C’è chi avrà due volte la pensione? Che cosa significa doppio trattamento previdenziale? Chi sono i fortunati che ricevono il doppio importo pensionistico? Che cos’è il doppio importo e come posso aderire? Chi riceve la somma aggiuntiva e la tantum sulla pensione?

Nelle ultime settimane sono giunte in redazione tante richieste d'informazioni sul doppio importo del cedolino che spetterebbe a non pochi pensionati. Iniziamo nel chiarire subito che esiste la possibilità di ricevere la doppia quota pensione, se sono presenti i criteri disposti dall’ordinamento previdenziale. Così, come, le ultimissime novità previste dal Governo Draghi sulle pensioni. 

In sostanza, non si tratta del tutto di una novità dell’ultima ora, ma di un parziale riscontro ricavato dai dati emersi dall’elaborazione del Casellario, ovvero l’anagrafe generale degli enti previdenziali e delle gestioni che pagano le diverse pensioni.

Dati da cui è emerso che circa un pensionato rapportato a un numero di quattro riceve dall’INPS l’erogazione del doppio trattamento pensionistico, in questa elaborazione è emerso anche la parte dei pensionati che percepiscono più di due importi previdenziali

In questo contesto, si comprende che si può ottenere la doppia quota di pensione, se si soddisfano i requisiti di legge. È importante considerare che il secondo trattamento pensionistico potrebbe derivare da una diversa tipologia, come ad esempio il riconoscimento della pensione di reversibilità del coniuge deceduto e così via. 

Quella che viene definita doppia pensione o, quantomeno un doppio trattamento pensionistico potrebbe essere riconducibile a una rendita mensile prodotta dal fondo pensione complementare.

E, ancora, il frutto di un trattamento assistenziale, riconosciuto dalla Commissione chiamata a valutare lo stato di salute e la presenza del grado d'invalidità.

Non si esclude la presenza di un’altra tipologia di pensione, se perfezionati i requisiti in un’altra gestione. Come c'è chi riceverà senza ombra di dubbio una tantum e in più anche la somma aggiuntiva

Una breve guida alle caratteristiche della doppia pensione. Ti spiegheremo, come funziona e quando  spetta la doppia pensione e quando si attiva la tantum e la somma aggiuntiva. 

Come funziona la doppia pensione?

Le dinamiche legate alla carriera lavorativa investono indirettamente la pensione, questo perché, spesso si attivano versamenti e accrediti contributivi in due o più gestioni o, ancora, in diversi enti previdenziali INPS.

Nell’ipotesi in cui il lavoratore matura il diritto alla pensione in due o più gestioni può richiedere il riconoscimento del trattamento previdenziale direttamente a ognuna di esse. In questo modo, ottiene ogni singolo mese il rilascio della doppia quota pensione. 

Al raggiungimento dell’età pensionabile o dei requisiti necessari per la pensione anticipata ordinaria, ma anche le varie formule anticipate, come ad esempio Quota 102, Opzione donna e così via, il lavoratore può decidere se mettersi a riposo utilizzando una liquidazione raddoppiata, frutto del perfezionamento dei requisiti in due o più gestioni.

O, ancora, valutare altre possibilità che portano a far combaciare i contributi in una sola gestione INPS. Infatti, è possibile chiedere di ricongiungere i versamenti contributivi in un’unica gestione, oppure, attivare l’operazione che porta alla totalizzazione o cumulo gratuito dei contributi. 

Se ti interessa sapere il quadro delle "penalizzazioni sulle pensioni", ti consiglio di leggere qui

Pensione di reversibilità: quando si attiva la doppia pensione ai superstiti?

Come riportato da Money.it, un pensionato può ricevere la pensione mensilmente dall’INPS e, nello stesso modo, aver diritto anche alla pensione di reversibilità per la sopraggiunta scomparsa del coniuge. Se sussistono le condizioni previste dalla normativa, è possibile ottenere la doppia pensione, ovvero sia la pensione diretta che quella riferita alla reversibilità.

Quindi, è possibile ottenere la doppia pensione, la prima riconducibile al frutto della prestazione economica riconosciuta dall’INPS in funzione dei requisiti anagrafici (se richiesti) e contributivi previsti dalla prestazione previdenziale a cui si ha diritto. Mentre, la seconda rappresenta la pensione del coniuge estinto. 

Non sempre chi riceve la pensione diretta ha diritto anche alla pensione di reversibilità, purtroppo è importante considerare che i due trattamenti previdenziali potrebbero essere incompatibili tra loro.

