Con il graduale superamento del blocco dei licenziamenti, molti posti di lavoro rischiano di saltare e i lavoratori dapprima impiegati in somministrazione o con contratto di apprendistato potrebbero rimanere a casa. Tuttavia, il Governo ha pensato di introdurre opportuni aiuti per i lavoratori disoccupati, che non vogliono risolvere il problema, ma mitigare la situazione. Esistono, sull’altra sponda, anche una serie di bonus assunzioni per giovani e donne.

Come spiega dettagliatamente la sezione dedicata alla disoccupazione sul sito della CGIL:

Le lavoratrici e i lavoratori che provengono da un contratto di lavoro in somministrazione o da un rapporto di lavoro in collaborazione possono accedere a misure di sostegno della sopraggiunta condizione di disoccupazione. 

Il lavoratore disoccupato negli ultimi 12 mesi, infatti, può richiedere – a parità di alcune condizioni – il bonus Sar, ovvero Sostegno al reddito. Questo bonus permette ai lavoratori che hanno svolto almeno 90 giorni di lavoro di ottenere fino a 780 euro, mentre per almeno 110 giorni di lavoro si possono ottenere fino a 1.000 euro.

Esistono poi gli assegni Naspi e DIS-COLL, ovvero le due indennità relative rispettivamente alla cessazione del rapporto di lavoro somministrato per dimissioni o risoluzione consensuale, oppure alla cessazione involontario del rapporto di lavoro disciplinato da un contratto di collaborazione coordinata e continuativa.

Andiamo a vedere quali sono, nel dettaglio, gli aiuti per i disoccupati, chi può richiederli e come funzionano. Dal bonus Sar per gli interinali alle indennità di disoccupazione Naspi e DIS-COLL previste dall’Inps: ecco come richiederli e quanto spetta ai lavoratori in caso di disoccupazione.

Bonus Sar per disoccupati: cos’è e come funziona

In sostegno ai lavoratori disoccupati, oltre alle note indennità di Naspi e DIS-COLL, esiste anche il bonus Sar: l’acronimo sta per Sostegno al reddito ed è cumulabile con i precedenti aiuti. L’agevolazione spetta a tutti i lavoratori e le lavoratrici in possesso di un contratto in somministrazione e viene erogata dagli Enti Bilaterali di settore attraverso il Fondo di solidarietà e tramite il Fondo per la formazione e il sostegno al reddito dei lavoratori in somministrazione (Formtemp).

Per ottenere il bonus Sar, inoltre, è necessario soddisfare alcune condizioni fissate dalla normativa. L’importo è variabile al variare del numero di giornate lavorative effettivamente eseguite e può raggiungere un massimo di 1.000 euro.

Scopriamo quali sono i requisiti per ottenere il bonus Sar per disoccupati e come si può richiedere l‘agevolazione.

Bonus Sar disoccupati: a chi spetta

Secondo la normativa, esistono tre categorie diverse di soggetti che possono richiedere il bonus Sar per lavoratori disoccupati e interinali. In particolare, è possibile consultare i requisiti per effettuare la richiesta direttamente sul sito di Forma.temp.

Possono richiedere il bonus Sar le seguenti categorie di soggetti:

  • i lavoratori attualmente disoccupati e da almeno 45 giorni che negli ultimi 12 mesi hanno maturato almeno 110 giorni lavorativi (oppure 440 ore, nel caso si tratti di un part-time verticale);
  • i lavoratori attualmente disoccupati e da almeno 45 giorni che negli ultimi 12 mesi hanno maturato almeno 90 giorni lavorativi (oppure 360 ore, nel caso si tratti di un part-time verticale);
  • i lavoratori che abbiano concluso la procedura in Mancanza di Occasioni di Lavoro - MOL in ottemperanza all’articolo 25 del CCNL Agenzie per il Lavoro.

L’indennità può essere richiesta tutte le volte in cui vengono maturati i requisiti necessari ed è cumulabile con l’assegno di disoccupazione Naspi.

Calcolo dell’importo del bonus Sar: quanto si prende? 

Per capire quanto vale il bonus Sar per disoccupati è opportuno eseguire un calcolo che si basa sul numero di giornate lavorative effettuate nell’ultimo periodo. L’importo, come abbiamo precisato all’inizio, è variabile da un minimo di 780 euro e fino a un massimo di 1.000 euro.

La tabella da prendere come riferimento è la seguente:

  • i lavoratori che hanno maturato almeno 90 giorni di lavoro negli ultimi 365 giorni, hanno diritto a un bonus pari a 780 euro;
  • i lavoratori che, invece, hanno maturato almeno 110 giorni di lavoro nell’ultimo anno, hanno diritto a un bonus pari a 1.000 euro.

Non esistono fasce intermedie tra i 90 giorni e i 110 giorni di lavoro. Per capire quale sia il numero di giorni o di ore lavorative effettivamente svolte, comunque, farà fede la busta paga, seguendo il principio del miglior favore. 

Conferma il sito della Form.temp:

è necessario prendere in considerazione le giornate lavorate risultanti dalle buste paga in base alla condizione di miglior favore, come da esempio.

Esempio: consideriamo una busta paga con 23 giorni retribuiti, 21 giorni lavorati, gg. INPS 26,. In questo caso si prende in considerazione il valore più alto, ovvero gg INPS 26.

Nel caso di contratto di lavoro part-time verticale – unico caso nel suo genere – vengono conteggiate le ore di lavoro effettuate anziché i giorni.

