Il decreto Sostegni bis, pubblicato in Gazzetta Ufficiale e in vigore dal 26 maggio 2021, introduce importanti novità in materia di lavoro e politiche sociali. 

Tra le misure già contenute nel primo decreto Sostegni, il reddito di emergenza viene prorogato fino a settembre 2021, ma presenta delle novità per gli ex percettori di Naspi e Dis-Coll. 

Proprio la Naspi, poi, subisce un’ulteriore modifica, oltre a quella introdotta dal primo decreto Sostegni. Prorogati anche i bonus stagionali e le indennità per i collaboratori sportivi.  

Oltre ai bonus INPS, un’importante novità riguarda l’introduzione del contratto di rioccupazione e l’estensione del contratto di espansione per le imprese con almeno 100 dipendenti. 

Decreto Sostegni bis e nuove quattro rate di reddito di emergenza

Scadute ieri le domande per presentare domanda all’INPS per le tre rate di reddito di emergenza introdotte dal primo decreto Sostegni, con il decreto Sostegni bis vengono riconosciute ulteriori quattro rate di Rem alle famiglie ancora in difficoltà a causa delle conseguenze dell’emergenza epidemiologica da Covid-19. 

Le domande per le nuove rate di Rem potranno essere inviate all’Istituto di Previdenza Sociale entro il 31 luglio 2021, sempre che non ci siano proroghe. 

La Redazione The Wam ha preparato un video di approfondimento sulle nuove misure e proroghe, con un ampio spazio al reddito di emergenza, mettendo a confronto le varie misure (in particolare Rem, Naspi, bonus 1.600 euro per gli stagionali) del primo decreto Sostegni e del decreto Sostegni bis

Come si legge nell’articolo 36 del decreto Sostegni bis, il reddito di emergenza sarà riconosciuto su domanda: ciò significa che le erogazioni non avverranno in maniera automatica.

Non sono ancora disponibili le circolari attuative dell’INPS, di conseguenza non è ancora possibile procedere con l’invio delle domande per le nuove rate di reddito di emergenza. Presumibilmente, le indicazioni per effettuare la procedura verranno comunicate nella seconda metà di giugno. 

È importante ricordare che gli ex percettori di Naspi e Dis-Coll non potranno chiedere il reddito di emergenza avvalendosi dei requisiti semplificati introdotti con il primo decreto Sostegni. Queste categorie potranno quindi richiedere il Rem tenendo conto dei requisiti del reddito di emergenza ordinario

Il Decreto Sostegni bis cambia nuovamente la Naspi: no alla riduzione dell’assegno

Proprio in tema di indennità di disoccupazione, il decreto Sostegni bis apporta un’ulteriore modifica alla Naspi

Se con il primo decreto Sostegni, infatti, i requisiti d’accesso si sono snelliti, abolendo temporaneamente le 30 giornate di lavoro effettivo nei dodici mesi precedenti il periodo di disoccupazione, il decreto Sostegni bis sospende l’applicazione dell’articolo 4, comma 3 del decreto legislativo del 4 marzo 2015. 

Il decreto in questione prevede infatti che la Naspi si riduce del 3% ogni mese a decorrere dal primo giorno del quarto mese di fruizione. 

Perciò i percettori di Naspi non subiranno la riduzione dell’assegno fino alla fine del 2021, o meglio, fino al mese di settembre, dal momento che, come si legge nel decreto Sostegni bis

Dal 1° gennaio 2022 trova piena applicazione l'articolo 4, comma 3, del decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22 e l'importo delle prestazioni in pagamento con decorrenza antecedente il 1° ottobre 2021 è calcolato applicando le riduzioni corrispondenti ai mesi di sospensione trascorsi.

Ciò significa che l’abolizione dell’art. 4, comma 3 vale solo per le indennità con decorso fino a settembre, dal momento che la riduzione scatta a partire dal quarto mese che, nel caso di richieste di indennità dopo il mese di settembre, si collocherebbe nel 2022. 

Il decreto Sostegni bis proroga bonus stagionali e bonus collaboratori sportivi

Il decreto Sostegni bis proroga le indennità a favore dei lavoratori del settore del turismo e degli stabilimenti termali, lavoratori dello spettacolo e collaboratori sportivi. 

Per quanto riguarda i bonus stagionali, o meglio le indennità Covid per i soggetti già beneficiari del bonus 2.400 euro del primo decreto Sostegni, l’importo si riduce, dando diritto a un bonus di 1.600 euro per: 

lavoratori dipendenti stagionali del settore turismo e degli stabilimenti termali; lavoratori dipendenti e in somministrazione appartenenti a settori diversi da quelli del turismo; lavoratori intermittenti; lavoratori autonomi senza partita IVA; incaricati alle vendite a domicilio; lavoratori iscritti al Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo. 

