La cassa Covid-19, terminata lo scorso 31 dicembre 2021, non è stata riconfermata nel 2022. Tra le motivazioni, anche il costo della stessa, ritenuta troppo onerosa per le casse dello Stato.

Arriva, però, una buona notizia che riguarda un nuovo Decreto Ristori 2022 riservato ai lavoratori del settore del turismo, dello sport e dello spettacolo.

Per il finanziamento a questi settori si attingerà dal FIS il Fondo di integrazione salariale. Con la Legge di Bilancio 2022 questo fondo è stato esteso anche alle micro-imprese del settore del terziario. 

Il Governo Draghi si sta muovendo sulle orme della riforma degli ammortizzatori sociali, targata Andrea Orlando.

Come possiamo leggere dalla pagina ufficiale del Sole 24 Ore, l’Esecutivo starebbe pensando di mettere in campo un FIS “scontato”:

“Non facendo cioè pagare il contributo di funzionamento (a carico dei datori connesso all’utilizzo delle prestazioni pari al 4% della retribuzione persa).”

Andiamo a vedere più nel dettaglio in cosa consisterà il nuovo Decreto Ristori 2022 e tutte le novità che conterrà la misura.

Decreto Ristori 2022, le novità di questo 2022

Ad oggi, le aziende di commercio e turismo che contavano un numero massimo di 50 dipendenti, oltre che le aziende del settore della ristorazione, dello spettacolo e le micro-imprese, hanno potuto attingere, per metà, al Fondo di integrazione salariale, mentre per l’altra metà alla Cassa Covid-19.

Dal mese di gennaio 2022, però, attraverso ciò che è disposto dalla nuova riforma Orlando, queste imprese potranno usufruire del Fondo di integrazione salariale per i seguenti periodi:

  • Per un totale di tredici settimane, le imprese con un massimo di cinque dipendenti;
  • Per un totale di ventisei settimane per le imprese con sei o più dipendenti.

Mediante l’utilizzo del FIS ci sarà un contributo da versare subito che sarà a carico delle imprese. Con l’ipotesi che si sta studiando all’esecutivo, però, si vorrebbe scontare, non facendolo pagare, tale contributo di finanziamento fino al termine dello Stato di Emergenza.

Ad oggi, lo Stato di Emergenza terminerà in data 31 marzo 2022. La proroga è stata stabilita con il decreto-legge del 24 dicembre 2021, n. 221 in cui possiamo leggere all’art. 1, comma 1 che:

“In considerazione del rischio sanitario connesso al protrarsi della diffusione degli agenti virali da COVID-19, lo stato di emergenza dichiarato con deliberazione del Consiglio dei ministri del 31 gennaio 2020 è ulteriormente prorogato fino al 31 marzo 2022.”

Nuovo Decreto Ristori 2022, le parole del Ministro Orlando

Il nuovo decreto ristori 2022 verrà deciso domani 20 gennaio 2022 in Consiglio dei ministri. È stato proprio il ministro del lavoro e delle politiche sociali, Andrea Orlando, a darci qualche indicazione in più su quello che sarà il nuovo decreto e la linea seguita dal governo.

Orlando, infatti, ha risposto ad una domanda postagli in riferimento a una proroga sulla cassa covid per le imprese confermando maggiori aiuti per le categorie più colpite dall'emergenza del coronavirus.

Il ministro Andrea Orlando ha poi dichiarato che:

“C’è una discussione in corso, e che avviene alla luce di una riforma degli ammortizzatori sociali appena entrata in vigore. Non si tratta quindi di replicare tale e quale l’intervento con cui si cercava di riempire i vuoti che precedentemente aveva il sistema, ma si tratta in questo caso, semmai, di curvare gli strumenti previsti dalla legge di bilancio alla contingenza che permane.”

Sul fondo di integrazione salariale senza un contributo di finanziamento stanno discutendo in queste ore i tecnici del ministero dell'economia e delle finanze. Essi stanno discutendo più che altro sui costi di un eventuale FIS.

