È stata firmata la bozza del Decreto Sostegni Bis. Le nuove modalità di calcolo degli aiuti economici per tutti i lavoratori sono cambiate: 370mila nuove partite iva rientrano nel secondo decreto.

Draghi ha ascoltato il grido d’aiuto dei cittadini italiani stanziando altri 4 miliardi per i sostegni ai lavoratori: questa volta anche coloro che non rientravano nel decreto precedente dovrebbero riuscire ad ottenere il contributo economico. 

Chi invece ha già ricevuto il primo aiuto, potrà ricevere un altro contributo a fondo perduto, anche con maggiorazione!

L’intero decreto vale 40 miliardi di euro, dato proprio ieri il via libera definitivo della Camera:

Aiuti alle famiglie e alle imprese con attenzione alle filiere industriali più colpite dalle chiusure. Sono stati stanziati 40 miliardi, concentrandoli in particolar modo al mondo del lavoro” così si legge anche sul Corriere della Sera.

Una misura diversa rispetto al passato perché guarda al futuro, guarda al paese che si riapre ma al tempo stesso non lascia indietro nessuno” così il Corriere riporta le parole del discorso di Draghi. 

Decreto sostegni bis: la divisione dei miliardi in opere di soccorso economico

17 miliardi andranno alle imprese e alle professioni, 4 miliardi ai lavoratori e alle fasce che si sono trovate più in difficoltà in questo ultimo periodo di pandemia. 9 miliardi andranno invece alle imprese per l’accesso al credito.

Gli aiuti alle imprese prevedranno una divisione in due step degli aiuti economici. In un primo momento verrà utilizzata parte del fondo per la replica dei contributi automatici a fondo perduto sulla solita base della perdita di almeno un 30% del fatturato del 2019 in quello del 2020.

Il resto del fondo verrà adoperato per le integrazioni economiche per tutte le chiusure dei primi 3 mesi dell’anno (dovute alla divisione in zone rossa/arancione) e, successivamente, per un fondo di perequazione che garantirà una sorta di conguaglio di fine anno: si guarderanno i risultati di ogni esercizio e si faranno i conti finali.

In questo modo, entro la fine dell’anno, tutte le attività verranno risarcite in base al fatturato ma anche all’utile (novità che affronteremo specificamente nei paragrafi successivi). Insomma, gli iniziali forfait saranno poi saldati con i calcoli effettivi a conclusione del 2021.

Con il Decreto Sostegni bis arriva un nuovo pacchetto lavoro: ancora stop ai licenziamenti e il contratto di rioccupazione

Il Governo Draghi ha previsto un investimento di 6 miliardi per quanto riguarda la rioccupazione dei lavoratori che in questo anno hanno perso il lavoro. Il blocco licenziamenti è stato infatti prorogato al 28 agosto per tutte le aziende che richiedono la cassa Covid entro fine giugno, così spiega Andrea Orlando, ministro al lavoro.

Per il resto delle aziende verrà prorogato solamente fino a giugno. Dal primo luglio tutte le aziende che utilizzano cassa ordinaria, se eviteranno licenziamenti, potranno non pagare le addizionali. 

Per quanto riguarda invece il contratto a tempo indeterminato di rioccupazione, si tratta di una manovra che prevede un esonero contributivo del 100% fino a 6mila euro per la durata di sei mesi per reinserire in azienda quei disoccupati che si sono trovati buttati fuori dal mercato del lavoro per via dei danni economici della pandemia. 

I contributi non dovranno essere versati solamente se al termine dei sei mesi non avrà effettuato licenziamenti e le agevolazioni arriveranno all’azienda solo nel caso in cui, dopo i 6 mesi di prova, il lavoratore verrà effettivamente assunto. 

Per i disoccupati viene invece rinnovato il reddito di emergenza fino a settembre 2021: quattro mensilità sono quindi assicurate per coloro che ancora non sono riusciti a trovare un nuovo impiego. La domanda deve essere presentata come sempre all’Inps, il termine massimo è il 21 luglio 2021. 

Parte dei contributi per i lavoratori andrà ai dipendenti stagionali del settore del turismo. Coloro che hanno “cessato il rapporto di lavoro involontariamente nel periodo che va dal 1 gennaio 2019 fino alla data di entrata in vigore del decreto, che abbiano svolto almeno trenta giornate nel medesimo periodo, non titolari di pensione né di rapporto di lavoro dipendente alla data di entrata in vigore del presente decreto è riconosciuta un’indennità paria a euro 1600”, così si legge nel Decreto.

Decreto sostegni bis, come richiedere i contributi 

Per coloro che hanno già fatto richieste non dovranno far altro che aspettare il versamento della nuova somma. Per chi, invece, non ha fatto richiesta nel decreto precedente dovrà presentare domanda all’Agenzia delle Entrate come viene spiegato anche su informazionefiscale.it. Il contributo sarà calcolato applicando alla perdita media mensile di fatturato determinate percentuali.

