Decreto Sostegni bis alle porte. Il provvedimento, rinominato dal Premier Draghi “decreto imprese, lavoro e professioni”, sta affrontando la settimana decisiva.

Settimana durante la quale si è molto parlato del “pacchetto lavoro” contenente le misure necessarie per arginare gli effetti della scadenza del blocco dei licenziamenti, il cui primo termine è fissato alla data del 30 giugno 2021. 

Nonostante le richieste dei sindacati per una proroga, infatti, il governo ha lavorato alla definizione di una rete di sicurezza per il mercato del lavoro, con nuove agevolazioni fiscali sulle assunzioni, in particolare il contratto di rioccupazione, proposta del ministro del lavoro Andrea Orlando

Ma come funziona il contratto di rioccupazione? Quali sono i vantaggi per datori di lavoro e lavoratori della nuova misura in arrivo con il decreto Sostegni bis?

Decreto Sostegni bis e lavoro: il contratto di rioccupazione in vista dello sblocco dei licenziamenti

A poco sono servite le richieste di Cisl e altri sindacati di prorogare il blocco dei licenziamenti che cadrà prima il 30 giugno per le aziende dei settori che utilizzano la CIGO e dopo, al 31 ottobre, per quelle che utilizzano la CIG in deroga e la FIS. 

Per scongiurare il rischio di licenziamenti, il governo è pronto a mettere in campo una serie di misure che hanno l’obiettivo di attutire il colpo e mantenere stabili i livelli occupazionali.

Il decreto Sostegni bis conterrà infatti un pacchetto lavoro con misure ad hoc e nuove agevolazioni per le assunzioni 2021 che dovrà essere in grado di arginare le conseguenze dello sblocco dei licenziamenti, in vista del rafforzamento delle politiche attive del lavoro, così come del completamento della riforma degli ammortizzatori sociali. 

Tra le diverse misure che dovranno vedere la luce con il decreto Sostegni bis, il contratto di rioccupazione potrebbe rappresentare una valida alternativa al blocco dei licenziamenti. 

Vediamo di cosa si tratta. 

Decreto Sostegni bis, in arrivo il contratto di rioccupazione: vantaggi per datori di lavoro e lavoratori

In arrivo con il decreto Sostegni bis un nuovo incentivo all’assunzione in grado di apportare benefici sia ai datori di lavoro che ai lavoratori. 

Non si hanno ancora dettagli, ma dalle prime indiscrezioni il contratto di rioccupazione permetterebbe ai datori di lavoro uno sgravio contributivo del 100% per sei mesi e, di conseguenza, ai lavoratori di scongiurare il licenziamento, in attesa di una ripresa dell’attività. 

A differenziare il contratto di rioccupazione da altre agevolazioni alle assunzioni esistenti è la sua natura di “misura d’emergenza”: l’obiettivo è infatti quello di permettere a chi rischia di perdere o perderà il lavoro, di poter trovare un’altra occupazione in tempi ridotti. 

In più, rispetto ad altre agevolazioni per le assunzioni, non esisteranno particolari vincoli:

il contratto di rioccupazione riguarderà tutti i settori lavorativi e non sussisteranno limiti legati ai lavoratori. 

La misura sarà dunque applicabile per qualsiasi settore e non solo per quelli che hanno subito maggiormente le conseguenze della pandemia, né esisteranno limiti di età come per altre agevolazioni alle assunzioni esistenti, come quelle per i giovani e per le donne. 

A tal proposito, considerando l’accesso alla misura per tutti i settori e per tutte le fasce d’età, interessante è il video di Valerio Villani che offre una panoramica su quelle che sono le figure professionali più ricercate nel nostro paese nel 2021:

Decreto Sostegni bis e contratto di rioccupazione: come funziona

Il contratto di rioccupazione, in arrivo con il decreto Sostegni bis, non ha solo l’obiettivo di arginare le possibili conseguenze negative dello sblocco dei licenziamenti, ma anche quello di promuovere l’occupazione e la formazione

Si tratta infatti di un contratto legato proprio alla formazione del dipendente che, durante i sei mesi di durata del contratto, avrà anche la possibilità di seguire corsi, in un’ottica di costruzione di meccanismi che riescano a creare le condizioni più favorevoli sul fronte lavorativo. 

