Hai mai sentito parlare di dimissioni volontarie? Purtroppo ancora oggi i lavoratori non sono veramente consapevoli in merito ai propri diritti in merito alla stipulazione dei contratti di lavoro nonché dei rapporti lavorativi che questi intrattengono con un datore di lavoro oppure con un’azienda.

A questo proposito, le dimissioni volontarie rappresentano uno strumento attraverso il quale ciascun lavoratore ha la possibilità di decidere a tutti gli effetti di provvedere all’interruzione del rapporto di lavoro tra il lavoratore e il suo datore di lavoro.

In questo contesto, quindi, questa misura rappresenta un modo che è stato messo a disposizione dei lavoratori per poter richiedere delle dimissioni volontarie, senza dover necessariamente fornire delle cause oppure delle giustificazioni in merito. A questo proposito, come emerge anche dall'articolo della collega Sharon Zaffino, infatti, le dimissioni volontarie stanno aumentando sempre di più, soprattutto nell'ultimo periodo.

Proprio per questo motivo, all’interno del seguente articolo, andremo ad approfondire nel dettaglio tutte le caratteristiche che attualmente, anche nel corso dell’anno 2022, contraddistinguono le dinamiche tipiche delle dimissioni volontarie.

In tal senso, nei prossimi paragrafi, andremo anche a porre in evidenza le modalità da seguire per capire come dare le dimissioni volontarie, ma anche dove presentare le dimissioni volontarie e perché licenziarsi attraverso le dimissioni volontarie.

Cosa sono le dimissioni volontarie? Le caratteristiche principali 

A partire dalla data del 12 marzo 2016, l’attuale ordinamento del sistema lavorativo italiano ammette la possibilità per il lavoratore di effettuare la richiesta delle dimissioni volontarie presso i canali ufficiali ministeriali, attraverso un’apposita procedura telematica ben precisa.

In questo senso, le dimissioni volontarie si configurano a tutti gli effetti come un vero e proprio strumento che è stato messo a disposizione dei lavoratori e delle lavoratrici che hanno intenzione di provvedere alla comunicazione dell’intenzione di terminare il proprio contratto di lavoro.

Dal punto di vista tecnico ed operativo, le dimissioni volontarie rappresentano di fatto un vero e proprio “atto recettizio”. Questo perché l’atto volontario di presentare le dimissioni da parte di un lavoratore che svolge un’attività attraverso un contratto dipendente subordinato, assume validità a partire dalla data in cui il datore di lavoro ne prende conoscenza.

Per questo motivo, tra le principali peculiarità relative alle dimissioni volontarie vi è il fatto che il datore dipendente non dovrà provvedere ed attendere l’accettazione di una richiesta dal proprio datore di lavoro, ne tantomeno è tenuto a trasmettere eventuali giustificazioni o motivazioni che lo hanno spinto a presentare le dimissioni.

La procedura da seguire: come dare le dimissioni volontarie? 

Dunque, tra le informazioni più richieste da parte dei lavoratori che stanno pensando di smettere di lavorare con il contratto di lavoro subordinato attualmente in vigore, ci sono sicuramente quelle relative alla procedura INPS, dunque a come dare le dimissioni volontarie.

Per questo motivo, occorre fare riferimento alle disposizioni che sono state inserite all’interno del testo del decreto legislativo numero 151 dell’anno 2015.

Infatti, è proprio a seguito a tali indicazioni che è stato chiarito che il lavoratore deve necessariamente provvedere al rispetto di una serie di procedure. 

Ciò significa che, rispetto a quanto accadeva in passato, ora i lavoratori non possono soltanto comunicare le proprie dimissioni al datore di lavoro, ma dovranno seguire un’apposita procedura telematica, affinché la pratica delle dimissioni volontarie vada a tutti gli effetti a buon fine.

