Oggi sono partite le consultazioni, tra il nuovo governo Draghi e i sindacati, in merito ad una possibile riforma del sistema pensionistico e con particolare attenzione alla scadenza della Quota 100.

Quasi sicuramente Draghi sceglierà di non prorogare la misura di pensionamento anticipato, in primo luogo visto quello che sembra l’aut aut dato da Bruxelles alla nostra nazione, di rivedere il sistema pensionistico se vuole accesso al Recovery Fund.

In secondo luogo Draghi e la Commissione Europea sembrano avere una posizione politicamente molto simile sulla Quota 100.

Draghi in passato non ha nascosto di essere un nemico del pensionamento anticipato, esprimendosi a sfavore dell’attuale sistema italiano. Il premier potrebbe cogliere la palla al balzo e sbarazzarsi della Quota 100 e altre forme di pensioni anticipate, da lui sempre osteggiate. 

Che cosa è la Quota 100 e chi ne ha diritto

Introdotta dal cosiddetto decretone del 2019 la Quota 100 è una misura sperimentale di previdenza sociale, per la quale è possibile andare in pensione con un’età anagrafica minima di 62 anni e con 38 anni di contributi accumulati. I due requisiti devono essere soddisfatti insieme e sono imprescindibili l’uno dall’altro.

Per adesso sono inclusi nella Quota 100 tutti i lavoratori, dei settori pubblici e privati. Siano essi dipendenti, parasubordinati o autonomi, che hanno maturato i requisiti necessari dal 1 gennaio 2019 al 31 dicembre 2021.

Più tecnicamente, per avere diritto ad andare in pensione con la Quota 100 bisogna essere iscritti alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi, all’Assicurazione Generale Obbligatoria, ai fondi sostitutivi ed esclusivi dell’A.G.O. e alla Gestione Separata INPSSono invece esclusi dalla Quota 100 i lavoratori appartenenti ai gruppi delle Forze armate e di Polizia e i Vigili del fuoco

Con l’introduzione della Quota 100 sono state introdotte le cosiddette finestre, cioè il tempo dopo il quale, una volta maturati i requisiti, si può fare richiesta di pensione anticipata.

Attualmente le finestre sono così suddivise:

  • Settore pubblico: 3 mesi dal raggiungimento dei requisiti 
  • Lavoratori autonomi: 3 mesi dal raggiungimento dei requisiti 
  • Settore privato: 6 mesi dal raggiungimento dei requisiti 
  • AFAM: dal 1 novembre 2021. La domanda deve essere presentata entro il termine fissato dal MIUR 
  • Lavoratori scuola: dal 1 settembre 2021. La domanda deve essere presentata entro la data stabilita dal MIUR 

Opzione Donna e APe Sociale

Se il problema pensionistico è rappresentano per gran parte dal possibile non rinnovo della Quota 100, vi sono altre misure di pensionamento anticipato che sono anch’esse in scadenza e su cui il governo Draghi dovrà esprimersi.

L’APe sociale è un sussidio che lo stato eroga ad alcune fasce di lavoratori fino al raggiungimento della pensione di vecchiaia, purché abbiano raggiunto il 63esimo anno di età e abbiano una contribuzione dai 30 ai 36 anni.

Ad esempio, sono inclusi nell APe sociale quei contribuenti che, in presenza dei due requisiti indicati, siano rimasti senza lavoro prima del raggiungimento della pensione.

Opzione donna è invece una misura di pensionamento anticipato rivolta alle contribuenti di sesso femminile. Le donne che hanno maturato 35 anni netti di contributi (cioè non contando i periodi di malattia o interruzione lavorativa dovuta ad altre cause) e che hanno più di 58 anni (se lavorano come dipendenti) o più di 59 (per le lavoratrici autonome) hanno diritto alla pensione anticipata. Possono fare richiesta di questa dai 12 ai 18 mesi dopo aver maturato i requisiti.

Anche le due misure corrono dei rischi con il governo Draghi.

La Quota 100 in scadenza 

La Quota 100 sarà in vigore fino alla fine del 2021. Il governo Conte bis aveva chiarito che, pur non volendo riconfermare la misura, aveva comunque in mente di creare nuove soluzioni che dessero una linea di continuità. Si era quindi parlato, anche se non molto concretamente, di una possibile Quota 102.

Al momento attuale, molti ritengono che la Quota 100 sia stata un flop. Sono pochi infatti i lavoratori disposti a rinunciare a ben cinque anni di contributi pensionistici.

Secondo le stime, 973.000 lavoratori in Italia avrebbero potuto usufruire della Quota 100, ma solo 268.000 hanno scelto di fare domanda di pensione anticipata.

Tuttavia, con l’avvento della pandemia i sostenitori della Quota 100 propendono per l’estensione della misura, che potrebbe essere usata come alternativa al licenziamento, offrendo insomma un pensionamento anticipato ai lavoratori che rischiano di perdere il posto di lavoro.

Un’altra scadenza molto importante per l’Italia è infatti marzo 2021, quando terminerà il blocco dei licenziamenti imposto durante lo stato di emergenza dovuto alla pandemia.

Un rapporto compilato dalla Ragioneria dello Stato afferma che se la Quota 100 fosse riconfermata, questo porterebbe in futuro a un aumento del 6% del PIL per la spesa pensionistica.

Tra i sostenitori di Quota 100, alcuni ritengono però che l’aumento, già registrato dell’1% del PIL per la spesa pensionistica, non sia un dato reale ma l’effetto della caduta del PIL a causa della crisi COVID-19. Se invece si verificasse una crescita economica allora la percentuale di PIL per la spesa pensioni si ridurrebbe da sola, drasticamente e senza dover ricorrere a tagli o eliminazione di misure sul riposo anticipato.

Cosa farà Draghi con la Quota 100?

Ad ostacolare una possibile proroga della Quota 100, da parte del nuovo governo Draghi, vi è in primis la posizione da sempre ostile dell’Unione Europea.

Secondo la Commissione Europea l’Italia dovrebbe rivedere l’intero sistema pensionistico, che grava troppo sul bilancio e quindi sul debito della nazione.

Molto probabilmente la riforma pensionistica sarà uno dei punti su cui l’Italia dovrà cedere se vuole ottenere il denaro del Recovery Fund.

Un possibile non rinnovo della Quota 100 è poi reso concreto dalle opinioni già espresse in passato da Draghi. Quando era governatore della Banca d’Italia, Draghi aveva già esternato il suo disappunto per le misure di pensionamento anticipato, affermando che se si vuole garantire agli anziani un buon tenore di vita è indispensabile allungare l’età lavorativa.

L’ex ministro Elsa Fornero, ai microfoni di Rai News 24, ha ricordato che fu proprio Draghi, con una lettera inviata a Monti nel 2011, a chiedere che venisse attuata la riforma pensionistica. La misura, detta appunto legge Fornero, portava ad un innalzamento dell’età pensionabile.

La Quota 100 nacque proprio allo scopo di arginare la riforma Fornero e dare ai lavoratori la possibilità di una pensione anticipata, basata sulla contribuzione.

Ad ogni modo i sindacati e le opposizioni, sono compatti nel sostenere che non si possa eliminare la Quota 100 con un colpo di spazzola.

Servono misure graduali che tengano in considerazioni le esigenze dei lavoratori prima che di chiunque altro. Soprattutto, i sindacati premono perché il nuovo esecutivo attui una riforma delle pensioni che allontani lo spettro della legge Fornero.