Il decreto aiuti bis arriverà entro la prossima settimana in Consiglio dei ministri e sarà l’ultimo provvedimento del Governo Draghi, in carica fino al 25 settembre 2022, data delle prossime elezioni. All’interno di questo pacchetto di sostegni troveremo i tagli dei contributi ai redditi medio-bassi di lavoratori, oltre che un’indicizzazione parziale delle pensioni, sempre rivolta a chi percepisce importi minimi. Niente bonus 200 euro, se non per le categorie “escluse” dal Decreto Aiuti uno. Andiamo a scoprire tutte le misure in arrivo nelle prossime settimane. 

Decreto Aiuti Bis, a chi andrà l’Indennità una tantum di 200 euro

Sfuma per sempre l’idea di una nuova indennità una tantum del valore di 200 euro: troppo costosa. L’esecutivo, infatti, dedicherà alla “finta proroga” della qualche centinaia di milioni di euro, solo per le categorie escluse dalla platea dei beneficiari della prima indennità. 

Il costo di un bonus 200 euro bis per tutti, infatti, pare irrealizzabile poiché il costo si aggirerebbe intorno ai 6 miliardi e mezzo di euro, fondi che il Governo ha deciso di destinare altrove

I destinatari del nuovo bonus 200 euro saranno i precari dei settori scuola e agricoltura, oltre che dello sport

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Decreto Aiuti bis no al contributo straordinario sugli extra-profitti per le banche

Nel Decreto Aiuti Bis non troverà spazio il contributo straordinario sugli extraprofitti per le banche, proposto dai Sindacati. Tale proposta aveva ricevuto parecchi consensi, anche tra i vari partiti politici, ma è stata ritenuta inattuabile per due motivazioni: una di carattere tecnico, l’altra economico. 

Insomma, si tratterebbe di una misura troppo costosa e complessa da attuare e il Governo ha ‘pochi’ fondi e poco tempo. Per le nuove misure, infatti, secondo quanto calcolato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e da Palazzo Chigi, dovrebbero bastare 12 miliardi, liberi dall’ipoteca di 2 miliardi – abbondanti – di euro che saranno necessari per sbloccare la stragrande maggioranza dei fondi ministeriali stoppati nel mese di luglio per finanziare il decreto 80 del 2022.

Taglio delle accise e dell’iva sulla benzina e gasolio

Fra le misure del Decreto Aiuti bis trova spazio anche il taglio delle accise sull’Iva e sulla benzina e gasolio, che per adesso è in vigore fino al 21 agosto. L’obiettivo del nuovo pacchetto di sostegni è quello di prorogare il taglio per qualche mese, ma senza arrivare alla fine dell’anno. 

Le ragioni di questa mezza-proroga sono svariate: 

  • innanzitutto, i costi: ricordiamo sempre che le misure sono parecchie e le disponibilità finanziarie dell’esecutivo limitate;

  • poi, l’esigenza di osservare nel dettaglio la dinamica effettiva del prezzo di benzina e gasolio.

Insomma, questo nuovo taglio potrebbe durare poco più di due mesi, fermandosi ad ottobre. Sarà, dunque, responsabilità del prossimo governo prorogare, o meno, sulla base dei costi, la misura. 

Decreto Aiuti bis lavoratori e pensionati trovano spazio nella misura

Ancora una volta, i protagonisti del Decreto Aiuti bis saranno coloro che hanno redditi medio-bassi. A costoro i sostegni arriveranno direttamente nelle buste paga o sulle pensioni. 

Nel caso specifico dei lavoratori si pensa che il Governo, con il nuovo decreto, voglia mettere sul piatto un rafforzamento della decontribuzione, che ricordiamo ha già preso piede a seguito della pubblicazione nella Legge di Bilancio 2022. 

Ancora nulla è definitivo, poiché i calcoli sono in corso, ma si parla di un intervento di circa un miliardo e mezzo di euro, che dovrebbe andare a raddoppiare il taglio dello 0.8% introdotto nel primo semestre dell’anno

Ma non si esclude l’idea di arrivare ad un taglio dell’1%. Come per il taglio delle accise, però, sarà poi il nuovo governo entrante nel mese di settembre a decidere se prorogare la riduzione del cuneo fiscale, oppure riportare in alto il divario tra lordo e netto nelle buste paga dei lavoratori. 

Ma veniamo ai pensionati. Per questi cittadini arriverà un anticipo dei meccanismi di recupero dell’inflazione già nelle pensioni del mese di settembre e che, dunque, non si farebbe attendere fino a gennaio 2023.

Tale indicizzazione accelerata dovrebbe essere calcolata sull’inflazione del primo semestre del 2022, che è stata sicuramente più contenuta rispetto ai livelli raggiunti in quest’ultimo mese, oltre che ripartita tenendo conto del meccanismo delle fasce di pensione. 

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Il costo di questo provvedimento non toccherebbe il miliardo di euro. 

Gli altri provvedimenti

Nel Decreto Aiuti Bis, però, i costi più corposi riguardano la riedizione degli sconti fiscali per contrastare le conseguenze del caro-energia.

Ai carburanti (benzina e gasolio) dovrebbero essere riservati circa due miliardi e mezzo di euro, mentre ben tre miliardi dovranno essere utilizzati per abbattere gli oneri di sistema e le bollette dell’ultimo trimestre dell’anno corrente. 

Infine, un miliardo abbondante sarà utilizzato per espandere l'applicazione dei crediti d'imposta, innanzitutto a favore delle imprese energivore e gasivore, e poi per gli autotrasportatori.