Come per le nuove rate di reddito di emergenza, anche per la presentazione delle domande per il bonus 1.600 euro ci sarà da attendere le circolari attuative dell’INPS. È però molto probabile che i beneficiari del bonus 2.400 euro del primo decreto Sostegni non saranno tenuti a presentare domanda, in quanto per loro il bonus verrà erogato automaticamente. 

Per conoscere i requisiti richiesti per ogni categoria e per maggiori informazioni su come presentare la domanda rimandiamo all’articolo di approfondimento sui bonus stagionali

Il decreto Sostegni bis proroga inoltre i bonus collaboratori sportivi in favore dei lavoratori impiegati con rapporti di collaborazione presso: 

il Comitato Olimpico Nazionale (CONI), il Comitato Italiano Paralimpico (CIP), le federazioni sportive nazionali, le discipline sportive associate, gli enti di promozione sportiva, riconosciuti dal Comitato Olimpico Nazionale (CONI) e dal Comitato Italiano Paralimpico (CIP), le società e associazioni sportive dilettantistiche.

L’importo spettante, così come nel caso dei bonus stagionali, si riduce con il decreto Sostegni bis rispetto al primo decreto. Inoltre, la misura non è compatibile con altri redditi da lavoro autonomo o dipendente, pensione (eccetto l’assegno ordinario di invalidità), reddito di cittadinanza e reddito di emergenza, cassa integrazione e altre indennità. 

Decreto Sostegni bis: contratto di rioccupazione per lavoratori e datori di lavoro

Fortemente voluto dal ministro del Lavoro Orlando, il contratto di rioccupazione viene introdotto nell’art. 41 del decreto Sostegni bis

L’obiettivo è quello di favorire l’inserimento nel mercato del lavoro e mantenere stabili i livelli occupazionali, specie in vista della scadenza del blocco dei licenziamenti, prima il 1° luglio e, dopo, il 1° novembre per le aziende che accedono agli ammortizzatori sociali (CIGD, FIS, CISOA). 

Il contratto di rioccupazione è infatti un contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato istituito, in via eccezionale, dal 1° luglio 2021 al 31 ottobre 2021 che apporterebbe dei vantaggi sia al lavoratore che al datore di lavoro

Per il primo, infatti, verrà definito un progetto individuale di inserimento della durata di sei mesi, volto a garantire l’adeguamento delle competenze professionali al nuovo contesto lavorativo. Il secondo, invece, può contare sull’esonero dal versamento del 100% dei contributi previdenziali per un periodo massimo di sei mesi fino a un tetto di 6.000 su base annua. 

Al termine del periodo di formazione, se nessuna delle due parti recede il rapporto proseguirà come ordinario rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato

A pochi giorni dall’entrata in vigore del decreto Sostegni bis, al contratto di rioccupazione vengono già attribuiti alcuni limiti, in particolare dalla Fondazione studi consulenti del lavoro. In primis, il tetto massimo di 6.000 euro che corrispondono a un esonero annuo di 500 euro mensili. 

Soprattutto, però, è la natura eccezionale del contratto di rioccupazione che genera dubbi. Infatti, questi è riservato ai soli disoccupati, con una scadenza fissata al 31 ottobre, e non tiene conto del blocco dei licenziamenti ancora in vigore, per cui molti lavoratori risultano occupati solo “sulla carta” e che scadrà proprio a partire dal 1° novembre. 

Decreto Sostegni bis e pacchetto lavoro: le altre misure

L’articolo 39 del decreto Sostegni bis introduce anche una novità per i contratti di espansione. Come si legge nel decreto, infatti: 

Con effetto dalla data di entrata in vigore del presente decreto, all'articolo 41, comma 1-bis, del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148, le parole "500 unità" e "250 unità" sono sostituite dalle seguenti: "100 unità"

Il contratto di espansione, introdotto nel 2019, viene infatti esteso alle aziende con 100 dipendenti, nell’ottica di favorire il ricambio generazionale con il prepensionamento dei lavoratori che si trovano a non più di 60 mesi dalla pensione di vecchiaia o anticipata o l’accesso alla cassa integrazione straordinaria. 

L’articolo 40, invece, introduce novità per la cassa integrazione Covid. I datori di lavoro che nel primo semestre del 2021 hanno subito un calo del fatturato del 50% rispetto al primo semestre del 2019 possono presentare domanda di cassa integrazione guadagni straordinaria in deroga per una durata massima di 26 settimane, nel periodo dal 26 maggio e 31 dicembre 2021. 

La riduzione media oraria di lavoro non può superare l’80% dell’orario giornaliero, settimanale o mensile dei lavoratori interessati dall’accordo collettivo; non può essere superiore al 90% per ciascun lavoratore.