È d’accordo il presidente di Assolombarda, Alessandro Spada:

Già adesso mancano profili altamente specializzati verso i settori in forte sviluppo. In questo scenario, è necessario investire sulle politiche attive del lavoro e individuare un quadro condiviso di regole per una riforma seria degli ammortizzatori sociali, a sostegno del reddito e dell’occupabilità dei lavoratori, che metta al centro la persona con la formazione.

In attesa della riforma degli ammortizzatori sociali, affiancata dal rafforzamento di politiche attive del lavoro, il contratto di rioccupazione potrebbe dunque rappresentare un valido strumento per attivare un sistema che favorisca la ripartenza. 

Con l’accesso allo sgravio al 100% dei contributi, il lavoratore avrà l’opportunità di essere formato dall’azienda per un periodo massimo di sei mesi. Al termine di questo periodo, poi, l’azienda potrà decidere se assumere il lavoratore a tempo indeterminato o meno. 

In questo secondo caso, però, l’azienda sarà costretta a restituire un importo pari allo sgravio di cui ha beneficiato. 

Contratto di rioccupazione nel decreto Sostegni bis: compatibilità con altre agevolazioni 

Un altro aspetto interessante del contratto di rioccupazione è che probabilmente sarà compatibile con le altre agevolazioni per assunzioni nel 2021

Nonostante sia necessario aspettare il testo definitivo del decreto Sostegni bis, infatti, il contratto di rioccupazione potrebbe aggiungersi allo sgravio contributivo del 100% per chi assume giovani di età non superiore ai 35 anni con contratto a tempo indeterminato per il biennio 2021-2022. 

Il beneficio, in questo caso, ha una durata massima di 36 mesi, 48 mesi invece se l’assunzione avviene in Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Calabria, Puglia o Sardegna.

Se dunque il testo definitivo del decreto Sostegni bis dovesse confermare la compatibilità del contratto di rioccupazione con questa agevolazione per le assunzioni degli under 36, le aziende potrebbero beneficiare di tre anni e mezzo di sgravi o di quattro anni e mezzo nel caso di assunzioni nelle regioni sopramenzionate. 

Allo stesso modo, e sempre che il decreto Sostegni bis lo confermi, il contratto di rioccupazione potrebbe essere compatibile anche con le agevolazioni per assunzioni delle donne (il bonus donne). 

Si tratta di una riduzione del 100% dei contributi che assumono donne in condizioni di svantaggio (disoccupate da 12 mesi, con almeno 50 anni di età e disoccupate da 12 mesi, precarie a basso reddito ecc.) nel biennio 2021-2022. 

In questo caso, gli sgravi contributivi del contratto di rioccupazione si andrebbero ad aggiungere ai 12 o 18 mesi della durata dell’incentivo. 

Decreto Sostegni bis e altre misure del pacchetto lavoro

Il contratto di rioccupazione non è l’unica misura prevista dal ministero del lavoro che verrà introdotta dal decreto Sostegni bis. Il nuovo provvedimento conterrà infatti un vero e proprio pacchetto di misure, con l’obiettivo di fronteggiare la difficile fase a seguito dello sblocco dei licenziamenti. 

Oltre al contratto di rioccupazione, infatti, previsti alcuni interventi mirati, come quello per i settori del turismo e del commercio per i quali potrebbe essere previsto un esonero contributivo al 100% per i dipendenti che verranno riconfermati dopo lo sblocco dei licenziamenti e la fine della Cassa Covid a ottobre. 

Un’altra novità coinvolgerebbe invece le aziende, di qualsiasi settore produttivo, con un calo del fatturato del 50%, le quali potranno stipulare dei contratti di solidarietà che portino la retribuzione dei dipendenti al 70%, a patto che le aziende interessate si impegnino a mantenere i livelli occupazionali e, dunque, a non licenziare. 

Questo, benché penalizzi il lavoratore, offre comunque la possibilità di non rischiare il licenziamento a partire dal 1° luglio con lo sblocco dei licenziamenti. 

Ultima delle misure facente parte del pacchetto lavoro in arrivo con il decreto Sostegni bis è invece l’abbassamento della soglia, e quindi l’ampliamento della platea delle aziende beneficiarie, per i contratti di espansione

Questi, infatti, erano riservati a imprese con 250 dipendenti, soglia che dovrebbe abbassarsi a 100 dipendenti con il decreto Sostegni e che consentirebbe, su base volontaria, un prepensionamento per i lavoratori a 5 anni dalla pensione di vecchiaia o di anzianità. 

Da questo punto di vista, il contratto di espansione permetterebbe un ricambio generazionale e di premiare le aziende che assumono.