Finalmente è in arrivo il nuovo decreto del governo Draghi, quello dei "sostegni" e degli "indennizzi" alle imprese, ai lavoratori che sono stati costretti a restare fermi durante l'ultima ondata di contagi ma anche alle famiglie e ai disoccupati.

E sembrano esserci novità soprattutto sul fronte lavoro e ammortizzatori sociali. Come spesso è stato esposto pubblicamente dallo stesso primo Ministro Il principale obiettivo a lungo termine del governo Draghi per quanto riguarda chi è in difficoltà, sarà quello di far conservare quanto più possibile ai cittadini il proprio posto di lavoro, o per quelli che già lo hanno perso, investire nelle politiche attive e nel rafforzamento della riqualificazione e dell'assistenza ai disoccupati nell'ambito della formazione e della ricerca di un nuovo posto di lavoro. In modo che nessuno resti indietro.

Questi i principali intenti per la ripartenza che sono stati spesso sottolineati anche dall'Unione Europea come traguardo e finalità dei nuovi investimenti che l'Italia dovrà fare grazie al Recovery Fund e ai fondi previsti nell'ambito del programma Next Generation EU per essere di sostegno alle categorie più fragili in tema di lavoro e disuguaglianza sociale. 

Ma anche per evitare di continuare a penalizzare le fasce più deboli che maggiormente hanno risentito della crisi che al momento sono le donne e i giovani sotto i 35 anni che non studiano e non sono in cerca di occupazione. Per questo il tema degli incontri tra Ministeri e parti sociali è stato spesso incentrato su una proroga e riforma degli ammortizzatori sociali, come anche era già nella piena intenzione del precedente governo.

Inevitabile ricordare però che al momento, soprattutto dopo che è passato così tanto tempo dall'ultimo decreto ristori, molti cittadini sono rimasti in condizioni precarie ed in attesa dell'arrivo di un altro pacchetto di aiuti che possa contribuire a sostenere le famiglie a superare un momento di difficoltà momentanea, almeno fino alla fine dell'emergenza sanitaria.

Arrivano buone notizie almeno sul fronte licenziamenti e ammortizzatori sociali sia dopo l'ultimo incontro tra sindacati e il nuovo Ministro del lavoro e delle politiche sociali Andrea Orlando sia dalla più recente bozza del decreto prossimo all'approvazione che sta circolando in queste ore. Ecco quali sono le principali novità e tute le proposte in attesa di approvazione  in materia di proroga Naspi, cassa integrazione e blocco licenziamenti.

Decreto Draghi: proposta terza proroga Naspi

Sono molti i disoccupati che stanno attendendo con ansia la notizia ufficiale di una terza proroga Naspi, In particolar modo parliamo di chi ha da poco terminato i pagamenti dell'indennità di disoccupazione. Per moltissimi infatti attualmente l'indennità rappresenta l'unico reddito percepito, ed in mancanza di una riapertura, anche con la prossima stagione turistica ad alto rischio, e il protrarsi della chiusura di molti settori, una volta finita la disoccupazione per queste persone potrebbe presentarsi una situazione drammatica, non potendo nell'immediato neanche riuscire ad accedere al reddito di cittadinanza.

A fine gennaio la proroga della Naspi era stata confermata dai ministri del governo Conte, ma ora con Draghi, non è stata più menzionata tra le voci che devono essere approvate con la firma del nuovo decreto "sostegno". Un silenzio preoccupante che sta facendo perdere la speranza ad alcuni di veder confermato l'unico strumento che potesse dare loro un po' di respiro vista la fase ancora attiva della pandemia e la scarsa possibilità di trovare presto un nuovo impiego.

Per quanto riguarda la Naspi però ci sono buone notizie. Infatti sembra proprio che se ne sia parlato e discusso anche durante l'ultimo incontro tra Ministero del lavoro e parti sociali di sabato scorso. Un incontro proprio incentrato sulla riforma degli ammortizzatori sociali di cui l'indennità di disoccupazione fa parte e sugli aiuti da erogare urgentemente a chi è rimasto senza lavoro e senza alcuna indennità.