Ricordiamo, infine, che all’interno dell’ammontare di ore lavorate rientrano anche:

  • i periodi di malattia o infortunio;
  • la maternità o i periodi di pausa per allattamento;
  • i permessi legati ai titolari della Legge 104;
  • i permessi sindacali;
  • il congedo matrimoniale o straordinario.

Bonus disoccupati Sar: come si richiede?

La richiesta del beneficio va eseguita e inoltrata tra il 106esimo e il 173esimo giorno successivo all’ultimo rapporto di lavoro in somministrazione. A decorrere dai primi 45 giorni dal termine del rapporto di lavoro, il lavoratore dovrà attendere ulteriori 60 giorni prima di poter inoltrare la richiesta del bonus Sar, mentre avrà a disposizione anche altri 68 giorni a partire dal tale termine.

Se, invece, il lavoratore firma un nuovo contratto di lavoro (anche differente dal precedente) di durata non superiore a una settimana contributiva nello stesso periodo, il calcolo dei giorni lavorativi effettuati viene sospeso.

Per richiedere il bonus disoccupazione Sar è possibile scegliere tra due canali:

  • il sistema FTweb, effettuando dapprima la registrazione, scaricando e compilando debitamente il modulo allegato e firmando e scannerizzando il tutto. La domanda va allegata nella sezione “firma della domanda”, mentre cliccando sul pulsante “Salva” la richiesta viene inoltrata;
  • in alternativa, è possibile richiedere l’assistenza dei sindacati Felsa Cisl, Nidil Cgil o UilTemp.

Non esiste un limite di richiedere del bonus: l’indennità, infatti, viene assegnata al medesimo soggetto qualora rispetti tutti i requisiti richiesti. Inoltre, è possibile controllare in ogni momento lo stato della domanda visitando la sezione dedicata e inserendo il proprio codice fiscale e il numero di protocollo della pratica.

Naspi: cos’è e come funziona

L’indennità Naspi è un bonus che viene erogati ai lavoratori che si trovano in stato di disoccupazione per motivi involontari. Come specifica il sito dell’Inps:

La Naspi spetta ai lavoratori con rapporto di lavoro subordinato che hanno perduto involontariamente l'occupazione.

L’indennità viene corrisposta mensilmente e ha una durata variabile: il calcolo tiene conto della metà del numero delle settimane contributive eseguite negli ultimi quattro anni. Anche l’importo della Naspi è variabile al variare della retribuzione e viene calcolato nella misura del 75% della retribuzione media mensile imponibile degli ultimi quattro anni.

Naspi: a chi spetta e requisiti

Come specifica, di nuovo, il sito dell’Inps, l’indennità di disoccupazione spetta ai lavoratori con contratto di lavoro subordinato che hanno cessato il rapporto per cause involontarie. Tra questi soggetti rientrano anche gli apprendisti e i lavoratori assunti a tempo determinato nella Pubblica Amministrazione.

Per poter ottenere il sussidio, comunque, occorre soddisfare anche i seguenti requisiti fissati per legge:

  • essere in stato di disoccupazione come stabilito dalla legge, ovvero essere disponibili a cercare una nuova occupazione o a svolgere corsi per migliorare le proprie competenze;
  • aver versato almeno 13 settimane di contributi negli ultimi quattro anni precedenti alla cessazione del rapporto di lavoro;
  • aver eseguito almeno 30 giorni effettivi di lavoro nell’ultimo anno precedente la perdita del lavoro.

Con il decreto Sostegni bis, comunque, alcuni requisiti sono stati modificati: per tutti i dettagli sul calcolo e sul funzionamento dell’assegno Naspi puoi leggere il nostro articolo dedicato.

DIS-COLL: cos’è e come funziona

Infine, esiste un ulteriore sostegno al reddito per i lavoratori che si trovano in stato di disoccupazione: si tratta dell’indennità DIS-COLL. Questa prestazione spetta, in particolare, ai lavoratori titolari di un contratto di collaborazione coordinata e continuativa che hanno cessato il proprio rapporto di lavoro. Questi soggetti, però, devono essere iscritti alla Gestione separata dell’Inps.

Anche in questo caso l’importo dell’indennità DIS-COLL è variabile e viene calcolata in base al reddito medio mensile riferito all’anno nel quale è avvenuta la cessazione del rapporto rispetto all’anno precedente. 

Come per l’indennità Naspi, anche l’assegno DIS-COLL viene riconosciuto per un periodo pari alla metà dei mesi di contribuzione versati alla Gestione separata Inps a partire dal 1° gennaio dell’anno in cui è cessato il rapporto di lavoro.

Come richiedere le indennità Naspi e DIS-COLL

Per inoltrare le richieste delle indennità di disoccupazione è necessario soddisfare tutti i requisiti richiesti dall’Inps e seguire la procedura telematica riportata sul sito dell’Istituto. Sono disponibili i seguenti canali per inoltrare la richiesta:

  • il sito dell’Inps, nell’apposita area dedicata all’assegno Naspi e DIS-COLL;
  • chiamando il Contact center integrato al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164 164 (a pagamento da rete mobile);
  • rivolgendosi agli enti di patronato o agli intermediari dell’Istituto.

Sia per l’assegno Naspi, sia per quello DIS-COLL occorre presentare la domanda entro i 68 giorni successivi alla data di cessazione del rapporto di lavoro.