Basandoci sugli ultimi calcoli effettuati, per questi tre mesi di gennaio, febbraio e marzo, per la creazione del fondo potrebbero occorre tra i 300 milioni e i 400 milioni di euro.

A chi dovrebbero andare i fondi del Decreto Ristori 2022

Come di consueto, i fondi che sono previsti per il nuovo decreto ristori 2022 dovranno essere ripartiti tra gli operatori economici che sono stati colpiti maggiormente dalle restrizioni adottate dal governo in queste settimane.

In primo luogo, dopo la stretta di dicembre, abbiamo le discoteche e le sale da ballo. Queste rimarranno chiuse, come da decreto, fino all'ultimo giorno del mese di gennaio.

Per le discoteche le sale da ballo si sta discutendo per il nuovo decreto ristori 2022 anche di un aiuto tributario e di una sospensione del pagamento dei contributi.

Troviamo, poi, i cinema e i teatri che hanno risentito, oltre che delle restrizioni imposte dal governo, della paura dei cittadini di un eventuale contagio. Solo ieri, nel nostro Paese, è stata toccata la soglia dei 228.179 nuovi casi di Covid-19.

Per il cinema e teatri il 2021 è stato un anno molto difficile; si pensi che lo scorso anno è stato chiuso con un 71% di incassi complessivi in meno rispetto agli anni antecedenti la pandemia di coronavirus.

Teatri e cinema continuano a risentire dell'influsso della pandemia, dell'aumento dei contagi e del terrore della gente. Insieme ad essi, troviamo e concerti in stadi, palazzetti o teatri e i vari spettacoli.

Il settore dello spettacolo è ancora, dopo due anni, in ginocchio, tanto che il presidente della SIAE Mogol è intervenuto rivolgendosi in maniera diretta al presidente del Consiglio dei ministri Mario Draghi e al ministro della cultura Dario Franceschini.

Mogol chiede un intervento del governo per aiutare un settore che, ormai da due anni, si ritrova con l'acqua alla gola.

Come di consueto, per gli operatori saranno previsti degli aiuti forfettari che avranno l'obiettivo di tamponare almeno una parte della perdita degli incassi globali dei tre mesi iniziali del 2022, fino al termine dello Stato di emergenza.

Non si sa ancora il metodo di erogazione ma al ministero dell'economia e delle finanze c'è l'ipotesi di accorciare le tempistiche seguendo la via dei fondi ministeriali che dovranno essere poi ridistribuiti mediante i decreti del ministero dello sviluppo economico, del ministero del turismo e degli altri ministeri. Tra i settori interessati ci saranno anche quello della moda e quello del tessile.

Gli ultimi fondi del Decreto Ristori 2022 turismo e sport

Gli aiuti riservati al settore del turismo verranno ripartiti soprattutto tra le agenzie di viaggio e i tour operator che da due anni non riescono a tirare un sospiro di sollievo, poiché vengono subito risommersi dalle disdette dei clienti.

L'ultima ripartizione riguarderebbe un fondo dedicato al settore dello sport che dovrebbe incrociarsi con la questione energetica.

In queste giornate appena trascorse si è pensato a un fondo compreso tra i 300 milioni e i 400 milioni di euro. Si tratta di una emulazione del vecchio fondo per il Covid-19.

Innanzitutto, parte di questo fondo dovrà aiutare i gestori di impianti pubblici, come le piscine, gli stadi e i palazzetti che in questi ultimi anni hanno visto un rapido aumento dei costi digestione, mentre dall'altra parte venivano ridotte mano a mano le capienze consentite.

La sottosegretaria allo sport, Valentina Vezzali, ha dichiarato che il governo sta lavorando in questo periodo soprattutto per aiutare chi ha avuto costi elevati, senza però guadagnare a causa delle misure restrittive.

C’è in ballo il progetto di rifinanziare un maxi fondo per Covid che è stato concordato con le varie Regioni.

Non resta altro da fare che attendere ulteriori aggiornamenti dal Consiglio dei ministri su quello che sarà il nuovo Decreto Ristori 2022.