Se con la chiusura dell’estate molti si aspettavano di sentire grosse novità in merito alla misura che nella Riforma Pensioni avrebbe sostituito Quota 100, così non sarà a quanto pare.

Quota 100 scadrà senza troppo clamore e al momento l’esecutivo governativo non sembra intenzionato a creare un sostituto, che i sindacati vorrebbero in Quota 41. Cioè non il governo non è interessato ad una misura costosa e di cui possano beneficiare tutti a prescindere dalla categoria lavorativa.

Eventuali spese per la Riforma Pensioni dovranno essere conteggiate in previsione con la Manovra di Bilancio, che viene emanata a fine anno ma la cui bozza viene presentata mesi primi, onde avere il tempo di effettuare le modifiche dovute.

Per la Legge di Bilancio 2022 la presentazione della bozza è prevista per la metà del mese prossimo e al momento stando alle notizie che abbiamo non è previsto nessuno scostamento utile a reperire i fondi per una Quota 41 o una nuova Quota 100.

Questo non vuole dire che nel 2022 non ci sarà la possibilità di un pensionamento anticipato prima dei 67 anni, cioè quando è prevista la pensione di vecchiaia.

La scelta del governo Draghi sulla questione Riforma Pensioni è infatti quella di non destinare fondi massicci ad una misura per tutti alternativa a Quota 100, che da sola vale ben 3,5 miliardi, ma piuttosto ampliare e lasciare attive misure esistenti.

In questo sistema Draghi la pensione anticipata a partire dai 56 anni sarà ancora possibile, solo non per tutti!

Una valida panoramica di quello che potrà essere il sistema pensionistico sotto il segno di Draghi è offerta anche dal video YouTube di Mondo Pensioni:

 

Chi andra in pesnione a 56 o 57 anni nel 2022?

Ad avere accesso ad una pensione anticipata saranno prima di tutto i titolari di Legge 104 per i quali il governo ha previsto il rinnovo delle agevolazioni esistenti, cioe l'uscita a 56 anni. 

Ancora nel 2022 sarà a disposizione dei contribuenti la RITA, che da accesso alla pensione anticipata a 57 anni se si sono versati almeno 5 anni di previdenza complementare.

Inoltre per avere diritto ad andare in pensione con la RITA è richiesto che il lavoratore abbia non solo compiuto 57 anni ma risulti inoccupato, cioè abbia smesso di lavorare, da almeno 24 mesi.

Qualora il requisito legato all'attività lavorativa non possa essere soddisfatto sarà ancora possibile ritirarsi con la RITA, ma al compimento di 62 anni e dopo che si siano versati almeno 20 anni di contribuzione obbligatoria, oltre ai 5 anni di quella complementare.

Prima di chiudere vale la pena di ricordare che quanti vanno in pensione con RITA godono di alcune agevolazioni fiscali rispetto a chi esce dal lavoro con altre forme di pensionamento anticipato.

Che cosa sono gli scivoli pensionistici azienzali e chi ne ha diritto

Arriviamo agli scivoli pensionistici aziendali con i quali le aziende, o meglio i datori di lavoro, possono, previo accordo preso prima con l’INPS, offrire ai propri stipendiati una pensione anticipata, della quale si faranno carico in tutto o in parte.

Dal punto di vista del lavoratore, la pensione anticipata con gli scivoli aziendali non può mai essere un’imposizione, cioè è una possibilità che il datore di lavoro offre ai suoi dipendenti e che questi possono accettare o rifiutare.

Nello specifico le attività che superano il numero di 15 dipendenti possono accedere alla isopensione, che è uno scivolo pensionistico di massimo 7 anni, cioè si possono pensionare i lavoratori purché questi abbiano compiuto almeno 60 anni.

Una delle mosse del governo Draghi con il DL Sostegni bis è stata quella di modificare la normativa del contratto di espansione, altro scivolo pensionistico ora aperto a tutte le aziende con almeno 100 dipendenti.

Il contratto di espansione, ampliato al fine di contrastare gli effetti dell’interruzione del blocco licenziamenti, consiste in uno scivolo massimo di 5 anni, con la pensione anticipata concessa a partire dai 62 anni.

Draghi punta tutta sulla pensione anticipata con Opzione Donna e Ape Sociale 

Nel 2022 ci sarà la possibilità di una pensione anticipata rivolta però alle sole lavoratrici, cioè la ben nota Opzione Donna.

A quanto si apprende sono fase di studio alcune modifiche come quelle di rendere Opzione Donna una scelta permanente, cioè integrarla per sempre al sistema pensionistico italiano.

Si sta inoltre valutando la proposta, su cui premono i sindacati, di arricchire Opzione Donna con Quota Mamma, cioè concedere uno sconto sulla pensione alle lavoratrici che hanno figi.

I requisiti per accedere alla misura dovrebbero rimanere invariati, così come il calcolo dell’assegno, cioè Opzione Donna sarà accessibile per le donne una volta che abbiano messo da parte 35 anni netti di contribuzione e abbiano compiuto 58/59 anni di età. Per le lavoratrici autonome il requisito anagrafico consiste infatti in un anno in più.

Il governo Draghi ha anche previsto il rinnovo certo di Ape Sociale, cioè dell’anticipo pensionistico.