Il pensionato potrebbe non risultare adatto al rilascio della doppia pensione per motivi legati alla condizione reddituale.

Infatti, la pensione di reversibilità è strettamente legata alla presenza di diversi criteri, il cui principio fondamentale tende a falciare l’importo, quali:  

  • viene applicata la misura del 25% sui redditi annui che risultano più alti di tre volte ed entro quattro volte il minimo di pensione;
  • viene applicata la misura del 40% sui redditi annui che risultano più alti di quattro volte ed entro cinque volte il minimo di pensione;
  • viene applicata la misura del 50% sui redditi annui che risultano più alti di cinque volte il minimo di pensione.

È importane considerare che per l’anno in corso la pensione di reversibilità può essere integrata al minimo nella misura considerata piena, se il reddito annuo risulti essere non più alto di 6.702, 54 euro, ovvero il frutto del trattamento minimo incrementato di 13 mensilità. Superando questa soglia reddituale si attivano delle riduzioni sulla pensione di reversibilità.

Va, detto, che esistono delle eccezioni che permettono di riscuotere la doppia pensione di reversibilità. 

Fondo complementare, grazie alla rendita arriva la doppia pensione 

I lavoratori che abbracciano un piano di pensione complementare registrandosi nel fondo apposito proiettano un futuro pensionistico organizzato dal rilascio di due pensioni.

In questo caso, si versano i contributi nel fondo per poi ricevere una rendita mensile al momento opportuno. In altre parole, si prende atto che la pensione rilasciata dall’INPS attraverso il metodo contributivo rischia di risultare inadeguata ai fabbisogni di una vita futura, per cui si ricorre alle integrazioni.

Infatti, attraverso la registrazione al Fondo pensione integrativa o, ancora Fondo pensione complementare il lavoratore si garantisce una rendita mensile aggiuntiva al trattamento pensionistico a cui ha diritto.  

Il lavoratore accumula versamenti nel fondo pensioni che li dirotta negli investimenti. Una volta perfezionati i requisiti necessari per richiedere il trattamento previdenziale o una quota della rendita può richiedere entrambe. 

Ecco, perché c’è chi percepisce due o più pensioni in relazione alla carriera lavorativa, quindi al frutto della registrazione in più gestioni o, ancora nei fondi pensione. 

Posso avere la doppia pensione con l’invalidità?

La pensione d'invalidità civile viene riconosciuta dalla Commissione al lavoratore in presenza d'insorgere di complicazioni relative allo stato di salute.

Si tratta, più di un trattamento assistenziale riconosciuto dall’INPS in presenza d'invalidità a cui viene attribuito una percentuale che indica la gravità dello stato si salute. Fondamentalmente la presenza dell’invalidità permette di ricevere una o più prestazioni, assistenziali, fiscali e così via.

Nel caso della doppia pensione, significa che l’invalido deve aver maturato i versamenti contributivi a cui va aggiunto lo stato precario di salute, sicuramente non è semplice. Occorre, rientrare in specifiche condizioni reddituali. 

In presenza di un’invalidità che oscilla nella misura tra il 74% ed entro il 99% e un reddito da pensione (individuale) non più alto di 5.005,94 euro, l’INPS eroga un trattamento assistenziale del valore di 291,95 euro.  

La medesima prestazione spetta in presenza di un’invalidità al 100%. Tuttavia, in quest’ultima ipotesi esisto più margini per ricevere anche la doppia pensione. Infatti, la soglia reddituale di riferimento non deve risultare più alta di 17.271,19 euro

Possono richiedere il doppio trattamento previdenziale i ciechi assoluti e parziali, sordomuti e drepanocitosi o talassemia major. 

L’assegno di accompagnamento risulta essere conciliabile con la doppia pensione, in quanto non si tratta di un’indennità non condizionata dalla presenza del reddito. 

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Il doppio importo della pensione grazie al decreto Aiuti

Come si legge, da IlSole24Ore, i pensionati con un reddito annuo non più alti di 35 mila euro avranno diritto a una somma aggiuntiva del valore di 200 euro.

Si tratta, di una tantum che verrà collegata alla quattordicesima del valore di circa 504 euro in favore dei pensionati over 64 con un reddito non più alto di 13.659,88 euro (lordi).

Mentre, per coloro hanno raggiunto i 64 anni di età spetta una somma aggiuntiva, ovvero quattordicesima fino a 655 euro, se il reddito annuo non risulti più alto di 10.244,91 euro (lordi). 

Molto probabilmente la tantum del valore di 200 euro sarà caricata insieme alla pensione e alla quattordicesima