Il 90% per quanto riguarda i fatturati di 100.000 euro, il 70% fino ai 400.000, 50% fino ad 1 milione di euro, 40% fino a 5 milioni di euro, ed infine 30% per fatturati fino a 10 milioni di euro. 

Qualsiasi sia il caso, l’importo massimo del contributo è di 150.000 euro. Successivamente potrà essere richiesto un altro intervento per coloro che hanno subito un peggioramento nel 2020 rispetto al 2019. L’invio della dichiarazione dei redditi ha il limite massimo del 10 settembre 2021.

A chi spettano i contributi stanziati nel Decreto sostegni bis

Ricapitolando ci saranno 3 diversi contributi a fondo perduto. Una parte del fondo andrà ai vecchi beneficiari che hanno anche la possibilità di ottenere una somma aggiuntiva in base ai cali di fatturato da gennaio ad aprile.

Una nuova formula si baserà invece su un confronto tra i periodi 1 aprile 2019- 31 marzo 2020 e 1 aprile 2020- 31 marzo 2021. Questo permetterà di beneficiare dei contributi a 370mila nuove partite iva, includendo praticamente tutti.

In aggiunta ci sarà un saldo finale di contributi a fondo perduto per tutti coloro che riusciranno a dimostrare di aver avuto un peggioramento delle entrate economiche relativo al confronto tra dati al 31 dicembre 2020 e 31 dicembre 2021. 

I requisiti per accedere ai contributi del Decreto sostegni bis

Per riuscire ad accedere ai contributi del nuovo Decreto sostegni bisogna avere una Partita Iva attiva al 23 marzo 2021, un fatturato fino a 10 milioni di euro nell’anno 2019 e un fatturato medio mensile inferiore almeno del 30% nel confronto 2020-2019. 

Per chi ha già ricevuto i contributi del primo decreto e vuole ricevere i nuovi dovrà avere la Partita Iva ancora attiva alla data di entrata in vigore del Decreto sostegni bis e il contributo ricevuto precedentemente non deve essere stato restituito oppure ottenuto immeritatamente.

Chi ha già ricevuto il primo contributo, con il Decreto sostegni bis potrà richiedere una maggiorazione

Con il Decreto sostegni bis Draghi permette di ottenere un contributo aggiuntivo destinato a tutti coloro che hanno registrato un calo del fatturato dal 2020 al 2021. Se la cifra della perdita è superiore rispetto al periodo precedente si aggiungerà un importo aggiuntivo ai secondi contributi ottenuti.

Se la cifra è inferiore si ha comunque diritto a ricevere i secondi contributi, equivalenti ai primi, ma senza la maggiorazione. 

Il calcolo della maggiorazione sarà fatto guardando le perdite da aprile 2020 fino al 31 marzo 2021. Se un’azienda aveva ottenuto 3000 euro di ristori, riceverà anche questa volta 3000 euro; guardando poi le perdite avute da aprile 2020 fino a marzo 2021, il calcolo permetterà un’aggiunta che, ipoteticamente, farà arrivare ad un totale di 5000 euro: la maggiorazione in questo caso sarà di 2000 euro e corrisponderà alle perdite dell’azienda causate dalle ultime chiusure e restrizioni di questi mesi. 

Maggiorazione negli interventi del Decreto sostegni bis: arrivano i ristori sugli utili 

Come abbiamo detto precedentemente coloro che hanno chiesto i ristori, potranno ricevere la seconda somma con l’aggiunta di una maggiorazione. Tutto ciò sarà possibile attraverso un cambio nella strategia di calcolo che, oltre a tener conto del fatturato, aggiungerà la variabile degli utili come spiega anche Money.it.

Per la prima volta accanto al criterio del fatturato si userà anche l’utile che è molto più giusto ma ovviamente ci vorranno tempistiche più lunghe” ha dichiarato Draghi durante il discorso. 

In breve, se il fatturato di un’azienda comprende tutti i ricavi annuali, gli utili corrispondo alla differenza tra ricavi e costi. I nuovi conteggi permetteranno così di ottenere delle maggiorazioni nei ristori a quelle aziende che anche avendo fatturati alti hanno avuto molte spese dovute alle limitazioni del Covid provocando così una bassa somma negli utili.

Viceversa, fatturati più bassi ma con utili che non hanno subito forti cali, avranno di conseguenza meno aiuti economici (probabilmente non otterranno maggiorazione, ma la somma ottenuta attraverso il primo decreto, verrà comunque inviata senza tagli).

Il Decreto sostegni bis sarà l’ultimo decreto o ne verranno altri?

Durante il discorso Draghi ha risposto anche a questo quesito spiegando che l’idea è quella di non promulgare altri decreti. A riportare parte della risposta è filodiritto.com:

Se la situazione pandemica continua a migliorare come stiamo vedendo attualmente, mi auguro che non ci sarà bisogno di decreti di questo tipo nel corso di quest’anno”, così ha concluso il Premier.