore e Docente del Master ha spiegato come la scelta di riportare questo aspetto nel proprio Curriculum Vitae abbia riscontrato degli effetti forti e immediati grazie al fatto che, nonostante non si parlasse di un’esperienza lavorativa, il suo percorso condiviso con diversi professionisti rinomati e indiscussi del settore tennistico rappresenta un enorme valore aggiunto.

Giorgio Preda ha, infine, evidenziato come la decisione di investire qualche riga in più per presentare questo suo vissuto potesse essere raggiunta solamente ponendosi una domanda che, sempre secondo l’esperto, noi tutti dovremmo porci in fase redazionale di un Curriculum Vitae distintivo che possa essere preso in considerazione dai responsabili HR delle aziende più desiderate:

 “Se inserisco questa esperienza nel mio Curriculum Vitae, in quanti possono scrivere la stessa cosa?

L’errore, soprattutto se il nostro CV è carente di argomentazioni per quanto riguarda il nostro passato lavorativo, è quello di pensare che un’esperienza differente dalle richieste della Job Description possa essere considerata poco accattivante o poco inerente alle ricerche del nostro reclutatore.

Infatti, un altro esempio riportato sempre nel corso del primo articolo della nostra rubrica targata Trend Online e che è emerso nel corso del nostro incontro coi ragazzi del Master, è sempre un caso “sportivo” che riguarda una ragazza con una forte passione per la danza che per anni ha praticato questa disciplina ed ha deciso di inserire il suo trascorso nel Curriculum e questa esperienza ha permesso, in primo luogo, di creare un ponte con un recruiter che condivideva questa passione, giocando un ruolo importante durante la selezione in quanto hanno avuto modo di parlarne e di dimostrarsi sulla stessa lunghezza d’onda “distintiva”.

Un altro aspetto fondamentale che si è rivelato importante in fase di selezione è la dimostrazione che questa specifica passione fosse in grado di riflettere soft skills e alcuni valori unanimemente ricercati dalle aziende, anche in maniera indiretta, come il senso della disciplina o l’autocontrollo. Sempre Giorgio Preda nel corso del webinar per commentare quest’ultimo esempio:

“In tale caso presentare questa esperienza vale come presentare un certificato sulla disciplina.”

Curriculum Vitae di uno studente: arricchiamo il nostro percorso

A volte sono proprio le aziende a ricercare giovani alle prime esperienze per impostante un percorso a lungo termine ma, purtroppo, queste eventualità sono speso rare e per uno studente o un giovane risulta difficile presentare un Curriculum Vitae che, come si presuppone, potrebbe contenere per di più esperienze marginali, stage o lavoretti che non rispecchiano spesso il percorso di studio del ragazzo. Come ripetuto a più riprese nel corso dei precedenti articoli, inoltre, le modalità con cui scrivere il nostro CV sono per natura dei tempi odierni sintetiche e costruite attraverso l’utilizzo di keywords o parole chiave.

Se le nostre esperienze scolastiche risulteranno importanti, allora, il consiglio è di investire del tempo nel costruire la sezione dedicata alla formazione, che diventerà, per forza di cose, l’elemento principale del nostro Curriculum e, al di là delle soft skills e delle passioni che abbiamo presentato prima, necessiterà di essere supportato con intelligenza e precisione, per permettere di catturare in quel punto del documento l’attenzione del selezionatore.

Per queste ragioni, le nostre caratteristiche personali e il percorso di studi dovranno essere incrementati presentando ed evidenziando i corsi, certificati linguistici, master, progetti universitari o altri elementi che possano aiutare ad aumentare la nostra capacità di riflettere competenze interessanti per le aziende. Spesso si parte dal concetto che le hard skills debbano per forza di cose essere incentrate sul mondo del lavoro; niente di più sbagliato. Uno studente di un Liceo Scientifico che frequenta corsi in laboratorio potrà trascrivere alcune esperienze analoghe a quelle di molti lavori medici e scientifici.

Altri esempi possono essere lo studio di altre lingue oltre la nostra, i risultati scolastici/universitari, i progetti che, in un mondo sempre più digitale, risultano più semplici da inserire in un Curriculum o da allegare in un portfolio o siti dedicati, in particolar modo, risultano ancora più importanti se riflettono la capacità di lavorare in team o altre competenze simili.

In questi casi, anche inserire sotto la sezione dedicata agli studi eventuali esperienze lavorative o di volontariato possono essere un potente certificato della nostra capacità di organizzare il proprio tempo e un forte senso della disciplina, del lavoro e del prossimo.

Anche le competenze informatiche ricoprono un ruolo importante e, pertanto, inserire eventuali corsi e certificati o, semplicemente, aggiungere i software, gli applicativi e le nostre conoscenze in materia potrebbero giocare un ruolo fondamentale, anche nel caso si trattasse di passioni; basti pensare quante aziende ricerchino prioritariamente competenze quali Excel o Photoshop e altri software statistici o grafici.

Curriculum Vitae: erasmus ed esperienze all’estero sono la ricetta vincente

Come riportato nel corso del primo articolo della nostra rubrica, le esperienze all'estero di studio o lavoroErasmus e altre situazioni vissute lontane da casa possono creare un valore aggiunto che spesso non è neanche paragonabile con le esperienze vissute in Italia. Come riportato proprio dal Direttore della Didattica del Master, Roberto Mirandola, infatti:

"Erasmus e altre esperienze all'estero possono essere un enorme valore aggiunto per le aziende. Un anno di studio lontano da casa, spesso, vale quanto un'esperienza lavorativa in Italia."

L'Erasmus e le nostre esperienze all'estero, infatti, sottendono valori e competenze irrinunciabili agli occhi delle aziende, come la capacità di adattarsi a situazioni differenti, per non parlare delle competenze linguistiche.
In Spagna El Paìs evidenzia come le aziende più importanti diano forte priorità a queste tipologie di esperienze, rendendo un candidato enormemente appetibile per questi recruiter.