Ape Sociale non è una misura aperta a tutti né mai lo sarà, tuttavia l’esecutivo ha previsto almeno un ampliamento della platea delle categorie lavorative che ne avranno diritto nel 2022.

Ricordiamo che Ape Sociale può essere richiesto dai lavoratori che abbiano compiuto 63 anni e si trovino in particolari condizioni come svolgere attività gravose, caso in cui servono anche 36 anni di contributi, siano costretti ad assistere un parente o siano rimasti disoccupati, nel qual caso sono richiesti solo 30 anni di contributi. 

La prima modifica dovrebbe essere quella di aumentare il numero delle attività considerate gravose e aprire poi la misura anche ai lavori usuranti, questi ultimi ora usufruiscono della pensione anticipata con misure specifiche come Quota 98,6 o Quota 97,6.

Si parla poi della possibilità di arricchire Ape Sociale con una nuova agevolazione, che permetta di andare in pensione prima se si sono superati i dieci anni di lavoro consecutivo.

Le possibilità di pensione anticipata grazie ai soli contributi versati

In effetti nel 2022 una Quota 41 ci sarà, ma non è quella che chiedono i sindacati.

I lavoratori precoci sono infatti gli unici che avranno ancora accesso l’anno prossimo alla pensione anticipata una volta raggiunti 41 anni di contributi. Precisiamo che la normativa italiana considera un lavoratore precoce chiunque prima di compiere 19 anni abbia versato un anno di contribuzione obbligatoria.

Per chi non fa parte di questa categoria sarà comunque possibile una pensione su requisiti contributivi:

  • donne, 41 anni e 10 mesi di contributi;
  • uomini, 42 anni e 10 mesi di contributi.

Tutte le opzioni di pensione anticipata nel 2022 

Riepilogando quanto detto finora, prima di tutto a poter andare in pensione a 56 anni saranno coloro che usufruiscono delle agevolazioni concesse dalla legge 104 ed è in fase di studio la possibilità di estendere la pensione anticipata a 57 anni anche ai caregiver di questi ultimi.

In pensione anticipata a 57 anni nel 2022 potranno poi andare tutti i lavoratori che versano la previdenza complementare e per i quali sarà rinnovata la RITA.

Previsto il rinnovo di Opzione Donna con importanti modifiche quale potrebbe essere la nuova Quota Mamma, cioè una nuova agevolazione per le lavoratrici madri.

Ancora Ape Sociale sarà prorogato l’anno prossimo con la possibilità di cambiamenti strutturali che permetteranno a nuove categorie lavorative di andare in pensione a 63 anni.

Sono poi previste due tipologie di pensione anticipata che può essere richiesta solo basandosi sui requisiti contributivi raggiunti. La prima è Quota 41, ma solo per i lavoratori precoci, e la seconda è la pensione anticipata accessibile a tutti con 42 anni e 10 mesi (uomini) o 41 anni e 10 mesi (donne).

L’esecutivo Draghi ha poi previsto modifiche a proroghe agli scivoli aziendali, cioè nel 2022 sarà possibile in alcune circostanze e solo per i lavoratori dipendenti privati andare in pensione a 60 anni con la isopensione e a 62 anni con il contratto di espansione.

Ultimissime sulla Riforma Pensioni. Che ne è di Quota 41 per tutti?

Dunque il quadro che abbiamo delineato fino adesso di fatto concede la pensione dai 56 ai 67 anni, che è l’età richiesta per la pensione di vecchiaia dopo la Riforma Fornero.

Ma è evidente che la grossa differenza con Quota 100, che era aperta più o meno a tutti, è che questo sistema lascia fuori dalla possibilità di una pensione anticipata molte categorie lavorative.

Tuttavia in questo senso la partita non si è completamente conclusa e, per quanto per ora non siano ancora fissate le date di nuovi incontri tra Governo e Sindacati per discutere del sostituto di Quota 100, ci sono delle possibilità in ballo.

Prima di passare ad ipotesi e speculazioni continuiamo su un terreno più o meno certo e cioè che stando alle dichiarazioni dell’esecutivo due cose sono chiare. Prima di tutto Quota 100 (62 anni di età + 38 anni di contributi) non sarà rinnovata nel 2022. Poi, Quota 41 per tutti non è attuabile perché costa ben 4,3 miliardi di euro e non ci sono i fondi per accontentare i Sindacati.

L’INPS trova due sostituti economici alla pensione con Quota 100

Una possibile mediazione, cioè due sostituti economici a Quota 100, poco vantaggiosi per i lavoratori ma che potrebbero tenere buoni i Sindacati, sono stati identificati dall’INPS. E il primo consiste in una nuova Quota 100, ma che costa solo 1,2 miliardi di euro, con la pensione anticipata a 64 anni più 36 di contributi.

Poi la pensione anticipata a doppia quota, cioè facendo in modo che chi gode di una pensione mista possa smettere di lavorare a 63 anni ottenendo un anticipo pensionistico, che è pari alla quota contributiva. Si aspetteranno poi i 67 anni della pensione di vecchiaia per l’importo intero con quota retributiva e quota contributiva.

In ogni caso grandi novita si scopriranno non appena sarà pronta la bozza delle Legge di Bilancio del prossimo anno dalla quale si sapò anche quanti fondi sono stati destinati alla Riforma Pensioni e per quali manovre attuare.