Nello specifico, è stato specificato che la comunicazione relativa alle dimissioni volontarie dovrà avvenire facendo riferimento ai moduli, messi a disposizione all’interno del portale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Si tratta, dunque, di moduli e documenti che dovranno essere adeguatamente compilati e trasmessi direttamente al datore di lavoro ma anche alla Direzione territoriale del lavoro di competenza.

Cosa serve per le dimissioni volontarie? Tutto quello che c’è da sapere

Abbiamo quindi visto nel precedente paragrafo qual è la procedura generale che dovrà essere rispettata da parte di chi ha intenzione di presentare le dimissioni volontarie al proprio datore di lavoro. Tuttavia, è importante anche porre particolare attenzione alle diverse modalità che potranno essere messe a disposizione del lavoratore.

A questo proposito, attraverso il riferimento al sito www.cliclavoro.gov.it, è possibile evidenziare due diverse modalità per il lavoratore che ha intenzione di trasmettere ed inviare le dimissioni volontarie. 

Da un lato, quindi, vi è la procedura diretta, in cui il lavoratore dovrà essere in possesso delle proprie credenziali SPID al fine di inviare correttamente in maniera telematica il modulo per le dimissioni volontarie online. In questo caso, sarà necessario compilare interamente tutta la modulistica richiesta sul portale ministeriale e completare poi la procedura.

Dall’altro lato, invece, vi è la modalità assistita per le dimissioni volontarie. In questo caso, quindi, si tratta di un procedimento che presuppone la possibilità per il lavoratore di fare riferimento ad altri intermediari, che potranno effettivamente aiutare la persona al fine di presentare le dimissioni volontarie in maniera corretta.

Quando dare le dimissioni volontarie? Le tempistiche 

Nel momento in cui si parla della possibilità di presentare le dimissioni volontarie da parte del lavoratore stesso, è necessario anche porsi la domanda in merito a quando dare le dimissioni volontarie.

Infatti, in questi casi, è necessario parlare di tempi di preavviso, ovvero di quel periodo di tempo che dovrà essere considerato a partire dalla presentazione e dall’invio del modulo online relativo alle dimissioni, in cui il soggetto richiedente dovrà obbligatoriamente continuare ad effettuare la propria prestazione lavorativa.

In tal senso, l’obiettivo è quello di consentire al datore di lavoro di avere abbastanza tempo per poter ricercare un nuovo lavoratore che possa andare a sostituire la persona che ha deciso di presentare le proprie dimissioni volontarie.

A questo proposito, per comprendere quali sono i tempi di preavviso delle dimissioni volontarie, occorre prendere in considerazione il testo dell’articolo 2118 del Codice Civile, ma anche ai termini indicati dagli stessi singoli contratti collettivi nazionali di lavoro a cui ciascun contratto fa riferimento.

Come revocare le dimissioni volontarie? I casi particolari 

Occorre poi evidenziare che, ci sono alcuni casi in cui un lavoratore che ha deciso di presentare la richiesta per le dimissioni volontarie decida successivamente di voler invece continuare a svolgere regolarmente la propria attività di lavoro. 

In questi casi di ripensamento da parte del lavoratore, quindi, la legge ha previsto il diritto di revoca delle dimissioni volontarie, ma dovranno sussistere una serie di condizioni particolari.

In questo senso, infatti, il lavoratore che ha presentato le dimissioni volontarie avrà l’opportunità di revocare tale richiesta entro sette giorni a partire dalla data in cui ha provveduto alla trasmissione del modulo online o cartaceo.

Dunque, se si verificassero delle situazioni di mancato completamente della procedura legata alla revoca delle dimissioni volontarie, il datore di lavoro risulta dover rispondere all’obbligo di comunicare al lavoratore di provvedere al relativo perfezionamento quanto prima.

Tuttavia, nei casi in cui il lavoratore non provvede tempestivamente a fornire tutti i documenti e a completare correttamente la procedura per la revoca delle dimissioni volontarie, il datore di lavoro sarà considerato legittimata a constatare l’assenza ingiustificata del lavoratore dal posto di lavoro.