Dalle ultime indiscrezioni dunque sembrerebbe che ci sia la volontà nel portare avanti il lavoro già iniziato dalla ex ministra Catalfo che non solo aveva previsto almeno altri due mesi di proroga per chiunque avesse finito la disoccupazione nei mesi probabilmente che vanno da dicembre a marzo 2021.

Anche se successivamente si era parlato di fare arrivare la proroga fino a fine emergenza per tutti. Ma anche un più semplice accesso all'indennità di disoccupazione, eliminando i paletti dei 30 giorni di lavoro effettivo nei mesi precedenti la richiesta e soprattutto la diminuzione percentuale dell'importo corrisposto dopo il terzo mese di fruizione.

Inoltre anche una durata complessiva maggiore che potrebbe superare il limite imposto dai contributi effettivamente versati nei quattro anni precedenti ed arrivare ad un minimo di non meno di 6 mesi, sempre accompagnati dall'obbligatorietà di seguire percorsi per il reinserimento nel mondo del lavoro.

Riforma ammortizzatori sociali e Naspi

Se la prima ipotesi sulla base di quello già in progetto dal governo Conte fosse quella di prorogare la Naspi per chi l'avesse terminata negli ultimi mesi della pandemia e non fosse rientrato nelle prime due proroghe. Questa potrebbe essere di almeno due mesi prevedendo il pagamento della stessa cifra dell'ultima mensilità percepita. la seconda invece, cher però potrebbe arrivare più avanti,  sarebbe comunque di prorogare i termini per tutti quindi oltre all'ipotesi di far rientrare nella Naspi anche quelli che ad esempio la finiranno dopo giugno in modo da consentire mensilità aggiuntive che poi saranno applicate a tutte le indennità richieste dopo il decreto.

Queste ultime proposte potrebbero sicuramente rientrare nella ampia riforma degli ammortizzatori sociali chiesta ormai da mesi da tutti i sindacati e promessa anche dal Ministro Orlando, con approvazione che potrebbe arrivare entro fine marzo

Ed un'altra grande novità è che ci dovrebbe essere in previsione la possibilità di richiedere l'indennità di disoccupazione anche per chi ha la partita iva o fa un lavoro autonomo.

Andando così ad integrare anche la Iscro che di fatto è una sorta di cassa integrazione per le stesse categorie iscritte alla gestione separata Inps. Ma il progetto sarebbe quello di vera e propria riforma dell'indennità di disoccupazione che oggi è conosciuta come Naspi (Nuova assicurazione sociale per l'impiego). A partire dal nome: infatti potrebbe essere denominata "indennità di protezione universale" per sottolineare appunto la più ampia platea di soggetti che andrà a raggiungere.

Un nuovo, sussidio più a lungo termine che spetterebbe anche ai lavoratori autonomi, liberi professionisti e partite iva. L'indennità potrebbe anche avere tempi di durata più lunghi, sempre a partire dai sei mesi minimo e poi in funzione dei contributi versati.

Riforma Draghi: assegno ricollocazione Naspi, reddito minimo e protezione universale

Presente nella bozza della riforma già presentata ai nuovi vertici del Ministero del lavoro dalla commissione di esperti che era stata nominata dalla Ministra Catalfo, l'ipotesi far rientrare nella riforma di protezione universale  anche un sussidio fatto su misura per i giovani professionisti iscritti all'albo che fungerebbe da reddito minimo garantito, sulla scia di quello di cittadinanza, ma che dovrebbe garantire un entrata di base per chi si è da poco affacciato al mondo del lavoro.

In teoria sarebbe più che altro una indennità per integrare le entrate da lavoro in proprio che aumenta o diminuisce  in base ai compensi e guadagni in modo da poter garantire ai lavoratori di non scendere mai sotto al limite di una certa soglia di reddito.

Oltre soprattutto ad una veloce modifica per rilanciare l'assegno di ricollocazione, per avere prima possibile finalmente la delibera che ne permette l'erogazione nuovamente anche ai disoccupati Naspi e a chi è in cassa integrazione.  Una possibilità reinserita da poco proprio con la legge di bilancio 2021

Obiettivo primario inoltre il potenziamento delle politiche attive per il lavoro anche per chi attualmente percepisce il reddito di cittadinanza. Affiancare più sostegno lavorativo proprio a questi soggetti, in modo da poter offrire incentivi per l'occupazione a quanti più cittadini possibili coinvolgendo i centri per l'impiego pubblici e privati e l'Anpal.

Dl Sostegno Draghi: Cassa integrazione più veloce

Anche per la cassa integrazione è arrivata la proroga ufficiale con il decreto "milleproroghe" che ne ha confermato i nuovi termini al 31 marzo. La bozza del nuovo decreto firmato draghi però potrebbe prevedere l'estensione del periodo fino a fine 2021, almeno per quella causa covid-19.

Ma non solo. In materia di cassa integrazione saranno rese operative le nuove modalità di richiesta da parte dei datori di lavoro senza modello sr41 che dovrebbero velocizzare i pagamenti e finalmente erogare gli indennizzi entro 30 giorni a tutti i lavoratori.

Una modalità di gestione delle domande unificata per interrompere il lento e macchinoso iter che ha comportato il rallentamento di tutta la procedura, dalle richieste ai pagamenti. La semplificazione con le nuove modalità potrebbe essere approvata a breve ed inserita proprio nel prossimo decreto sostegno

Inoltre ampliare la platea delle aziende che potranno usufruire della cassa integrazione in futuro per tutti i lavoratori, anche a quelle che attualmente hanno meno di 5 dipendenti. Sarà finanziata in parte anche dai datori di lavoro che dovranno contribuire su base assicurativa e anche differenziata rispetto alle categorie.

Decreto sostegno: arriva la proroga del blocco licenziamenti

In tutti questi mesi, in materia di protezione dei lavoratori, una delle questioni principali è stata sempre quella del blocco licenziamenti: nodo cruciale anche di ogni incontro tra Ministero del lavoro e sindacati.

La bozza che sta circolando riguardante le proposte contenute nel decreto sostegno del governo Draghi contiene anche la proroga del blocco licenziamenti almeno fino al 30 giugno

Tenuto conto soprattutto dell'ultimo Dpcm che ha ulteriormente prolungato lo stato di emergenza e confermato le chiusure nelle nuove zone rosse e arancioni. La data sembra essere ufficiale, ma non è ancora chiaro se a partire da questo decreto o successivamente il blocco probabilmente diventerà selettivo.

Cioè proseguirà solo per le aziende che sono maggiormente in crisi e a rischio di nuove chiusure, come quelle dell'ambito turistico, dello spettacolo e della ristorazione mentre per altri il blocco terminerà. Questo anche per trovare un punto di incontro comune tra le richieste delle parti sociali a difesa dei lavoratori e Confindustria.

Ovviamente però la misura dovrà essere accompagnata da un sostegno vero sia per le aziende che per i lavoratori evitando che a fine blocco ci siano esuberi di personale che non riusciranno a reinserirsi dopo la fine del periodo cassa integrazione.

Ora per tutte le conferme o le modifiche bisognerà attendere i prossimi giorni, ma il decreto sostegno dovrebbe essere approvato prima possibile. Tutti i Ministri interessati hanno fatto sapere di stare lavorando intensamente per velocizzare la firma del documento che potrebbe finalmente garantire un po' di tranquillità a chi in questi ultimi mesi è rimasto in attesa di risposte concrete per il futuro.